Esteri
Vertice al Cremlino senza svolta: Mosca respinge le proposte americane sul piano di pace
Oltre cinque ore di colloqui al Cremlino tra Putin e gli emissari americani Witkoff e Kushner: nessun compromesso sui territori contesi e Mosca respinge le modifiche europee al piano Trump.
Oltre cinque ore di colloqui non hanno prodotto una svolta. Il Cremlino ha fatto sapere che “un compromesso non è stato trovato” con gli Stati Uniti su uno dei nodi principali del negoziato: la questione dei territori occupati nell’Ucraina orientale. Il consigliere presidenziale Yuri Ushakov ha definito le discussioni “utili e costruttive”, precisando però che Mosca concorda solo una parte del piano americano, mentre “qualcosa suscita critiche”, lasciando intendere che la distanza tra le parti resta ampia.
La posizione di Putin sui piani europei e sul piano Trump
Putin aveva chiarito prima del vertice che la Russia considera “inaccettabili” le proposte di modifica europee al piano di pace elaborato da Donald Trump, accusando Bruxelles di voler “bloccare l’intero processo di pace”. Il presidente russo ha sostenuto che l’Europa “vuole la guerra” e ha ribadito che Mosca è pronta a rispondere “immediatamente” se i Paesi europei dovessero avviare azioni ostili.
Le dichiarazioni di Trump e l’incertezza sul ruolo americano
Donald Trump ha definito la guerra in Ucraina un “disastro” e ha spiegato che gli emissari americani a Mosca sono impegnati a trovare una soluzione “non facile”. La Casa Bianca riconosce le difficoltà di un negoziato che appare fragile, anche alla luce delle preoccupazioni di Kiev sul possibile calo dell’interesse statunitense.
Le preoccupazioni di Zelensky e il ruolo degli alleati
Il presidente ucraino Zelensky ha ammesso che alcuni alleati “sono stanchi” e teme un possibile disimpegno americano. Ha accusato Mosca di voler “far perdere interesse all’America” e ha confermato che gli emissari Witkoff e Kushner saranno “benvenuti” a Kiev per riferire dei colloqui. Secondo fonti ucraine, i due rappresentanti Usa potrebbero incontrare Zelensky già a Bruxelles.
Il contesto militare e le richieste della Russia
Mosca sostiene di aver conquistato la città di Pokrovsk, affermazione smentita da Kiev. La Russia ribadisce che i negoziati devono portare non solo a un accordo sui territori, ma anche a garanzie di sicurezza che escludano l’ingresso dell’Ucraina nella Nato o in alleanze militari occidentali. Il Cremlino considera la presenza di truppe straniere sul territorio ucraino una minaccia diretta.
Le posizioni europee e il rischio di escalation
Mosca critica le discussioni europee sul possibile invio di truppe di “rassicurazione”, considerate da Putin come la prova che alcuni Paesi “vogliono infliggere una sconfitta strategica alla Russia”. Il presidente russo ha lanciato un monito agli Stati europei, affermando che la Russia è pronta a reagire immediatamente in caso di ostilità.
La bozza del piano di pace ridotta a 20 punti
Zelensky ha definito questo momento “uno dei più difficili e allo stesso tempo più ottimistici” per le prospettive di pace. L’ultima bozza del piano presentata a Putin è stata ridotta a 20 punti rispetto ai 28 iniziali, dopo i colloqui tra delegazioni statunitensi e ucraine in Svizzera e in Florida. I contenuti restano riservati, e diversi aspetti devono ancora essere chiariti.
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