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WhatsApp, contro bufale un contatore dei messaggi inoltrati

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WhatsApp continua a testare funzionalità per dare modo agli utenti di capire quando si trovano davanti alle fake news. L’ultima novità in arrivo è l’indicazione del numero di volte in cui un messaggio è stato inoltrato, e quindi quanto ha circolato sulla chat di proprietà di Facebook. La nuova funzione, una specie di contatore di cui riferisce il sito WABetaInfo, è stata avvistata su una versione beta, cioè non definitiva, dell’applicazione. Nei mesi scorsi WhatsApp ha iniziato a segnalare quando un messaggio che si riceve non è stato scritto da chi lo manda, bensì inoltrato, e ha limitato il numero di persone a cui si può inviare simultaneamente lo stesso messaggio, così da contenere la propagazione delle bufale. A breve, un messaggio inoltrato per piu’ di quattro volte sara’ segnalato come “inoltrato di frequente”. Dei messaggi inviati, inoltre, si potra’ sapere il numero esatto di volte in cui sono stati inoltrati. Sempre nell’ottica di contrastare le notizie false rendendo gli utenti piu’ consapevoli, WhatsApp – ha rivelato WABetaInfo nei giorni scorsi – introdurra’ un motore di ricerca interno (che consente di fare ricerche sul web senza uscire dalla app), e anche la possibilita’ di fare una ricerca per immagini: se l’utente riceve una foto, potra’ risalire alle pagine web in cui e’ stata pubblicata in passato, in modo da valutarne l’attendibilita’.

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Macron tira dritto sulle pensioni, la piazza non molla

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Al 51esimo giorno, Emmanuel Macron ha avuto la sua riforma delle pensioni, contestata da una maggioranza di francesi e ottenuta nonostante una serie di scioperi e manifestazioni senza precedenti nel Paese. La mobilitazione, meno massiccia, non ha perso in determinazione. Il presidente, accusato di imporre “una riforma ingiusta”, contrattacca: “Non siamo in una dittatura”. Ad aumentare la rabbia dei sindacati che si oppongono ancora al nuovo regime “universale” e “a punti” per le pensioni – in prima linea la Cgt – e’ stata la formulazione definitiva della legge, approvata oggi dal Consiglio dei ministri: nel testo figura chiaramente la cosiddetta “eta’ d’equilibrio”, uno dei provvedimenti piu’ controversi, che il governo aveva comunque annunciato di rinunciare ad applicare dal 2022. “E’ una riforma ingiusta, ancora peggio di quanto immaginassimo, non c’e’ nessun motivo per mollare fino al suo completo ritiro”, ha commentato, guidando il corteo da place de la Republique a place de la Concorde, il segretario della Cgt, Philippe Martinez. Come ormai tradizione, e’ arrivato poi il balletto delle cifre sulla partecipazione, con i sindacati a gridare vittoria per gli “oltre” 1,3 milioni di persone in piu’ di 200 cortei in tutto il Paese. E il ministero dell’Interno a quantificare i partecipanti in 249.000, di cui 31.000 a Parigi, un numero in risalita rispetto ai minimi delle ultime manifestazioni ma nettamente inferiore alle mobilitazioni di dicembre. Se gli scioperi dei trasporti sono quasi scomparsi, aumentano le operazioni a sorpresa in altri settori: spettacolo, energia elettrica, inceneritori e soprattutto avvocati, presenti oggi nelle prime file del corteo parigino ma soprattutto in quello di Strasburgo, dove 300 di loro hanno intonato addirittura ‘Bella ciao’. Nonostante 2 francesi su 3 pensino che il presidente debba tener conto dell’opposizione di gran parte del Paese alla riforma, il ruolino di marcia e’ stato rispettato dal governo. Di ritorno dalla visita in Israele, parlando in aereo con i giornalisti, Macron ha reagito alle accuse di aver creato una sorta di “dittatura”: “Andate a provarle le dittature e vedrete!”. “Dittatura – ha insistito – e’ un regime in cui i leader non cambiano, mai. La dittatura giustifica l’odio, la dittatura giustifica la violenza per uscirne, ma in democrazia c’e’ un principio fondamentale: il rispetto altrui, il divieto della violenza e la lotta all’odio”. Il progetto di legge, diviso in due parti, una “organica” e una “ordinaria”, miranti a porre fine ai 42 “regimi speciali” di diverse categorie di lavoratori, comincia adesso il suo iter istituzionale. Che vedra’ il testo approdare il 17 febbraio davanti ai deputati dell’Assemblea Nazionale per una prima votazione ad inizio marzo. Le trattative con le parti sociali proseguiranno in questi giorni, su punti controversi come il trattamento per i lavori usuranti, la pensione minima e il lavoro dei senior. All’orizzonte, la prospettiva del governo di raggiungere “l’equilibrio economico” del sistema previdenziale entro il 2027. Su questo si pronuncera’ anche la Conferenza dei finanziatori, che si riunira’ a partire dal 30 gennaio con il compito di ricercare alternative di finanziamento rispetto all’innalzamento dell’eta’ pensionabile.

