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Zelensky mostra un video del combattente cinese catturato
“Il coinvolgimento della Cina, direttamente o indirettamente, in questa guerra in Europa è un chiaro segnale che Putin farà di tutto tranne che porre fine alla guerra. Sta cercando modi per continuare a combattere. Questo richiede sicuramente una reazione. Una reazione da parte degli Stati Uniti, dell’Europa e di chiunque nel mondo voglia la pace”. Lo ha detto Volodymyr Zelensky dopo la cattura di due cittadini cinesi accusati di combattere al fianco dei russi, come riporta Unian. “Questo è un altro paese che sostiene militarmente l’invasione russa dell’Ucraina dalla parte della Russia. Questo è un altro (paese) dopo l’Iran, la Siria, l’esercito nordcoreano. Ma c’è una differenza: i nordcoreani hanno combattuto contro di noi sul saliente di Kursk. I cinesi stanno combattendo sul territorio dell’Ucraina”, ha spiegato il presidente, affermando che questa è una questione importante da discutere urgentemente con i partner. Zelensky nel suo messaggio su Telegram ha postato anche il video di uno dei due combattenti cinesi catturato dall’ucraina, con le fascette ai polsi ed in tenuta militare.
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Terremoto al largo delle Eolie, scossa di magnitudo 4.7: nessun danno segnalato
Una scossa di magnitudo 4.7 è stata registrata alle 5:42 al largo delle isole Eolie, a 81 chilometri a nord-nordovest di Malfa. Il sisma ha avuto un ipocentro a 372 chilometri di profondità. Al momento non si segnalano danni a persone o cose.
Una scossa di terremoto di magnitudo 4.7 è stata registrata alle 5:42 al largo delle isole Eolie. Al momento non si segnalano danni a persone o cose.
Epicentro a nord-nordovest di Malfa
L’epicentro è stato localizzato in mare, a 81 chilometri a nord-nordovest di Malfa, comune dell’isola di Salina, in provincia di Messina.
Il sisma ha avuto un ipocentro a 372 chilometri di profondità.
Nessun danno segnalato
Le prime informazioni disponibili non riportano conseguenze per persone o edifici. Il bilancio resta quello iniziale: nessun danno segnalato dopo la scossa al largo dell’arcipelago.
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Morte nel laboratorio siberiano, gli Usa chiedono chiarezza a Mosca
Secondo il Wall Street Journal, Washington ha inviato una démarche a Mosca chiedendo maggiori informazioni sulla morte di una ricercatrice a Irkutsk e sulle quarantene. La causa del decesso resta da chiarire e non è confermata un’infezione da peste polmonare.
Washington aumenta la pressione su Mosca per ottenere informazioni sulla morte di una ricercatrice dell’istituto che studia la peste a Irkutsk, in Siberia, e sulle successive misure di quarantena. Secondo il Wall Street Journal, che cita funzionari americani, il Dipartimento di Stato ha sollecitato la Russia attraverso una comunicazione diplomatica formale, conosciuta come démarche.
La richiesta americana di trasparenza
Nella comunicazione, Washington avrebbe richiamato Mosca ai suoi obblighi internazionali di informazione sanitaria, contestando la mancata divulgazione di dettagli sull’episodio.
Secondo i funzionari statunitensi citati dal quotidiano, le informazioni fornite dalla Russia sarebbero ancora insufficienti a chiarire le circostanze del decesso e la risposta delle autorità sanitarie.
La contestazione riguarda dunque la trasparenza nella gestione del caso: non costituisce una conferma della presenza di un focolaio.
La causa del decesso resta da chiarire
Non è stato confermato che la ricercatrice sia morta di peste polmonare. L’Organizzazione mondiale della sanità ha riferito di essere in contatto con le autorità russe per verificare le circostanze dell’evento e gli accertamenti di laboratorio.
La valutazione iniziale dell’Oms, basata sulle informazioni disponibili, indica un rischio da moderato a basso per Irkutsk, basso per la Federazione Russa e molto basso per la Regione europea dell’organizzazione.
Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ha inoltre comunicato che, al 6 ottobre, non risultavano segnalazioni di casi secondari né evidenze di trasmissione sostenuta tra persone.
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Acerra, quattro pistole e due bombe in casa: arrestato un 57enne
I carabinieri del Gruppo di Castello di Cisterna hanno arrestato un 57enne di Acerra dopo una perquisizione domiciliare. Sequestrati quattro pistole cariche, 41 cartucce, due bombe artigianali, 35 grammi di crack e 113 grammi di hashish. Previsti accertamenti sulle armi.
Quattro pistole cariche, due bombe artigianali e droga già suddivisa in dosi. È il materiale trovato dai carabinieri del Gruppo di Castello di Cisterna durante una perquisizione nell’abitazione di un 57enne di Acerra, arrestato e portato in carcere.
Le armi e le munizioni sequestrate
I militari hanno sequestrato due pistole calibro .38 Special, una delle quali con matricola punzonata, una pistola calibro 9×21 e una Beretta calibro 7,65 dotata di puntatore laser.
Tutte le armi erano cariche. Complessivamente sono state trovate 41 cartucce.
Le pistole saranno sottoposte ad accertamenti balistici e dattiloscopici, per verificare se siano state utilizzate in precedenti fatti di sangue.
Due ordigni affidati agli artificieri
Nell’abitazione sono state rinvenute anche due bombe artigianali. Gli ordigni sono stati affidati agli artificieri del Comando provinciale dei carabinieri di Napoli e saranno fatti brillare.
Crack e hashish già divisi in dosi
Durante la perquisizione sono stati sequestrati anche 35 grammi di crack e 113 grammi di hashish, già suddivisi in dosi.
Il 57enne è stato trasferito in carcere. La sua posizione sarà valutata dall’autorità giudiziaria; resta ferma la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.


