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Zero titoli e addio Chiellini, la Juve volta pagina

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Senza tricolori e senza coccarde, la maglietta della Juventus 2022/2023 fara’ una certa impressione: era dalla stagione 2012/2013 che i bianconeri esponevano almeno un trofeo ad ogni anno. Dopo un decennio tondo tondo, con il record storico dei 9 scudetti consecutivi e tanti altri trofei, un’annata da zero titoli. L’unico obiettivo centrato e’ stata la qualificazione alla prossima Champions League. Il ‘minimo sindacale’, all’inizio dell’Allegri bis, che non lascia soddisfatti. “Purtroppo non abbiamo vinto neanche un trofeo e questa rabbia va tenuta per l’anno prossimo per tornare vincere qualcosa”, l’amarezza del tecnico bianconero dopo la sconfitta nella finalissima di coppa Italia, un’altra delusione di un’annata particolarmente complicata. Dopo la Supercoppa, infatti, un altro trofeo e’ sfumato di nuovo contro l’Inter, ancora una volta ai tempi supplementari. E dalle parti della Continassa sono cominciate le riflessioni, ma non riguarderanno l’allenatore: Allegri, infatti, verra’ confermato sulla panchina della Juve, salvo ribaltoni clamorosi. Il presidente Agnelli gli ha confermato piena fiducia. Eppure, conti alla mano, il toscano ha fatto peggio di Maurizio Sarri e Andrea Pirlo, tecnici silurati nonostante avessero portato in bacheca, rispettivamente, uno scudetto e l’accoppiata Supercoppa-coppa Italia (oltre al posto in Champions). “Ora dobbiamo finire bene queste due partite, poi riposare e riprendere l’anno prossimo con l’obiettivo di tornare a vincere” il modo di Allegri per cominciare a guardare al futuro, anche se la sua rosa dovra’ sopportare due addii pesanti e dolorosi. Per motivi diversi e con dinamiche opposte, Giorgio Chiellini e Paulo Dybala non faranno piu’ parte della Juve a partire dalla prossima stagione. “Vi aspetto lunedi’ sera allo Stadium o da casa per gioire e festeggiare con me tutti questi anni di passione bianconera” il messaggio social del difensore, che chiudera’ la sua avventura in bianconero a quasi 38 anni e dopo 17 stagioni. “Cedo lo scettro ai ragazzi, sono felice di lasciare ad un livello alto perche’ era quello che volevo” aveva detto nel post della sfida contro l’Inter. Ma non solo, lunedi’ lo Stadium si stringera’ anche attorno a Dybala, l’altro senatore che lascera’ i bianconeri. E qui le motivazioni sono ben altre: “Non era piu’ al centro del progetto, il mercato di gennaio ha cambiato gli assetti tecnici della rosa” l’annuncio dell’amministratore delegato Maurizio Arrivabene con cui nel marzo scorso chiudeva le porte al rinnovo dell’argentino. La Joya se ne andra’ a parametro zero, continuano a rincorrersi le indiscrezioni su un futuro all’Inter ma per il momento non c’e’ alcuna ufficialita’. L’unica cosa certa e’ che anche il 10 salutera’ lo Stadium: 115 gol complessivi in sette stagioni, nono posto nella classifica dei marcatori della Juve piu’ prolifici di tutti i tempi e 12 trofei alzati al cielo durante la lunga parentesi sotto la Mole. In estate si cercheranno i sostituti di Chiellini e Dybala, mentre Allegri individua i giovani in rampa di lancio da cui ripartire: su tutti, Federico Chiesa e Dusan Vlahovic, i due ex viola su cui costruire la Juve del futuro. La sensazione, pero’, e’ che il centrocampo sara’ nuovamente stravolto, se non altro perche’ durante la stagione, complici anche le assenze, ha palesato enormi limiti. Locatelli non basta, Arthur non ha convinto, Miretti e’ ancora troppo giovane: alla Continassa si cerca il grande colpo per la mediana. E i tifosi sognano, con le tentazioni Milinkovic-Savic e Pogba che al momento restano tali.

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De Laurentiis e Spalletti: sarà un Napoli ambizioso

