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Calcio femminile, l’allenatrice delle azzurre Milena Bertolini: ragazze fantastiche, ma ora bisogna restare umili

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“E’ stata una partita molto dura, loro sono molto forti. Abbiamo avuto momenti di difficoltà e di sofferenza, ma le ragazze sono state molto brave a restare in partita con unità e compattezza. Poi il gol finale è stata una cosa grandissima ed emozionante, anche per far capire alle ragazze le loro potenzialità”. Così il ct della Nazionale di calcio femminile Milena Bertolini, intervenuta questa mattina a Radio Anch’Io Sport su Radio1. “Ho fatto fatica a dormire, credo anche le ragazze. L’ adrenalina era ancora tanta”, ha aggiunto. Sul tricolore indossato dopo la gara, il ct ricorda: “E’ il primo tricolore d’Italia simbolo di Reggio Emilia, la mia città, era per un messaggio di unità”.

Milena Bartolini. La ct della nazionale italiana di calcio femminile

Sulla proposta di Evelina Christillin di ridurre le dimensioni del campo e i tempi di gioco per favorire il calcio femminile, Bertolini replica: “Se fosse così, ieri non avremmo vinto 2-1. Però è vero che le ragazze hanno un 20-30% di forza in meno rispetto agli uomini, ma a livello pratico credo sia molto difficile e quindi va bene così. Penso però che il livello di questo Mondiale si alzerà nelle fasi finali, anche se già si stanno vedendo partite spettacolari”. L’ Australia ha ottenuto la parità di compensi per uomini e donne. “Non so quando ci arriveremo ma quella è la strada che occorre prendere. Una nazione all’avanguardia come l’Italia non può permettersi più queste differenze di genere”, dice Bertolini.

Tornando sulla vittoria di ieri e in vista delle prossime partite, la ct Bertolini invita a tornare con i piedi per terra: “Non dobbiamo farci ingannare dal risultato ma essere realistici. Ieri siamo state grandi, ma l’Australia è ancora più avanti di noi. Stiamo crescendo, non siamo ancora a livello top ma noi abbiamo in più conoscenze tecniche e tattiche”. E sulla prossima partita contro la Giamaica, la ct dice: “Fare 3 punti venerdì con la Giamaica vorrebbe dire passare il turno, ma ora dobbiamo mantenere i piedi per terra e tornare umili. Altimenti non servirebbe a nulla quanto fatto ieri”. Sui suoi modelli di allenatore, Berolini rivela: “I miei modelli sono Zeman per le sue idee offensive, Ancelotti perchè è un grande allenatore, un vincente. Poi mi piace Guardiola come innovatore, per l’idra di calcio come spettacolo che emoziona. Come squadra amo molto il Barcellona, il suo calcio lo trovo adatto alle ragazze. Qualcosa prendo da loro, ma cerco di rubare più possibile da tutti per migliorare”. Infine sull’arrivo di Rocco Commisso a Firenze se può essere utile anche per lo sviluppo del calcio femminile: “Gli investitori stranieri sono molto attenti al calcio femminile e può essere un beneficio”.

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Croazia colpita e affondata, la Spagna vola

