Un vantaggio fiscale per le imprese disposte ad aumentare gli stipendi, soprattutto quelli dei lavoratori più giovani. È una delle ipotesi indicate dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in vista della manovra 2027.
Intervenendo all’iniziativa della Lega “In tua difesa – verso la finanziaria 2027”, il ministro ha tracciato alcune delle possibili coordinate della prossima legge di bilancio: agevolazioni sugli incrementi salariali, ampliamento della flat tax per le partite Iva, revisione dell’uscita anticipata a 64 anni e maggiore concorrenza nel sistema bancario.
Tassazione agevolata sugli aumenti salariali
Giorgetti ha prospettato una «tassazione agevolata, una sorta di flat tax» sugli aumenti di stipendio concessi dalle imprese. La misura dovrebbe essere indirizzata in particolare ai giovani e subordinata alla disponibilità delle aziende ad adeguare le retribuzioni.
L’obiettivo sarebbe contrastare la perdita di potere d’acquisto provocata dall’inflazione e contribuire a frenare la fuga all’estero dei lavoratori più qualificati. Il modello richiamato è quello degli incentivi fiscali riconosciuti dalla manovra 2026 alle imprese impegnate nel rinnovo dei contratti.
Flat tax, ipotesi soglia a 100 mila euro
Sul tavolo resta anche l’innalzamento del limite di reddito per l’accesso alla flat tax delle partite Iva. Attualmente la soglia è fissata a 85 mila euro, mentre la Lega propone da tempo di portarla a 100 mila euro.
Giorgetti ha parlato della possibilità di superare un limite europeo da lui considerato «piuttosto astruso» e ingiustificato, ma sul quale sarebbe necessario negoziare con Bruxelles.
La proposta è destinata ad alimentare il confronto politico, anche perché arriverebbe nell’anno delle elezioni. Le opposizioni contestano la disparità rispetto ai lavoratori dipendenti, sottoposti alle aliquote progressive dell’Irpef.
Tassa sugli extraprofitti, Giorgetti resta prudente
Il ministro non si è invece sbilanciato sulla proposta della Lega di chiedere alle banche un contributo del 5%, dal quale il partito conta di ricavare tra i due e i tre miliardi di euro da destinare al sostegno di famiglie e imprese contro il caro energia e al rafforzamento della sicurezza.
La misura incontra la netta contrarietà di Forza Italia. Giorgetti ha preferito spostare l’attenzione sulla concorrenza: una maggiore competizione, ha osservato, potrebbe ridurre automaticamente rendite di posizione ed extraprofitti, producendo benefici per la collettività.
Il ministro ha quindi sollevato il tema delle condizioni offerte dagli istituti agli imprenditori e della possibilità, per un pensionato, di trasferire facilmente il proprio conto corrente.
Pensione a 64 anni e sostenibilità dei conti
Giorgetti ha affrontato anche la proposta leghista di consentire l’uscita dal lavoro a 64 anni. L’intervento dovrebbe correggere la differenza di trattamento tra chi ha iniziato a lavorare prima del 1996 e chi ricade interamente nel sistema contributivo.
Il ministro ha però precisato che qualsiasi modifica dovrà garantire la sostenibilità del sistema pensionistico nel lungo periodo.
Energia, debito e vincoli europei
Le scelte della manovra saranno condizionate dal caro energia, dall’andamento dei mercati e dall’elevato debito pubblico italiano. Una parte delle risorse potrebbe essere resa disponibile dalla flessibilità concessa dall’Unione europea per le spese in difesa ed energia, ma gli eventuali margini dovranno essere definiti nel confronto con Bruxelles.
In ambito europeo, Giorgetti ha proposto inoltre di eliminare le commissioni sui piccoli pagamenti in euro digitale fino a dieci euro.
Il governo, ha sostenuto il ministro, avrebbe portato «la barca in acque sicure» nonostante le turbolenze internazionali. Per Giorgetti, difendere gli interessi italiani significa innanzitutto ridurre la vulnerabilità del Paese rispetto alle pressioni dei mercati, agendo però entro i limiti imposti dalla realtà economica e finanziaria.