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Whirlpool cede il ramo d’azienda a Napoli e non tratta, i sindacati proclamano lo sciopero generale del gruppo. Il Governo: disattesi gli impegni

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La decisione era nell’aria. Whirlpool aveva già disatteso accordi con sindacati e Governo. E così al tavolo del Mise Whirlpool Emea ha comunicato a sindacati e istituzioni che trasferirerà il ramo d’azienda di Napoli alla società Passive Refrigeration Solutions S.A. (PRS). Questa decisione viene resa nota coni un comunicato. “A seguito di attente valutazioni, condivise nel corso del confronto con le parti, il trasferimento del ramo d’azienda rappresenta l’unico modo per tutelare la massima occupazione a Napoli e offrire un futuro sostenibile di lungo termine allo stabilimento che, in alternativa, avrebbe cessato ogni attivita’ produttiva”, si legge in una nota.

“Il drastico declino della domanda di lavatrici di alta gamma a livello internazionale e il conseguente calo della produzione hanno portato lo stabilimento di Napoli ad operare al di sotto del 30% della propria capacità produttiva – continua la nota di Whirpool Emea – determinando cosi’ una situazione non piu’ sostenibile per l’azienda e per i propri dipendenti”. Tali condizioni, “non previste ne’ in alcun modo prevedibili al momento della sottoscrizione del Piano Industriale del 25 ottobre 2018, sono imputabili in particolare a un contesto macro economico generale di crisi che ha investito in particolar modo alcuni dei mercati piu’ rilevanti tra cui Stati Uniti d’America, India, Argentina e i principali in ambito Emea”, prosegue l’azienda. Nonostante gli “ingenti investimenti realizzati negli ultimi 10 anni per circa 100 milioni di euro e le strategie commerciali messe in atto, dal 2009 ad oggi i volumi di produzione del sito si sono ridotti da circa 700.000 a circa 250.000 pezzi annui con un calo delle vendite nel primo semestre del 2019 pari al 36% a livello di export internazionale e del 19% nella sola area Emea”. Ovviamente c’è l’impegno a cui nessuno crede circa il mantenimento dei livelli occupazionali. All’estermo del Mise i circa 200 lavoratori riuniti in presidio in via Molise si sono scagliati verbalmente e fisicamente contro i rappresentanti sindacali, alcuni dei quali si sono protetti restando dietro ai cancelli del ministero. I lavoratori respingono la possibilità che Whirlpool ceda il ramo d’azienda di Napoli a un’altra società. Le forze dell’ordine hanno tranquillizzato i lavoratori. La prima risposta sindacale arriva dalla Fiom. “Domani ci sara’ un’assemblea a Napoli sulla conferma del blocco dei cancelli e dopodomani una riunione dei delegati di tutti gli stabilimenti in Italia che decideranno data e appuntamento dello sciopero o degli scioperi nazionali”  ha detto Barbara Tibaldi, della segreteria nazionale Fiom, aggiungendo che si tratta di una decisione unitaria di Fiom, Fim e Uilme annunciando una manifestazione nazionale “e decideremo dove portarla, spero sotto al centro direzionale di Napoli”. Dura anche la reazione del Governo. La decisione di Whirlpool sul sito di Napoli “e’ una grave scorrettezza da parte della multinazionale nei confronti sia del Governo che dei lavoratori” ha detto  la sottosegretaria al Mise, Alessandra Todde (M5S). “Ferma contrarieta’” anche del vicecapo di Gabinetto, Giorgio Sorial:”il Governo non puo’ accettare il comportamento dei vertici della Whirlpool, che hanno sempre trovato il supporto e la collaborazione di tutte le istituzioni per individuare una soluzione condivisa finalizzata a garantire la continuita’ produttiva e la salvaguardia dei lavoratori del sito di Napoli”.

La decisione dell’azienda “non solo disattende gli impegni presi in questi mesi di confronto al Mise, ma anche l’accordo sottoscritto nel mese di ottobre del 2018 con cui le istituzioni si sono impegnate a supportare con incentivi e ammortizzatori sociali il piano industriale della Whirlpool in Italia”, prosegue la sottosegretaria Alessandra Todde nella nota del Mise. Nel corso dell’incontro, il ministero fa sapere che l’azienda ha comunicato la decisione unilaterale di procedere alla cessione di ramo d’azienda ad un possibile partner, la societa’ Prs che si occupa di refrigerazione passiva, interessato alla riconversione della produzione dello stabilimento di Napoli. Con questa decisione l’azienda “ha interrotto il prosieguo del confronto sulle altre opzioni proposte nel corso dei precedenti incontri tenutesi al Ministero, che prevedevano anche investimenti in prodotti di alta gamma o lo spostamento in Italia alcune produzioni realizzate all’estero dal Gruppo Whirlpool”, continua la nota del Mise. Al termine del tavolo tecnico il sottosegretario Alessandra Todde e il vice capo di Gabinetto Giorgio Sorial hanno incontrato in una riunione ristretta i sindacati per decidere i prossimi passi da compiere a seguito della decisione presa dall’azienda per il sito di Napoli.

