Collegati con noi

Capire la crisi Ucraina

Zelensky denuncia: torture, stupri su minori e nuove fosse comuni nei villaggi liberati

Pubblicato

del

“Nelle aree occupate liberate dell’Ucraina il lavoro continua per registrare e indagare sui crimini di guerra commessi dalla Russia. Quasi ogni giorno vengono trovate nuove fosse comuni. Migliaia di vittime, centinaia di casi di brutali torture. Si trovano ancora cadaveri nei tombini e negli scantinati. Corpi legati e mutilati. Centinaia di orfani, almeno centinaia di bambini, sono stati denunciati centinaia di stupri, tra cui ragazze minorenni e bambini molto piccoli e persino neonati”. Cosi’ il presidente ucraino Volodymyr Zelensky al Parlamento lituano, secondo quanto riporta Ukrinform.

Advertisement

Capire la crisi Ucraina

Russia-Usa, Dmitriev a Miami per colloqui economici con l’amministrazione Trump

Kirill Dmitriev, consigliere di Vladimir Putin per gli investimenti esteri, è a Miami per incontri con rappresentanti dell’amministrazione Trump. I colloqui riguarderebbero questioni economiche.

Pubblicato

del

Kirill Dmitriev, consigliere del presidente russo Vladimir Putin per gli investimenti esteri e uno dei negoziatori di Mosca nei rapporti con Washington, si trova a Miami per una serie di incontri con rappresentanti dell’amministrazione del presidente americano Donald Trump.

La notizia è stata riportata dalle agenzie russe Tass e Interfax, che citano fonti informate sui colloqui.

Colloqui con esponenti dell’amministrazione Trump

Secondo le informazioni diffuse dalle agenzie di stampa russe, Dmitriev starebbe incontrando rappresentanti dell’amministrazione statunitense per discutere questioni legate ai rapporti economici tra i due Paesi.

Al momento non sono stati forniti dettagli ufficiali sui contenuti specifici delle riunioni.

Negoziati economici già avviati a Ginevra

Interfax sottolinea che gli incontri in corso negli Stati Uniti rientrerebbero nello stesso filone di negoziati economici già avviati il mese scorso a Ginevra.

In quell’occasione Dmitriev aveva incontrato inviati americani mentre nella città svizzera si svolgevano trattative trilaterali tra Ucraina, Russia e Stati Uniti.

Il contesto dei rapporti tra Mosca e Washington

I colloqui economici tra rappresentanti russi e statunitensi si inseriscono in un contesto diplomatico complesso, segnato dalle tensioni legate al conflitto in Ucraina ma anche da tentativi di dialogo su alcuni dossier economici e finanziari.

Gli sviluppi degli incontri a Miami potrebbero fornire indicazioni sull’evoluzione dei rapporti tra Mosca e Washingtonnei prossimi mesi.

Continua a leggere

Capire la crisi Ucraina

Papa Leone: “C’è già un piano per Kiev, ma la sicurezza resta l’ostacolo”

Papa Leone conferma l’esistenza di un piano del Vaticano per una visita a Kiev, ma sottolinea le difficoltà legate alla sicurezza. Forte l’appello alla diplomazia per una pace giusta e duratura.

Pubblicato

del

“Sarebbe bello andare a Kiev, c’è già un piano pronto ma è difficile da attuare”. A quattro giorni dall’incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Castel Gandolfo, Papa Leone torna sul tema di una possibile visita in Ucraina, rivelando che il Vaticano ha già predisposto l’organizzazione per il viaggio. L’ostacolo resta la sicurezza, in un Paese martoriato da quasi quattro anni di guerra.

Le parole del Papa in udienza privata

Il Pontefice ne ha parlato durante un’udienza privata con i rappresentanti del mondo dell’ottica e dell’optometria, in occasione di Santa Lucia, protettrice della vista. A una domanda diretta, Leone non si è sottratto, confermando una volontà già emersa chiaramente nei recenti incontri con Zelensky: quello di maggio alla messa di insediamento, il faccia a faccia del 9 luglio e l’ultimo, martedì scorso, a Castel Gandolfo.

Realismo e appello alla pace

“Spero di sì, ma non so quando, bisogna essere realisti su queste cose”, aveva detto il Papa ai cronisti, ribadendo l’auspicio di una “pace giusta e duratura”. Un messaggio rilanciato anche ai diplomatici italiani riuniti per il loro Giubileo, guidati dal ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Il richiamo alla diplomazia e al dialogo

A loro Leone ha rivolto un invito netto: essere “uomini e donne di dialogo”, capaci di leggere i segni dei tempi alla luce dell’umanesimo cristiano che fonda la cultura italiana ed europea. Una diplomazia che non si riduca al calcolo degli interessi o all’equilibrio tra rivali, ma che sappia usare parole di verità contro menzogne, propaganda e voltafaccia.
“Chi si stanca di dialogare, si stanca di sperare la pace”, ha ammonito il Pontefice.