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Si chiude campagna, i big del centrodestra tentano la spallata in Emilia Romagna

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Tutti contro uno. Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi uniti contro Stefano Bonaccini, sicuri che il voto di domenica “liberera’” l’Emilia-Romagna e contemporaneamente “sfrattera”” Giuseppe Conte da Palazzo Chigi. Bonaccini chiude invece a Marzabotto, la cittadina appenninica simbolo della resistenza, mentre il segretario del Pd Nicola Zingaretti va in Calabria. Cesena e’ location della prima uscita pubblica del neo capo politico dei 5 stelle, Vito Crimi. I tre leader del centrodestra, insieme alla candidata Lucia Bergonzoni, chiudono insieme questa lunghissima campagna elettorale, in piazza a Ravenna, sicuri di una vittoria storica che da lunedi’ cambiera’ tutto, a Bologna come a Roma. “Lunedi’ citofoneremo a Conte e gli facciamo fare gli scatoloni”, esclama Giorgia Meloni. Zingaretti in Calabria attacca frontalmente l’ex Ministro dell’Interno: “Salvini e’ il peggiore a risolvere i problemi. E’ sbagliato, come fa la destra – sottolinea – diffondere odio, stupidaggini, per raccattare voti cavalcando la rabbia ed i problemi”. Dietro la decisione di Bonaccini di andare a rendere omaggio alla citta’ simbolo della Resistenza c’e’ l’obiettivo di respingere bruscamente la narrativa portata avanti da Matteo Salvini secondo cui il 26 gennaio restera’ nella storia come un secondo 25 aprile, una seconda liberazione, non piu’ dal nazifascismo ma dalla sinistra che in questa Regione governa da sempre.

Matteo Salvini, Interior Minister, during the demonstration commemorating the massacres of mafia in which the judges Giovanni Falcone and Paolo Borsellino and the men of their escort died.

Davanti al sacrario in memoria di oltre 700 vittime civili trucidate dai nazisti, depone una corona e canta “Bella Ciao”, l’inno scelto dalle sardine. Un modo per rivendicare, alla vigilia di un voto cosi’ incerto, le radici della sua storia. In questa convulsa ultima giornata di campagna elettorale, arriva in Emilia anche Vito Crimi, per la prima volta nella veste di neoreggente del Movimento. “Questo voto – assicura da Cesena – non avra’ alcun impatto tenuta del governo”. Di parere opposto Matteo Salvini, che su questa sfida regionale si e’ speso anima e corpo, piu’ di ogni altro leader. Sin dal primo momento, sin dalla prima manifestazione del Paladozza, datata 14 novembre, ha sempre considerato questo voto un test nazionale. E oggi ribadisce che vincere qui significa “mandare a casa Conte, Di Maio e Zingaretti”. Anche Silvio Berlusconi, in passato apparso timido su questo fronte, oggi sfida apertamente il governo giallorosso. A suo giudizio, in caso di vittoria del centrodestra in Emilia, “se non ci fossero le dimissioni e il governo continuasse a stare li’, l’Italia non sarebbe piu’ una democrazia”. Convintissima sulle conseguenze nazionali di queste regionali anche la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni: “Io, Salvini e Berlusconi siamo pronti ad andare al governo. Se vinciamo chiederemo le elezioni anticipate”, annuncia dal palco ravennate, da dove ripropone il suo celebre tormentone di grandissimo successo “Io sono Giorgia, sono una donna…”. Un palco, questo di Ravenna, con tutti i simboli dei partiti della coalizione, che restituisce l’immagine plastica di una colazione che malgrado le tensioni interne scalpita per un repentino ritorno alle urne. Ora la parola ai cittadini emiliano-romagnoli, per una sfida, questa di domenica, che oggettivamente si presenta assolutamente incerta, come non e’ stata mai in questa terra. Una vigilia arroventata, dai toni quarantotteschi, in cui potrebbe giocare un ruolo importante il dato dell’affluenza. Cinque anni fa, Bonaccini trionfo’ in un’elezione segnata da un minimo storico di partecipazione, appena il 37%. Adesso, i leader del centrodestra, invece, sono convinti che quanto sara’ piu’ alta l’affluenza alle urne, tanto saranno maggiori le loro chance di vittoria.

