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Zuckerberg spinge su privacy e criptaggio dei dati, annunciata una svolta Facebook

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Mark Zuckerberg preme sull’acceleratore della privacy. E illustra la sua ‘visione’ per un social network in cui proprio la privacy e il criptaggio sono centrali, cosi’ come lo e’ una maggiore interoperabilita’ fra i servizi di comunicazione della piattaforma. ”Renderemo possibile l’invio dei messaggi ai propri contatti usando ognuno dei nostri servizi. Vogliamo offrire la possibilita’ di scegliere come raggiungere i propri amici fra le piattaforme” Messenger, WhatsApp e Instagram ”da qualsiasi app si preferisce”. L’interoperabilita’ offre ”vantaggi di privacy e sicurezza. Con la possibilita’ di inviare messaggi fra i nostri servizi, si sara’ in grado di inviare messaggi criptati a un numero di telefono su WhatsApp da Messenger” mette in evidenza Zuckerberg, illustrando come le comunicazioni saranno piu’ semplici, agevoli e private. Ed e’ proprio la privacy al centro dell’annuncio di Zuckerberg sulla sua pagina Facebook: ”Quando penso al futuro di internet, ritengo che una piattaforma di comunicazione focalizzata sulla privacy diventera’ ancora piu’ importante di quanto non siano le piattaforme aperte ora. La privacy concede alla gente la liberta’ di essere se stesi e di connettersi in modo piu’ naturale, che e’ il motivo per cui vengono sviluppate i social network”. Ammettendo come al momento la reputazione del social network non e’ delle migliori per la tutela degli amici, Zuckerberg pero’ rilancia: ”abbiamo dimostrato piu’ volte di poter evolvere e creare quei servizi che la gente vuole”. Il riferimento e’ alla pioggia di critiche piovuta su Facebook e al calo della fiducia nei confronti del social network. Non e’ infatti la prima volta che Zuckerberg si impegna sul fronte della privacy, senza grandi risultati visto il susseguirsi degli scandali. Allo scetticismo di fronte all’impegno di Zuckerberg si sommano i rischi che una tale politica incontra. Fra questi il fatto che molti governi si oppongono al criptaggio e Facebook potrebbe finire con l’essere bloccata in alcuni paesi stranieri, come lo stesso Zuckerberg ammette. I sei pilastri della svolta della privacy di Facebook sono: le interazioni private, il criptaggio, la riduzione dei tempi di permanenza dei contenuti, la sicurezza, l’interoperabilita’ e l’archivio sicuro dei dati. Questo spostera’ l’attenzione di Facebook da un social network dove la gente puo’ inviare informazioni a un ampio gruppo di persone, a uno dove e’ possibile comunicare con gruppi piu’ ristretti e vedere il proprio contenuto sparire dopo un breve periodo di tempo.

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Cina, salgono a 47 i morti dell’esplosione all’impianto chimico Tianjiayi Chemical

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Salgono a 47 i morti della violenta esplosione che ieri pomeriggio ha devastato l’impianto chimico della Tianjiayi Chemical e le aree limitrofe a Yancheng, nella provincia orientale del Jiangsu. E’ l’ultimo bollettino diffuso dalle autorita’ locali e rilanciato dai media cinesi. In base agli ultimi dati, quando sono ancora in corso gli sforzi dei soccorritori, ci sono anche 32 feriti in condizioni critiche e diverse altre decine in condizioni gravi.

Il presidente cinese Xi Jinping, in visita in Italia, ha disposto il massimo degli sforzi possibili nei soccorsi in corso all’impianto chimico di fertilizzanti della Tianjiayi Chemical di Yancheng, nella provincia del Jiangsu, devastato da ieri pomeriggio da una violenta esplosione. Con le vittime salite a quota 47, Xi ha chiesto che sia fatto di tutto per recuperare le persone intrappolate nel crollo degli edifici, tenendo sotto controllo i rischi di inquinamento visto che l’impianto produce fertilizzanti. L’incidente e’ tra i piu’ gravi degli ultimi anni: circa 1.000 persone sono state evacuate intorno alla struttura per motivi di sicurezza visto che non si escludono nuove esplosioni. Le finestre nel raggio di 6 chilometri sono andate in frantumi per l’onda d’urto della detonazione, mentre la municipalita’ di Yancheng ha reso noto che allo stato oltre 3.500 medici ed esperti sono mobilitati nei soccorsi coinvolgendo 16 ospedali.

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Cina, piomba sulla folla con auto: sei morti

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Sono sei i morti investiti da un’auto piombata a tutta velocita’ sulla folla: l’episodio e’ avvenuto questa mattina intorno alle 6:00 (le 23:00 di giovedi’ in Italia) a Zaoyang, citta’ della provincia centrale cinese dell’Hubei. La polizia, secondo i media locali, ha ucciso l’autore del gesto, mentre dai primi accertamenti risultano esserci sette persone ferite, soccorse e portate in ospedale.

La polizia, secondo i media cinesi, ha ricevuto una telefonata d’aiuto intorno alle 6 del mattino: un video postato dal portale media Thepaper.cn ha mostrato persone distese in un’area pedonale in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Dalle prime ricostruzioni, l’uomo alla guida dell’auto ha fatto irruzione investendo persone in strada e aree pedonali. Resta da capire se l’episodio sia classificabile come una “vendetta verso la societa’”, tra quegli atti diventati motivo di forte preoccupazione per le autorita’ cinesi: si tratta di piani messi in atto da folli per “vendicare” presunte ingiustizie. E’ capitato, ad esempio, pochi giorni fa a Tangshan, nella provincia dell’Hebei, dove un uomo e’ stato arrestato per aver ferito a coltellate diversi scolari fuori dall’istituto che non gli aveva rinnovato un contratto di lavoro.

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L’Unione europea rinvia la data della Brexit, Theresa May dice che andranno via ma non sa spiegare come e quando

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L’Ue sposta in avanti la data della Brexit. La data del 29 marzo è cancellata, perchè i 27 leader dell’Ue, dopo una discussione faticosa e a tratti tesa, hanno raggiunto un accordo sulla proroga per il Regno Unito, che lascia aperta una doppia strada, ed evita la necessità di convocare un vertice straordinario a stretto giro. La decisione prevede una scadenza limite al 22 maggio condizionata al voto positivo di Westminster sull’accordo di divorzio entro la prossima settimana. E in caso di bocciatura, Londra dovrà invece indicare come intende comportarsi col voto delle Europee, entro il 12 aprile (data limite secondo la legge britannica). Questo significa – ha spiegato il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, annunciando anche il benestare della premier britannica Theresa May alla proposta – che “il governo del Regno Unito avrà ancora la possibilità di un accordo, di una Brexit senza intesa, di una lunga estensione, o di revocare l’uscita, fino al 12 aprile”.

L’intesa tra i capi di stato e di governo, che per la prima volta si sono trovati divisi sul dossier, è arrivata al termine di una complicata discussione durata cinque ore, con l’analisi di varie ipotesi, espressione dei due schieramenti, con i leader di Francia, Emmanuel Macron; Belgio, Charles Michel; e Lussemburgo, Xavier Bettel, tra i più rigidi, e dall’altro lato del tavolo, il polacco Mateuz Morawiecki; il greco Alexis Tsipras; e la lituana Dalia Grybauskait. Alla fine, spiegano i ben informati, è passata la linea della cancelliera tedesca Angela Merkel e di Tusk. Proprio il presidente del Consiglio europeo di fronte alle rigidita’ di Macron, che con i leader del Benelux aveva avanzato una proposta per un’estensione al 7 maggio senza condizioni, ed il paletto del 12 aprile – durante la discussione e’ sbottato invitandolo ad ammorbidire le sue posizioni, appoggiato da Merkel. Nel suo lungo intervento per convincere i partner a concedere la miniproroga May ha spiegato comunque di non essere disponibile ad organizzare il voto per l’Eurocamera, e soddisfare cosi’ la condizione richiesta per valutare rinvii piu’ lunghi. E all’esame dei 27 la leader britannica, che durante le cinque ore di discussione dei 27 pare abbia fatto anticamera consumando i corridoi dei piani alti dell’Europa Building, è apparsa evasiva: non ha saputo indicare una data per il nuovo voto sull’Accordo, nè come pensa di arrivarci, o con quale maggioranza, lasciando dietro di sè uno strascico di timori e scetticismo. La premier britannica e’ stata pero’ chiara nel far sapere che “non consentira’” mai la revoca dell’articolo 50 sulla notifica dell’uscita del Regno Unito dall’Ue e la cancellazione della Brexit, liquidando cosi’ il valore della petizione popolare online pro Remain che oggi ha superato il milione e mezzo di firme.

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