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Wimbledon, Sinner travolge Djokovic e si prende il testimone: «Oggi è un giocatore migliore di me»
Jannik Sinner domina Novak Djokovic in semifinale a Wimbledon e conquista la finale. Il campione serbo riconosce la superiorità dell’azzurro: «Oggi è un giocatore migliore di me». Un successo che assume il valore simbolico del passaggio di consegne tra due generazioni.
Ci sono sconfitte che valgono più di una semplice eliminazione. Quella subita da Novak Djokovic nella semifinale di Wimbledon contro Jannik Sinner sembra avere il peso di un passaggio di testimone tra il campione che ha dominato un’epoca e il numero uno del presente.
L’azzurro ha conquistato la finale imponendosi con autorevolezza, lasciando al serbo poche possibilità di rientrare in partita. Ma è soprattutto il dopo gara ad aver segnato uno dei momenti più significativi del torneo.
«Mi ha dato una lezione»
Djokovic, raramente così esplicito nelle analisi delle proprie sconfitte, ha riconosciuto senza esitazioni la superiorità dell’avversario.
«Mi ha dato una vera e propria lezione», ha dichiarato il serbo, spiegando di essersi presentato in campo in buone condizioni fisiche ma di non essere riuscito a contrastare il livello espresso dall’italiano.
«Quando serve così diventa una forza dominante. Ero sempre mezzo passo in ritardo. Ha giocato con un ritmo pazzesco. Oggi è un giocatore migliore di me».
Parole che assumono un significato particolare se pronunciate da uno dei più grandi tennisti della storia, capace per oltre vent’anni di ribaltare partite considerate ormai perdute.
La battuta che racconta il tempo
A fotografare il momento è stato anche un episodio avvenuto durante il terzo set.
Uno spettatore ha incitato Djokovic gridandogli: «Coraggio, ce la puoi fare».
La risposta del campione serbo è arrivata con un sorriso amaro: «Forse dieci anni fa».
Una battuta che racchiude la consapevolezza del tempo che passa e della difficoltà di competere con una generazione che oggi gioca a un’intensità diversa.
Sinner resta concentrato sulla finale
Se Djokovic ha parlato soprattutto del passato, Sinner ha mantenuto lo sguardo rivolto esclusivamente al presente.
«Sentivo di dover alzare il livello, anche mentalmente. Ho cercato di mettere attenzione su ogni colpo. All’inizio c’era pressione, ma è normale quando giochi contro Novak», ha spiegato.
L’altoatesino ha evitato qualsiasi proiezione sul futuro. Alla domanda sul calendario dopo Wimbledon e sulla possibilità di partecipare ai tornei canadesi e di Cincinnati, ha chiuso rapidamente il discorso.
«Ne parleremo con il mio team dopo il torneo.»
Una risposta che conferma l’approccio ormai caratteristico del numero uno del mondo: concentrazione assoluta sull’obiettivo immediato.
Ora c’è Zverev
Domenica Sinner difenderà il titolo di Wimbledon affrontando Alexander Zverev.
Pur avendo vinto gli ultimi nove confronti diretti, il campione italiano ha evitato qualsiasi eccesso di fiducia.
«È un giocatore completamente diverso rispetto al passato, più aggressivo e più convinto», ha osservato.
Sinner ha anche ricordato come la conquista del primo Slam cambi inevitabilmente la mentalità di un tennista.
«Quando vinci il primo Grande Slam hai più fiducia, ti senti più forte e più solido.»
Il nuovo punto di riferimento del tennis mondiale
La vittoria contro Djokovic rappresenta molto più dell’accesso a una finale.
Negli ultimi anni il serbo era stato il riferimento assoluto nei momenti decisivi dei grandi tornei, capace di alzare il livello proprio quando la pressione diventava massima.
Oggi quella capacità sembra appartenere a Sinner.
Lo dimostrano anche i punti più delicati della semifinale: come già nei quarti di finale, l’azzurro ha annullato l’unica palla break concessa affidandosi al proprio fondamentale migliore, il servizio, con una sequenza quasi perfetta.
Il Centrale di Wimbledon ha così assistito non soltanto alla qualificazione del numero uno del mondo per la finale, ma anche a quello che potrebbe essere ricordato come uno dei momenti simbolici del tennis contemporaneo: il giorno in cui Novak Djokovic ha riconosciuto pubblicamente che il futuro, ormai, parla italiano.
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Ciro Immobile dice basta: addio al calcio dopo 350 gol
Ciro Immobile annuncia il ritiro dopo una carriera da 656 partite e 350 gol. È stato campione d’Europa, quattro volte capocannoniere e Scarpa d’Oro.
Ciro Immobile lascia il calcio giocato. A 36 anni, dopo 656 partite e 350 gol conteggiati nel bilancio complessivo della sua carriera, l’attaccante di Torre Annunziata ha annunciato il ritiro.