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Scattano i dazi di Trump su pecorino e parmigiano, la mozzarella di bufala è salva

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Scattano oggi i dazi di Donald Trump contro il made in Europe. Proprio oggi, con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ancora nel Usa per la sua visita ufficiale.  Per l”Italia saranno colpiti tra gli altri prodotti i formaggi, a partire da pecorino e parmigiano, i liquori e gli amari. Dazi al 25% anche per i vini francesi, le olive greche, il whiskey scozzese. In tutto la stretta Usa sulle importazioni dal Vecchio Continente riguarda beni per un valore di 7,5 miliardi di dollari. Non risultano misure economiche ritorsive degli Usa contro la mozzarella di bufala, prodotto di eccellenza della enogastronomia della Campania. Prodotto molto amato negli Usa. Si tratta di un comparto dell’economia della Campania fondamentale per fatturato e per i lavoratori impiegati in tutta la filiera: dalla produzione del latte alla lavorazione, alla commercializzazione. Un prodotto, la mozzarella, che è protetto dal Consorzio mozzarella di bufala dop che ne garantisce origine, qualità e genuinità.

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Ecco le principali misure della Manovra 2020

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Stop agli aumenti Iva nel 2020, taglio del cuneo fiscale per i lavoratori, superamento del superticket, abbassamento del tetto al contante, un superbonus per chi paga con le carte, nessun ritocco a quota 100. E’ la manovra dal oltre 30 miliardi del governo giallorosso, varata ‘salvo intese’, e che dovra’ essere definita nei prossimi giorni in vista della trasmissione alle Camere. La stretta sul carcere per gli evasori, misura fortemente voluta dai 5 Stelle, e oggetto di un duro confronto nella maggioranza, dovrebbe arrivare alla fine con un emendamento al decreto fiscale collegato che prevede gia’ il primo step con l’inasprimento del carcere per la dichiarazione fraudolenta.

– COPERTURE La manovra lievita oltre i 30 miliardi, di cui 23 assorbiti solo dallo stop all’aumento Iva. Circa la meta’ delle coperture sara’ garantita dalla flessibilita’ sul deficit, altri 3 miliardi arriveranno dall’extra gettito legato al rinvio delle del versamento delle imposte per le partite Iva. La revisione della spesa consentira’ di reperire circa 2,7 miliardi mentre dalla rimodulazione selettiva delle agevolazioni fiscali e dei sussidi dannosi per l’ambiente e dalla tassa sulla plastica arriveranno risorse per oltre 2 miliardi di euro.

– STOP AUMENTI IVA Stop totale agli aumenti Iva per 23,1 miliardi nel 2020 e per oltre 10 miliardi nel 2021. Restano quindi da disinnescare nel 2021 circa 18 miliardi dei 28,8 previsti. La manovra evita gli incrementi lineari di imposta con il passaggio delle aliquote dal 22 al 25,2% e dal 10 al 13% che sarebbero scattati dal 1 gennaio 2020.

– TAGLIO CUNEO AI LAVORATORI Il taglio del cuneo fiscale per i lavoratori partira’ a luglio 2020 con una dote iniziale di 3 miliardi che raddoppiano nel 2021. Le modalita’ del percorso di riduzione saranno affidamenti a provvedimenti ad hoc. I redditi tra i 26.600 euro e 35.000 euro, dovrebbero ricevere fino a circa 50 euro in piu’ al mese, ovvero 500 euro in piu’ nel 2020 e mille euro in piu’ nel 2021.

– NESSUN RITOCCO A QUOTA 100, VERSO MINI-RIVALUTAZIONE Nessun ritocco a quota 100: saltata l’ipotesi di rimodulazione delle finestre di uscita. Eventuali modifiche saranno oggetto di confronto del tavolo sindacati-governo. Prorogare di un anno Opzione donna e Ape sociale. Dovrebbe arrivare anche la mini-rivalutazione degli assegni pensionistici da 3 a 5 volte minimi, ovvero tra i 1.522 e 2.029 euro.

– TETTO CONTANTE Il tetto al contante cala da 3.000 a 2.000 euro nel 2020 e 2021, poi scende a 1000 euro negli anni successivi.

– SUPERBONUS PER CHI PAGA CON CARTE DAL 2021 Il superbonus per premiare chi paga con carte e bancomat vale circa 3 miliardi e scattera’ dal 2021. Nel 2022 sono stanziati 2,8 miliardi.

