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Cinema

Cinema, al Napoli Film festival Rosaria De Cicco e Gigi Savoia premiati come migliori attori

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Gigi Savoia è il miglior attore e Rosaria De Cicco la miglior attrice alla 22esima edizione del Napoli Film festival. “Una coppia” di Davide Petrosino si e’ aggiudicato il Vesuvio Award come miglior opera in concorso nella sezione SchermoNapoli Corti del Festival 2021, diretto da Mario Violini in collaborazione con Giuseppe Borrone. Due le menzioni speciali che sono andate ad Emma di Andrea Bocchetti e Il solito pranzo di Andrea Valentino. Quella di Gigi Savoia e’ la miglior interpretazione maschile per il film L’ora delle nuvole di Mario Sposito. Nell’ adattamento de “La voce umana” di Cocteau rivisitazione di Giuseppe Bucci, Rosaria De Cicco in “La voce di Laura” vince come migliore interpretazione femminile. La premiazione che si e’ tenuta nella Sala Dumas dell’Istituto Francese di Napoli, dopo cinque giorni di proiezioni di numerose anteprime e con ospiti internazionali come il regista Ste’phane Brize’ e il maestro polacco Jerzy Skolimowski, oltre all’attrice Sabina Guzzanti. Mercoledi’ 29 settembre il “Napoli Film Festival”, in collaborazione con “Venezia a Napoli – Il cinema esteso”, organizzano alle 18.30 e 20.30 al cinema Vittoria proiezioni speciali del film “Il buco” di Michelangelo Frammartino, vincitore del Premio Speciale della Giuria al 78 Festival del Cinema di Venezia, alla presenza del regista – che ha formato gia’ tanti giovani autori napoletani come docente di FilmaP – Atelier di cinema del reale di Ponticelli – e della coautrice Giovanna Giuliani.

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Cinema

Alec Baldwin uccide la direttrice della fotografia e ferisce il regista durante le riprese del film western “Rust”

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La donna rimasta uccisa è la 42enne direttrice della fotografia Halyna Hutchins. A rimanere ferito invece è stato il 48enne regista Joel Souza. La tragedia sul set di ‘Rust’, un film western con protagonista Alec Baldwin in lavorazione nel New Mexico, negli Stati Uniti.

Tragedia. La direttrice della fotografia Halyna Hutchins è rimasta uccisa, il regista Joel Souza è grave in ospedale

A sparare, accidentalmente, proprio l’attore Alec Baldwin. Quanto accaduto dipenderebbe, secondo quanto riferiscono fonti della polizia locale, dal malfunzionamento dell’arma di scena affidato al protagonista del western. Halyna Hutchins è stata evacuata immediatamente in elicottero in un vicino ospedale ma “è morta per le ferite riportate”.

Joel Souza è ricoverato in terapia intensiva. Secondo gli inquirenti, che hanno già effettuato le prime indagini, il dramma sembra essere legato a una pistola usata come accessorio sul set e che è stata attivata durante una scena del film. “Gli investigatori stanno cercando di scoprire che tipo di proiettile è stato sparato e in che modo”, si legge nel comunicato dello sceriffo. “Rust” è un western scritto e diretto da Joel Souza, con Alec Baldwin come co-produttore e nella parte del fuorilegge Harland Rust, che viene in aiuto del nipote di 13 anni condannato all’impiccagione per omicidio.

Al momento non è stata formalizzata nessuna accusa per l’accaduto. Hutchins e Souza “sono stati colpiti quando Baldwin ha scaricato una pistola usata nelle riprese del film”, ha detto lo sceriffo di Santa Fe spiegando che la direttrice della fotografia è in seguito deceduta per la gravita’ delle ferite riportate.

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Cinema

Manetti Bros alla Festa del cinema di Roma: con Diabolik mettiamo in scena ciò che amiamo

