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Economia

Whirlpool, c’è tempo fino al 15/10 per un nuovo piano

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C’e’ tempo fino al 15 ottobre per mettere a punto un nuovo piano per il rilancio del sito di Napoli. Fino a quel giorno sara’ sospesa la procedura di licenziamento per i 330 lavoratori del stabilimento della Whirlpool, prevista per il 29 settembre. Lo ha ottenuto il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti al tavolo convocato oggi al Mise con sindacati, Invitalia, viceministro Alessandra Todde e l’azienda. Il confronto continua e il tavolo riprende il 28 settembre. Whirlpool ha accolto la richiesta del ministro sulla sospensione della procedura fino a meta’ ottobre a patto che ci sia “impegno e chiarezza da parte di tutti per definire la transizione delle persone e il trasferimento degli asset in caso di un progetto di reindustrializzazione”. I sindacati tirano il fiato, ma sanno che “ancora non e’ finita”. Ora c’e’ bisogno di certezze e che il piano oggi illustrato da Invitalia di costituzione di un polo della mobilita’ sostenibile sia “dettagliato, a cominciare dai nomi degli imprenditori coinvolti, dai tempi del progetto e dalle condizioni economiche e normative della assunzione dei lavoratori”. “Lo sforzo del governo – ha commentato Giorgetti – e’ trovare una prospettiva seria di riconversione industriale. Val la pena approfondire questo progetto”. Il dossier, ha sottolineato, e’ “complesso e ambizioso. I consorzianti sono persone serie e da parte di tutti e’ doveroso verificare che il progetto possa camminare sulle proprie gambe”. Per il viceministro Todde “oggi abbiamo ottenuto un primo grande risultato grazie a mesi di duro lavoro” e i prossimi incontri, affermano unitariamente Massimiliano Nobis, segretario nazionale Fim-Cisl, Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil e Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm-Uil, “saranno decisivi per capire se questa dura vertenza possa o meno concludersi con un accordo che tuteli i lavoratori”. “Il progetto ha delle potenzialita’”, ha detto Nobis, “presenta importanti opportunita’ occupazionali” e, ha aggiunto Tibaldi, “definisce un perimetro ampio di un hub per la mobilita’ sostenibile, dall’auto alla ricerca, che coinvolgono imprese importanti”. Nel dettaglio dovrebbero occuparsi della produzione e assemblaggio di sedili per automotive, ferroviario e navale; a cui si dovrebbe aggiungere un impianto pilota per l’industrializzazione di fuel cell per la mobilita’ a cui si dovrebbe aggiungere una societa’ per lo sviluppo di progetti per l’evoluzione tecnologica delle pmi della filiera della mobilita’; servizi di ingegneria per la mobilita’ e testing di materiali per l’automotive e per il ferroviario. A Whirlpool, dicono i sindacati, “chiederemo di assumersi la responsabilita’ delle proprie azioni” e “noi dobbiamo utilizzare il tempo a nostra disposizione per analizzare la soluzione proposta dal governo a partire dalla piena e duratura occupazione per tutti i 330 dipendenti di Napoli”.

