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Cultura

“VICINANZE. Studi per un’idea di attraversamento” Una mostra di due giovani autrici fotografiche partenopee.

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E poi hai la conferma che questa città è sempre piena di sorprese.

Entrando in un palazzo di via Raimondo di Sangro, proprio di fronte alla Cappella San Severo si apre una porta nel cortile, in uno spazio che probabilmente era adibito a cantina, e ci trovi una colonna greca con capitello corinzio come se fosse una delle cose più normali da tenere in un ambiente e che oggi, grazie alla sapiente ristrutturazione e opera di restauro che coinvolge anche altri reperti lasciati come la colonna nel loro naturale posizionamento, ospita la Off Gallery giovane galleria d’arte che ha inaugurato il 20 dicembre dello scorso anno con una interessante mostra fotografica delle autrici partenopee

Chiara Arturo e Cristina Cusani.

 

“VICINANZE. Studi per un’idea di attraversamento” è la mostra delle due autrici curata da Marcello De Masi negli spazi della nuova galleria.

Una fotografia curata nei minimi particolari, con una elegante impaginazione, come ci hanno abituato le due fotografe, che rispecchia i loro sentimenti nell’interrogarsi sul concetto dell’attraversamento di un confine inteso come soglia. “Che sia confine, limite, divisione o frontiera, il passaggio viene rimesso in discussione: mostra le sue fragilità, le sue ambiguità, viene spezzato, oltrepassato, eppure c’è, resta quasi necessario, anzi chiama l’attenzione, interroga per chiedere una reazione, un intervento, nel tempo: a volte anche lui cerca la sua pace, il suo silenzio” come scrive Marcello De Masi nel suo testo.

Il percorso espositivo inizia con un estratto della mostra “Attraverso il Giardino. Due riflessioni naturali”, presentata lo scorso agosto ai Giardini Ravino di Ischia. “Attraverso il Giardino” rappresentava il prologo di un’idea per l’attraversamento, che vedrà Chiara e Cristina concentrate ad affrontare questo impegnativo tema che svilupperanno nel tempo nella culla degli attraversamenti, siano essi di scoperta e conoscenza o tragici come la cronaca attuale ci sta proponendo.

 

Allieve del LAB1 di Antonio Biasiucci, Chiara Arturo e Cristina Cusani si sono rincontrate scoprendo di seguire le stesse tematiche e sviluppare gli stessi progetti, da ciò nasce la volontà di svilupparli insieme, fornendo al fruitore delle loro opere una doppia visione legata da un comune sentire anche in merito alla presentazione dell’opera fotografica, opere che non sono solo da leggere come dittici, ma da interpretare come opere uniche.

Off Gallery – via Raimondo De Sangro, 20 Napoli

Inaugurazione 20 dicembre

Su appuntamento, fino al 14 febbraio 2019

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Cultura

Accordo Bonisoli – de Magistris: il Mibac stanzia 2 milioni di euro per la Floridiana, il Comune si occuperà della manutenzione del parco

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Due milioni di euro per rimettere a posto la villa Floridiana e riaprire quelle zone che erano state chiuse al pubblico causa degrado: l’accordo sul parco pubblico della collina del Vomero è stato chiuso fra il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli e il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris in un incontro all’insegna della cordialità. Il Mibac finanzierà i lavori  del parco e il Comune di Napoli quando tutto sarà pronto si occuperà della manutenzione della Floridiana per evitare che finisca di nuovo  in cattivo stato.

La villa Floridiana -che apparteneva agli eredi di Cristoforo Saliceti, ministro di polizia del governo murattiano, com’è scritto nel sito web del parco-  nel 1817 fu svenduta al re Ferdinando di Borbone, che intendeva destinarlo a residenza estiva della moglie morganatica Lucia Migliaccio di Partanna, duchessa di Floridia, sposata in Sicilia nel 1814, tre mesi dopo la morte della regina Maria Carolina. Al suo interno c’è un magnifico Museo della Ceramica.

Questo sulla Villa Floridiana è solo il primo accordo deciso nel corso della riunione fra il Ministro e il Sindaco, alla quale partecipano anche i capi di gabinetto, per il Ministero c’è Tiziana Coccoluto, per il Comune di Napoli Attilio Auricchio.

