Collegati con noi

In Evidenza

Viaggio nella sede della FIFA fra tecnica, arte e ricerca. Tutto altamente tecnologico ed eco-compatibile nel tempio del Dio Pallone

Anna Maria Chiariello

Pubblicato

del

 

La fermata è quella del capolinea del tram numero 3 /Zoo: in Svizzera, a Zurigo, i mezzi pubblici sono davvero precisi come…gli orologi svizzeri! Appena scesa mi sono guardata attorno ed ho avuto un attimo se non di preoccupazione quantomeno di perplessità: tutto buio, in mezzo al verde, non vedevo nulla. Poi mi sono ricordata delle parole di un caro amico: “Zurigo è un posto tranquillo” e mi sono rasserenata. In mezzo al buio ho visto un cartello, discreto e mi sono avviata per un sentiero che sembrava non portasse a nulla se non a una casa. Impossibile, la FIFA non può stare in questo posto, mi sono detta. Ma ha fatto qualche altro passo ed ecco la scritta luminosa.

Sto per entrare nel cuore, anzi nella testa, del calcio mondiale. Una larga distesa di gradini con impresso il nome delle tante nazioni che appartengono al mondo FIFA. Ne sono 211, più di quelle che aderiscono all’Onu, mi ha spiegato la mia guida, un cervello italiano che lavora qui. Come dire: il calcio affratella di più della politica. C’è tanto verde qui intorno. “Ogni area è dedicata ai mondi che compongono la FIFA”. Da una parte c’è l’area asiatica con piante e fiori provenienti da quei luoghi geografici, poi c’è la parte europea e così via . È buio purtroppo ma si vedono dei giovani giocare a calcio. Fa freddo ma l’aria è piacevolmente frizzante: il campo, perfetto, è sintetico. Ma come dicono alla Fifa è materiale totalmente eco friendly, adatto in quei posti del mondo dove l’erba non crescerebbe e non crescerà… Così si può giocare dappertutto al calcio, senza inquinare. Di lato tutte le bandiere degli Stati che fanno parte della Fifa. Sono tante e sono disposte in rigoroso ordine alfabetico. Così nessuno se la prende: le nazionali sono tutte uguali davanti alla Federazione internazionale.

Entriamo e quel che stupisce sono gli spazi. Immensi. E tutto è trasparente: si vede il piano di sopra e quelli di sotto. Sì, perché in questa zona di Zurigo non si possono costruire alti mostri di cemento. Ma la parte interrata è bella, spaziosa e luminosa come quelle in alto. Miracoli della tecnologia e di modalità di costruzione eco-sostenibili. Stessa tecnica di costruzione ovunque,  in ogni tipo di ufficio. Comunque, la prima cosa che si vede entrando è lo splendido marmo italiano, quasi azzurro, che ricopre i pavimenti. E poi c’è la pubblicità del prossimo importante evento: è il campionato del mondo di calcio femminile che avrà inizio il 7 giugno in Francia. Un mese esatto di calcio in rosa che ormai non ha nulla da invidiare per tecnica e livello di gioco a quello maschile. Attraverso porte di vetro e non, che si aprono al tocco di un’impronta digitale, entriamo nelle stanze dove si prendono decisioni importanti per lo sport più bello e seguito del mondo. E troviamo una meraviglia: la stanza della meditazione. Completamente in marmo, la luce è tra due pareti che la trasparenza del pregiato marmo italiano rende morbida. Qui si può pensare quel che si vuole, rilassarsi con la tecnica che si preferisce e pregare il Dio in cui si crede, tanto si sta da Dio in quel posto ed è facile trovare la pace. Nel rispetto di tutte le religioni c’è un segno che svela l’orientamento della Mecca e dei tappeti. Poco distante la sala dove si siede davanti alla riproduzione di un campo di calcio il presidente, Gianni Infantino. Intorno i delegati, alle pareti i volti dei presidenti di tutta la vita della Federazione. È qui che si decidono i destini del football, è qui che è stata decisa l’introduzione della più grande innovazione tecnologica, accettata adesso anche dalla Champions: il VAR o la VAR, come preferite. Fate voi. È la tecnologia che entra nel rettangolo verde per aiutare i direttori di gara non ad essere onnipotenti ma a sbagliare sempre meno. Sarebbe meglio non sbagliassero più, ma siamo umani. Ed errare humanum est… Il guaio è quando c’è chi è abituato a perseverare.