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Il Napoli torna a Dimaro, in Trentino, per l’undicesimo anno di seguito a preparare la prossima stagione, dal 9 al 19 luglio. Un’abitudine ormai per De Laurentiis e per i calciatori in azzurro, in una localita’ amata anche da Spalletti. Lavoro per la prossima stagione tra campionato e ritorno in Champions League, ma anche luogo del tam tam di mercato, come la localita’ viene subito ribattezzata da De Laurentiis: “chiamiamo quel periodo Dimaro-mercato”. Unica certezza al momento: “Posso dire che sicuramente Anguissa rimane”. Prima carta sul tavolo con circa 12 milioni da dare al Fulham per la proprieta’ del centrocampista ormai nel cuore anche dei tifosi, mentre il patron si mantiene su Olivera, terzino sinistro di un Getafe salvo in Liga e che potrebbe alzare il prezzo nella trattativa avanzata con il Napoli per sostituire Ghoulam: “Olivera? Ne seguiamo tanti – dice De Laurentiis – magari facciamo una goleada di foto. Ricordo anche che nella ripresa del mercato calcistico di questa estate tutto passa per uscite e acquisizioni, perche’ siamo in un periodo di ‘mala tempora’ ovunque”. Calma nelle spese, come gia’ preannunciato e in relazione alle possibili uscite a cominciare da Osimhen per il quale il Napoli e’ pronto ad aprire un’asta in Premier League e arrivare a superare i 100 milioni di incasso da reinvestire. Tra le trattative c’e’ anche quella per il rinnovo di Mertens: “Lo devo incontrare di nuovo – afferma il presidente azzurro – dopo l’ultima partita di Spezia, a fine maggio saro’ a Napoli molti giorni, anche per pianificare il mercato con Spalletti”. Per ora unica certezza l’addio di Insigne e l’arrivo del suo sostituto, il georgiano Khvicha Kvaratskhelia, ma il mercato e’ atteso, come spiega Luciano Spalletti: “Ci sara’ chi – dice – vista la bonta’ del risultato del Napoli quest’anno, ha interesse su nostri giocatori. Noi dobbiamo organizzare la nuova squadra che possa ambire a posizioni di classifica importanti, si lavora su questo e vedremo il mercato cosa ci mette davanti”. Spalletti poi ribadisce il suo legame con Napoli: “Se siamo innamorati – dice – di una squadra, il sentimento rimane forte sempre. Io rimarro’ innamorato della squadra come sono sempre stato”. Un amore che sentono le migliaia di tifosi del Napoli attesi a Dimaro-Folgarida dalla Campania ma anche da Svizzera, Austria, dalle regioni del nord Italia e che troveranno divertimenti e spettacoli oltre agli allenamenti e alle due amichevoli degli azzurri. Il covid e’ in calo, il ritiro punta a tornare a essere spettacolo condiviso verso l’inizio della serie A . Quanto allo stop per i Mondiali a novembre e dicembre “ci stiamo organizzando con altre squadre per tornei, vediamo se negli Usa o negli Emirati”, spiega il patron. Tutto pero’, parte in Trentino.

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Da Pogba a Mbappè, parte la corsa al mercato show

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La stagione non e’ finita , ma il mercato e’ gia’ cominciato e al centro delle voci ci sono due stelle della Francia campione del mondo. Paul POGBA sembra piu’ vicino alla Juventus, che nel caso riprendesse il ‘Polpo’ rinuncerebbe a Sergej MILINKOVIC SAVIC, soluzione piu’ dispendiosa in quanto il presidente della Lazio Claudio Lotito chiede 70 milioni. Al discorso e’ interessato il Psg, altro pretendente di Pogba ma interessato anche al ‘Sergente’ biancoceleste, che potrebbe andare a Parigi se l’altro scegliesse di tornare in bianconero. E a proposito di Psg, sembra ormai scontato che Kylian MBAPPE’ annunci a breve, probabilmente dopo la finale di Champions. il suo passaggio (da svincolato) alle ‘merengues’ di Madrid per un ingaggio che potrebbe arrivare a 30 milioni a stagione, gli stessi che prendera’ Erling HAALAND al Manchester City. In Italia si parla molto di Paulo DYBALA. L’ad dell’Inter Beppe Marotta sta lavorando per portarlo all’Inter, ma la Roma non molla la presa perche’ Mourinho ha chiesto espressamente di fare il possibile per prendere la Joya. Il problema e’ l’ingaggio del giocatore perche’ a Trigoria non possono andare oltre certe cifre. L’eventuale arrivo dell’ormai ex numero 10 della Juve, comporterebbe l’addio a ZANIOLO, che ha estimatori sia in Italia, a Torino sponda bianconera, che a Londra, leggi Tottenham. La Roma lavora anche sulla pista di Nemanja MATIC, altro calciatore stimato da ‘Mou’ e che in estate si svincola dal Manchester United. Come punta esterna il rinforzo individuato sarebbe Ola SOLBAKKEN del Bodo Glimt. In casa Lazio e’ possibile una rivoluzione, a cominciare dalla porta perche’ andranno via sia Thomas STRAKOSHA (va in Inghilterra al Fulham) che Pepe REINA. A Maurizio Sarri piace Marco CARNESECCHI della Cremonese, e la dirigenza della Lazio e’ al lavoro per limare il prezzo. Per il reparto avanzato a Formello si sta tentando di stringere i tempi per Francesco CAPUTO. L’alternativa potrebbe essere JOAO PEDRO, che lascera’ il Cagliari in caso di retrocessione. La Juve, oltre che con Pogba, tratta con un altro svincolato eccellente, Angel DI MARIA, in uscita dal Psg. La trattativa sarebbe a buon punto, e resterebbero da limare alcuni dettagli. I bianconeri vorrebbero tentare anche il colpo Ivan PERISIC, soffiandolo all’Inter con cui non ha ancora rinnovato, mentre Mathijs DE LIGT ricevera’ una proposta di prolungamento ma poi potrebbe essere ceduto al miglior offerente: il Manchester United e’ molto interessato. Il Milan prendera’ il difensore Sven BOTMAN dal Lilla e l’attaccante Divock ORIGI ora al Liverpool. Daniel MALDINI potrebbe andare al Monza in caso di promozione in A dei brianzoli, che pensano anche a Gian Piero GASPERINI per la panchina, sempre in caso di salto in massima serie.