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Cronache

Il virus arriva nei paesi Ue, 2 casi in Francia. In Cina città da milioni di abitanti in quarantena

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Milioni di persone isolate, stop al turismo, blocchi dei trasporti pubblici. La Cina sta rispondendo con misure senza precedenti all’emergenza coronavirus, che intanto e’ arrivato in Europa con due casi confermati in Francia: uno a Bordeaux e l’altro a Parigi, i primi nel continente. Il paziente di Bordeaux ha 48 anni, ha fatto sapere in serata la ministra della Salute francese Agnes Buzyn, ed e’ appena rientrato dalla Cina, dove e’ passato da Wuhan. Da ieri e’ ricoverato in una camera isolata. E’ stato in contatto con una decina di persone dopo il suo arrivo in Francia. L’uomo e’ di “origini cinesi”, ma residente in Gironda, la regione di Bordeaux. Si sa poco invece del paziente ricoverato a Parigi, a parte il fatto che anche lui e’ rientrato dalla Cina. Intanto, nel giorno del Capodanno lunare, Pechino ha disposto la chiusura anche di alcuni tratti della Grande Muraglia, mentre l’Esercito popolare di liberazione ha inviato 150 medici militari in piena notte a Wuhan, citta’ focolaio del virus, su un aereo da trasporto truppe, in esecuzione di una specifica indicazione del presidente Xi Jinping. In Cina i casi accertati di contagio del nCOV-2019 sono saliti a 897 e i morti si sono attestati a quota 26, secondo l’ultimo bollettino diffuso dal governo. E mentre continuano a diffondersi segnalazioni in tutto il mondo, la mappa della Cina, tra le quasi 40 province, regioni e municipalita’ speciali che la compongono, ha soltanto il Tibet che resiste al contagio, a fronte dell’Hubei, la provincia di cui Wuhan e’ capoluogo, che raccoglie la meta’ circa dei contagiati e la quasi totalita’ dei decessi. Proprio a Wuhan si sta costruendo un ospedale ad hoc per il coronavirus in tempi record e le autorita’ sanitarie hanno ammesso la necessita’ di aumentare le forniture di medicinali, inclusi i kit dei test per individuare l’infezione e le mascherine protettive, ormai sparite in molte citta’. E malgrado la quarantena, i capi provinciali del Partito comunista hanno annunciato indagini per accertare come sia stata possibile la fuga di alcuni residenti da Wuhan, malgrado il divieto “di lasciare la citta’ se non per cause adeguatamente motivate”. A Pechino, oltre alla Grande Muraglia, da domani saranno chiusi i templi piu’ noti e la Citta’ Proibita, nonche’ il Museo nazionale e la Biblioteca nazionale. A Shanghai, il piu’ grande hub commerciale cinese, chiuderanno i battenti numerosi musei e tutto il parco di Shanghai Disneyland, che e’ tradizionalmente preso d’assalto durante le festivita’. Nella citta’ hanno alzato l’allerta in risposta alle emergenze sanitarie al grado massimo, il livello 1. Sui social network in mandarino si sono moltiplicati anche i commenti su “una situazione irreale, quasi da fine del mondo”, in risposta a una quarantena di scala biblica, mai tentata prima nella storia. Le autorita’ cinesi hanno infatti esteso a 13 citta’ il blocco dei trasporti pubblici, tra Xianning, Xiaogan, Enshi e Zhijiang, ampliando il cordone sanitario a 41 milioni di abitanti. Disposta la chiusura di luoghi aperti al pubblico come teatri e la cancellazione di eventi di massa. Sempre da domani, sia al Capital sia al Daxing, i due grandi aeroporti internazionali di Pechino, saranno operative le attrezzature per la scansione della temperatura corporea su tutti i passeggeri in arrivo. La Cina ha inoltre ordinato a tutte le agenzie di viaggio di interrompere la vendita di tour interni e internazionali, con lo stop alla vendita di biglietti per i pacchetti turistici a partire da oggi. La diffusione del coronavirus e’ andata avanti anche sul fronte estero. Oltre alla Francia, un secondo caso verificato e’ stato annunciato negli Usa (dove sono state rafforzate le misure sulla sicurezza sanitaria), e segnalazioni si sono avute in Giappone, Corea del Sud, Messico e Nepal.

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