Alle pareti e tutto intorno, nei corridoi, nella sale dove le delegazioni si riuniscono o attendono, ci sono i doni che i presidenti delle Federazioni portano quando vengono qui. Oggetti provenienti da ogni dove, che esprimono l’anima del calcio, interpretata sempre in modo diverso. Dipinti, oggetti intagliati, installazioni. Per ognuna il posto giusto, la luce adatta. Poi passiamo ad un altro piano. I locali operativi, con i nomi delle azioni di gioco. La mensa, anche quella vestita con i colori delle nazioni che partecipano al mondiale femminile e quando sarà finito vestiranno d’altro. Ma quello che mi ha fatto impazzire è il salone dove ci sono i cervelli. Tanti computer e soprattutto tanti palloni. Perché qui dentro si studiano le tecnologie, qui è stato messo a punto il VAR, e qui si verificano e si analizzano le traiettorie di ogni pallone che poi dovrà essere utilizzato nelle partite mondiali.

 

Advertisement

In Evidenza

Elezioni Regionali, Conte annuncia: si faranno al massimo entro metà settembre

Avatar

Pubblicato

del

“Le elezioni regionali vanno svolte entro la meta’ di settembre, cosi’ da consentire sia una normale ripresa dell’anno scolastico che il rispetto di una importante scadenza elettorale. Entrambi gli appuntamenti sono molto sentiti dai cittadini, perche’ si tratta del futuro sia dei ragazzi che del governo dei loro territori”. Lo hanno sottolineato in una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e ai ministri competenti, il presidente e il vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini e Giovanni Toti.

“Siamo consapevoli – evidenziano Bonaccini e Toti – della assoluta impraticabilita’ di un rinvio dell’apertura delle scuole e della assoluta necessita’ di consentire una normale ripresa delle attivita’ scolastiche. Per troppo tempo ormai abbiamo interrotto sia il normale corso democratico che il processo educativo dei nostri ragazzi”. Bonaccini e Toti hanno fatto anche riferimento alla ripresa del dibattito parlamentare sul disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 26 recante “Disposizioni urgenti in materia di consultazioni elettorali per l’anno 2020” e alla posizione delle Regioni, piu’ volte rappresentata al Governo, in merito alla data delle prossime consultazioni elettorali regionali.

Continua a leggere

Cronache

Sigilli al tesoretto dei clan a Marano: tra i beni dei Simeoli anche una scuola

Avatar

Pubblicato

del

C’è pure una scuola, una delle più accorsate della zona, fra i beni sequestrati dai carabinieri ad Antonio Simeoli e ai suoi figli Luigi e Benedetto, già destinatari nel 2013  arrestati perché ritenuti responsabili per i reati di partecipazione ad associazione camorristica denominata clan Polverino, falsità ideologica in concorso, abuso di ufficio e trasferimento fraudolento di valori; condotte per le quali riportavano condanne irrevocabili.
I beni sequestrati nella zona di Marano di Napoli, per un valore di 10 milioni di euro: si tratta due ville da dodici vani complessivi, due garages ed un magazzino-deposito alla via Marano Quarto, sei locali commerciali ubicati alla via San Rocco, un magazzino deposito ubicato alla via della Recca, tre appezzamenti di terreno delle dimensioni complessive di mq 39.220, un immobile adibito a scuola alla via Caracciolo.
I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli hanno eseguito un decreto di sequestro, emesso, su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, dal Tribunale di Napoli – Sezione per l’applicazione delle misure di prevenzione nei confronti dei proprietari degli immobili, Antonio, Luigi e Benedetto Simeoli. Questo provvedimento arriva dopo una complessa attività investigativa, coordinata dalla DDA di Napoli, che hapermesso di individuare Simeoli padre e poi anche i suoi due figli, dall’inizio degli anni novanta e sino al 2009 allorquando il sodalizio si interrompeva per divergenze di natura economica, tra gli imprenditori di maggior rilievo del clan Polverino.
A seguito di un vero e proprio patto societario occulto, il capo del clan, Giuseppe Polverino, finanziava le imprese dei Simeoli e partecipava al 50% dei relativi introiti, costituendo il reimpiego degli ingenti profitti delle attività criminali (soprattutto di quelli conseguenti all’importazione di stupefacenti) nelle loro iniziative imprenditoriali. Il reimpiego era funzionale non soltanto al personale arricchimento del capo clan ma anche ad alimentare l’ulteriore capitalizzazione dei traffici di droga ed a finanziare le attività illecite del gruppo criminale nelle cui casse venivano versate, a titolo di contributo, somme fisse per ciascun appartamento costruito e tale denaro veniva poi impiegato per il pagamento degli stipendi e per sostenere le spese dell’organizzazione criminale.
Le medesime acquisizioni investigative, intercettazioni ed approfonditi accertamenti patrimoniali, corroborate dalle dichiarazioni precise e concordanti dei collaboratori di giustizia, si estendevano anche ai beni di proprietà della società Garden City Cooperativa Edilizia S.p.a., la quale risultava – secondo gliinvestigatori- di fatto gestita anch’essa dai Simeoli.