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Milinkovic-Savic beffa la Juve, ma è festa per Chiellini

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Milinkovic-Savic firma la beffa a tempo scaduto, la Lazio agguanta a Torino il punto che mancava per la qualificazione matematica in Europa League. Il serbo, e in precedenza una deviazione di Alex Sandro su tiro di Patric, permettono a Sarri di recuperare dal doppio svantaggio maturato nel primo tempo con le reti di Vlahovic e Morata. Lo Stadium e’ in festa per Chiellini, e’ tutta per lui la coreografia dell’impianto che con migliaia di bandierine gialle forma la scritta “Chi3llo”. E sugli spalti sono presenti anche Leao, l’attaccante portoghese del Milan venuto in visita a Torino, e Buffon, ex bandiera Juve. Il difensore guida la retroguardia con Bonucci davanti a Perin, in attacco c’e’ Dybala, l’altro bianconero che salutera’ la Juve al termine della stagione. La Joya supporta Vlahovic insieme a Morata e Bernardeschi, in mediana giocano Locatelli e il giovane Miretti. Sarri, tecnico dell’ultimo tricolore bianconero e sommerso dai fischi dello Stadium all’annuncio delle formazioni, e’ senza Immobile e sceglie Cabral per sostituirlo. Per il resto la Lazio e’ in formazione-tipo, con Cataldi preferito a Leiva e Milinkovic-Savic, tra i desideri bianconeri per la prossima estate. Dopo la festa delle Juventus Women, premiate per il quinto scudetto consecutivo, la sfida tra bianconeri e biancocelesti puo’ cominciare. E Cataldi fa subito tremare Perin, con il suo destro dal limite dell’area che colpisce la traversa dopo meno di cinque minuti. Ma e’ la Juve a passare in vantaggio: cross dalla sinistra di Morata, Vlahovic scappa alle spalle di Marusic e colpisce di testa. Il serbo esulta con la “Dybala-mask”, poi abbraccia calorosamente Chiellini.

E il difensore esce al 17′, proprio come i suoi anni in bianconero, tra la standing ovation del pubblico e i saluti di compagni e avversari, lasciando il posto a De Ligt e la fascia di capitano a Dybala e concedendosi ai tifosi con un giro di campo. Sul terreno di gioco, intanto, la Lazio prova a reagire e si fa pericolosa con Felipe Anderson e Zaccagni, ma senza riuscire ad impensierire Perin. E, anzi, sono i bianconeri a trovare il raddoppio al 36′: Dybala comincia l’azione con una giocata di tacco, poi Morata porta a spasso mezza difesa della Lazio e conclude con un destro a giro che supera Strakosha. La pausa negli spogliatoi, pero’, scuote i biancocelesti, che riaprono la sfida ad inizio secondo tempo: su azione di corner, il colpo di testa di Patric e’ deviato da Alex Sandro alle spalle di Perin. I due tecnici cominciano con la girandola di cambi, Sarri inserisce Pedro mentre Allegri opta per tre sostituzioni in un colpo solo (Ake’, Kean e Pellegrini) e sposta Dybala nel ruolo di punta centrale. La Joya cerca il gol per salutare i suoi tifosi, ma non ci riesce: al 78′ si chiude la sua avventura alla Juve, tra gli abbraccia dei compagni e del suo allenatore. “Chi non salta nerazzurro e'” cantano i tifosi durante il giro di campo all’argentino, con annesso messaggio subliminale a non “tradirli” con l’Inter. E nel finale c’e’ spazio anche per le proteste della Lazio: segna Felipe Anderson, ma Ayroldi fischia in precedenza un fallo di Milinkovic-Savic su Bernardeschi prima che il pallone finisca in porta. All’ultimo dei cinque minuti di recupero, la zampata del serbo e’ decisiva per il 2-2 definitivo e rovina l’ultima in casa della Juve.

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