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Attacco terroristico in Belgio, uccisi due svedesi: atto rivendicato su Facebook

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Caccia all’uomo nella notte a Bruxelles dopo un attacco terroristico che ha colpito al cuore la capitale dell’Europa causando almeno due morti e riprecipitando la città sotto una cappa di paura come non si vedeva dal 2016. Ad appena due giorni dall’attentato in Francia che ha causato la morte di un professore e mentre il Medio Oriente è in fiamme, la strategia del terrore è tornata a colpire con una dinamica che ricorda quella messa in campo dall’Isis in occasione della partita allo Stade de France nel novembre del 2015. Due persone, due tifosi della nazionale svedese giunti per assistere alla partita Belgio-Svezia, sono state uccise a colpi di kalashnikov nel tardo pomeriggio nei pressi di Place Sainctelette, in zona centrale, vicino al canale che attraversa la città non lontano dal quartiere di Molenbeek, da dove partirono proprio gli attacchi terroristici che devastarono Parigi e gettarono la Francia nell’orrore del Bataclan.

Poco più tardi  in un video pubblicato sul profilo Facebook di ‘Slayem Slouma’ il presunto terrorista che indossa ancora il gilet arancio  rivendica l’azione e l’appartenenza all’Isis. “Sono un Mujahid dello Stato Islamico, che vi piaccia o no. Viviamo per la nostra religione e moriamo per questa stessa religione”, dice l’uomo rivendicando di aver ucciso “tre svedesi proprio adesso”.
Tutto è successo in pochissimo tempo, poco più di un minuto, verso le 19.15. In un video che circola sui social network si vede chiaramente un uomo con addosso un giaccone arancione e un casco bianco in testa che si ferma sul marciapiede, lascia cadere lo scooter su cui è arrivato e imbracciando un fucile automatico, probabilmente un Ak-47, inizia a sparare. A questo punto si vede l’uomo entrare nel vicino androne di un palazzo di uffici per inseguire persone in preda al panico. Si sentono altri colpi dell’arma, poi si vede il killer che uscendo dall’androne dà il colpo di grazia a una delle vittime per poi risalire sullo scooter e dileguarsi. Sulla matrice terroristica dell’attentato non ci sono dubbi.

L’uomo, che secondo i media è di origine tunisina e di cui si conosce già l’identità – Abdesalem L., 45 anni, conosciuto ai servizi di intelligence federali per la sua radicalizzazione islamica – ha rivendicato l’attacco e la sua appartenenza all’Isis con un video pubblicato sul profilo Facebook appartenente ad un certo Slayem Slouma. “Sono un Mujahid dello Stato Islamico, che vi piaccia o no. Viviamo per la nostra religione e moriamo per questa stessa religione”, dice annunciando l’uccisione di “tre svedesi” al grido di Allah Akbar. Nel giro di poche ore la capitale belga è piombata in un’atmosfera surreale. Dopo l’innalzamento al massimo livello di allerta, il centro di crisi nazionale ha invitato la popolazione a restare in casa e non uscire se non per questioni indispensabili. La partita Belgio-Svezia è stata sospesa e per paura che l’attentatore potesse colpire ancora tutti gli spettatori sono stati bloccati all’interno. Solo in tarda serata è stata permessa l’evacuazione, dopo l’annullamento definitivo del match. Dalle informazioni raccolte dalle autorità, ha riferito l’ambasciatrice d’Italia in Belgio Federica Favi, “pare che si tratti di un lupo solitario. Mi hanno assicurato che nessun italiano risulta al momento coinvolto”.

Oltre ai due morti c’è anche un ferito, un tassista, che è fuori pericolo. Anche la sede dell’Europarlamento è stata sigillata per ore. Il primo ministro belga De Croo, il ministro dell’Interno e quello della Giustizia si sono subito riuniti per seguire gli eventi insieme alla cellula di crisi, mentre i servizi antiterrorismo federali hanno preso in mano il caso. La capitale belga ripiomba così nel terrore dopo l’attentato al museo ebraico che aprì la serie di attacchi rivendicati da cellule dell’Isis e il duplice attentato con bombe che nel marzo del 2016 colpì l’aeroporto e la metropolitana facendo 32 morti e 340 feriti. A Parigi il ministro dell’Interno Gérald Darmanin ha dato disposizione – subito dopo le notizie dell’attentato di Bruxelles con l’autore dell’azione in fuga – di rafforzare i controlli alla frontiera tra la Francia e il Belgio. “Il mio pensiero va alle famiglie delle due vittime dell’ignobile attentato avvenuto a Bruxelles. Il mio assoluto sostegno alle forze di polizia belghe affinché catturino rapidamente il sospettato. Siamo uniti contro il terrorismo”, ha scritto su X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. “Il cuore dell’Europa è stato colpito dalla violenza”, le ha fatto eco il presidente del Consiglio Ue Charles Michel. Mentre il presidente francese Emmanuel Macron ha osservato sconsolato che “la nostra Europa è messa a soqquadro” dal “terrorismo islamico”. Ancora una volta.