Continua a leggere

Cronache

Mafia, sequestrati beni riconducibili al clan Santapaola-Ercolano: tra la auto anche carrozze e calessini

Avatar

Pubblicato

del

Avevano persino carrozze e calessi nel garage dove conservavano le autovetture di famiglia e quelle della società di autonoleggio:  la  Polizia di Stato di Catania ha sequestrato beni per oltre un milione di euro a due pluripregiudicati, uno dei quali considerato elemento storico del clan “Santapaola-Ercolano”. Si tratta di due distinti decreti di sequestro, anticipati d’urgenza, emessi a carico di due noti soggetti, già detenuti, in quanto condannati con sentenza definitiva per associazione mafiosa.

Uno dei due, storico personaggio appartenente all’organizzazione mafiosa “Santapaola-Ercolano”, nella quale ha sempre rivestito ruoli apicali dedicandosi prevalentemente al traffico di stupefacenti ed alle estorsioni, è stato a lungo il responsabile del gruppo “ottantapalmi”, operante nel quartiere San Cristoforo di Catania.

Le indagini patrimoniali, focalizzate nel periodo compreso tra il 1980 e il 2019, hanno permesso di acclarare l’assoluta sproporzione dei beni nella disponibilità dell’uomo rispetto alla capacità reddituale dello stesso e del relativo nucleo familiare.
Il Tribunale di Prevenzione ha quindi disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di numerosi immobili, tra cui 5 appartamenti, 2 motoveicoli e 5 autovetture di piccola/media cilindrata, una società di autonoleggio nonchè diversi rapporti finanziari, per un valore stimato di circa 1 milione di euro, beni tutti riconducibili agli appartenenti al sodalizio criminale.
Un aspetto singolare risaltato nel corso delle operazioni, l’arredamento costoso e appariscente degli appartamenti sequestrati e l’inconsueta presenza, all’interno di alcuni di essi, di 7 tra carrozze e calessi di pregio.


I risultati ottenuti confermano il continuo impegno della Polizia di Stato di questa Provincia nella lotta alla criminalità organizzata e nel contrasto delle attività imprenditoriali, attraverso le quali le organizzazioni criminali reimpiegano i capitali illecitamente accumulati e si mimetizzano nell’economia legale. In questo ambito la strategia della Procura e della Questura continua a fondarsi sulla sistematica aggressione dei sodalizi sul versante patrimoniale, attraverso attività investigative finalizzate al sequestro ed alla confisca dei proventi e dei beni ottenuti dalle attività delittuose.


Tale sistemica aggressione ad oggi ha condotto ai seguenti complessivi risultati ottenuti nell’ultimo anno, consistenti in nr. 2 confische patrimoniali, per un valore di euro 16.500.000 circa, nr. 4 sequestri patrimoniali, per un valore di euro 2.000.000 circa, nr. 4 proposte di misure di prevenzione patrimoniali, con richieste di sequestro di beni per un valore di circa 4 milioni di euro, nr.1 richiesta accertamenti patrimoniali finalizzati all’applicazione della misura di prevenzione di cui all’art.34 del codice antimafia.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto