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Cronache

Violenza sulle donne, neppure il Natale ferma l’emergenza: tre casi tra Campania e Milano

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La violenza sulle donne non conosce tregua, neanche durante le festività natalizie. A pochi giorni dall’uccisione di Anna Tagliaferri, 40 anni, avvenuta il 21 dicembre a Cava de’ Tirreni, emergono altre gravi vicende che raccontano una realtà fatta di vessazioni, paura e recidiva. Questa volta le vittime sono vive, ma segnate per sempre.

Sant’Antonio Abate, aggredita in casa davanti ai figli

A Sant’Antonio Abate, nel giorno di Santo Stefano, un uomo di 66 anni ha aggredito brutalmente la moglie di 61 anni al culmine di una lite domestica. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, la donna è stata colpita ripetutamente alla testa con un ferro da stiro e con un mestolo, prima di essere scaraventata contro lo spigolo del frigorifero.
La violenza è avvenuta davanti ai figli, di 31 e 24 anni, che hanno tentato invano di fermare il padre. All’arrivo dei militari, l’abitazione mostrava segni evidenti dell’aggressione: albero di Natale a terra, suppellettili distrutte, cerniere della porta divelte.
Il referto medico parla di fratture costali multiple, alcune scomposte. Non si trattava del primo episodio: senza l’arresto, con ogni probabilità, non sarebbe stato l’ultimo.

Ponticelli, spara contro l’auto dell’ex nonostante il divieto

Il giorno di Natale, a Napoli, quartiere Ponticelli, una donna di 25 anni ha temuto ancora una volta per la propria vita. L’ex compagno, 32 anni, nonostante un divieto di avvicinamento già in vigore, ha esploso due colpi di pistola contro l’auto della donna. Altri due bossoli sono stati rinvenuti sull’asfalto.
La relazione, durata cinque anni e dalla quale sono nati due figli, era stata segnata da continue violenze e persecuzioni. La donna aveva denunciato più volte. Anche questa volta ha riconosciuto l’uomo grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza.
Dopo oltre 24 ore di ricerche, i carabinieri lo hanno rintracciato nella sua abitazione. È stato arrestato per atti persecutorie trasferito in carcere.

Milano, badante minacciata e violentata dall’ex

Uno scenario simile si è registrato anche a Milano. Vittima una badante di origine peruviana. L’ex compagno, un ventenne già condannato per maltrattamenti in famiglia, si è presentato nell’abitazione dove la donna lavorava: le ha strappato il telefono, minacciata con un coltello alla gola, trascinata in camera e violentata.
Al termine dell’aggressione le ha chiesto mille euro per restituirle il cellulare. La donna non ha urlato per paura di perdere il lavoro. Solo dopo essere riuscita a liberarsi ha dato l’allarme.
L’uomo, già destinatario di una condanna a due anni con pena sospesa, è stato arrestato e portato in carcere.

Un’emergenza strutturale

Tre episodi, distanti per luogo ma identici nella dinamica: violenza reiterata, divieti ignorati, denunce che non bastano. Un quadro che conferma come la violenza di genere resti un’emergenza strutturale, che attraversa territori, età e condizioni sociali, e che richiede risposte efficaci e tempestive, soprattutto nei casi già segnalati alle autorità.

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Cronache

Maltempo sull’Italia, allerta gialla in 11 regioni: evacuazioni a Fiumicino e Sibari

Piogge e vento colpiscono Centro e Sud. Allerta gialla in 11 regioni, evacuazioni a Fiumicino e Sibari, richiesta di stato di emergenza in Calabria.

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L’Italia resta nella morsa del maltempo. Piogge intense e venti forti stanno interessando in particolare il Centro e il Sud, con la Protezione Civile che per domenica ha diramato un’allerta gialla in undici regioni.

L’avviso riguarda settori di Emilia-Romagna, Abruzzo, Campania, Basilicata, Puglia e Sardegna, e l’intero territorio di Lazio, Umbria, Molise, Calabria e Sicilia. Massima attenzione in Puglia e Sicilia, dove sono attesi temporali più intensi.

Centinaia di interventi nel Lazio

In provincia di Roma si contano circa cento interventi dei vigili del fuoco nelle ultime ore. Le richieste hanno riguardato allagamenti in abitazioni, negozi e cantine, oltre a segnalazioni di alberi e rami pericolanti.

Alcuni fulmini hanno colpito alberi, pali della luce e cabine elettriche. Danni anche alla centrale termica di via di Grottarossa 214, a Roma, dove sono intervenuti vigili del fuoco e tecnici Enel per la messa in sicurezza.

A Fiumicino una cinquantina di famiglie è stata evacuata a seguito dell’esondazione del mare che ha allagato le abitazioni vicino agli scogli.

Soccorsi nel Ternano e Calabria in emergenza

Nel Ternano i vigili del fuoco hanno soccorso circa venti persone sorprese da una piena improvvisa.

Situazione particolarmente complessa in Calabria. Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha annunciato la convocazione urgente di una Giunta straordinaria che ha deliberato la richiesta formale al Governo del riconoscimento dello stato di emergenza nazionale.