Trionfo firmato Morata, Fabian Ruiz e Carvajal; Yamal da record

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Un primo tempo pirotecnico manda la Spagna in paradiso e getta nello sconforto la Croazia, travolta da tre gol difficili da digerire nel primo impatto con gli Europei. Due vecchie conoscenze del calcio italiano, Alvaro Morata e Fabian Ruiz, confezionano il trionfo iberico che viene completato dal solito gol, al culmine di una stagione da incorniciare, di Carvajal. Fa la sua bella figura, tra spunti geniali e qualche inevitabile ingenuita’, il baby Yamal, il piu’ giovane giocatore della storia degli Europei, con 17 anni ancora da compiere. La Croazia vista a Berlino sembra a fine ciclo, con una difesa lenta e prevedibile, Gvardiol che a sinistra pare il lontano parente del campione che da’ spettacolo nel Man City di Guardiola. A centrocampo Modric ha ancora qualche spunto d’autore, ma Brozovic e Kovacic sono troppo lenti. Le punte, al solito, sono insufficienti. Ora dovrà cercare contro Albania e Italia il riscatto per evitare un’eliminazione umiliante. Considerando però il regolamento degli Europei, con la qualificazione delle quattro migliori terze, tutto e’ ancora possibile. Dopo le nette vittorie di Germania e Svizzera contro avversarie modeste la Spagna surclassa la Croazia, in maniera ben più netta della finale di Nations League, assegnata ai rigori. Troppo brutta per essere vera la formazione di Modric, che si affloscia presto arrancando contro una Spagna fresca, impetuosa e talentuosa. I derby del Real Madrid tra Carvajal e Modric e del Manchester City tra Rodri e Gvardiol hanno un esito chiaro. In difesa con Nacho e Le Normand non si passa, il centrocampo di Rodri, Pedri e Fabian Ruiz mette in soggezione il blasonato reparto avversario. Morata, poco amato dai tifosi spagnoli, si conferma affidabile e ispirato. Il buongiorno si vede dal mattino, ed è la Spagna che preme subito contro una Croazia compassata, che si sveglia per un breve tratto del primo tempo per assopirsi maldestramente. Ci pensa Pedri ad accendere la gara al 29′ con un assist verticale che lancia Morata, in vantaggio su Sutalo, che incrocia e batte Livakovic. Due minuti e si replica: Yamal inventa per Fabian Ruiz, che in slalom mette a sedere la difesa croata e raddoppia. I croati si svegliano dal torpore ma Majer e Budimir non riescono a sfruttare due occasioni ghiotte per dimezzare le distanze. E la Spagna, spietata, va sul 3-0 al 47′: Yamal col suo sinistro vellutato crossa, Carvajal taglia al centro gabbando Pongracic. Un tempo sontuoso che manda in crisi le certezze croate. Al solito ritmo, ma con piu’ nerbo, nella ripresa provano a reagire: entrano Perisic e Pasalic mentre si ferma per infortunio Morata, ma la Spagna controlla le operazioni senza troppi problemi. Un sussulto si ha al 78′ per un errore di Unai Simon che costringe Rodri al fallo in area. Ma Petkovic, che gia’ aveva sbagliato il penalty nella finale di Nations League, si fa respingere il tiro. Sugli sviluppi dell’azione poi segna, ma l’arbitro annulla per un millimetrico fuorigioco di Perisic. Per la Croazia l’Europeo e’ gia’ in salita, la  si conferma tra le favorite, acquisendo qualche certezza in più.

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Muore a 26 anni Matija Sarkic, portiere della nazionale del Montenegro

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E’ morto a 26 anni per cause sconosciute Matija Sarkic, portiere della nazionale maggiore montenegrina. Lo ha annunciato sabato il Milwall, club di seconda divisione inglese in cui giocava. “Tutti esprimiamo il nostro affetto e sostengono la famiglia e gli amici di Matija in questo momento estremamente triste”, ha dichiarato la squadra della periferia di Londra in un comunicato, “Il club per ora non rilascia ulteriori commenti e chiede che venga rispettata la vita privata della famiglia di Matija”. Secondo la stampa montenegrina, Sarkic si e’ sentito male nel suo appartamento a Budva, in Montenegro. Dopo che gli amici del calciatore li hanno informati, i servizi di emergenza sono andati nel suo appartamento e lo hanno trovato morto. Nato in Inghilterra, Sarkic ha trascorso gran parte della sua adolescenza in Belgio, dove si e’ allenato nelle giovanili dell’Anderlecht. Dal 2018 ha giocato in diverse squadre inglesi, come il Milwall, che lo ha ingaggiato la scorsa estate. Con la nazionale maggiore del Montenegro aveva giocato nove partite, l’ultima delle quali contro il Belgio il 5 giugno.

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Anche per la Bbc il patron della Roma Dan Friedkin ha acquistato pure l’Everton

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Anche la Bbc ne è certa: il proprietario della Roma Dan Friedkin ha acquisito il controllo dell’Everton, acquistando il 94% del club dal businessman iraniano Farhad Moshiri. Secondo la Bbc, l’annuncio della conclusione positiva di questo affare dovrebbe essersi “nel corso di questo week end”. Intanto l’Everton ha confermato che, a partire dall’inizio della stagione 2025-’26, giocherà nel nuovo stadio da 52.888 posti, il ‘Bramley-Moore Dock’ costato una cifra pari a 592 milioni di euro. Il campionato 2024-’25 sarà quindi quello dell’addio dei Toffees allo storico impianto di Goodison Park.

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