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Alcaraz nuovo re di Parigi, Paolini-Errani ko in doppio

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Alla fine trionfa Alcaraz. In un epilogo-maratona durato oltre quattro ore nella finalissima del Roland Garros, il ‘giustiziere’ di Jannik Sinner supera in rimonta anche il tedesco Alexander Zverev laureandosi campione a Parigi al termine di cinque spettacolari set: 6-3, 2-6, 5-7, 6-1, 6- il punteggio a favore dello spagnolo. Da domani l’iberico scavalcherà Djokovic nella classifica Atp piazzandosi al secondo posto dietro al rivale e amico altoatesino. Per lui e’ la prima volta da re a Parigi, ma gia’ il terzo Slam, dopo gli Us Open 2022 e Wimbledon 2023.

“Abbiamo fatto un lavoro stupendo, col mio team, che e’ come una famiglia”, ha detto un Alcaraz poco capace di nascondere l’emozione. Non ce l’hanno fatta invece Sara Errani e Jasmine Paolini nella finale del doppio femminile: le azzurre sono state sconfitte dalla coppia Coco Gauff e Katerina Siniakova. La statunitense e la ceca si sono imposte in due set, col punteggio di 7-6, 6-3, in poco meno di due ore di gioco. Nella finale del maschile Alcaraz parte bene, poi subisce la rimonta del tedesco e va sotto due set a uno ma poi grazie alla sua forza fisica ed ai suoi colpi irresistibii riesce a rimontare uno Zverev tradito da qualche errore di troppo e che non ha mai dato la sensazione di poter ‘uccidere’ il match: per lui troppe occasioni sprecate, anche in palle break decisive. Il bilancio del Roland Garros parla comunque italiano.

Con la sconfitta di oggi, sono due le finali perse in due giorni, ma Jasmine Paolini non ha perso il sorriso che le ha permesso di conquistare Parigi, in due settimane di vittorie e bel gioco. L’azzurra ora n.7 al mondo, che ieri si era inchinata alla n.1 Iga Swiatek nella finale del singolare, non è riuscita in coppia con la veterana Sara Errani a portare a casa il titolo di doppio, cedendo in due set alla statunitense Coco Gauff e alla ceca Katerina Siniakova. E’ mancato l’ happy end, insomma, ma le due azzurre sono state fantastiche e, come ha detto Errani al momento della premiazione “Ci rivediamo tra qualche settimana, perché noi abbiamo un sogno…”, a cinque cerchi. Complici le forze fisiche e mentali drenate ieri a Paolini dal confronto con la campionessa polacca, la partita si è decisa al tie break del primo set, vinto 7-5 dalle avversarie.

Nel secondo, qualche errore di misura ha condannato le azzurre e premiato Gauff, al suo primo trofeo Slam in doppio, e Siniakova, che invece ha fatto tris a Parigi. E’ stata proprio la ceca l’ago della bilancia: come ha alzato il livello del suo tennis la finale è girata, nonostante la sintonia maggiore in campo tra le azzurre rispetto a quella delle loro avversarie, che hanno deciso di giocare il torneo solo all’ultimo. E’ difficile comunque, per entrambe le azzurre, accettare l’esito del match. Hanno combattuto fino all’ultimo dopo aver contribuito con Jannik Sinner e la coppia Vavassori-Bolelli a portare l’Italia in quattro semifinali in uno slam, cosa mai accaduta, e in tre finali.

“E’ ovvio che appena finisci c’è rammarico – ha detto Errani – ma è stato davvero un ottimo torneo. Abbiamo cercato di fare del nostro meglio ma eravamo un po’ stanche, non del tutto lucide. Loro sono molto potenti e bisognava essere sempre piazzate bene. Peccato. Ci eravamo comunque molto vicine”. “E’ dura da accettare”, ha affermato Paolini, che però non dimenticherà “queste ultime due due settimane davvero intense, piene di emozioni e di ricordi. Non vedo l’ora di tornare qui, uno dei più bei posti del mondo per una tennista”.

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Tumori più frequenti tra Generazione X rispetto a Babyboomer

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I tumori colpiscono sempre più di frequente, da una generazione all’altra: uno studio pubblicato sulla rivista Jama Network Open e condotto dal National Cancer Institute statunitense mostra chiaramente un trend in crescita, con le persone della Generazione X (nate tra 1965 e 1980) che presentano e presenteranno nel tempo tassi di incidenza maggiori rispetto ai Baby Boomers (nati tra 1946 e 1964) per diversi tumori. Lo studio è stato condotto da Philip Rosenberg e Adalberto Miranda-Filho della Division of Cancer Epidemiology and Genetics, Biostatistics Branch, National Cancer Institute di Rockville nel Maryland e si basa sull’analisi di dati relativi a 3,8 milioni di pazienti oncologici americani diagnosticati tra 1992 e 2018 a un’età tra i 35 e gli 84 anni. Sulla base di questi dati i ricercatori hanno stimato i tassi di incidenza per ciascun tumore. “Questi risultati suggeriscono che, in base alle traiettorie attuali, l’incidenza del cancro negli Stati Uniti potrebbe rimanere elevata per decenni”, scrivono gli autori.

