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Cronache

Commercio di pesce contaminato, arresti e sequestri in tutta Italia

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Maxioperazione della Guardia Costiera contro un’organizzazione che metteva in commercio pesce contaminato pericoloso per la salute: sette gli arresti. Il blitz dei militari tra le provincie di Taranto e Brindisi è finalizzato al contrasto di un’attività criminale organizzata, sistematica, dedita al furto, ricettazione, distribuzione e successiva commercializzazione su tutto il territorio nazionale di prodotti ittici contaminati, soggetti a vincolo sanitario, altamente nocivi per la salute pubblica, contraffatti mediante falsa certificazione. 

L’operazione – che ha visto coinvolti più di cinquanta uomini e donne della Guardia Costiera oltre a mezzi navali ed aerei del Corpo – ha consentito di eseguire le ordinanze di custodia cautelare in carcere e domiciliari disposte dal gip del Tribunale di Taranto.

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Cronache

Aiuta donna in difficoltà, picchiato a sangue

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Aggrediti e feriti per aver cercato di aiutare persone in difficoltà o per tentare di mediare durante una rissa. Episodi simili accaduti nella notte di sabato: a Rimini, dove un giovane è stato pestato a sangue e tre persone sono state denunciate, e a Napoli, dove un ragazzo è rimasto ferito e altri quattro sono stati arrestati. In quest’ultimo caso coinvolta anche una sedicenne. A Rimini poco prima dell’alba la Polizia è intervenuta in soccorso di un giovane picchiato da tre persone, ora denunciate a piede libero per lesioni personali aggravate. Erano circa le tre e un quarto di notte quando due volanti della Questura sono state inviate in pieno centro storico dopo la chiamata d’emergenza al 112 di un ragazzo che diceva di essere stato picchiato da tre persone mentre tentava di soccorrere una donna.

Sul posto gli agenti hanno trovato il ragazzo ancora per terra, sanguinante e lo hanno aiutato, raccogliendo la sua testimonianza. Ai poliziotti il giovane ha raccontato di essere intervenuto in difesa di una ragazza che veniva picchiata da un uomo. Così è stato aggredito a sua volta. In tre l’avevano picchiato con calci e pugni e lasciato a terra sanguinante. Poi si erano spostati in una via limitrofa a bere e scherzare con altri amici. I tre sono stati identificati e denunciati per lesioni aggravate. A Napoli invece le violenze sono accadute in un locale del centro, dove – secondo quanto ricostruito dalla Polizia – era scoppiata una furiosa lite nei bagni. Sono stati danneggiati porte e suppellettili e la discussione è degenerata all’esterno dove un ragazzo, intervenuto per sedare la rissa, è stato colpito alla schiena con un oggetto contundente. S

ubito dopo, gli aggressori si sono allontanati a bordo di un’auto mentre la vittima ha cercato, invano, di raggiungere l’ospedale più vicino ma è stato trovato senza sensi, a terra, da una pattuglia dell’Esercito, vicino alla fermata della metropolitana Toledo. Le indagini, anche grazie alla visione delle immagini dei sistemi di video sorveglianza, hanno consentito di rintracciare nel giro di pochissimo l’auto segnalata, all’imbocco autostradale, dove è stata bloccata.

I cinque passeggeri presentavano tutti tracce ematiche sui vestiti ed escoriazioni al volto. I poliziotti hanno anche trovato, nel cofano posteriore dell’auto, tre cavatappi, utilizzati, come si evince dalle immagini, durante la rissa. Sono state arrestati per rissa una 18enne, un 19enne e due 22enni. Devono rispondere anche di lesioni personali aggravate e danneggiamento. Per gli stessi reati è stata denunciata anche una ragazza minorenne di appena 16 anni.

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Cronache

Abusi su bambine, maestro d’asilo resta in carcere a Milano

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Deve restare il carcere il maestro d’asilo arrestato in flagranza mercoledì scorso a Milano con l’accusa di abusi sessuali nei confronti di tre bambine di età compresa tra i 4 e i 5 anni. Lo ha stabilito il gip Luca Milani, convalidando l’arresto per violenza sessuale aggravata e accogliendo la richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata dalla Procura. Come scrive il giudice nell’ordinanza, “gli atti” di cui si sarebbe reso responsabile l’insegnante, sono stati compiuti “con abuso della posizione di educatore, approfittando della condizione di inferiorità fisica e psichica delle sue alunne”.

La “sistematica ripetizione” dei comportamenti dell’uomo “su bambine affidate alla sua cura e istruzione” lo rende “assolutamente pericoloso, incapace di contenere i propri istinti in tal senso”.

L’inchiesta, coordinata dall’aggiunto Letizia Mannella e dal pm Rosaria Stagnaro e condotta dalla Polizia locale, ha preso il via da una denuncia della Direzione area servizi dell’infanzia del Comune in seguito alle segnalazioni ricevute da due asili nido milanesi nei quali il maestro, 34 anni, ha lavorato dietro chiamata per supplenze. Stando a quanto ricostruito, il 13 aprile scorso investigatori e inquirenti hanno collocato alcune microspie in un’aula didattica e, tra il 15 e il 17 aprile, sono state registrati cinque episodi di abusi. Sul suo cellulare, posto sotto sequestro, sono state trovate alcune immagini pedopornografiche.

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Venti daspo per gli scontri alla fine di Monza-Napoli

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Il questore di Monza Salvatore Barilaro ha emesso 20 provvedimenti di daspo in seguito agli scontri avvenuti alla fine di Monza-Napoli lo scorso sette aprile. In quell’occasione un gruppo di tifosi del Monza aveva iniziato a lanciare oggetti, come bottiglie e sedie, contro un minibus con tifosi campani in via Modigliani all’angolo con via Sicilia.

Quando sono intervenute le forze dell’ordine, gli ultra hanno aggredito i poliziotti usando cinture, tubi idraulici in plastica rigida e anche bastoni. Alcuni degli agenti intervenuti sono stati feriti, un commissario capo della Polizia ha avuto una prognosi di 15 giorni e altri quattro prognosi fra i 14 e i tre giorni.

I tifosi colpiti dal daspo vivono in Brianza fra Monza e il Lecchese e hanno fra i 19 e i 44 anni con precedenti che vanno dalla detenzioni di armi allo spaccio, passando per reati contro il patrimonio. Alcuni avevano già ricevuto dei daspo.

Il provvedimento più duro è di daspo di 8 anni con sei anni di firma obbligatoria mezz’ora dopo l’inizio della partita e mezz’ora dopo la fine quando il Monza gioca in Italia, altri provvedimento vanno dai sette anni a un anno di divieto di accedere negli impianti sportivi in Italia e in tutti i Paesi dell’Unione europea quando si disputano partite, incluse amichevoli e coppe Primavera.

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