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Cronache

Assalto a portavalori a colpi di Kalashnikov nel Milanese

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Un commando in piena regola, col volto coperto da passamontagna, entrato in azione alle 7 e 30, quando ancora c’era parzialmente buio e che non si e’ impaurito nemmeno quando una guardia giurata che stava ritirando l’incasso del supermercato Eurospin di Cologno Monzese, nel Milanese, ha sparato alcuni colpi in aria. Anzi, con freddezza, hanno disarmato il suo collega, a cui hanno rubato la pistola, e lo hanno sostanzialmente preso in ostaggio impedendo all’altro vigilante di reagire. Il colpo, messo a segno con due pistole e un mitragliatore Kalashnikov (quest’ultimo un ‘classico’ degli assalti ai furgoni portavalori) probabilmente, pero’, non e’ andato bene del tutto. L’ipotesi dei carabinieri del Gruppo di Monza e’ quella che volessero impossessarsi di tutto il denaro a bordo del furgone che stava facendo il giro per prelevare il denaro dalle casse e non solo di quella sacca con circa 20mila euro che sono riusciti a strappare dalle mani delle guardie giurate, prima di scappare nei campi nei pressi del supermercato. E’ quasi certo che, al limite dei terreni agricoli, li aspettasse un complice con il motore acceso. Gli investigatori stanno cercando di capire chi siano questi professionisti attraverso i rilievi scientifici e le immagini acquisite dalle telecamere di sorveglianza. L’episodio ricorda da vicino quello accaduto alle fine del 2017 sempre a Cologno. In quel caso, pero’, furono i rapinatori a sparare colpi d’arma da fuoco, uno dei quali si conficco’ in una parete di un ufficio postale, senza ferire nessuno. Erano in due ad aver preso d’assalto un furgone con le guardie giurate e, secondo le testimonianze, parlavano italiano, riuscendo a prendere i sacchi nel furgone. Ben piu’ consistente il bottino: intorno ai centomila euro. L’ultimo assalto a furgone portavalori, questa volta nel Monzese, a Lissone e’ pero’ del luglio dell’anno scorso, all’esterno di un ‘Compro oro’ di Lissone (Monza). Gli autori erano due uomini in sella a uno scooter, col volto coperto da caschi integrali, armati di pistola, che avevano sorpreso i due vigilantes mentre stavano salendo a bordo e si erano impossessati due sacchi di denaro dal negozio.

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Cronache

Napoli, a Città della Scienza arriva Aphel: il primo robot guida museale “assunto” in Italia

A Città della Scienza di Napoli debutta Aphel, robot umanoide con intelligenza artificiale: è la prima guida museale robotica assunta stabilmente in un museo italiano.

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«È la prima volta in Italia che viene “assunto” in pianta stabile un robot come guida di un museo». Così il professor Riccardo Villari commenta il nuovo primato di Città della Scienza, che introduce stabilmente Aphel, robot umanoide dotato di intelligenza artificiale, all’interno del percorso museale.

Aphel è in grado di riconoscere espressioni facciali, rispondere alle domande dei visitatori, accompagnare il pubblico tra le installazioni, ricordare i volti anche a distanza di settimane e perfino danzare. «È una vera interazione tra uomo e macchina», sottolinea Villari, evidenziando l’obiettivo di unire scienza e innovazione per rendere la divulgazione più efficace e coinvolgente, soprattutto per i più giovani.

Il rapporto con i visitatori più piccoli

Sono proprio i bambini a mostrarsi i più affascinati. Inseguono Aphel, lo riempiono di domande, gli sorridono e ballano con lui. Qualcuno si volta verso i genitori e chiede: «Lui viene con noi?». Una reazione che conferma come le nuove generazioni vivano la tecnologia con naturalezza e curiosità, senza timori.

Come funziona Aphel

Aphel nasce come piattaforma di programmazione robotica per il personale sanitario sviluppata da Predict, PMI innovativa fondata nel 2008. In origine non era pensato come guida museale, ma come strumento di supporto per alleviare lo stress dei pazienti in contesti sanitari, come le sale d’attesa ospedaliere. Da qui la sua capacità di empatia e di riconoscimento delle espressioni facciali.

«La difficoltà maggiore è stata insegnargli a muoversi liberamente negli spazi museali», spiega Guglielmo Maglio, manager of exhibitions di Città della Scienza. Attualmente il museo ha acquistato tre robot umanoidi, uno per ciascun piano della struttura, ognuno istruito sulle installazioni presenti.