 

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Cultura

Mostre, le creature cinetiche di Theo Jansen a Milano

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Aveva solo dieci anni Theo Jansen quando per la prima volta ha incontrato la genialita’ di Leonardo da Vinci: un amore a prima vista durato una vita che ha ispirato l’artista olandese nella creazione di ‘Strandbeest’ (animali da spiaggia), imponenti creature cinetiche da domani esposte al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano nella mostra ‘Dream Beasts’ fino al 19 maggio. Tredici le installazioni esposte: per la prima volta arrivano in Italia creature ibride dai tratti preistorici, realizzate con tubi in pvc, fascette e nastro adesivo ed esposte proprio nella casa del genio che ha ispirato l’artista, nell’anno in cui si celebrano i cinquecento anni della morte. Per alcuni critici Jansen e’ un Da Vinci dei nostri tempi, “una bella responsabilita’, forse e’ troppo – ha spiegato l’artista olandese – ma certo, sono stato molto ispirato da lui, ha stimolato la mia immaginazione. Senza immaginazione, non c’e’ vita e gli artisti devono stimolare anche quella delle persone”. Creativita’ e ingegneria si incontrano nelle sculture in movimento di Jansen, scheletri zoomorfi appartenenti a un’altra era a cui l’artista ha assegnato un nome latino attraverso cui li identifica sui rami dell’albero genealogico, dove si sussegue l’evoluzione di questa nuova specie creata dall’uomo.

E come in una vera evoluzione darwiniana, anche le sue creature sono diventate con il tempo, dagli anni Novanta ad oggi, sempre piu’ complesse e adattabili all’ambiente che le circonda, mantenendo alcune caratteristiche anatomiche dell’origine, ma innovandosi con l’unico obiettivo di ogni essere vivente: la sopravvivenza. Sembrano impalcature fragili, in realta’ sono state progettate con algoritmi precisi per prendere vita sulle spiagge grazie alla sola spinta del vento e per sopravvivere con sensori che gli consentono di riconoscere maree o raffiche d’aria troppo pericolose. Come fu per Leonardo, arte e scienza si intrecciano nel lavoro di Theo Jansen, laureato in Fisica applicata e artista di fama mondiale: “Il confine tra creativita’ e ingegneria, tra arte e scienza, per me non esiste – spiega – e’ molto sottile, infinitamente sottile. Sono etichette che si utilizzano nel linguaggio comune, ma quando si parla di arte non esiste”. “Ci affascina il sogno di Jansen di dare vita a esseri artificiali – ha spiegato il direttore del museo Fiorenzo Galli – che immagina possano vivere secondo regole naturali, progettati attraverso una contaminazione tra metodi ingegneristici e processi artistici. Sara’ un’esperienza coinvolgente per ogni eta’”.

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Cultura

Il magistrato attore in scena nel centro commerciale con “Shalom, monologo con Maria”

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Uno spettacolo teatrale all’interno di un centro commerciale dove l’attore protagonista è un magistrato. Questo è “Shalom, monologo con Maria”: lo spettacolo svoltosi presso la Galleria collocata al piano terra del “Jambo”, centro commerciale di Trentola-Ducenta (Ce). Galleria che ha ospitato l’esposizione d’arte “Oltre la notte”(Da Curia a Solimena – Capolavori di pittura meridionale), a cura di don Gianni Citro ed organizzata dalla Fondazione Meeting del Mare C.R.E.A. (Cultura Religioni e Arte). Tra i dipinti di Luca Giordano e Francesco Solimena, a recitare il magistrato Nicola Graziano che, il 27 ottobre del 2014, ha scelto di farsi rinchiudere nell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa, fingendosi folle e criminale, al fine di guardare negli occhi la Follia. Una follia, che ama, più di ognuno, Gesù Cristo, ma che, cieca ed impietosa, è capace di uccidere la carne della propria carne (Nicola Graziano, peraltro, racconta la sua toccante ed importante esperienza in un libro da lui stesso scritto, e pubblicato nel 2017: “Matricola 001”; il titolo, dalla matricola assegnatagli nell’O.P.G. di Aversa). Ad unire i due monologhisti, un’umanità autentica ed intensa, la conoscenza profonda e dignitosissima del dolore, ed il sublime canto di Angela Cacciutto.

“Shalom, monologo con Maria”, scritto da Manuela Torre e Leonardo Bilardi, ed interpretato da Milena Cassano ed Angela Cacciutto, con la partecipazione straordinaria di Nicola Graziano. Costumi di Luca Patalano, con il prezioso contributo dell’associazione “Actus Tragicus” e della Sartoria Teatrale di Fortuna Di Domenico. La regia di “Shalom, monologo con Maria” porta la firma di Leonardo Bilardi. 

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