La notizia è stata comunicata dal Paris FC, il club nel quale si era trasferito nel febbraio 2026 dopo le esperienze con Besiktas e Bologna. In Francia ha disputato l’ultima parte di una carriera professionistica durata 17 anni.
«Ciro Immobile è una leggenda», ha sottolineato il club parigino. Alla base della decisione anche la volontà dell’attaccante di dedicare più tempo alla famiglia.
Gli anni da leggenda con la Lazio
La parte più importante della carriera resta quella vissuta con la Lazio. In otto stagioni Immobile è diventato il miglior marcatore nella storia del club biancoceleste, con 207 reti in 340 presenze considerando tutte le competizioni.
Con la Lazio ha conquistato una Coppa Italia e due Supercoppe italiane. Nel suo palmarès figurano anche una Supercoppa di Germania con il Borussia Dortmund e una Supercoppa di Turchia con il Besiktas.
È stato capocannoniere della Serie A quattro volte. Nel 2020 ha vinto la Scarpa d’Oro grazie ai 36 gol segnati in campionato, eguagliando il primato realizzativo stabilito da Gonzalo Higuain.
Il trionfo europeo con l’Italia
Con la Nazionale italiana Immobile ha collezionato 57 presenze e realizzato 17 reti. Ha partecipato alla vittoria dell’Europeo disputato nel 2021, segnando due gol durante il torneo concluso con il successo sull’Inghilterra a Wembley.
Dagli inizi a Torre Annunziata al settore giovanile della Juventus, la sua carriera lo ha portato a indossare anche le maglie di Pescara, Genoa, Torino, Borussia Dortmund, Siviglia, Lazio, Besiktas, Bologna e Paris FC.
Si chiude così il percorso di uno degli attaccanti italiani più prolifici della sua generazione. Titoli, record e una Scarpa d’Oro certificano il valore di un centravanti capace di costruire la propria leggenda soprattutto attraverso i gol.
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Napoli, accordo per Badiashile: ad Allegri il gigante della difesa
Il Napoli chiude l’accordo con il Chelsea per Benoît Badiashile. Il difensore arriverà in prestito con diritto di riscatto per rinforzare il reparto di Allegri.
Dopo quasi un mese di trattative, il Napoli ha raggiunto l’accordo con il Chelsea per Benoît Badiashile. Il via libera di Aurelio De Laurentiis ha sbloccato l’operazione: restano da completare lo scambio dei documenti, le visite mediche e la firma prima dell’annuncio ufficiale.
Il difensore francese, fortemente voluto dal direttore sportivo Giovanni Manna e da Massimiliano Allegri, arriverà in prestito oneroso con diritto di riscatto.
Operazione da 30 milioni più bonus
Il Napoli verserà subito tre milioni di euro al Chelsea. L’opzione per l’acquisto definitivo è stata fissata a 27 milioni, mentre un ulteriore milione di bonus sarebbe legato alla conquista dello scudetto.
L’investimento complessivo potrà quindi raggiungere i 30 milioni in caso di riscatto, salendo potenzialmente a 31 con il bonus. Manna è riuscito a evitare l’inserimento dell’obbligo di acquisto, lasciando al club la possibilità di valutare il rendimento e le condizioni fisiche del giocatore durante la stagione.
Con Badiashile sarebbe già stata raggiunta un’intesa per un contratto fino al 2031, con uno stipendio vicino ai 2,5 milioni netti all’anno, destinato a entrare pienamente in vigore in caso di riscatto.
Il francese ha scelto Napoli
Decisiva è stata la volontà del calciatore, che avrebbe respinto altre proposte provenienti dalla Premier League per aspettare gli azzurri. Badiashile aveva già conosciuto l’atmosfera dello stadio Maradona e avrebbe indicato Napoli come destinazione preferita.
Il difensore è atteso in Italia nei prossimi giorni. Le visite mediche dovrebbero svolgersi all’inizio della settimana a Villa Stuart, a Roma. Superati i controlli, potrà raggiungere Allegri a Castel Volturno.
Un rinforzo per l’emergenza difensiva
Mancino, alto 194 centimetri e dotato di una buona tecnica individuale, Badiashile può garantire forza fisica, qualità nell’impostazione e pericolosità sui calci piazzati.
Il suo arrivo assume particolare importanza considerando le assenze di Alessandro Buongiorno e Luca Marianucci e i problemi fisici che hanno rallentato la preparazione di Sam Beukema. Allegri spera di poter convocare il francese già per la prima giornata di campionato contro il Genoa.
Dopo Costantino Favasuli, il Napoli si prepara così ad accogliere il secondo rinforzo della nuova stagione e a consegnare al tecnico il centrale necessario per affrontare l’emergenza nel reparto arretrato.
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Tamberi è tornato: oro europeo nel giorno di Camilla, Sioli bronzo
Tamberi torna sul trono europeo del salto in alto a Birmingham. Oro con 2,32 metri nel giorno del compleanno della figlia Camilla; Sioli è bronzo.


