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2019, Anno della cultura Europea, la capitale è Matera.

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Matera, il centro, il museo, la chiesa madre, i sassi.

I Sassi di Matera che dai Basilischi, film debutto alla regia di Lina Wertmuller con uno straordinario e mai dimenticato Stefano Satta Flores insieme a Rosanna Santoro e Antonio Petruzzi, a Passion, kolossal movie, firmato da Mel Gibson, passando per Francesco Rosi con I tre Fratelli, L’uomo delle stelle di Tornatore e poi I fratelli Taviani con Il sole anche di Notte e ancora Del perduto amore di Michele Placido insieme a tanti altri I Sassi sono stati per Matera, Capitale della Cultura Europea del prossimo 2019 la carta di identità di una città che nel corso degli anni è riuscita a trasformare questo territorio conosciuto come uno dei più depressi in Italia in risorsa culturale, identitaria e turistica, capace di attirare enormi folle di visitatori che si fanno catturare dal magnetismo del posto e dalla sua storia millenaria.

La Città di pietra centro antico della città di Matera ricavato con scavi a ridosso del burrone, è stata abitata dal Paleolitico come si evince da alcuni reperti datati al XIII millennio a.C., e molte delle case ricavate nella pietra calcarica della gravina, sono state abitate senza interruzione dall’età del bronzo fino al forzato sfollamento risalente agli anni ’50 del secolo scorso. Pare che sia stato nel 1204, in un documento ufficiale, usata la denominazione SASSI.

Il 2019 sarà per Matera e i suoi SASSI l’anno della consacrazione internazionale, numerosi eventi culturali sono attesi in città e numerosissimi visitatori invaderanno le strade e i luoghi che abbiamo visto nei numerosi film elencati in precedenza.

La città è da tempo che si sta preparando e attrezzando per accogliere i visitatori, gli spettatori e gli artisti che esporranno nel centro storico e negli spazi nati per l’occasione.

Siamo certi che domani, nella prima domenica di dicembre anche voi sarete pronti per un sopralluogo in questa spicchio d’Italia meridionale che con lo scoccare del 2019 speriamo ci meravigli non solo per le sue bellezze storiche e ambientali.

 

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Clima, con la siccità nei campi orticoltura si fa in dryfarming

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Dryfarming, selezione delle varietà, conoscenza del terreno e lettura della stagionalità. Sono queste le quattro radici per la coltivazione in risposta al cambiamento climatico evidenziate in occasione della nona edizione della Fiera di Vita in Campagna, dedicata agli hobby farmer, i coltivatori della domenica che si chiude oggi a Montichiari (Brescia). Per Marta Cipriani, esperta in orticoltura per la storica rivista specializzata: “Dobbiamo modificare il nostro approccio all’agricoltura, rieducare il coltivatore al terreno e alla selezione delle varieta’ di piante piu’ adatte a sopravvivere in un contesto di carenza di risorse idriche. Con l’irrigazione artificiale si e’ persa la conoscenza di come le piante possono reagire alla mancanza d’acqua, invece dobbiamo tornare a selezionare le sementi delle varieta’ che si dimostrano in natura piu’ resilienti, a interpretare la stagionalita’ alla luce delle mutate condizioni climatiche e a intervenire sulla lavorazione del suolo per favorire la ricarica delle falde acquifere e limitare la dispersione idrica nel terreno”.

Sempre in termini di conoscenza mentre cresce la passione degli italiani per il biologico, stando ad una indagine condotta dalla storica rivista condotta su piu’ di 2.800 agricoltori per passione, gli hobby farmer sono promossi, ma con riserva. Se la maggior parte degli appassionati e’ in grado di determinare correttamente se una pratica e’ biologica o meno, sono ancora molti i miti da sfatare e i temi da approfondire. E’ questo il caso, per esempio, dell’utilizzo della cenere di legna per la fertilizzazione del terreno, una pratica ritenuta utile da 3 intervistati su 4, ma che aumenta l’alcalinita’ del suolo rendendolo inadatto alla coltivazione di molte piante. La cenere inoltre e’ totalmente priva di azoto, un minerale prezioso per la vegetazione.

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Ambiente

Il mare di Riva Fiorita diventa verde, l’effetto è suggestivo ma si teme per l’ambiente

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Mare verde fluorescente a Riva Fiorita, suggestivo borgo marino a Posillipo. L’impatto visivo è incantevole, ma non è il solito verde cristallino bensì qualche diluente o agente inquinante. A far cambiare colore all’acqua del mare, infatti, potrebbe essere stato uno sversamento tossico. I residenti di una delle più belle zone di Napoli hanno immediatamente allertato i carabinieri, il nucleo mare della Polizia locale, la Capitaneria di Porto e l’Arpac. I funzionari dell’agenzia regionale per l’ambiente della Campania, allertati dal consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, hanno effettuato un sopralluogo e proceduto  al campionamento dell’acqua diventata verde. Sapremo che cos’è quel verde.  Domani 23 marzo alle 12 a Riva Fiorita a Posillipo il comitato cittadino locale e i Verdi manifesteranno per il mare pulito dopo l’ultimo episodio di sversamento avvenuto in queste ore.

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Ambiente

A fuoco deposito di cosmetici, evacuata un’ampia zona di Castellammare tra Pompei e Torre Annunziata

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🛑Altre immagini dell incendio di questa mattina.➡️ Come potete notare nel video alcuni operai nonostante il fuoco, aprono il cancello principale per aprire vie di fuga ad eventuali colleghi bloccati all' interno del capannone.STABIESI AL 100 %

Pubblicato da STABIESI AL 100 % su Giovedì 21 marzo 2019

Un incendio di vaste proporzioni sta impegnando a Castellammare di Stabia molte squadre di vigili del fuoco intervenute a domare le fiamme che si stanno sviluppando all’interno di un deposito di cosmetici in via Ripuaria, zona alla periferia nord, ai confini con Pompei e Torre Annunziata. Intorno alle 13 è divampato l’incendio che al momento non è ancora stato domato a causa del forte vento che soffia in zona. Al momento restano ancora ignote le cause del rogo. A scopo precauzionale, molti abitanti della zona sono stati fatti evacuare.

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