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Cronache

Vino, produttori vogliono salvare la viticoltura “eroica”: la famiglia Mazzella

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“Dobbiamo mettere in campo iniziative che salvaguardino maggiormente quella che è definita l’agricoltura eroica. Qui sono davvero degli agricoltori eroi quelli che riescono ad essere competitivi nonostante la complessità del territorio”. Lo ha detto l’assessore regionale all’agricoltura della Regione Campania, Nicola Caputo, intervenendo al convegno “La viticoltura eroica quale difesa del paesaggio”, promosso dal Consorzio tutela vini dei Campi Flegrei e Ischia.

“Questa – ha aggiunto Caputo – è un’attività che va assolutamente tutelata, anche per valorizzare ulteriormente lo stesso territorio. Ci sono aziende davvero molto strutturate ed è chiaro che dobbiamo mettere in campo un’azione di marketing che sia davvero caratterizzata dalla enfatizzazione di queste specialità. Noi abbiamo da un lato l’esigenza di rafforzare il brand della nostra regione, dall’altro enfatizzare le specificità come quelle dell’isola di Ischia. Ci sono panorami agricoli davvero belli ed entusiasmanti ed è chiaro che le istituzioni devono fare tutto quello che possono per sostenere questo complesso processo di crescita”.

“Penso – ha detto Marco Cerreto, deputato di Fratelli d’Italia, capogruppo in commissione agricoltura della Camera – che non ci sia stato governo ad avere investito in soli 18 mesi tante risorse sull’agricoltura come ha fatto quello guidato da Giorgia Meloni. Noi abbiamo investito 30 miliardi nel settore agricolo. Abbiamo riportato al centro dell’agenda europea l’agricoltura che come sappiamo era vittima di una riforma, quella del 2021, della politica agricola comune, che ha creato distorsioni al punto tale da vedere i trattori di mezza Europa assediare i palazzi del potere della Commissione Europea”. Al convegno, moderato dal giornalista Renato Rocco, hanno partecipato molti operatori del settore vitivinicolo campano.

Ma chi interpreta magistralmente e fedelmente la viticoltura eroica a Ischia? La famiglia Mazzella su Ischia è un connubio di passione, tradizione e sacrificio. Dal 1948, tre generazioni di viticoltori hanno trasformato la difficile arte della vinificazione in una missione, creando vini unici e di grande carattere.

Fare vino per i Mazzella è più che una semplice produzione: è un progetto che nasce dalla terra e dall’impegno instancabile degli uomini che la lavorano. Nicola, insieme a Vera e Antonio Mazzella, conoscono bene le sfide della viticoltura eroica. Le vigne, situate su ripidi terrazzamenti a picco sul mare, richiedono un lavoro estremo e continuo. In questi luoghi, il sacrificio è palpabile e fare vino diventa un’impresa che esprime l’essenza degli eroi silenziosi della viticoltura.

Le difficoltà aumentano quando i terreni friabili e assetati d’acqua sono raggiungibili solo a piedi, attraverso antichi sentieri. Dal piccolo viottolo che si apre sulla Baia di San Pancrazio, le parole di Nicola accompagnano un panorama quasi irreale. Il lavoro in vigna è continuo e arduo, con le braccia come unica risorsa e il trasporto del mosto via mare.

La viticoltura eroica della famiglia Mazzella richiede passione ed esperienza. Da 75 anni, tre generazioni si tramandano questa arte. Nonno Nicola ha iniziato a vinificare, trasmettendo la sua passione al figlio Antonio, che ha dedicato la sua vita alla vigna e alla cantina. Oggi, Nicola e Vera perpetuano la tradizione familiare, unendo professionalità e innovazione.

I vini delle Cantine Mazzella sono il frutto di un equilibrio perfetto tra tecnica enologica e passione. Vigna del Lume, un cru a 250 metri a picco su Ischia, produce una Biancolella in purezza, minerale e sapida. Villa Campagnano, con la sua complessità paragonabile ai migliori Chablis, esprime la ricchezza del terreno vulcanico di Ischia.

La gamma dei rossi, accomunata da ricchezza di polpa ed eleganza, include Nero 70, un blend di Aglianico e Piedirosso affinato in rovere. Vigna del Levante, esposta completamente a est, offre un vino di grande finezza e mineralità.

Cantine Mazzella si distingue anche per la ricerca sui vitigni autoctoni meno noti come Guarnaccia, Cannamela, Arilla, Don Lunardo e Levante, valorizzando il loro grande potenziale.

A Cantine Mazzella regna l’armonia totale, ogni elemento è parte di un disegno unico. I vigneti inerpicate sui sedimenti tufacei di Ischia offrono uno spettacolo che lascia senza fiato. I vini, impregnati di mare e professionalità, riflettono una visione prospettica del futuro e un forte senso di appartenenza alla terra.

