Collegati con noi

Politica

Scempi edilizi, l’ex magistrato De Chiara: giusta sentenza Consulta, ora demolizioni

Pubblicato

del

La decisione della Consulta che ha dichiarato la illegittimità della legge regionale della Campania produrrà i suoi effetti già nei prossimi giorni.  Davanti a questa mazzata, la Giunta Regionale della Campania ovvero la parte soccombente nel giudizio di costituzionalità, si è affrettata a precisare che  “come precisa la Consulta, la stessa legge nazionale prevede la facoltà dei Comuni di non demolire le opere abusive. Pertanto la Regione Campania, ritenendo necessaria una disciplina che affronti la problematica, sottoporrà all’attenzione della Conferenza Stato-Regioni, del Governo e dei gruppi parlamentari, l’adozione di ogni misura all’interno del quadro normativo nazionale, visti gli importanti profili di giustizia sostanziale coinvolti”. Insomma il presidente Vincenzo De Luca e il suo esecutivo puntano a fare di questa vicenda una questione politica nazionale. Perché gli effetti della sentenza obiettivamente toccheranno interessi importanti e creeranno di sicuro problemi seri sotto il profilo dell’ordine e la sicurezza pubblica.  

Aldo de Chiara. L’ex procuratore aggiunto ha combattuto la piaga della cementificazione in Campania

“L’abusivismo edilizio, lo scempio del territorio, la devastazione di luoghi di particolare pregio ambientale e paesaggistico con colate di cemento non è una piaga della Campania o del Sud ma dell’intero Paese” la premessa con cui comincia l’intervista ad Aldo De Chiara, già procuratore aggiunto a Napoli, capo del pool ecologia dell’ufficio inquirente più difficile d’Italia ci fa capire come sull’abusivismo e sugli effetti che questa piaga ha riversato anche sugli uffici giudiziari nessuno può farsi maestro o dare lezioni di morale. Ciò premesso, De Chiara, oggi in pensione, è stato uno di quei magistrati che ha lottato una vita intera contro i pirati dell’ambiente e i cementificatori in servizio permanente effettivo. 

Presidente De Chiara, quando la Regione Campania approvò l’anno scorso la legge regionale che le associazioni ambientaliste definirono “sanatoria fai da tè”, lei da giurista prim’ancora che da magistrato disse che c’erano profili di incostituzionalità.

“Non era ovviamente un giudizio politico campato in aria il mio. La decisione della Consulta, in effetti, non mi sorprende affatto”.

E dire che il Consiglio Regionale, almeno quelli che la legge la votarono, si fecero rilasciare un po’ di consigli legali a pagamento circa la costituzionalità di quanto andavano ad approvare.

“Guardi, a me non interessa la polemica spicciola. Restiamo ai fatti. Dal mio punto di vista, ma anche dal punto di vista di tantissimi altri autorevoli giuristi, il responso era abbastanza scontato. L’intervento della Regione Campania era stato visto come ‘un’invasione’ di campo nei confronti dello Stato. La Corte Costituzionale non poteva decidere diversamente. In quei campi legifera lo Stato”. 

Ed ora che cosa succede, Presidente?

“Glielo spiego subito, ma mi lasci dire una cosa. La Regione Campania, e l’ho detto anche nell’immediato dell’approvazione della legge, tra il vuoto e l’inerzia, comunque, è stata l’unica Regione che ha posto sul tappeto un problema che rappresenta una sorta di bomba ad orologeria. Anche chi vive in una casa, sebbene abusiva, quindi realizzata violando la legge, ha diritto alla cosiddetta ‘quiete processuale’”. 

Per favore ci faccia capire meglio.

“Voglio dire che adesso bisogna prendere atto di questa decisione della Consulta, ma anche comportarsi coerentemente con le leggi vigenti. I Comuni e le Regioni in sede di controllo sostitutivo devono agire ed intervenire per ripristinare una legalità che è seriamente compromessa non solo in Campania o al Sud ma nel Paese in generale. Capisco che in questo periodo gli enti locali abbiano atteso il responso della Consulta, ma adesso non ce n’è più per nessuno: bisogna applicare la legge. E credo che anche questo sia il messaggio, seppur implicito, della Corte Costituzionale”.  

Un discorso a parte merita Ischia e gli altri territori sottoposti a numerosi vincoli paesaggistici. 

“Le isole del nostro Golfo, come Capri ed Ischia, le Costiere, ma anche numerosi altri territori sono sottoposti a numerosi vincoli paesaggistici ed ambientali per la conformazione e la peculiarità del territorio stesso. Per questo la legge regionale 19 del 2017 riguardava altri luoghi della nostra Regione e non certo Ischia”. 

Che cosa consiglierebbe ai sindaci di Ischia alla luce di questa sentenza.

“ Mi permetta di sfuggire a questa domanda proprio per rispetto verso i primi cittadini dell’isola che non hanno bisogno dei miei consigli perché sono ottimi amministratori pubblici. Dico solo che chi doveva intervenire, in questo periodo, avrebbe dovuto farlo. Ma adesso non ci sono più alibi: bisogna attenersi alle leggi soprattutto in tutto in Paese e maggiormente in territori che hanno dei vincoli come Ischia”.

