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Vertice a Berlino sul piano di pace: l’inviato Usa Witkoff incontra Zelensky e i leader europei

L’inviato Usa Steve Witkoff a Berlino per colloqui con Zelensky e i leader europei: Washington accelera per un accordo di pace entro fine anno.

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L’inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff incontrerà questo fine settimana a Berlino i leader europei e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un appuntamento considerato cruciale nel percorso verso un possibile accordo di pace tra Ucraina e Russia. A riportarlo è il Wall Street Journal, che cita fonti ufficiali americane.

Accelerazione americana sui negoziati

La missione di Witkoff segnala una chiara accelerazione degli sforzi della Casa Bianca, che punta a ridurre le distanze tra Washington e Kiev sui termini di un accordo in grado di porre fine al conflitto entro la fine dell’anno. Witkoff è la figura chiave che ha già guidato i colloqui con Ucraina e Russia sul piano di pace elaborato dagli Stati Uniti.

Incontri con Francia, Regno Unito e Germania

Secondo le indiscrezioni, tra domenica e lunedì l’inviato americano incontrerà anche i leader di Francia, Gran Bretagna e Germania, rafforzando il coordinamento con i principali partner europei coinvolti nel dossier ucraino.

La linea della Casa Bianca

Giovedì scorso la Casa Bianca aveva chiarito che il presidente Donald Trump avrebbe inviato un proprio rappresentante a Berlino solo in presenza di progressi concreti nei colloqui. La portavoce Karoline Leavitt aveva sottolineato che Trump è “stanco di riunioni solo per il gusto di riunirsi”, ribadendo l’obiettivo di risultati tangibili e rapidi.

Il vertice di Berlino si inserisce dunque in una fase delicata della diplomazia internazionale, con gli Stati Uniti determinati a imprimere una svolta ai negoziati e l’Europa chiamata a svolgere un ruolo di primo piano nel tentativo di arrivare a una soluzione condivisa del conflitto.

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Petro denuncia un piano per ucciderlo: “Sventato attentato all’elicottero presidenziale”

Il presidente colombiano Gustavo Petro denuncia un presunto attentato contro l’elicottero presidenziale e parla di un piano per colpire anche la sua famiglia. Rafforzate le misure di sicurezza.

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Il presidente colombiano Gustavo Petro ha dichiarato di essere scampato a un attentato dopo che, nella notte, l’elicottero presidenziale non ha potuto atterrare in una località della costa caraibica per timori di un attacco armato.

“Non ho potuto atterrare perché sono stato informato che l’elicottero su cui viaggiavo con le mie figlie sarebbe stato colpito. Non hanno nemmeno acceso le luci del punto di atterraggio”, ha affermato il capo dello Stato.

Le ipotesi su un piano più ampio

La vicenda è stata rilanciata anche dal giornalista e politico colombiano Hollman Morris, secondo il quale il presidente avrebbe scoperto un presunto piano per collocare sostanze allucinogene all’interno di un veicolo. Sempre secondo Morris, tra le ipotesi al vaglio vi sarebbe anche un progetto per colpire la famiglia presidenziale.

Il governo non ha fornito dettagli sugli eventuali responsabili del presunto complotto. Le autorità hanno comunque rafforzato le misure di sicurezza attorno al presidente.

Clima teso in vista delle elezioni

L’episodio, riportato dai principali media colombiani, riaccende l’allarme sul clima di violenza politica nel Paese sudamericano. La denuncia arriva in una fase delicata, con le elezioni parlamentari previste per marzo e le presidenziali fissate a maggio.

Le verifiche sull’accaduto sono in corso. Al momento non risultano comunicazioni ufficiali su arresti o sviluppi investigativi.

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Iran, Araghchi apre agli Usa: “Se Witkoff e Kushner sono seri, lo siamo anche noi”

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi apre a una soluzione diplomatica con gli Stati Uniti: “Se Witkoff e Kushner sono seri, lo siamo anche noi”.

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Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran è pronta a una soluzione diplomatica con gli Stati Uniti, qualora vi sia una reale volontà da parte dell’amministrazione americana.

“Penso che Witkoff e Kushner stiano cercando di evitare la guerra e di trovare una soluzione diplomatica, e questa è la decisione più saggia che il presidente Trump possa prendere”, ha affermato Araghchi, secondo quanto riportato da Iran International.

“Se sono seri, lo siamo anche noi”

Il capo della diplomazia iraniana ha aggiunto che a Teheran sarebbe stato riferito che l’intenzione americana è quella di perseguire una soluzione pacifica. “Ci è stato detto che la loro intenzione è quella di trovare una soluzione pacifica: se sono seri loro, lo siamo anche noi”, ha dichiarato.

Le parole del ministro arrivano in un contesto di forte tensione regionale e di contatti indiretti tra le parti. Resta da verificare se alle dichiarazioni pubbliche seguiranno passi concreti sul piano negoziale.

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Esteri

Aida Quilcué ritrovata nel Cauca: rientra l’allarme per il presunto sequestro

La senatrice colombiana Aida Quilcué è stata ritrovata sana e salva nel dipartimento del Cauca dopo ore di allarme per un presunto sequestro. Indagini in corso.

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La senatrice colombiana Aida Quilcué è stata ritrovata sana e salva nel dipartimento del Cauca, ponendo fine a ore di forte preoccupazione per un presunto sequestro. La conferma è arrivata dal ministro della Difesa Pedro Sánchez, come riportano i principali media colombiani.

Il ritrovamento della parlamentare e del suo dispositivo di sicurezza è stato verificato dalla Guardia Indigena. “Tutti stanno bene. La forza pubblica si sta dirigendo nell’area e forniremo ulteriori informazioni appena possibile”, ha dichiarato il ministro.

La scomparsa e il ritrovamento del veicolo

L’allarme era scattato nel primo pomeriggio, quando lo staff della senatrice del Movimento delle Autorità Indigene Sociali aveva denunciato un possibile sequestro lungo la strada tra Inzá e Totoró, in una zona rurale priva di copertura telefonica.

In una prima fase le autorità avevano rinvenuto soltanto la camionetta sulla quale viaggiava Quilcué, senza tracce degli occupanti. L’episodio si sarebbe verificato in un’area considerata ad alto rischio per la presenza di gruppi armati illegali.

L’area sotto influenza delle dissidenze Farc

Secondo le autorità, la zona è interessata dall’attività delle dissidenze delle Farc del fronte Dagoberto Ramos, riconducibili ad alias Iván Mordisco. Le verifiche sono ancora in corso per chiarire la dinamica dell’accaduto.

Il presidente Gustavo Petro aveva immediatamente condannato l’episodio, definendolo “un’aggressione contro i popoli indigeni” e affermando che simili fatti “superano una linea rossa”, mettendo a rischio la sicurezza delle autorità ancestrali e il già fragile processo di dialogo nelle regioni maggiormente colpite dal conflitto armato.

Le autorità hanno annunciato ulteriori aggiornamenti nelle prossime ore per ricostruire con precisione quanto accaduto.

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