 

 

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Israele: ucciso comandante Hezbollah Hossein Salami

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Israele: ucciso comandante Hezbollah Hossein Salami

In un raid israeliano nel sud del Libano è stato ucciso Hassan Hossein Salami “il terrorista di Hezbollah responsabile della regione di Hajir”. Lo ha fatto sapere il portavoce militare sottolineando che “Salami faceva parte dell’Unità Nasser di Hezbollah e ha comandato di recente le attività terroristiche degli Hezbollah contro civili e soldati, inclusi lanci di missili anti tank verso la città di Kiryat Shmona e i comandi della 769/a Brigata”.

 

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Militare Usa si dà fuoco all’esterno dell’ambasciata israeliana a Washington: non sarò complice di genocidio

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Un militare di 25 anni della Forza aerea degli Stati Uniti in servizio attivo si è dato fuoco all’esterno dell’ambasciata israeliana a Washington per protestare contro la guerra condotta da Israele a Gaza. In un video ottenuto dall’emittente televisiva statunitense “Cnn”, il militare afferma di chiamarsi Aaron Bushnell, e di non voler piu’ “essere complice di un genocidio”.

Prima di darsi fuoco, l’uomo afferma che la sofferenza che sta per avvertire “e’ minima rispetto a quella dei palestinesi”. Nel video si vede il militare in divisa poggiare la videocamere al suolo, cospargersi di un liquido infiammabile e darsi fuoco. Prima di collassare, l’uomo grida piu’ volte “Palestina libera”.

Agenti di polizia intervengono poco dopo con degli estintori per estinguere le fiamme. La portavoce della Forza aerea Usa, Rose Riley, ha confermato alla “Cnn” che “un aviere in servizio attivo e’ stato coinvolto nell’incidente di oggi”. Il dipartimento di polizia di Washington ha riferito che il militare è stato ricoverato in ospedale e versa “in condizioni critiche”. La “Cnn” ricorda che un episodio simile si e’ verificato nel mese di dicembre, quando un uomo si e’ dato fuoco all’esterno del consolato israeliano ad Atlanta in quello che la polizia locale ha definito “un atto estremo di protesta politica”.

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New York Times: difficile per i Democratici rimpiazzare Biden con un altro candidato

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I Democratici Usa non hanno modo di sostituire il presidente Joe Biden nel ruolo di candidato del partito in vista delle elezioni presidenziali che si terranno il prossimo novembre “sintantoche’ il presidente rimarra’ candidato alla rielezione”. Lo scrive il quotidiano “New York Times”, mentre il Paese continua a interrogarsi sullo stato di salute fisica e mentale dell’attuale inquilino della Casa Bianca. il quotidiano sottolinea che e’ troppo tardi per aprire le primarie del Partito democratico a “un altro sfidante adeguato”, e che “non esiste un meccanismo per scegliere un candidato differente”. “Non esistono ragioni per ritenere che Biden possa interrompere la sua candidatura”, scrive il quotidiano. “Ma se lo facesse, o se per lui diventasse impossibile continuare – ad esempio per una crisi di salute – il prossimo passo dipenderebbe dalle tempistiche della sua dipartita”. Lo stesso – chiosa il quotidiano – sarebbe vero “nel caso in cui l’ex presidente Donald Trump dovesse lasciare la contesa per ragioni di salute o per questioni legali relative ai processi penali a suo carico”.

Secondo il “New York Times”, se Biden fosse costretto a ritirare la propria candidatura prima della fine delle primarie, gli elettori vedrebbero limitata la loro scelta agli altri “semisconosciuti” candidati che partecipano al processo di assegnazione dei delegati. Quasi certamente, pero’, questi candidati secondari non otterrebbero il sostegno di un numero sufficiente di delegati alla convention del partito, in programma nel mese di agosto. La vicepresidente Kamala Harris “non diventerebbe automaticamente la candidata” del Partito democratico, dal momento che non prende parte alle primarie. E’ probabile pero’ che molti delegati deciderebbero di sostenerne la nomina. Il fronte democratico si e’ gia’ interrogato per mesi in merito a potenziali candidati alla presidenza alternativi all’attuale inquilino della Casa Bianca: il nome circolato piu’ spesso e’ quello del governatore della California, Gavin Newsom, ma per il momento – scrive il quotidiano – la potenziale candidatura di queste figure alla convention, nel caso di un ritiro anticipato di Biden resta “pura speculazione”.

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