Nel Cosentino, soprattutto nell’area di Cassano allo Ionio, è stata disposta l’evacuazione delle abitazioni del centro nautico di Sibari. Il vescovo della diocesi di Cassano, monsignor Francesco Savino, ha parlato di case invase dall’acqua, famiglie costrette a lasciare le proprie abitazioni e attività sospese.

Oltre mille interventi in Sardegna

Danni anche in Sardegna, dove dall’11 febbraio i vigili del fuoco hanno effettuato oltre mille interventi.

Il quadro resta in evoluzione e l’attenzione delle autorità è massima in vista delle prossime ore, con la priorità rivolta alla tutela delle persone e alla messa in sicurezza delle aree colpite.

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Cronache

Messina, sequestro da 1,3 milioni per presunta truffa finanziaria

La Guardia di Finanza di Messina ha sequestrato beni per 1,3 milioni di euro a due indagati per truffa ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria.

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Beni per circa 1,3 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza del comando provinciale di Messina a due persone indagate per truffa ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria.

Il provvedimento è stato disposto dal gip del Tribunale di Messina su richiesta della Procura, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla sezione Criminalità economica.

Il meccanismo contestato

Secondo l’accusa, i due indagati – uno operante nel Messinese e l’altro in Svizzera – avrebbero sfruttato la loro esperienza nel settore della consulenza finanziaria per proporre investimenti nel comparto obbligazionario di società maltesi, promettendo rendimenti elevati e sicuri.

In realtà, i titoli sarebbero stati riconducibili a una società facente capo direttamente a uno degli indagati. Per rendere credibile l’operazione, sarebbero state inizialmente corrisposte cedole periodiche, presentate come provenienti da una società fiduciaria nazionale, alimentando la fiducia degli investitori.

Società non autorizzate

Gli accertamenti, svolti anche con il supporto degli organismi di vigilanza, avrebbero confermato che nessuna delle società coinvolte era autorizzata alla raccolta del risparmio e che i soggetti indagati non possedevano i requisiti per operare nel settore.

Il giudice ha ravvisato il pericolo di dispersione del patrimonio verso l’estero, disponendo il sequestro per un importo corrispondente al presunto profitto illecito.

Coinvolta anche la moglie

Dall’inchiesta è emerso anche il ruolo della moglie di uno dei consulenti, indagata per aver messo a disposizione il proprio conto corrente al fine di occultare le provvigioni ritenute indebite.

La posizione degli indagati è al vaglio dell’autorità giudiziaria e vale il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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Cronache

Morto Claudio Sterpin, figura centrale nel caso Liliana Resinovich

È morto a Trieste Claudio Sterpin, 86 anni, legato a Liliana Resinovich. Fu l’ultimo a sentirla il giorno della scomparsa nel 2021.

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È morto a Trieste Claudio Sterpin, 86 anni, ex maratoneta e figura legata al caso di Liliana Resinovich.

La notizia è stata diffusa dalla trasmissione Quarto Grado e si è rapidamente diffusa in città e sui social.

Sterpin era stato l’ultimo a parlare al telefono con Liliana la mattina del 14 dicembre 2021, giorno della sua scomparsa. Il corpo della donna fu ritrovato il 5 gennaio successivo nel boschetto dell’ex Opp di Trieste.

Il rapporto con Liliana

Sterpin aveva sempre sostenuto di avere con Resinovich un legame affettivo destinato a trasformarsi in una convivenza. Una ricostruzione che è stata costantemente smentita dal marito della donna, Sebastiano Visintin.

Tra Sterpin e Resinovich vi era stata in gioventù una relazione, circostanza mai negata. Negli ultimi anni, però, il confronto pubblico tra Sterpin e Visintin si è trasformato in un acceso dibattito mediatico e in iniziative giudiziarie.

Le dichiarazioni e l’incidente probatorio

Sterpin aveva partecipato al recente incidente probatorio disposto dalla pm Ilaria Iozzi per raccogliere la sua testimonianza. In quell’occasione aveva ribadito di aver sempre fornito la stessa versione dei fatti.

Poco tempo fa aveva dichiarato di non ritenere il marito della donna responsabile dell’omicidio, aggiungendo però che, a suo avviso, quest’ultimo sapesse chi fosse l’autore.

Si ricorda che sul caso sono in corso accertamenti giudiziari e vale il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

La battaglia per la verità

Sterpin aveva portato avanti negli anni una battaglia pubblica, tra interviste, appelli e manifestazioni, per sostenere la propria versione del rapporto con Resinovich e chiedere chiarezza sulla morte della donna.

Tra le sue ultime apparizioni pubbliche, un sit-in davanti al tribunale di Trieste lo scorso dicembre, durante il quale aveva ribadito la necessità di arrivare alla verità.

Con la sua scomparsa si chiude una delle voci più presenti e controverse di una vicenda che continua a essere al centro dell’attenzione giudiziaria e mediatica.

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