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Economia

Miniproroga cartelle, 9 giorni in più per pagare

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Un po’ piu’ di tempo per chi e’ in debito con l’Agenzia delle entrate, ma e’ una mini proroga. Il governo ha intenzione di intervenire sulla “rottamazione ter” delle cartelle di pagamento, facendo slittare dal 30 novembre al 9 dicembre il termine ultimo per saldare le rate in scadenza nel 2020 e 2021. La misura dovrebbe entrare a far parte del decreto fiscale all’esame delle commissioni Finanze e Lavoro del Senato, atteso in Aula alla meta’ della prossima settimana. La proposta del governo non rispecchia le richieste dei partiti: Lega, Pd e Forza Italia avevano presentato emendamenti per un rinvio almeno al 31 dicembre. FdI per andare anche oltre, quando sara’ finito lo stato di emergenza. “Non possiamo prendere in giro i contribuenti – ha protestato la senatrice azzurra Roberta Toffanin – Con un ordine del giorno, appoggiato dalle commissioni Finanze e Lavoro e anche dall’opposizione, impegneremo il governo affinche’ riprogrammi la scadenza con la Legge di Bilancio”. Anche per una questione di risorse, andare oltre il 2021 non sara’ semplice. Col termine al 9 dicembre (che, considerati i 5 giorni di tolleranza, di fatto diventa il 14) “si riesce a ottenere il versamento entro l’anno – ha spiegato la sottosegretaria all’Economia, Cecilia Guerra – e quindi la misura non deve essere coperta” da nuovi stanziamenti. In ogni caso, ha aggiunto la sottosegretaria, “il tema posto dai partiti con l’ordine del giorno verra’ preso in seria considerazione”. La stessa tempistica della rottamazione ter riguarda il “saldo e stralcio” delle cartelle, ossia la riduzione dei pagamenti dovuti da contribuenti che dimostrino di essere in grave difficolta’ economica. “Prorogare di dieci giorni rottamazione, stralcio e saldo, acconti di Irpef, Irap, Ires, delle addizionali e imposte sostitutive e’ una timida carezza laddove servirebbe una forte iniezione di fiducia”, ha dichiarato la capogruppo di Forza Italia al Senato Anna Maria Bernini. Sembra invece sulla via dell’approvazione in commissione la “correzione” alla norma approvata con il decreto Infrastrutture che ha limitato la portata dei tir per i trasporti eccezionali e che rischia – secondo Confindustria – di “fermare il Paese” con “il rallentamento delle consegne di materiali alle industrie meccaniche, alle costruzioni, alla manifattura” e conseguente “blocco degli impianti produttivi”. Un altro intervento potrebbe riguardare le norme introdotte dal decreto fiscale al Patent box, ovvero alla tassazione agevolata sui redditi che le imprese producono grazie all’uso di software protetti da copyright o di brevetti industriali. Secondo le aziende, la nuova versione della misura rischia di creare confusione e incertezze. Il governo sarebbe quindi orientato a rimodulare le norme per garantire che non ci siano interventi retroattivi sulle agevolazioni ottenute dalle imprese per l’anno 2020 e per fare si’ che la maxi deduzione introdotta col nuovo decreto fiscale sia cumulabile agli altri incentivi per la ricerca e lo sviluppo. In piu’, l’obiettivo sarebbe quello di fare in modo che le imprese possano recuperare i costi spesi nel caso in cui siano arrivate ad ottenere un nuovo brevetto. In base al programma di Palazzo Madama, martedi’ l’Aula dovrebbe cominciare a discutere il decreto fiscale. L’andamento dei lavori lascia pero’ presagire uno slittamento a mercoledi’. I lavori in commissione dovrebbero terminare infatti lunedi’ sera: degli oltre 300 emendamenti, un terzo dovrebbe essere bocciato per mancanza di coperture, un terzo dovrebbe essere ritirato e l’altro terzo votato. Fra i temi che le commissioni dovranno affrontare c’e’ anche quello proposto con un emendamento dal leader della Lega, Matteo Salvini, per introdurre un bonus per i genitori separati che non riescono a pagare l’assegno di mantenimento a figli o ex coniugi, dopo la crisi Covid. La norma, che in un primo momento era stata dichiarata inammissibile, e’ stata riammessa dal presidente del Senato Elisabetta Casellati. (