– ABOLIZIONE SUPERTICKET Per la riduzione del superticket, che puo’ arrivare fino a 10 euro sulle visite specialistiche e prestazioni diagnostiche a secondo delle regioni, sono stati stanziati circa 160 milioni nel 2020. Tra le ipotesi quella di far partire il superamento del superticket a meta’ anno.

– ARRIVA FONDO FAMIGLIA, VERSO ASSEGNO UNICO FIGLI Sara’ previsto un fondo per promuovere politiche di sostegno alla famiglia, anche tramite l’assegno di natalita’ e contributi per gli asili nido. Per il fondo sono stati stanziati circa 600 milioni nel 2020, poco piu’ di 1 miliardo nel 2021 e 1,1 miliardi nel 2022.

– TAGLIO DETRAZIONI PER REDDITI ALTI Viene introdotta un soglia di reddito oltre la quale l’agevolazione Irpef relativa a oneri detraibili al 19% si azzererebbe con gradualita’. Salve le detrazioni per spese per interessi passivi sui mutui.

– LOTTA EVASIONE Si prevede un inasprimento delle pene per i grandi evasori. Si introducono misure per contrastare l’illecita somministrazione di manodopera e l’aggiramento della normativa contrattuale in tema di appalti da parte di cooperative o imprese fittizie, che in tal modo evadono l’Iva e non procedono al versamento delle ritenute sui redditi dei lavoratori. Si rafforzano le misure contro le frodi nel settore dei carburanti. Si implementa il contrasto all’evasione e all’illegalita’ nel settore dei giochi, attraverso l’istituzione del registro unico degli operatori del gioco pubblico e il blocco dei pagamenti per i soggetti che operano dall’estero senza concessione, anche attraverso l’istituzione dell’agente sotto copertura.

– ARRIVA TASSA SULLA PLASTICA Arriva l’imposta sugli imballaggi di plastica con un’aliquota di 1 euro per kg. Scattera’ dal 1 giugno 2020. Prevista anche la revisione dei sussidi dannosi con: l’eliminazione del beneficio sul gasolio utilizzato per il trasporto di merci e passeggeri dei veicoli di categoria Euro3 + Euro4 dal 2021; l’introduzione di una tassa per prodotti inquinanti impiegati per la produzione di energia e ‘incremento dal 30% al 100% nella determinazione della base imponibile ai fini Irpef del reddito ritraibile per le auto aziendali piu’ inquinanti.

– RINNOVO DEI CONTRATTI PUBBLICI Vengono stanziati a regime 3,175 miliardi per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego.

– CANONE RAI Viene confermata anche l’esenzione dal canone Rai per gli anziani a basso reddito.

– PROROGA BONUS EDILIZIA E MOBILI, ARRIVA BONUS FACCIATE In manovra entra il piano casa da 1 miliardo: vengono prorogate le detrazioni per la riqualificazione energetica, gli impianti di micro-cogenerazione e le ristrutturazioni edilizie, oltre a quelle per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe energetica elevata a seguito di ristrutturazione della propria abitazione. Viene introdotta per il 2020 una detrazione dell’90% per la ristrutturazione delle facciate esterne degli edifici, il ‘Bonus facciate’.

– INDUSTRIA 4.0, CONFERMA SUPER E IPER AMMORTAMENTO Esteso al triennio l’iperammortamento, con supervalutazione del 170% degli investimenti in beni nuovi, strumentali, materiali e ad alto contenuto Ict. Prevista estensione al 2022 del superammortamento, con supervalutazione del 130% degli investimenti in beni strumentali nuovi. Per chi beneficia dell’iperammortamento possibilita’ di fruire anche di una supervalutazione del 140% per gli investimenti in beni strumentali immateriali (software e sistemi IT).

– PIANO SUD Vengono destinate risorse ad interventi per incentivare gli investimenti delle imprese, alle infrastrutture sociali e al risparmio energetico nelle regioni del Mezzogiorno.

– GREEN NEW DEAL Per il green new deal nel triennio 2020-2022 il Dpb stanzia 10,5 miliardi: sara’ la dotazione iniziale complessiva di due fondi di investimento assegnati a Stato ed enti territoriali per lo sviluppo sostenibile, le infrastrutture sociali e l’incentivo alle rinnovabili.

– STOP FLAT TAX Abolita la flat tax per partite Iva e autonomi con redditi compresi tra 65.000 e 100.000 euro che sarebbe dovuta scattare da gennaio 2020. Vengono rivisti i parametri del ‘regime dei minimi’ con limiti di spesa personale 20.000 euro, limite beni strumentali 20.000 euro, regime analitico determinazione reddito, regime premiale fatturazione elettronica, con esclusione per redditi superiore a 30.000 euro. –

BUONI PASTO Ridotte le esenzioni per buoni pasto cartacei a 4 euro e aumentata l’esenzione a 8 euro per quelli elettronici.