Gli esperti hanno visto che a diminuire significativamente nella Generazione X sono solo le incidenze dei tumori del polmone e del collo dell’utero. Tuttavia la Generazione X potrebbe registrare un aumento pro-capite dell’incidenza dei principali tipi di cancro maggiore rispetto a qualsiasi altro gruppo nato tra il 1908 e il 1964. Scegliendo i 60 anni come età di riferimento per la diagnosi, gli esperti hanno stimato l’incidenza dei tumori, ovvero il numero di nuovi casi l’anno per 100 mila individui delle due generazioni. Infine, per giungere a una conclusione generale, gli esperti hanno utilizzato una semplice misura di sintesi: l’incidenza combinata dei principali tumori (20 siti nelle donne e 18 siti negli uomini).

Ebbene, è emerso che l’aumento dell’incidenza del cancro tra i membri della Generazione X rispetto ai loro genitori è stato sostanziale, soprattutto tra le donne ispaniche (aumento del 34,9%) e gli uomini (aumento del 14,1%). Al contrario, gli aumenti corrispondenti tra le donne e gli uomini bianchi non ispanici sono stati rispettivamente del 15,1% e dell’11,9%. Risultati simili sono stati ottenuti confrontando la Generazione X e dei Baby Boomer. “Le nostre conclusioni sono più preoccupanti rispetto agli aumenti dell’incidenza del cancro nelle fasce d’età più giovani riportati in precedenza”, concludono gli esperti.

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Mattarella in Moldavia, blindare fianco est della Ue

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La preoccupazione è chiara: bisogna blindare il fianco est dell’Unione europea e ancorare all’Europa i Paesi che hanno fatto domanda di adesione come la Moldavia. Doppia missione del presidente della Repubblica in una delle aree maggiormente attenzionate del Continente: Sergio Mattarella sarà infatti da lunedì 17 a mercoledì 19 giugno a Chisinau e Bucarest. La visita in Moldavia è particolarmente importante per la posizione geopolitica del Paese ed è attesa con grande attenzione essendo la prima assoluta di un capo di Stato italiano. Mattarella continua così a tessere la sua tela di relazioni avendo sempre al centro dei suoi obiettivi la tenuta e il rafforzamento dell’Unione europea per la quale da tempo spinge per rapidi allargamenti ai Paesi che chiedono l’ingresso come, primi tra tutti, quelli dei Balcani occidentali.

Per questo la visita in Moldavia, sottolineano al Quirinale, rappresenta un gesto di grande attenzione al fianco est dell’Europa. Romania e Moldavia sono due Paesi che confinano con l’Ucraina e i timori di uno sconfinamento dell’aggressione russa oltre Kiev sono palpabili anche tra la popolazione. Ovviamente le posizioni di Bucarest e Chisinau sono ben diverse: la Romania gode già da anni dell’ombrello protettivo dell’Unione europea mentre la Moldavia si trova sospesa nella via di mezzo e sta spingendo per entrare nella Ue per cautelarsi. Il Consiglio europeo a dicembre e la Commissione la settimana scorsa hanno infatti già approvato l’avvio dei negoziati di adesione. Non a caso la presidente Maia Sandu ha indetto per il 20 ottobre, insieme alle elezioni, un referendum che inserisca l’adesione alla Ue nella Costituzione.

L’obiettivo dell’europeista Sandu è chiaro: blindare l’adesione europea anche per il prossimo futuro e contrastare i tentativi più o meno genuini del filo-russi di riportare il Paese nell’orbita di Mosca. Il capo dello Stato atterrerà lunedì pomeriggio a Chisinau e in agenda ci sono già due appuntamenti: la visita al Palazzo della Repubblica accolto dal presidente Sandu, per poi assistere, in serata, al concerto dell’Orchestra della Filarmonica nazionale ‘Serghei Lunchevici’. Fitta anche l’agenda di martedì 18: in mattinata rivedrà Sandu, con la quale ci sarà un nuovo confronto bilaterale. Dopo il trasferimento a Bucarest, la sera del 18 giugno, Mattarella incontrerà il giorno seguente il presidente Klaus Iohannis che è al termine del suo mandato. Prima di ripartire per l’Italia, Mattarella sarà al Palazzo del Parlamento per un colloquio con il presidente del Senato romeno, Nicolae Ciuca, e a seguire al Palazzo Victoriei per un incontro con il primo ministro, Marcel Ciolacu.

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Esteri

Saluto reale dal balcone, Carlo e Kate dominano la scena

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Il saluto dei reali britannici senior dal balcone di Buckingham Palace, dopo il rientro dalla parata di Whitehall sotto una pioggia a tratti battente, ha suggellato in questi minuti la celebrazione del compleanno ufficiale di re Carlo III. Il sovrano, con la regina Camilla, ha retto il centro della scena assieme alla principessa di Galles, Kate, al ritorno in pubblico dopo quasi 7 mesi segnati dalla comune battaglia contro il cancro, con il consorte William e i figli George, Charlotte e Louis. Migliaia i sudditi inneggianti. Condizionato dal meteo il passaggio di rito della pattuglia acrobatica della Raf.

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