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Cronache

De Magistris commenta la decisione della Corte dei Conti di sospendere il blocco della spese: Chi tifava per il crollo della città vadano a farsi una bella passeggiata

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È una “vittoria che salva la città di Napoli” dal baratro in cui era stata cacciata da zelanti magistrati guardiani dei conti da qualche anno. Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris definisce la decisione delle sezioni riunite della Corte dei Conti di sospendere il blocco della spesa per il Comune un successo per chi ama Napoli. “Tutti quelli che tifavano per il crollo della città devono andare a farsi una bella passeggiata e respirare un po’ di ossigeno democratico”, dice de Magistris che, intervistato da Radio Crc, ha parlato di “soddisfazione un po’ amara”.

Il primo cittadino esulta comunque per l’esito del ricorso del Comune contro la decisione della sezione regionale della magistratura contabile di bloccare la spesa, una decisione che, spiega, “ha rischiato di far crollare la città. Avere per mesi il blocco della spesa per un Comune che già non ha soldi ha significato arrivare a non poter garantire i servizi minimi, a non poter lavorare o fare nottate e straordinari per adempiere ai compiti. Il dubbio che viene – ha aggiunto de Magistris – è la finalità di tutto questo. Si capiva perfettamente che si trattava di atti con la sola finalità oggettiva di arrivare allo scioglimento del Consiglio comunale”. Secondo de Magistris è “evidente il tentativo di non consentirci di esprimere il lavoro che vorremmo, e chi paga le conseguenze sono soprattutto i cittadini”. Ora può guardare con ottimismo alla manovra che tra oggi e domani la Giunta comunale dovrà approvare, prima dell’approdo in Consiglio comunale: “Liberiamo risorse che dovevano essere messe a garanzia dell’eventuale non capacità di dismissione del patrimonio – ha spiegato – quindi si liberano risorse importanti che possono andare a migliorare una serie di servizi per la città”.

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Lavoratori trattati come schiavi: blitz della Polizia a Latina, coinvolti anche un sindacalista e un ispettore del lavoro

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Sfruttavano centinaia di stranieri e li impiegavano nei campi a fare lavori agricoli in condizioni disumane. È in corso un’operazione della Polizia di Stato di Latina nei confronti di un’organizzazione criminale dedita allo sfruttamento del lavoro ed al caporalato ai danni di centinaia di persone.

Nel blitz coinvolti fra gli altri un sindacalista ed un ispettore del lavoro che operavano nella provincia di Latina: anche loro sono stati raggiunti da una misura cautelare, eseguita dai poliziotti della Squadra Mobile e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato.

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Cronache

Non si ferma all’alt dei carabinieri e va a schiantarsi contro un albero a Monteforte Irpino: morto un quarantenne di Mercogliano

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Un incidente con dei punti oscuri quello avvenuto a Monteforte Irpino, sulla strada nazionale, in località Gaudi nel quale un uomo che guidava una Fiat Bravo non si sarebbe fermato all’alt dei carabinieri finendo con l’impattare contro un albero. Antonio Dello Russo, 40 anni, di Mercogliano morto incastrato nelle lamiere della sua auto. I Vigili del Fuoco ci hanno messo ore a recuperare l’auto, a tirare fuori Dello Russo e a liberare la strade.

La ricostruzione di quanto accaduto non è ancora ben chiara: Dello Russo, potrebbe aver urtato l’auto dei carabinieri e poi sarebbe scappato, inseguito dai militari lungo la strada che da Baiano porta ad Avellino. La sua corsa è finita all’altezza dell’incrocio con la provinciale per Taurano, nella zona del ponte dell’autostrada, quando Dello Russo è andato a schiantarsi contro un albero. L’uomo che è molto conosciuto nella zona, non solo a Mercogliano dove risiedeva, aveva lavorato per un corriere ma attualmente sembra fosse disoccupato: questo però non spiega perché non si sia fermato all’alt dei carabinieri.

 

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Cronache

Bombe ad Afragola e alla pizzeria Sorbillo, l’analisi di Salvatore Calleri della Fondazione Caponnetto: camorra sovrana in certi posti

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Salvatore Calleri parla con Juorno.it, analizza il fenomeno camorra dentro quel perimetro più ampio e pericoloso che sono le mafie d’Italia. Calleri ne parla con la competenza dello studioso, di chi quotidianamente analizza pervasività, perniciosità, eversività delle mafie in Italia. Lo fa dall’Osservatorio privilegiato della Fondazione Caponnetto che presiede. L’abbiamo ascoltato sul ritorno delle bombe nell’area nord di Napoli (Afragola, Sant’Antimo, Melito, Grumo Nevano) e sull’ordigno fatto esplodere davanti alla pizzeria di Gino Sorbillo.

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