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Cronache

Bergamo, crediti d’imposta inesistenti per compensare debiti tributari: cinquanta imprese coinvolte, beni sequestati per 16 milioni

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Utilizzavano crediti d’imposta inesistenti per compensare i debiti tributari e contributivi. Ma la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza di Lecco, coordinate dalla Procura della Repubblica di Bergamo, nell’ambito dell’indagine “Pecunia Facilis”, hanno scoperto e portato alla luce il complesso schema fraudolento. Nel maggio 2018 era già stato arrestato il direttore INPS di Sondrio grazie alle indagini della squadra mobile e del Comando Provinciale che hanno permesso di dimostrare l’esistenza di un sodalizio criminoso composto anche da vari consulenti che hanno fornito ai propri clienti una vera e propria “assistenza fiscale e previdenziale” fraudolenta.

Più di cinquanta le imprese operanti sull’intero territorio nazionale coinvolte: il meccanismo è stato messo in atto da un consulente di Treviglio che, con l’ausilio di altri professionisti e collaboratori, ha organizzato una vera e propria associazione a delinquere che procedeva a compensare tramite i modelli F24 debiti tributari e previdenziali con crediti inesistenti. Gli investigatori in qualche caso hanno scoperto, a riprova del comportamento spregiudicato tenuto dagli indagati, che i crediti fittizi utilizzati in compensazione risultavano addirittura riferibili ad anni d’imposta antecedenti la costituzione stessa delle società che ne vantava i crediti. Il tribunale di Bergamo ha eseguito anche un sequestro per equivalente finalizzato alla confisca fino alla concorrenza di 16 milioni di euro. Grazie al decreto è stato possibile sequestrate le liquidità presenti su numerosi rapporti bancari, quote societarie, denaro contante e 22 automezzi di lusso. Sono stati inoltre sequestrati 15 immobili situati nelle province di Bergamo e Salerno, orologi e quadri il cui valore è in corso di stima. Nel corso delle varie tranches dell’indagine “Pecunia Facilis” complessivamente sono state arrestate 2 persone e denunciate altre 13.
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Pizzaiolo ucciso, Borrelli: su Tik-Tok il video di sfida allo Stato

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“Una palese sfida allo Stato, una provocazione per la famiglia della vittima e la coscienza che torneranno liberi e potranno continuare a delinquere”. Così, in una nota, il deputato dell’Alleanza Verdi Sinistra Francesco Emilio Borrelli commenta il post su Tik-Tok pubblicato dalla sorella di Francesco Pio Valda, il giovane ritenuto l’assassino di Francesco Pio Maimone, il 18enne ucciso senza ragione agli chalet di Mergellina, a Napoli, lo scorso marzo. La sorella di Valda è imputata nello stesso processo del fratelli, per l’accusa di favoreggiamento: “Giuseppina, che è ai domiciliari, – dice Borrelli – c’era oggi in udienza e indossava gli stessi abiti che si possono notare nei video con cui inneggiano al ‘rispetto’ per la camorra”. “Sono disgustato – afferma il deputato – far crescere i figli nelle famiglie criminali ha creato dei mostri probabilmente irrecuperabili. Per fermare questa deriva che esalta all’ennesima potenza un sistema di vita criminale, bisogna evitare che le famiglie dei clan possano crescere senza alcun controllo i loro figli inculcando in loro i disvalori della criminalità e dalla violenza”, conclude Borrelli.

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Operazione antiriciclaggio della Guardia di Finanza: un giro di denaro sporco per 2,6 Miliardi di euro

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Le indagini sull’organizzazione criminale smantellata dalla Guardia di Finanza nel Napoletano hanno rivelato un giro di denaro sporco pari a 2,6 miliardi di euro, una cifra impressionante, otto gli arresti eseguiti.

Secondo quanto riferito dai finanzieri, il patrimonio sequestrato ammonta a 25 milioni di euro, includendo quindici immobili a Vilnius, capitale della Lituania, di cui due appartamenti di lusso nel centro storico, due alberghi e un bar-ristorante, oltre a quattro immobili a Riga, capitale della Lettonia, di cui due di lusso, una villa ad Ercolano con piscina e campo di calcio, e altri immobili sparsi tra Portici e Como, oltre a uno yacht.

Le dimensioni del fenomeno sono state ulteriormente chiarite durante una conferenza stampa presieduta dal procuratore Gratteri, il quale ha sottolineato l’uso di tecnologie avanzate, tra cui quelle israeliane, per proteggere la rete informatica dell’organizzazione criminale.

“Questa indagine particolarmente sofisticata non l’avremmo potuta fare se fosse stato in vigore il disegno di legge in discussione in questi giorni”, ha dichiarato il procuratore Nicola Gratteri, mettendo in evidenza l’importanza delle nuove leggi per combattere la criminalità finanziaria.

 

L’analisi dei dati ha rivelato un coinvolgimento diffuso, con circa seimila individui identificati come clienti dell’organizzazione, provenienti da diverse regioni italiane. “Ci sono campani, laziali e lombardi tra i 6mila clienti dell’associazione a delinquere”, ha affermato il comandante provinciale della Guardia di Finanza, generale Paolo Borrelli.

Le indagini hanno coinvolto anche collaborazioni internazionali e l’esame di documenti criptati, oltre al monitoraggio di oltre 140.000 transazioni bancarie.

Il cuore del sistema criminale risiedeva in un istituto di moneta elettronica a Vilnius, utilizzato per condurre operazioni bancarie illecite e offrire servizi di riciclaggio di denaro a una clientela variegata, composta da criminali, consulenti, professionisti e altri individui con capitali da occultare.

“È stata una lotta contro il tempo e la tecnologia”, ha dichiarato il procuratore Gratteri, evidenziando la necessità di comunicare efficacemente con il pubblico per aumentare la consapevolezza e la fiducia nella magistratura e nelle forze dell’ordine.

 

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“Rione Amicizia” di Napoli, sequestro per occupazione abusiva di 17 immobili pubblici: sgombero entro 30 giorni

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Napoli si ritrova nuovamente al centro dell’attenzione per una delicata operazione delle Forze dell’Ordine che ha portato alla notifica di un decreto di sequestro preventivo per occupazione abusiva. La Procura della Repubblica di Napoli ha emanato il decreto su richiesta del GIP presso il Tribunale di Napoli, riguardante ben 16 indagati individuati come occupanti abusivi di 17 immobili situati nel complesso di edilizia pubblica noto come “Rione San Francesco”, più comunemente conosciuto come “Rione Amicizia” nel quartiere San Carlo all’Arena.

L’attenzione delle autorità è stata focalizzata sull’isolato 12, ubicato in via L. Giusso n.17 e nelle vie limitrofe, all’interno del quale sarebbero state individuate abitazioni occupate abusivamente da soggetti riconducibili a contesti di criminalità organizzata, in particolare alla famiglia criminale Contini/Bosti, affiliata all'”Alleanza di Secondigliano”.

Le indagini condotte dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Napoli, dalla Squadra Mobile, dalla Guardia di Finanza di Napoli e dalla Polizia Locale di Napoli – Unità Operativa Tutela Patrimonio, hanno permesso di raccogliere elementi incriminanti a carico dei 16 indagati per invasione di terreni ed edifici.

Il decreto prevede un termine di 30 giorni entro il quale i destinatari devono abbandonare gli immobili, altrimenti si procederà con lo sgombero coatto.

Questa operazione rappresenta un importante passo avanti nel contrasto alla criminalità organizzata e nell’effort delle autorità per garantire la legalità e il rispetto delle normative in materia di occupazione degli immobili pubblici.

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