Volodymyr Zelensky parla al suo Paese con toni mai così cupi. Nel video messaggio diffuso ieri sera, il presidente ucraino descrive un’Ucraina schiacciata tra l’ultimatum di Donald Trump e il piano di pace definito con la Russia, una bozza che prevede concessioni territoriali e che Kiev percepisce come una resa imposta.
“Siamo in uno dei momenti più difficili della nostra storia. La pressione sull’Ucraina è al massimo. Ci troviamo davanti a una scelta molto difficile: perdere la nostra dignità o perdere un partner chiave”, ha dichiarato Zelensky, lasciando intendere la gravità del bivio.
L’ultimatum di Trump e le fragilità interne di Kiev
Trump ha concesso tempo fino a giovedì, giorno del Ringraziamento, per accettare il piano negoziato con Mosca. Una scadenza che arriva in un momento delicatissimo per Kiev: scandali sulla corruzione, casse pubbliche in affanno, stanchezza sociale e un fronte sempre più difficile da sostenere.
Zelensky ha ricordato il déjà vu del 24 febbraio 2022, quando l’Ucraina si trovò sola di fronte all’invasione.
“Nessuno poteva fermare la Russia, tranne il nostro popolo”, ha ricordato. Ma oggi il clima è diverso: consenso in calo, truppe affaticate, un Paese provato.
Attacchi russi in aumento: Zaporizhzhia, Odessa, Ternopil
Mentre Kiev riflette sull’ultimatum, la Russia intensifica gli attacchi.
Nella notte tra giovedì e venerdì Zaporizhzhia è stata colpita da una bomba ad alto potenziale che ha devastato un mercato nel quartiere Shevchenkivskyi: cinque morti e nove feriti.
A Odessa un’esplosione in un centro di reclutamento ha provocato almeno un morto e un ferito.
A Ternopil, colpita il 19 novembre, il bilancio è salito a 31 vittime, tra cui sei minorenni. Dieci persone risultano ancora disperse.
Putin in visita al fronte: Mosca rivendica avanzate
Giovedì Vladimir Putin, in uniforme mimetica, ha visitato un comando vicino alla linea del fronte, offrendo ai suoi generali l’occasione per annunciare nuovi successi militari.
Mosca sostiene di aver conquistato Kupyansk, il 75% di Pokrovsk, e “oltre l’80%” di Vovchansk, oltre a essere impegnata in combattimenti dentro Kostjantynivka, uno snodo strategico nel Donetsk.
Lo Stato maggiore ucraino ha smentito la caduta di Kupyansk, ma ha riconosciuto la forte pressione su Pokrovsk, dove continuano scontri intensi.
Senza gli Usa, il fronte per Kiev si fa più fragile
Un punto cruciale, sottolineato dagli stessi ufficiali ucraini, riguarda l’intelligence americana. Senza il supporto degli Stati Uniti – soprattutto per gli attacchi in profondità – la capacità difensiva di Kiev rischia di indebolirsi drasticamente.
L’Europa resta al fianco dell’Ucraina, ma “certe cose non le può fare”, osserva Zelensky: la capacità militare europea non è sufficiente a sostituire completamente quella statunitense.
Una scelta che cambierà il corso della guerra
Zelensky è dunque davanti a una decisione che potrebbe ridefinire il destino del Paese: accettare un piano che molti in Ucraina considerano una mutilazione, o rifiutarlo rischiando di perdere l’appoggio americano.
Il conto alla rovescia è iniziato. L’Ucraina, ancora una volta, si trova sola davanti a una scelta storica.