L’ecosistema Mazzella è un luogo esclusivo per gli occhi, il cuore e il palato. La qualità dei vini, l’incredibile dedizione alla tradizione e la continua ricerca di innovazione fanno di questa cantina un simbolo della viticoltura eroica di Ischia.

(nella foto in evidenza Nicola Mazzella, tra i vignaioli eroici più importanti dell’isola d’ischia)

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Resta in cella ex boss collaboratore di giustizia Vincenzo Sarno

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Resta in carcere l’ex boss e collaboratore di giustizia Vincenzo Sarno: sono stati entrambi convalidati dai giudici di Brescia e Napoli i provvedimenti di fermo per tentato omicidio e omicidio notificati rispettivamente dalla Dia di Brescia e dalla Squadra Mobile di Napoli. Secondo gli inquirenti, malgrado “pentito”, stava riorganizzando l’omonimo clan del quartiere Ponticelli di Napoli, che una volta gestiva con i suoi fratelli, ed era pronto a tutti per riprendersi l’egemonia degli affari criminali della zona. A Sarno, e ad altri due suoi complici, viene contestato dalla Dda di Brescia il tentato omicidio di un ex collaboratore di giustizia, Domenico Amato, che nel 2022 si trovava in una località protetta di una delle province della Lombardia.

Per costringerlo a uscire di casa e colpirlo, è l’ipotesi degli investigatori, il commando decise di incendiare la sua vettura. Per fortuna il tentativo non andò a segno: l’obiettivo del raid, forse intuendo che si trattava di un agguato, rimase barricato in casa. Due giorni fa, a Massa Carrara, Sarno ha ricevuto anche un decreto di fermo, emesso dalla Dda di Napoli e notificato dalla Polizia di Stato, per un altro fatto di sangue, un cold-case risalente al 1996: si tratta dell’omicidio di Gerardo Tubelli, assassinato il 5 gennaio 1996, nella sua abitazione di Cercola (Napoli). Si tratta di un agguato che gli inquirenti inquadrano nella guerra di camorra tra i Sarno e il gruppo Maione/Tubelli, quest’ultimo legato all’Alleanza di Secondigliano. Secondo la Dda in quel gruppo di fuoco c’era anche Vincenzo Sarno.

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Guasto sulla linea Alta Velocità a Bologna: treni bloccati e ritardi fino a 100 minuti

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Mattinata di forti disagi per i viaggiatori dell’Alta Velocità ferroviaria, a causa di un guasto a un deviatoio nei pressi della stazione sotterranea di Bologna. Il problema ha causato rallentamenti significativi sulla linea, con ritardi pesanti per diversi treni diretti verso sud, in particolare da Milano a Roma e Napoli.

Treni bloccati e ritardi fino a 100 minuti

Per circa due ore, la circolazione ha subito forti rallentamenti. Alcuni convogli non hanno potuto essere deviati sulla linea di superficie e sono rimasti fermi per lungo tempo, accumulando ritardi fino a 100 minuti. Gli altri treni, invece, sono stati deviati, ma hanno comunque subito rallentamenti consistenti.

Situazione risolta, ma persistono i disagi

Il problema è stato risolto alle 10.50, permettendo ai treni di riprendere il loro percorso regolare. Tuttavia, gli effetti del blocco si stanno ancora facendo sentire, con code di ritardi che impattano sulla regolarità del traffico ferroviario anche nelle ore successive.

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Pubblica amministrazione, 650 licenziati all’anno: 1 su 3 assente ingiustificato

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featured, Stupro di gruppo, 6 anni ,calciatore, Portanova

Tra il 2018 e il 2023 sono stati circa 15mila i dipendenti della pubblica amministrazione incappati in sospensioni o licenziamenti. La maggior parte dei provvedimenti, il 30%, nel comparto sanità (4.666 provvedimenti disciplinari gravi) e nel gruppo Ministeri-Agenzie (4.181, 27%). Seguono: i comuni con 3.138 sospensioni e licenziamenti, pari al 20% del totale; le scuole (1.625, 11%), la categoria enti pubblici vari (4%), le regioni (3%) e, infine, le università e le province, ferme entrambe a quota 2%. E’ quanto emerge da un’analisi di Centro Studi Enti Locali basata sugli ultimi dati messi a disposizione dal ministero per la Pubblica Amministrazione. E nel 2023 come nell’anno precedente i licenziati sono stati circa 650: prima causa (35%) le assenze ingiustificate dal servizio: dipendenti che non hanno comunicato che non si sarebbero presentati a lavoro, che hanno giustificato la loro assenza con un certificato medico falso o che attestava una malattia inesistente .Al secondo posto, c’è la categoria licenziamenti connessi a dei reati, che rappresenta il 33% del totale e ancora, nel 26% dei casi, l’inosservanza di disposizioni servizio, la negligenza, le false dichiarazioni o un comportamento scorretto verso superiori, colleghi e utenti.

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