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Cultura

Caso Saviano, Sandro Veronesi al leader degli editori Cipolletta: non cambio idea su Buchmesse

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“Non cambio idea da un giorno all’altro. Innocenzo Cipolletta era presente alla conferenza stampa a Francoforte e forse poteva dire lì qualcosa”. Lo dice Sandro Veronesi – il primo scrittore a rinunciare a far parte della delegazione italiana alla Buchmesse di Francoforte 2024, dove l’Italia sarà Ospite d’Onore, per l’esclusione di Roberto Saviano – rispondendo all’invito di oggi del Presidente dell’Associazione Italiana Editori agli autori coinvolti nel programma a essere presenti alla Buchmesse all’interno del Padiglione italiano.

“In realtà è anche come ha detto Mauro Mazza. La cosa per cui non ci vado esiste ancora perché sono risposte che Mazza ha dato in conferenza stampa. Io mi sono sbilanciato per primo e non ci vado” spiega Veronesi riferendosi alle ragioni con cui il Commissario Straordinario del Governo ha giustificato l’esclusione di Saviano.

“Mi dispiace molto per Francoforte, è la importante fiera nel mondo. Questa volta c’era l’onore riservato all’Italia, ma ormai mi sembra che ce lo siamo giocato, non mi piacerebbe giocarmi anche il mio cambiando idea dopo quello che ho detto” sottolinea lo scrittore due volte Premio Strega del quale è in uscita poche settimane prima dell’inaugurazione della Fiera di Francoforte il nuovo libro, Settembre nero, pubblicato da La nave di Teseo.

“Ci andrò un’altra volta. Non ero stato invitato dai tedeschi. Se si renderà necessario per lavoro, se Elisabetta Sgarbi vorrà fare qualcosa per il libro potrei anche andare” afferma Veronesi che comunque non sarà con la delegazione italiana.

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Cultura

Jack Vettriano a Roma: da The Singing Butler alle donne sospese, la mostra a Palazzo Velli

Dal 12 febbraio al 5 luglio Palazzo Velli a Roma ospita la mostra dedicata a Jack Vettriano: circa 80 opere tra marine, danza e femminilità sospese nel non detto.

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Poco apprezzato dalla critica, ma universalmente conosciuto dal grande pubblico, Jack Vettriano – all’anagrafe Jack Hoggan – è uno di quegli artisti capaci di entrare nell’immaginario collettivo. Il suo dipinto più celebre, The Singing Butler, è stato riprodotto in milioni di copie ed è diventato un’icona popolare, simbolo di un realismo narrativo sospeso tra eleganza e malinconia.

La mostra a Palazzo Velli

Dal 12 febbraio al 5 luglio, Palazzo Velli ospita la mostra Jack Vettriano, che porta a Roma circa 80 opere dell’artista. Tra queste figura la celebre scena della coppia che danza in riva al mare, lei in abito rosso, lui in smoking, mentre una cameriera e un maggiordomo li proteggono con gli ombrelli sotto un cielo uggioso, accompagnati idealmente dalle note di Fly Me to the Moon di Frank Sinatra.

Jack Vettriano

L’opera è presentata in una riproduzione su carta museale a tiratura unica, firmata dall’artista, realizzata per una personale fortemente voluta da Vettriano per farsi conoscere meglio in Italia. L’originale del dipinto è stato battuto nel 2004 da Sotheby’s per quasi 750.000 sterline.

Realismo, immaginazione e “non detto”

La mostra, curata da Francesca Bogliolo, ruota attorno alla cifra più riconoscibile di Vettriano: il lavoro sul non detto. Donne sospese nell’attesa, figure osservate dall’esterno con uno sguardo misurato e rispettoso, anche quando la scena allude alla seduzione. Un immaginario che racconta, come spiega la curatrice, «la storia di un uomo fatto di luce e di ombra, che inevitabilmente risuona nelle sue opere».

Le sezioni della mostra

Il percorso espositivo è articolato in diverse sezioni. Una è dedicata alle marine, con figure danzanti o immobili sulla spiaggia, spesso di spalle, in modo da permettere allo spettatore di entrare simbolicamente nel quadro. Un’altra è incentrata sulle donne, grande passione dell’artista: femminilità eleganti, mai volgari, che ricordano dive del cinema colte nella loro intimità. Seguono le opere sulla danza, intesa come metafora della vita e del tempo che scorre, e infine una sezione più legata alla seduzione, con una tensione erotica sempre suggerita, mai esplicita.

Fotografie e materiali inediti

Accanto ai dipinti – tra cui dieci oli su tela e numerosi lavori su carta museale – la mostra propone anche un ciclo di fotografie scattate nello studio dell’artista da Francesco Guidicini, ritrattista ufficiale del Sunday Times. L’organizzazione è a cura di Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci di Pallavicini srl, in collaborazione con Jack Vettriano Publishing.

Dalla Scozia al successo internazionale

Nato nel 1951 e cresciuto in Scozia, nella contea di Fife, Vettriano lascia la scuola a 16 anni per lavorare come apprendista tecnico minerario. Autodidatta, riesce nel 1988 a esporre alla Royal Scottish Academy di Edimburgo, vendendo entrambe le opere il giorno dell’inaugurazione. Trasferitosi in città, adotta il cognome d’arte Vettriano, quello della madre, figlia di un emigrante italiano della provincia di Frosinone.

