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Whirlpool, torna la tensione a Napoli: la multinazionale Usa parla di rischio chiusura di via Argine

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Torna a crescere la tensione per lo spettro della chiusura del sito produttivo Whirlpool a Napoli. Gli operai hanno raggiunto l’imbocco della A3, all’altezza dello svincolo di San Giovanni a Teduccio, dove si sono registrati momenti di tensione con le forze dell’ordine dopo aver provato a forzare il blocco nel tentativo di occupare la sede autostradale. E intanto, nel pomeriggio, e’ arrivata la comunicazione ufficiale del Mise: il 29 gennaio, a Roma, e’ stato convocato il tavolo con i vertici dell’azienda. E’ stata una doccia fredda, per i 450 operai della Whirlpool Napoli, apprendere che, mentre in Italia, i vertici della multinazionale americana siglavano un nuovo accordo con il Governo, chiedendo incentivi e ammortizzatori sociali, all’Autorita’ di Borsa statunitense veniva comunicata l’intenzione di dismettere, in ogni caso, il sito di Napoli est.

Workers from American industry company Whirlpool, protest in center Naples city, after the announcement of the closure of a factory for the next November.

“Una presa in giro – dice Vincenzo Accurso, uno degli operai, rappresentante della Uilm – per noi e per il Governo italiano, spero che tutti se ne rendano conto”. In vista dell’incontro a Roma, il prossimo 20 gennaio, gli operai si sono gia’ organizzati con altre iniziative di protesta e solidarieta’. A cominciare da sabato prossimo quando, a Cercola, in provincia di Napoli, prenderanno parte alla marcia della pace. Il prossimo sabato, saranno invece, in piazza con le Sardine, nell’appuntamento napoletano, mentre una delegazione di operai raggiungera’ Bologna in vista della manifestazione organizzata nel capoluogo emiliano. Finora dalla multinazionale non sono arrivate rassicurazioni sul futuro dello stabilimento e il tempo stringe. Cresce cosi’ il timore di rimanere senza lavoro per gli operai della sede di via Argine, specializzati nella produzione di lavatrici di alta gamma. La manifestazione di oggi e’ stata decisa al termine di una assemblea in fabbrica, convocata ieri. Le tensioni con le forze dell’ordine sono terminate quando gli operai si sono dispersi. “Abbiamo chiesto scusa – fa sapere uno degli operai – perche’ noi sappiamo che anche loro sono dalla nostra parte, in questa lotta, ma che devono mantenere l’ordine ed eseguire gli ordini dei loro superiori”. La vertenza Whirlpool Napoli va avanti ormai da otto mesi, un periodo durante il quale gli operai hanno portato avanti sempre la stessa richiesta: “Non vogliamo assistenzialismo, ma il rispetto degli accordi ministeriali, degli italiani, del lavoro”.

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Non riesce a prelevare al bancomat, disabile chiama i carabinieri che lo aiutano

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Non riusciva a effettuare un prelievo di denaro al bancomat e, non volendo rivolgersi a persone sconosciute, ha chiesto aiuto ai Carabinieri. E’ accaduto questa notte a Copparo, nel Ferrarese: a chiamare il 112 e’ stato un anziano portatore di handicap. Dopo avere raggiunto uno sportello automatico in centro, non riuscendo ad arrivare al dispositivo per via della sedia a rotelle, ha contattato la centrale operativa della compagnia di Copparo che ha inviato subito una pattuglia. I militari hanno aiutato l’anziano disabile e lo hanno assistito fino al termine della procedura consentendogli di prelevare il denaro di cui aveva bisogno in sicurezza.

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Mafia: ricordato 32esimo anniversario omicidio Rostagno

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Ricorre oggi il 32 esimo anniversario dell’omicidio del giornalista e sociologo Mauro Rostagno assassinato dalla mafia. L’amministrazione comunale di Valderice ha deposto stamani una corona sul luogo del delitto, a Lenzi, alla presenza, tra gli altri, del prefetto di Trapani, Tommaso Ricciardi. E’ seguita poi una cerimonia laica al cimitero di Valderice dove e’ sepolto. Alle cerimonie hanno dato il loro contributo “Ciao Mauro”, Articolo 21, Libera e l’associazione antiracket e antiusura di Trapani.

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Esame farsa di Suarez, l’ira del procuratore Cantone: riprogrammata l’inchiesta e avviate indagini per la violazione del segreto istruttorio

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Fughe di notizie. Accertamenti da fare finiti prima sui giornali e poi cominciati. Il caso cittadinanza a Suarez finisce nella bufera. E il procuratore di Perugia, Raffaele Cantone, a proposito dell’esame “farsa” di Luis Suarez all’Universita’ per Stranieri di Perugia ha deciso di bloccare a tempo indeterminato tutte le attività d’indagine. Ha denunciato le ripetute violazioni del segreto istruttorio. Ed ha aperto una inchiesta sulle violazioni: obiettivo è capire chi ha reso noti i segreti istruttori. “Tutto quello che e’ necessario fare sara’ fatto” ha assicurato Cantone. “Pero’ – ha aggiunto – con tempi e modalita’ tali da garantire l’assoluta segretezza degli accertamenti”. Il capo della procura di Perugia non ha voluto dare spazio ad equivoci. “Le indagini – ha ribadito – saranno tutte riprogrammate in modo da garantire la doverosa riservatezza”. Riprenderanno quindi nei prossimi giorni con tutti gli accertamenti ritenuti necessari dagli inquirenti per chiarire la vicenda.

Raffaele Cantone. Procuratore di Perugia e già presidente dell’Anac

Intanto il magistrato, che oggi non era a Perugia, ha gia’ deciso l’apertura di un fascicolo per individuare eventuali responsabilita’. “Sono indignato per quanto successo finora – ha detto -, compreso l’assembramento dei mezzi d’informazione oggi sotto alla procura. Faremo in modo che tutto questo non accada piu'”. In attesa che gli accertamenti vengano riprogrammati, il procuratore ha comunque disposto lo stop, momentaneo, agli atti in corso. Come l’acquisizione di eventuali altre testimonianze dopo le deposizioni dell’avvocato Luigi Chiappero, storico legale della Juve, e della collega Maria Turco. Mentre in mattinata c’e’ stato il conferimento dell’incarico ai periti che dovranno analizzare il contenuto di una decina tra telefoni cellulari, pc e altri supporti informatici sequestrati ai vertici dell’Universita’ per Stranieri. A far scattare la sospensione dell’indagine non solo l’assedio della procura da parte di giornalisti e cameraman, la pubblicazione di atti istruttori riservati ed anche l’ipotesi, finita sempre sui giornali, che lo stesso Suarez possa essere sentito in video conferenza.

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