Le competenze di base sono state inserite manualmente, ma il sistema di intelligenza artificiale consente ad Aphel di connettersi a internet per acquisire nuove informazioni, con limiti precisi per garantire interazioni sicure, soprattutto con i bambini. Più il robot interagisce con il pubblico, più apprende: «Crescono assieme a noi», conclude Maglio.

Un progetto di rinnovamento più ampio

Aphel entra a far parte della squadra museale insieme ai giovani del servizio civile, formati per operare e istruire i robot. «È il primo passo di un percorso di rinnovamento che aspettavamo dal 2017», spiega Daniela Giampaolo, coordinatrice area spazio espositivo.

Il progetto è stato reso possibile grazie a Fase 2, finanziato dalla Regione Campania, e porterà nei prossimi mesi all’inaugurazione di tre nuovi macro exhibit, al rinnovamento della biblioteca dei documentari astronomici e all’aggiornamento delle tecnologie del museo del corpo umano e del planetario.

Tecnologia che non sostituisce, ma affianca

Durante la presentazione, quando è stato chiarito ai bambini che i robot non sostituiscono le guide umane ma le affiancano, la risposta è arrivata in coro: «Lo sappiamo!». Un segnale chiaro di come il futuro, fatto di collaborazione tra persone e tecnologia, sia già presente e non spaventi le nuove generazioni.

Con Aphel, Napoli compie un ulteriore passo avanti nel campo dell’innovazione culturale, confermandosi laboratorio aperto dove scienza, educazione e intelligenza artificiale dialogano per stimolare curiosità e conoscenza.

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Cronache

Anguillara Sabazia, tragedia senza fine: trovati morti i genitori di Claudio Carlomagno

Dopo il femminicidio di Federica Torzullo, Anguillara Sabazia è scossa da una nuova tragedia: trovati morti i genitori di Claudio Carlomagno. Proseguono le indagini sul delitto.

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Non si arresta la catena di dolore che ha colpito Anguillara Sabazia. Dopo il femminicidio di Federica Torzullo, sono stati trovati morti nella loro abitazione i genitori di Claudio Carlomagno, arrestato con l’accusa di aver ucciso la moglie.

I corpi dei due coniugi, Maria Messenio e Pasquale Carlomagno, sono stati rinvenuti impiccati nella villetta di via Tevere. Sul posto sono intervenuti i carabinieri per i rilievi. Fin dalle prime ore gli investigatori hanno ipotizzato il suicidio.

Il biglietto d’addio e l’allarme dei familiari

Un biglietto di addio è stato trovato nell’abitazione dell’altro figlio della coppia, a Roma. L’uomo, preoccupato per la sorte dei genitori, ha contattato una zia, che ha raggiunto la villetta di Anguillara Sabazia e ha allertato il 118. All’ingresso in casa è stata fatta la tragica scoperta.

Il ruolo pubblico di Maria Messenio

Maria Messenio era una figura nota nell’amministrazione locale. Fino a pochi giorni fa aveva ricoperto l’incarico di assessora alla Sicurezza del Comune di Anguillara Sabazia. Dopo il ritrovamento del corpo della nuora e l’arresto del figlio, aveva rassegnato le dimissioni con una lettera indirizzata al sindaco.

Le indagini e i movimenti ricostruiti dagli inquirenti

Il nome di Pasquale Carlomagno era emerso anche negli atti dell’inchiesta sul femminicidio. Le telecamere di sorveglianza avevano ripreso il suo furgone transitare davanti alla villa della coppia nelle ore prossime al delitto e fermarsi per circa nove minuti. Un elemento riportato nell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del figlio Claudio.

Secondo la ricostruzione contenuta negli atti, la mattina del delitto un mezzo Iveco sarebbe stato inquadrato mentre lasciava il deposito della Carlomagno S.r.l. alle 9.29, transitando in via Costantino alle 10.02. Tre minuti dopo Claudio Carlomagno sarebbe stato ripreso a piedi nelle pertinenze della propria abitazione, da cui è uscito alle 10.15. Dopo circa venti minuti il camion sarebbe rientrato in azienda e solo nel primo pomeriggio l’uomo sarebbe tornato a casa in auto con una persona non identificata.