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Corona Virus

Venerdì nero, le Borse affondano con nuova variante Covid e petrolio

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‘Black Friday’ anche per i mercati, in una giornata in questo caso pessima che non ha risparmiato Borse e criptovalute. La paura e’ nata dalla nuova variante Covid sudafricana e, complici i listini azionari ai massimi, lo scivolone dei prezzi dell’energia sui timori di un freno alla ripresa ha fatto scattare vendite con poco controllo. Risultato: Piazza Affari ha ceduto oltre il 4%, Madrid cinque punti percentuali, con le Borse europee che nei titoli principali hanno ‘bruciato’ 390 miliardi. Malissimo il petrolio, che ha toccato cali a due cifre anche sotto la quota dei 70 dollari al barile. Di questo momento molto particolare hanno beneficiato per contro alcuni titoli che possono avere benefici da una stretta sanitaria e anche dalla mancanza di relazioni sociali in presenza: e’ il caso del produttore di vaccini Moderna, il cui titolo e’ salito di oltre il 20% a Wall street, con Pfizer e il gruppo delle conferenze on line Zoom in aumento di circa sei punti percentuali. A Milano invece tra i gruppi a elevata capitalizzazione ha chiuso in forte controtendenza il farmaceutico Diasorin, in prima fila sui test per la rilevazione Covid, che ha segnato un aumento finale di oltre il 5%. Ma per molti in Piazza Affari e’ stato un bagno di sangue: l’indice Ftse Mib ha chiuso in ribasso del 4,60% a 25.852 punti, ai minimi della durissima giornata, l’Ftse All share in calo del 4,44% a quota 28.321. Nel paniere a elevata capitalizzazione di Milano il titolo peggiore e’ stato quello di Tenaris, che ha concluso in ribasso del 7%, seguito da Cnh, Unicredit, Stellantis, Moncler ed Eni tutte in scivolata di oltre il 6%. Molto male anche Banco Bpm e Intesa, che hanno lasciato sul terreno rispettivamente il 5,8% e il 5,7%. Il tutto nonostante sia stata una seduta di forte calo dei rendimenti sui titoli di Stato europei e piuttosto stabile per lo spread tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni, con il differenziale che ha chiuso la giornata a 131 punti base, gli stessi della conclusione della vigilia, e un rendimento del prodotto del Tesoro sceso allo 0,97%. Tra i titoli azionari ha tenuto comunque Tim, che ha chiuso la seduta in concomitanza con la riunione del suo Cda limata dello 0,7% a 0,48 euro, poco sotto il primo prezzo ipotizzato da Kkr per un’Opa. Ma per tutti i mercati azionari e’ stata una seduta pesantemente negativa: la Borsa peggiore tra le maggiori in Europa e’ stata Madrid che ha ceduto il 5%, seguita da Parigi in calo finale del 4,7% e Francoforte del 4,2%, con Londra che ha chiuso in ribasso del 3,6% dopo che le forti vendite erano state anticipate dalla Borse asiatiche, tutte in ampio ribasso. Sotto pressione anche il gas a causa di una possibile riduzione delle attivita’ produttive, con il metano che ad Amsterdam e’ tornato ai livelli di ottobre nonostante l’arrivo della stagione fredda. E non e’ andata bene nemmeno alle criptovalute, con il Bitcoin che dopo cali di oltre il 20% si e’ attestato su un ribasso di circa l’8%, mentre Ethereum cede sette punti percentuali.

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Economia

Commercialisti, la ministra Cartabia scioglie il Consiglio nazionale e nomina tre commissari

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Con un decreto firmato dalla Ministra Marta Cartabia, il Ministero della Giustizia ha sciolto oggi il Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli esperti contabili e ha nominato tre commissari straordinari dell’Ente. Si tratta dei commercialisti Maria Rachele Vigani, classe 1955, iscritta all’Ordine di Bergamo, Rosario Giorgio Costa, classe 1942, Vicepresidente dell’Ordine di Lecce e Paolo Giuliano, classe 1959, iscritto all’Ordine di Torre Annunziata. Lo si apprende da una nota del Consiglio. I tre commissari avranno l’incarico di proseguire l’iter elettorale gia’ avviato per il rinnovo dei Consigli territoriali della categoria e di curare gli adempimenti per l’elezione del nuovo Consiglio nazionale, che si terranno il 28 febbraio 2022, come stabilito oggi dal Ministero della Giustizia. Ai commissari straordinari spettera’ anche il compito di curare la gestione ordinaria e il disbrigo delle pratiche urgenti fino all’insediamento del nuovo Consiglio nazionale. Il decreto arriva dopo che nei giorni scorsi l’ormai ex presidente dei commercialisti, Massimo Miani, assieme ad altri otto consiglieri nazionali, aveva rassegnato le dimissioni.

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