Advertisement

In Evidenza

Pnrr: slitta tranche 19 miliardi? Fitto, ottimista

Pubblicato

del

“Sono sereno, sono ottimista l’unica cosa che non si può fare è il tentativo abbastanza ridicolo di attribuire a questo governo delle responsabilità”. Così il ministro Raffaele Fitto degli Affari Europei rispondendo a proposito dello slittamento della consegna della terza tranche del Pnrr dopo la decisione di rimandare di un mese la fase di verifica da parte della Commissione Europea degli obiettivi raggiunti al 31 dicembre 2022. “Non ci sono tensioni con l’Europa, le tensioni temo qualche volta si vogliano costruire in Italia – ha proseguito Fitto a margine della presentazione della relazione della Corte dei Conti sullo stato di avanzamento del Pnrr – Noi stiamo lavorando con una macchina in corsa con scelte che non sono nostre ma che noi puntiamo a realizzare e superare in questa fase per poi passare alla seconda fase di imodulazione del programma. L’obiettivo è quello di lavorare con spirito collaborativo con la Commissione”.

Continua a leggere

In Evidenza

13 Paesi Ue per i mini reattori nucleari, anche Roma firma

Pubblicato

del

Tredici Paesi Ue, tra i quali anche l’Italia, chiedono “un quadro industriale e finanziario favorevole per i progetti nucleari”, promuovendo “la ricerca e l’innovazione in particolare per i piccoli reattori modulari e i reattori modulari avanzati”. Lo si legge in una nota congiunta diffusa da Parigi, a capo dell’alleanza sul nucleare, al termine di una riunione con la Commissione europea. Il documento è stato sottoscritto da Bulgaria, Croazia, Finlandia, Francia, Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia e Slovenia. L’Italia, insieme a Belgio e Paesi Bassi, ha firmato in qualità di Paese osservatore.

Continua a leggere

Politica

Per i crediti del Superbonus veicolo privato e Btp

Pubblicato

del

Un veicolo finanziario in grado acquistare e rivendere i crediti incagliati, ridando liquidità al sistema e sbloccando un’empasse che da mesi tiene in scacco imprese e cittadini. Ma anche ‘scambio’ con i Btp. E’ questa la doppia soluzione che dovrebbe contribuire a smaltire la montagna di 19 miliardi di crediti bloccati del superbonus. Il veicolo vedrebbe impegnate le grandi società pubbliche, con Enel X in testa, che offrono così la propria mano tesa al governo. Che intanto con un lavoro di moral suasion su banche e istituzioni, ha incassato la promessa a far ripartire le acquisizioni dei crediti.

“Abbiamo sensibilizzato le istituzioni e le banche. Le banche e le Poste hanno annunciato che ricominceranno, in un quadro di maggiori certezze che abbiamo dato sotto il profilo giuridico, ad acquistare questi crediti”, ha spiegato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, annunciando anche l’arrivo del veicolo: “E’ in corso l’elaborazione di un sistema, una specie di piattaforma, che dovrebbe in qualche modo permettere di smaltire tutto l’arretrato”.

Escluso invece il ricorso agli F24, su cui il governo chiude: il loro utilizzo “genererebbe sostanziali e rilevantissimi problemi di cassa”, spiega il sottosegretario Federico Freni. Piuttosto a banche, intermediari finanziari e assicurazioni che hanno esaurito la propria capienza fiscale sarà offerta la possibilità di utilizzare i crediti al fine di sottoscrivere emissioni di Btp poliennali da 10 anni per smaltire fino al 10% dei crediti scontati annualmente. La misura vale per gli interventi effettuati fino al 2022 e il primo utilizzo, si precisa, può essere effettuato in relazione alle emissioni effettuate dal primo gennaio 2028. L’ipotesi del veicolo era nell’aria da giorni, ma si attendeva prima di capire come si sarebbe sviluppato il lavoro in Parlamento. Una volta visto che gli emendamenti avevano preso la strada giusta, si è potuti uscire allo scoperto. La soluzione strutturale per i crediti edilizi incagliati “esiste”, assicura Enel X: è “un veicolo finanziario” con uno schema che la società ha “già testato con alcuni partner finanziari su volumi limitati”.

“Siamo quasi pronti, è questione di poco e potremo dare un decisivo impulso allo sblocco dei decreti incagliati”, assicura il ceo Francesco Venturini. Tra le altre modifiche, la commissione Finanze ha dato il via libera alla proroga al 30 settembre del termine alle villette, che entro il 30 settembre scorso avevano effettuato almeno il 30% dei lavori, per concludere la spesa e portarla in detrazione beneficiando del 110%. Per salvare le cessioni del 2022, inoltre, arriva la possibilità per chi non ha concluso il contratto di cessione entro il 31 marzo di effettuare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate con la ‘remissione in bonis’: ovvero, entro il 30 novembre, pagando una sanzione di 250 euro.

Cessione e sconto in fattura restano per l’eliminazione delle barriere architettoniche e anche per gli istituti per le case popolari (Iacp), le onlus e il terzo settore, e per i lavori su immobili colpiti da eventi sismici e anche per l’alluvione delle Marche. Si allarga poi ulteriormente, anche a tutti i cessionari che acquistano crediti da una banca, lo scudo dalla responsabilità in solido per chi acquista i crediti del superbonus. Per banche e imprese che hanno acquistato crediti c’è poi l’estensione della fruizione da 4 a 10 anni. Ma dopo la polemica per lo “stralcio” di una misura analoga, pensata soprattutto per aiutare i redditi più bassi, è stata concessa la possibilità di spalmare in 10 anni la detrazione anche per i contribuenti che non hanno sufficiente capacità fiscale. “Penso sia una cosa giusta per i cittadini e che non comporti problemi per la finanza pubblica. Quindi – ha spiegato Giorgetti – perché no? Anzi assolutamente sì”.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto