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Zuckerberg, Pichai, Cook e Bezos: ecco che cosa han detto i Big Four davanti ai membri di Capito Hill

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Il ‘veterano’ delle audizioni in Congresso, Mark Zuckerberg, il piu’ glaciale, votato all’attacco pur di difendere la linea di Facebook, ancor piu’ di quanto abbiano fatto Tim Cook e Sundar Pichai per respingere l’offensiva dei membri del Congresso. La ‘matricola’ Jeff Bezos invece, alla sua prima apparizione a Capitol Hill, sceglie un approccio diverso, piu’ umile e disponibile ad accogliere le critiche, lui che e’ l’uomo piu’ ricco della Terra, con un patrimonio di oltre 180 miliardi di dollari.

I ‘Big Four’ a capo delle piu’ grandi aziende tecnologiche al mondo, collegati online con la commissione antitrust della Camera, mostrano personalita’ e approcci decisamente differenti. Di fronte a chi li accusa di essere dei veri e propri “imperatori dell’economia online”, ‘Zuck’, ormai abituato e come ai processi davanti ai membri del Congresso, con sguardo freddo e tono deciso entra subito in “destroy mode’, modalita’ caterpillar, rinviando con forza e determinazione al mittente tutte le accuse: dall’aver operato acquisizioni per far fuori la concorrenza a una incerta gestione delle fake news, passando per l’utilizzo di dati degli utenti. E Zuckerberg non risparmia nemmeno gli attacchi ai suoi colleghi e in alcuni casi concorrenti: del resto si sa, soprattutto con Tim Cook i rapporti non sono rose e fiori. Simile, anche se meno aggressivo, l’atteggiamento dello stesso Cook e di Pichai: il primo per difendersi soprattutto dall’accusa che l’Apple Store non tratta tutti gli sviluppatori delle app in maniera uguale; il secondo per negare che Google sia mai stata coinvolta in progetti che abbiano favorito la Cina. Molto diverso l’approccio di Bezos che, meno tartassato rispetto ai suoi colleghi, ha detto di essere pronto a riconoscere alcune distorsioni di Amazon e a correggerle. Disponibile persino ad ammettere alcuni errori e a indagare su alcuni venditori che lo hanno denunciato, fatti fuori dalla piattaforma online piu’ grande al mondo. Strategie e stili diversi per quello che e’ stato definito l’evento dell’anno a Capitol Hill.

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Gattuso dopo la vittoria con la Roma: capisco l’amore per Maradona, ma mettiamoci la mascherina

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“C’è aria di tristezza, questa e’ una citta’ stupenda anche quando fa maltempo eppure c’e’ atmosfera di lutto. La citta’ ha fatto di tutto per onorarlo, la squadra anche. Diego rimarra’ sempre. E’ una leggenda, che ha fatto qualcosa di importante. Chi ha avuto la fortuna di vederlo non puo’ dimenticarlo”.

E’ un Gattuso un po’ amaro, nonostante la vittoria per 4-0 del Napoli sulla Roma, quello che, nel dopopartita, commenta quanto si e’ visto in campo. Il perche’ e’ presto detto: Napoli non puo’ ancora sorridere, il vuoto che ha lasciato Maradona e’ troppo grande. Ma almeno Gattuso ha ritrovato il tuo Napoli?

“Da quando e’ arrivato il Covid si fa un altro sport – risponde il tecnico degli azzurri -, e bisogna essere bravi a trovare le motivazioni. Si fatica senza tifosi, bisogna essere bravi a stare sul pezzo. Anche con il giusto atteggiamento, annusare il pericolo e sfruttare la qualita’ che la squadra ha”.

Poi gli chiedono delle manifestazioni per Maradona in tempo di Covid e zona rossa a Napoli, e lui risponde che “bisogna fare molta attenzione, e’ successa una tragedia. Uno dei piu’ grandi della storia di questa citta’, ma tutti abbiamo il dovere di fare le cose fatte bene”. “C’e’ una popolazione che a livello imprenditoriale non attraversa un buon momento – dice ancora Gattuso -, ma spero che il buon senso prevalga sempre su tutto”. Infine una battuta sulla sua squadra: “in dodici partite ha fatto nove vittorie, stiamo facendo cio’ che dobbiamo fare. Se qualcuno pensa che non dobbiamo perdere mai, non e’ un mio problema. Dobbiamo giocare col pepe al cu…, come fatto questa sera”.

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Corona Virus

Effetto Covid sulla classifica della qualità della vita in Italia, il Nord penalizzato

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Il covid penalizza il Nord anche nella classifica annuale sulla qualita’ della vita di ItaliaOggi e Universita’ La Sapienza di Roma, giunta alla XXII edizione e che quest’anno non poteva non tener conto della pandemia in corso. E se si registra un cambio al vertice della classifica, una sorta di staffetta tra prima e seconda con Pordenone sul podio (nella foto in evidenza), seguita da Trento e Foggia fanalino di coda, le province piu’ colpite dalla prima ondata della pandemia sono quelle che perdono piu’ posizioni in classifica generale. Bergamo scende dal 26esimo posto dell’anno scorso al 40esimo di quest’anno. Lodi indietreggia di 37 posizioni, Milano di 16, Piacenza di 41, Cremona addirittura di 46. La metodologia utilizzata nella ricerca sembra infatti essere stata in grado di cogliere immediatamente almeno le conseguenze dirette della pandemia. La qualita’ della vita e’ risultata buona o accettabile in 60 su 107 province italiane. Dai dati si desume inoltre che circa il 42,5% della popolazione italiana, era circa il 44% lo scorso anno, vive in territori contraddistinti da una qualita’ della vita scarsa o insufficiente. Il gruppo di province caratterizzate da un livello di qualita’ della vita insufficiente e’ composto quest’anno esclusivamente da province dell’Italia meridionale e insulare. Il che significa che la qualita’ della vita di oltre il 60,1% della popolazione residente nel Mezzogiorno e’ al di sotto di livelli considerati accettabili. Per quanto riguarda le prime posizioni, dopo le due province, ci sono due nuovi ingressi: Vicenza (era 14 ) e Padova (11 ). Ma il salto piu’ alto e’ di Ascoli Piceno: dalla 37 alla quinta posizione. Esaminando, invece, le posizioni di fondo, sopra Foggia e’ stabile Crotone, mentre Agrigento sale due gradini. Quanto a Foggia, si piazza all’ultimo posto. Deludono le grandi aree urbane: per trovare Milano bisogna scendere alla posizione 45 (era 29 ); Roma e’ al 50 posto (ma in risalita dal 76 ), Torino al 64 (dal 49 ) Napoli e’ in coda (103 , era terzultima).

AFFARI E LAVORO: Bolzano e Bologna aprono la classifica mantenendo le posizioni di vertice gia’ ottenute in passato, cosi’ come Trento, che al terzo posto di nuovo conferma i piazzamenti gia’ ottenuti negli ultimi anni. Ultima in classifica, come nel 2019, e’ Crotone.

AMBIENTE: Trento si classifica al primo posto seguita da Milano, Pordenone e Sondrio. Le province che figurano nelle posizioni di testa sono 21, come nella passata edizione, ma vedono l’esclusiva presenza di province dell’Italia settentrionale. Come lo scorso anno, chiude la classifica Catania.

REATI E SICUREZZA: Ascoli Piceno e’ la provincia piu’ sicura d’Italia, confermando gli ottimi piazzamenti gia’ conseguiti nelle passate edizioni. Seguono Nuoro, Treviso e Oristano, che a loro volta confermano la presenza nelle zone alte della classifica. Rimini chiude la classifica in ultima posizione per il terzo anno consecutivo.

SICUREZZA SOCIALE: Quest’anno comprende indicatori utili a catturare l’effetto determinato dall’attuale crisi pandemica come la variazione nella mortalita’ e l’incidenza dei casi registrati di Covid-19. La provincia che quest’anno apre la classifica e’ Imperia, con un balzo di 89 posizioni, seguita da Benevento, Ascoli Piceno e Fermo. Le province del Sud tornano a figurare nel gruppo di testa, invertendo una tendenza consolidatasi nelle passate sette edizioni. Nel gruppo di coda Bergamo, Lodi, Sondrio e Cremona. ISTRUZIONE E FORMAZIONE: e’ Trento la provincia/citta’ metropolitana a classificarsi in prima posizione. A seguire altre tre province del Nordest, Bologna, Trieste e Udine. Ultima in classifica e’ Crotone.

SISTEMA SALUTE: Confermando il risultato gia’ conseguito, Isernia si classifica al primo posto, seguita da Terni, Cagliari e Catanzaro. Le posizioni di coda vedono 6 citta’ dislocate nel Nordovest, Cuneo, Vercelli e Asti; Como; Imperia e La Spezia. Anche il Nordest figura nel gruppo di coda con 6 province, fra cui Trento; Vicenza e Treviso; Trieste e Gorizia; Reggio Emilia.

TEMPO LIBERO: Siena si conferma al primo posto nella classifica del tempo libero e turismo, confermando i piazzamenti conseguiti nelle sei passate edizioni, cosi’ come Rimini, Aosta e Verbano Cusio-Ossola, mentre Grosseto si piazza in quinta posizione. Chiude al classifica, come negli anni precedenti, Crotone.

REDDITO E RICCHEZZA: Milano conferma il piazzamento gia’ ottenuto lo scorso anno e apre la classifica sul tenore di vita. A seguire nel gruppo di testa c’e’ Bologna, che a sua volta conferma il secondo posto del 2019, Aosta e Parma. Chiude la classifica, come lo scorso anno, la provincia di Crotone.

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Esteri

Maradona, polemiche sui soccorsi e veleni sull’eredità

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Maradona riposa, ma non in pace. A due giorni dalla cerimonia con cui i suoi resti sono stati consegnati alla terra del cimitero di Bella Vista, alla periferia di Buenos Aires, un rovente ‘dopo-Maradona’ tiene ancora banco. Magistrati, avvocati, famigliari autentici e presunti, specialisti in eredità e persone che hanno sfruttato la vicinanza al cadavere del ‘pibe de oro’ per farsi selfie, continuano ad offrire ai media materiale per alimentare storie destinate a scavare, e in fondo a danneggiare, la vita del celebre defunto. La mancanza di chiarezza sul comportamento del circolo intimo di Maradona nelle ore precedenti alla morte, giovedi’ alle 12, continua a fare notizia. Si va dal medico personale Leopoldo Luque che, chiama un’ambulanza e non specifica il nome del paziente in fin di vita, fino all’infermiera, Dahiana Gisela Madrid, che scrive una versione di quanto stava accadendo per poi sostenere di essere stata obbligata a farlo. I pm che lavorano sul caso non hanno ancora fornito una loro versione ufficiale ne’ annunciato decisioni, ma hanno raccolto materiale, compreso il fatto che nella villa dove Maradonaera convalescente non c’era un medico e neppure un defibrillatore. Stupore ha suscitato il gesto di un dipendente dell’agenzia di pompe funebri ‘Pinier’, Claudio Ismael Fernandez, 48 anni, che non ha creduto ai suoi occhi quando si e’ trovato con il figlio, Sebastian, di 18, vicino alla bara aperta, e non ha resistito a farsi una selfie che e’ diventato virale sulle reti sociali. Si e’ pentito, ha chiesto scusa, ma e’ stato licenziato e incriminato per profanazione di cadavere. Rovente continua ad essere poi la questione della incipiente battaglia per una eredita’ che ragionevolmente dovrebbe essere fra 80 e 150 milioni di dollari, fra immobili, auto, gioielli, rendite in Argentina e in numerosi Paesi del mondo. L’eredità spetta ai familiari.

Naples – Italy – Argentine soccer star Diego Maradona waves to fans at San Paolo stadium in Naples, southern Italy, 09 June 2005. Maradona returned to Naples after a 14year ago to attend former Napoli teammate Ciro Ferrara’s farewell match (ph Mario Laporta)

E ad oggi i congiunti di Diego riconosciuti sono quattro donne: la moglie Claudia e le figlie Dalma e Giannina, Cristiana Sinagra con Diego junior; Valeria Sabalain con la figlia Jana Maradona, e Veronica Ojeda, con il figlio Diego Fernando Maradona. Ma sono spuntate altre due donne cubane, che dicono di aver dato tre, e forse quattro figli, per i quali è in atto il processo di riconoscimento (Joana, Lu, Javielito e forse anche Harold). Come se non bastasse, poi, oggi è emerso un altro aspirante figlio, Santiago Lara, 19 anni, che chiede la riesumazione del cadavere di Diego per poter comparare con lui il suo Dna. “Non ho rivendicazioni finanziarie – ha assicurato – ma solo sapere se e’ lui mio padre, come ha lasciato detto mia madre morta di cancro”.

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