Il ruolo della Santa Sede nei conflitti globali

Nel contesto giubilare si è inserito anche l’intervento del segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, che ha richiamato gli scenari più drammatici, dall’Ucraina alla Terra Santa. Conflitti in cui il dolore delle popolazioni si intreccia a crisi che sembrano senza tregua e che richiedono, secondo Parolin, compassione per le vittime e lucidità nell’indicare vie di riconciliazione, anche quando appaiono lontane.

I rapporti tra Italia e Vaticano

A margine degli incontri, il ministro Antonio Tajani ha sottolineato il clima positivo del confronto con la Santa Sede, ribadendo le ottime e storiche relazioni tra Italia e Vaticano. Un dialogo che, pur nel rispetto della laicità delle istituzioni, continua a intrecciarsi su dossier cruciali come la pace, la diplomazia e la stabilità internazionale.

Continua a leggere

Capire la crisi Ucraina

Camporini boccia il piano sulla pace in Ucraina: “Testo dilettantesco, Kiev può resistere solo pochi mesi”

Il generale Vincenzo Camporini critica duramente il piano per la pace in Ucraina, definendolo dilettantesco. Kiev può resistere ancora qualche mese, ma senza aiuti occidentali diventerebbe vulnerabile.

Pubblicato

del

L’Ucraina ha ancora la capacità di resistere per diversi mesi, “superare l’autunno, l’inverno e arrivare fino alla primavera”. Lo afferma il generale Vincenzo Camporini, ex capo di Stato Maggiore della Difesa, che analizza gli scenari militari legati al piano proposto dagli Stati Uniti per chiudere la guerra con la Russia. Una resistenza possibile anche grazie alla “mediocre prestazione delle forze armate russe”, ma non sostenibile sul lungo periodo per lo squilibrio numerico tra i due eserciti.

“Il piano è scritto da dilettanti: errori logici e passaggi senza senso”

Camporini respinge senza mezzi termini la bozza in 28 punti che dovrebbe disegnare la futura pace. I contenuti sono, a suo giudizio, opera di “dilettanti allo sbaraglio che parlano di cose che non conoscono”. Nel documento rileva “evidenze linguistiche e logiche”, “frasi sconnesse” e contraddizioni evidenti.

Uno degli esempi riguarda l’ipotesi di schierare aerei da combattimento in Polonia. “Varsavia è membro della Nato. Ogni giorno ci sono velivoli dell’Alleanza sul suo territorio. Non è qualcosa che va scritto in un trattato bilaterale”.

“Gli USA non sono esterni alla Nato, errore incomprensibile”

Altro punto contestato è quello che affida agli Stati Uniti un ruolo di mediatori tra Russia e Nato, quasi fossero un attore esterno: “Gli USA sono parte integrante dell’Alleanza Atlantica”. Anche le garanzie di intervento militare in caso di nuove aggressioni russe vengono giudicate “scritte sulla sabbia”, ricordando che già nel 1994 vari Paesi garantirono l’integrità territoriale dell’Ucraina dopo la rinuncia alle armi nucleari, senza poi intervenire.

Il rischio per Kiev: meno intelligence e stop ai Patriot

Un rifiuto totale al piano proposto da Trump esporrebbe Kiev a rischi immediati. Verrebbe meno il supporto dell’intelligence americana, considerato “molto importante” nelle operazioni sul terreno. A questo si sommerebbe la possibile interruzione delle forniture di munizionamento occidentale, inclusi i sistemi Patriot, rendendo la difesa ucraina “meno efficace”.

L’Europa può aiutare, ma la scelta finale spetta a Kiev

Camporini osserva che l’Europa può garantire una capacità significativa di rifornimento di munizioni da campo di battaglia. Ma ogni prospettiva futura dipenderà da tre fattori:

  • logistici, cioè la disponibilità di rifornimenti;

  • operativi, ciò che avviene sul terreno;

  • interni, ovvero la volontà politica e militare di Kiev di continuare a combattere.

Una resistenza che può durare ancora mesi, ma che senza un accordo rischia di diventare sempre più fragile.

Continua a leggere
error: Contenuto Protetto