Nei giorni scorsi non si escludeva che i coniugi potessero essere ascoltati dai carabinieri, anche se non risultava fissata alcuna convocazione formale.

La posizione dei legali della famiglia Torzullo

A intervenire pubblicamente sono stati gli avvocati dei genitori di Federica Torzullo, Nicodemo Gentile e Pierina Manca, che hanno definito quanto accaduto “un vile omicidio domestico”, chiedendo che vengano contestate l’aggravante dei motivi abietti e il reato di vilipendio di cadavere.

Secondo i legali, l’incontro tra Federica e il marito non sarebbe stato un “ultimo appuntamento”, ma l’ultimo tentativo dell’indagato di trattenerla, mentre la donna era ormai determinata a lasciare la casa coniugale e a intraprendere una nuova vita con il figlio. Una ricostruzione che, a loro avviso, esclude qualunque uso strumentale del minore.

Gli avvocati hanno richiamato anche quanto riportato nell’ordinanza del gip del 21 gennaio, secondo cui l’indagato avrebbe agito “eliminandola e privandola di ogni autonomia decisionale”. Alla luce di questi elementi, hanno annunciato il deposito di una memoria tecnica alla Procura per sollecitare la contestazione dell’aggravante dei motivi abietti.

Indagini ancora in corso

Le indagini non si sono fermate dopo la confessione di Claudio Carlomagno. Gli inquirenti sono ancora alla ricerca del coltello e stanno lavorando per chiarire alcune “zone d’ombra” nella versione dell’uomo, verificando anche l’eventuale coinvolgimento di terze persone nelle fasi successive al delitto.

Proprio nelle ultime ore i carabinieri del Nucleo Subacquei di Roma hanno ripreso le ricerche dell’arma del delitto nel punto indicato dall’arrestato, scandagliando con metal detector un tratto impervio del corso d’acqua nella zona di Osteria Nuova. Nei giorni precedenti erano stati ascoltati anche i genitori di Federica per approfondire il rapporto tra la coppia e riscontrare le dichiarazioni rese dall’indagato.

Una vicenda che continua a segnare profondamente un’intera comunità, ancora stretta nel silenzio e nel dolore.

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Cronache

Anguillara Sabazia nel dolore: il sindaco Pizzigallo ricorda Maria Messenio e Pasquale Carlomagno

Il sindaco di Anguillara Sabazia Angelo Pizzigallo esprime dolore e cordoglio per la morte di Maria Messenio e Pasquale Carlomagno, in un messaggio improntato a silenzio, rispetto e vicinanza alla comunità.

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“Non ci sono parole ma solo silenzio”. Con queste parole il sindaco di Anguillara Sabazia, Angelo Pizzigallo (nella foto), ha affidato ai social un lungo messaggio di cordoglio dopo la notizia della morte di Maria Messenio e Pasquale Carlomagno.

Il primo cittadino ha parlato di “ore di ulteriore dolore profondo” per l’intera comunità, sottolineando come la notizia colpisca non solo l’Amministrazione comunale ma, prima ancora, le persone che avevano condiviso con Maria Messenio un percorso umano e istituzionale.

Il ricordo di Maria Messenio e il ruolo nelle istituzioni

Nel suo messaggio, Pizzigallo ha ricordato Maria Messenio come una figura che ha servito la città con impegno e dedizione, ricoprendo fino a pochi giorni fa il ruolo di assessora alla Sicurezza del Comune. Un incarico svolto, ha evidenziato il sindaco, con senso di responsabilità e spirito di servizio.

Dopo il ritrovamento del corpo della nuora, Federica Torzullo, e l’arresto del figlio Claudio Carlomagno, Maria Messenio aveva rassegnato le dimissioni, formalizzandole con una lettera indirizzata al sindaco.

Silenzio, rispetto e vicinanza

“Davanti a tragedie così grandi, le parole faticano a trovare spazio”, ha scritto ancora Pizzigallo, invocando il dovere del rispetto, del silenzio e della vicinanza umana verso chi soffre e verso una comunità “ulteriormente sconvolta”.

Il sindaco ha infine rivolto un appello alla cittadinanza, chiamata ad affrontare questo nuovo momento di dolore collettivo con discrezione e dignità, stringendosi attorno a chi è colpito dalla tragedia senza alimentare giudizi o esposizioni inutili.

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