Nel 2004 riceve dalla Regina Elisabetta II l’onorificenza OBE per i servizi alle arti visive. La mostra romana restituisce oggi il ritratto completo di un artista capace di parlare direttamente al pubblico, trasformando scene quotidiane in immagini senza tempo.

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Cultura

Il Tudor Heart resta pubblico: il British Museum acquisisce il gioiello di Enrico VIII

Il British Museum completa l’acquisto del Tudor Heart, pendente simbolo del matrimonio tra Enrico VIII e Caterina d’Aragona, salvandolo dal rischio di finire in mani private.

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Un emblema di “amore autentico”, ma anche di discordie storiche destinate a segnare il corso dell’Inghilterra. Il Tudor Heart, gioiello simbolo dell’età dei Tudor, è stato definitivamente acquisito dal British Museum, garantendone la fruizione pubblica nel tempo. L’istituzione londinese ha annunciato di aver raccolto i 3,5 milioni di sterline necessari all’acquisto, evitando così l’incognita di una vendita all’asta.

Il pendente di Enrico VIII e Caterina d’Aragona

Il gioiello è legato al matrimonio tra Enrico VIII e la sua prima consorte Caterina d’Aragona, la più lunga delle sei unioni del sovrano. Un matrimonio durato 24 anni e concluso nel 1533 con l’annullamento imposto dal re, deciso a sposare Anna Bolena in contrasto con la volontà del Papa: un atto che innescò lo scisma anglicano dalla Chiesa cattolica.

La raccolta fondi e il ruolo di Damien Lewis

Per completare l’operazione, il museo ha promosso una raccolta fondi pubblica che ha coperto oltre il 10% della cifra complessiva. A sostenerla come testimonial è stato Damien Lewis, volto noto anche per aver interpretato Enrico VIII in una serie tv della BBC. La scadenza simbolica scelta per la campagna è stata quella di San Valentino, in un evidente richiamo al valore sentimentale del reperto.

Un ritrovamento rocambolesco

Il Tudor Heart era riemerso dal nulla nel 2019, individuato sul greto di uno stagno prosciugato nella campagna del Warwickshire da Charlie Clarke, proprietario di un pub di Birmingham. Analisi e ricerche successive ne hanno confermato l’autenticità “al di là di ogni ragionevole dubbio”.

Un pezzo unico della storia inglese

Realizzato in oro purissimo a 24 carati, il pendente è considerato un pezzo unico: l’unico lascito noto del tesoro coniugale di Enrico e Caterina. È un ciondolo a forma di cuore, fissato a una catena di 75 anelli tramite una chiusura a pugno. La decorazione smaltata raffigura un melograno — simbolo del casato di Caterina e presagio di fertilità — sormontato dalla rosa rossa e bianca dei Tudor. Sul retro compaiono le iniziali “H” e “K”, mentre sul fronte è incisa la parola “tousiors”, “per sempre” in antico francese, un motto dal sapore ironico alla luce dell’epilogo di quel matrimonio.

Memoria, affetto e potere

«È un meraviglioso pezzo superstite della storia inglese che ora potremo condividere tutti», ha dichiarato il direttore del British Museum Nicholas Cullinan, annunciando l’ingresso del gioiello nella collezione permanente. La storica Rachel King sottolinea come il pendente suggelli un rapporto segnato da affetto reale: Caterina d’Aragona, spesso ricordata solo per l’annullamento, regnò autorevolmente in assenza del marito e ne fu a lungo confidente. Un “power couple” ante litteram, il più duraturo nella vita di Enrico VIII, oggi restituito alla memoria collettiva attraverso un oggetto che racconta insieme amore, potere e fratture epocali.

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Cultura

L’Italia acquista un Antonello da Messina: opera comprata da Sotheby’s per 14,9 milioni di dollari

Il Ministero della Cultura ha acquistato per 14,9 milioni di dollari un raro dipinto di Antonello da Messina offerto da Sotheby’s, destinato alle collezioni pubbliche.

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L’Italia ha acquistato per 14,9 milioni di dollari un’opera di Antonello da Messina che Sotheby’s aveva messo in vendita la scorsa settimana. La conferma dell’operazione è arrivata direttamente dalla casa d’aste.

Un’opera di devozione privata

Il dipinto, di piccole dimensioni, era destinato alla devozione privata ed è realizzato su due lati: da una parte un Ecce Homo, dall’altra un San Gerolamo. Si tratta di un’opera di particolare rarità e valore storico-artistico, riconducibile alla piena maturità del maestro siciliano.

Il ruolo del Ministero della Cultura

L’acquisto è stato effettuato dal Ministero della Cultura attraverso il Direttorato Generale dei Musei, consentendo così all’opera di entrare nel patrimonio pubblico dello Stato.

Un’operazione di tutela del patrimonio

Con questa acquisizione, lo Stato italiano rafforza la tutela e la valorizzazione del patrimonio artistico nazionale, evitando la dispersione all’estero di un’opera significativa di uno dei protagonisti assoluti del Rinascimento italiano.

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