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Un’ovazione ha accolto la visione in anteprima alla Festa del cinema di Roma dei primi cinque minuti di Diabolik, l’attesa trasposizione firmata dai Manetti Bros del fumetto creato dalle sorelle Giussani, in attesa dell’uscita (più volte positicipata per il covid) il 16 dicembre con 01 Distribution. L’occasione per l”assaggio’ e’ stata l’incontro con il pubblico dei due cineasti, che hanno ripercorso con Alberto Crespi e Fraancesco Zippel le tappe piu’ importanti della loro carriera. Senza svelare troppo, si puo’ dire che Diabolik si apre con il protagonista interpretato da Luca Marinelli, che irrompe sullo schermo nell’iconica maschera nera alla guida della sua Jaguar in una delle famose fughe per la sua citta’, Clerville a fine anni ’60. Una sequenza spettacolare che regala, sulle note della canzone originale di Manuel Agnelli, anche il debutto dell’ispettore Ginko (Valerio Mastandrea) . “Speriamo sia un bel film e ringraziamo prima di tutto chi ha ideato Diabolik, le sorelle Giussani. Hanno creato un personaggio fantastico e incredibilmente sfaccettato, molto piu’ di quanto si pensi, come lo e’ anche Eva Kant (interpretata da Miriam Leone).. Grazie di esistere alle Giussani”. La loro capacita’ assoluta di delineare questi personaggi “e’ un caso quasi unico di quanto si possa stare dalla parte de male – aggiunge Marco Manetti -. Questo inseguimento e’ stato girato in tre citta’ diverse, Milano Bologna e Trieste. Le abbiamo messe insieme per fare la nostra Clerville”. Per i due registi e’ stata centrale la fedelta’ al fumetto, anche per avere i diritti di adattamento . Tra le regole “c’era anche il fatto che Diabolik non potesse avere altre auto che quella Jaguar… ed e’ la macchina piu’ bella del mondo”. Questo film che era pronto da circa un anno e mezzo “per noi e’ importantissimo, il coronamento del mettere in scena qualcosa che ami da spettatore e lettore – aggiunge il regista -. Ci tengo a dire che in questo momento siamo tesi e emozionati, e’ la prima volta che qualcosa del film viene mostrato al pubblico” ed e’ “la prima volta che facciamo un film con delle aspettative, siamo stati super supportati anche da Rai Cinema con Paolo Del Brocco, che e’ un appassionato di Diabolik quanto noi”. Nella conversazione, alimentata dalle clip di loro film simbolo, Piano 17 (“dove c’e’ l’inizio di quello che siamo oggi” commentano), L’arrivo di Wang, Song e Napule (“che ci ha permesso di scoprire Napoli, ogni secondo che ci passi ti ispira”) e Ammore e malavita, i due cineasti sottolineano, alternandosi nel dialogo, che “proprio la mancanza di competizione tra fratelli ci permette di fare un mestiere singolo in due. Siamo molto caotici in generale ma siamo diventati molto metodici, quasi ossessivi, attenti ai minimi dettagli, sul set – aggiunge Marco -. Antonio e’ anche operatore alla macchina, io mi esprimo di piu’ con gli attori. Questo ci permette di rendere i nostri attori, che per noi sono l’ingredeiente piu’ importante, molto liberi”.

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Cinema con capienza 100%, Lorini: ora ottimismo

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I cinema tornano con la capienza al 100 per cento da oggi lunedi’ 11 ottobre e finalmente si riparte, mostrando la prova della vaccinazione fatta. “Siamo ottimisti. Importante e’ ribadire la sicurezza dei luoghi: le sale sono posti sicuri, per il green pass da esibire, la mascherina da indossare, per l’85% di popolazione ormai vaccinata e a quel che ci risulta da nostre ricerche interne – dice Mario Lorini dell’Anec, il presidente degli esercenti – specie per quanto riguarda il Nord Italia ci sono dati molto incoraggianti, la risposta ci sara’”. Certo, soprattutto in centro e sud Italia il fattore meteo rema contro, perche’ specie nel weekend si preferiscono gite fuori porta, pasti al ristorante all’aperto godendo ancora del bel tempo, “ma piano piano si riprendera’. Le proposte sono tante, film per tutti i target, anzi sono anche troppe e tanti piccoli film rischieranno di non trovare spazio, ma queste sono le regole del mercato che c’erano anche prima della pandemia”. Le abitudini delle persone sono in cambiamento, il cinema, stando ai dati del box office anche di questa settimana, sembra aver perso l’appeal di un tempo? “Questo e’ un mantra che stiamo ripetendo tutti, sara’ pur vero. Quel che e’ evidente e’ che l’Italia e’ stata in Europa tra i paesi piu’ prudenti, piu’ ligi alle regole e cosi’ se in Spagna, Francia, Gran Bretagna, Germania al cinema si va da un bel po’ con esiti importanti al botteghino, da noi la fase di ritorno e’ appena agli inizi e c’e’ un gap in questo senso da recuperare ma confidiamo che accadra’. Del resto – aggiunge Lorini – faccio anche un’altra osservazione: dopo tutto questo stare rinchiusi la socialita’ di cui abbiamo avuto subito bisogno e’ stata quella di uscire, vedersi, mangiare e bere insieme, stare in una sala e’ comunque ancora stare al chiuso, quindi e’ anche logico che non sia stato un desiderio immediato, ma con il passare delle settimane andra’ meglio”. Proseguiranno le campagne promozionali, gli spot di richiamo con gli artisti, “dopo tanto tempo la voglia di sala tornera’, perche’ e’ li’ il luogo delle emozioni, di risate e lacrime” e su questo non c’e’ streaming che ostacoli.

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