– BOLLO SU CERTIFICATI PENALI Sara’ introdotta un’imposta di bollo per richiedere i certificati penali pari a 2,4 euro per foglio.

– INVESTIMENTI Sono stanziati circa 9 miliardi aggiuntivi nel triennio 2020-22 e oltre 55 miliardi complessivi su un orizzonte di 15 anni per due nuovi fondi di investimento, la cui gestione sara’ affidata a Stato ed enti territoriali.

– PRIVATIZZAZIONI E DISMISSIONI L’obiettivo di introiti da privatizzazioni fissato dal governo e’ pari a 3,6 miliardi nel 2020-2022. I proventi del piano di dismissioni immobiliari e’ di 100 milioni nel 2019, 1 miliardo nel 2020 e 150 milioni nel 2021.

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Tetto contante a mille euro, sale la tassa sulla fortuna

amministratore

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L’inasprimento delle pene per i grandi evasori? Ne riparleranno. La tassa sulla fortuna? Pure! Qualche conferma, come il piano per industria 4.0. E su altre cose invece l’accordo arriverà, forse,  all’ultimo. Come sull’abbassamento della soglia per l’uso del contante, che potrebbe scendere da tremila a mille euro. La manovra arriva in consiglio dei ministri e a conti fatti, potrebbe lievitare oltre i 30 miliardi. Il grosso delle coperture sara’ legato alla flessibilita’ sul deficit, alla spending rewiew e all’abolizione dei sussidi ad attività dannose per l’ambiente. E un apporto notevole e’ atteso dalla lotta all’evasione fiscale: la nota di aggiornamento al def mette in conto 7 miliardi, ma al momento le coperture cifrate nella bozza del decreto arrivano a circa 2,7 miliardi, anche se molte misure ancora non sono accompagnate da quantificazioni di gettito. C’e’ poi l’inatteso tesoretto da 3 miliardi legato al maggior gettito dalle imposte delle partite Iva. Lungo il percorso della manovra, pero’, anche il capitolo spese e’ salito, per finanziare o rendere piu’ incisivi alcuni provvedimenti. Per esempio, la nascita del ‘fondo unico per la famiglia’ vale 500 milioni, mentre l’investimento nel taglio del cuneo fiscale e’ passato da 2,7 a 3 miliardi. Senza considerare l’ipotesi di uno stanziamento di 3,2 miliardi, a regime, per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego. Alcuni punti fissi della manovra sono scritti nel decreto fiscale.

Contanti. Attenti alle nuove regole, si rischiano multe salate

Il provvedimento, ancora in bozza, indica punto per punto una serie di misure allo studio, con tanto di costo e di resa. Inizialmente si era parlato di nuove tasse su giochi e sigarette. I balzelli sui primi sono gia’ previsti, quelli sulle seconde potrebbero arrivare con la legge di bilancio. Sale intanto la ‘tassa sulla fortuna’: per slot, Gratta&Vinci e vari tipi di enalotto, il prelievo sulle vincite superiori a 500 euro passera’ dal 12% al 15%. Ma e’ il primo di cinque scaglioni che, in media, alzano la quota che spetta allo Stato: la piu’ alta e’ quella che prevede di ‘trattenere’ nella casse pubbliche un quarto dei premi da oltre 10 milioni di euro. Anche la lotta all’evasione fiscale ha degli aspetti legati al gioco. Per incentivare i clienti a chiedere gli scontrini, e i commercianti a emetterli, oltre alla lotteria arrivano i premi a estrazione riservati sia ai consumatori sia ai negozianti, quando per i pagamenti siano state usate carte o bancomat. Le transazioni digitali sono un refrain della manovra, che introduce multe da 30 euro (piu’ il 4% del valore della transazione) per i commercianti e i professionisti che non le accettino. Sempre nel decreto fisco e’ scritto nero su bianco che la soglia per l’uso del contante scende dalle attuali tremila euro a mille euro. Sul versante entrate, viene confermata la web tax dal 2020, ribattezzata ‘digital tax’, un’imposta del 3% sui ricavi delle multinazionali che offrono servizi o vendono beni on line: portera’ in dote come gia’ previsto 600 milioni nel 2020. Alla luce dell’entrata in vigore dei dispositivi anti abbandono per i seggiolini dei bambini, il decreto fiscale prevede contributi o agevolazioni fino a 30 euro “fino ad esaurimento delle risorse disponibili” che sono di 15,1 milioni nel 2019. Nell’ultima bozza è invece saltata la compensazione di eventuali cartelle esattoriali direttamente con i rimborsi delle tasse. La misura compariva nelle prima versione e consentiva di fatto allo Stato di trattenere il saldo dei debiti dei contribuenti prima di erogare i crediti d’imposta.

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