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Esteri

Venezuela: revocata immunità ad altri 5 deputati oppositori

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L’Assemblea nazionale costituente (Anc, controllata dal governo) ha approvato ieri all’unanimita’ la revoca dell’immunita’ a cinque membri dell’Assemblea nazionale (An, opposizione) per vari reati, fra cui quello di tradimento della Patria. Si tratta dei deputati Freddy Superlano, Sergio Vergara, Juan Andre’s Mejia, Miguel Pizarro, e Carlos Paparoni, accusati dalla Procura generale, con l’avallo del tribunale supremo di giustizia (Tsj) di aver appoggiato il fallito tentativo di sollevamento armato guidato il 30 aprile scorso da Juan Guaido, leader dell’opposizione autoproclamatosi presidente ad interim. I cinque si aggiungono ai dieci ai quali pure era stata revocata l’immunita’ alcuni giorni fa.

Commentando la decisione, il presidente della Anc, Diosdado Cabello, ha dichiarato che “quello che stiamo facendo e’ applicare la legge. Ce ne siamo andati dall’Organizzazione degli Stati americani (Osa) applicando meticolosamente le procedure previste, e lo stesso stiamo facendo qui. Diamo tempo alla giustizia per fare quello che deve fare”. Cabello ha aggiunto che c’e’ anche il caso di due deputati supplenti, Franco Casella e Winston Flores, che saranno giudicati da tribunali ordinari perche’ per la loro condizione non posseggono immunita’. Fra i primi dieci deputati privati dell’immunita’ vi sono il vicepresidente dell’Assemblea, Edgar Zambrano, arrestato ed in carcere, Amelerico de Grazia e Mariela Magallanes, rifugiatisi nell’ambasciata d’Italia, Richard Blanco ospite di quella argentina, e Luis Florido che ha lasciato il Venezuela e si è trasferito in Colombia.

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Esteri

Paura in Australia: sarebbe un meteorite la palla di fuoco caduta in una cittadina del Sud

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Un meteorite che cade nel sud dell’Australia: le immagini sono state pubblicate dalla Polizia locale, con la nota – che vi abbiamo risparmiato- che si sente nei film sugli extraterrestri… Il fatto singolare è che nella foto che pubblichiamo, un post pubblicato su Twitter, si vede la stessa saetta luminosa, nello stesso posto ma da un’altra angolazione, datata però 20 maggio…  La data dunque non è certa ma sarà davvero un meteorite?

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Cronache

Liberato l’italiano Alessandro Sandrini, era stato rapito in Siria tre anni fa. “È la fine di un incubo”, dice suo padre

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Dopo tre anni di prigionia Alessandro Sandrini sarebbe stato liberato dal Governo di salvezza, ad annunciarlo oggi lo stesso gruppo armato, attivo nella regione di Idlib.  Rapito al confine tra Siria e Turchia nel 2016,  Sandrini, 32 anni, è originario di Folzano, della provincia di Brescia. A darne conferma lo stesso papà,  Gianfranco Sandrini che ha confermato: “Mio figlio è libero. Si trova ancora in Siria ma nelle mani dei nostri carabinieri. Sono felicissimo. È la fine di un incubo. Adesso sto andando a Roma e spero di potergli parlare la telefono al più presto”.

La liberazione di Sandrini è stata annunciata dal Governo di salvezza durante una conferenza stampa tenuta a Bab al-Hawa, al confine tra Turchia e Siria. Secondo la dei responsabili del gruppo, legato a un’organizzazione islamista, la polizia sarebbe intervenuta dopo aver ricevuto informazioni su un ostaggio straniero rapito da una banda criminale specializzata in rapimenti e furti. Al suo rientro in Italia Sandrini verrà ascoltato dai pm della Procura di Roma- Sulla vicenda la Procura capitolina aveva aperto un fascicolo per sequestro di persona con finalità di terrorismo

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Esteri

Suora cattolica decapitata a Nola, villaggio del Centrafrica

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Le sue consorelle l’hanno trovata morta lunedì mattina nel villaggio di Nola, presso Berberati, nella Repubblica Centrafricana. La scena era raccapricciante, suor Ines Nieves Sancho, religiosa spagnola di 77 anni, era riversa bocconi in un lago di sangue nei  locali dove insegnava alle ragazze centrafricane a cucire, a produrre qualcosa e a provare a farsi una vita migliore con il lavoro. Il corpo della religiosa era stato orrendamente mutilato. Suor Ines  era stata decapitata con una ferocia inaudita. Al momento non si hanno notizie su autori e motivi di questo delittoe nessuno ha rivendicato l’azione.

Suor Ines faceva parte della piccola comunità locale delle Figlie di Gesù. Sono religiose che non solo sono in Africa per la evangelizzazione e far conoscere la parola di Dio ma soprattutto per aiutare la popolazione locale in una zona poverissima di un Paese ancora più povero. Da molti anni suor Ines era impegnata in questo grande agglomerato della prefettura di Sangha-Mbaerè, nel sudovest del Centrafrica, al confine con il Camerun. Era lí da 27 anni, era considerata concittadina dalla gente del posto perché aveva prestato la sua opera fino all’età avanzata.

“C’eravamo viste a Pasqua”, racconta suor Elvira Tutolo, delle Suore della carità di santa Giovanna Antida Thouret, di origini molisane e da 18 anni in missione nel paese africano, a Berberati, “e lei non era voluta venire via. Diceva: ‘Non sono sola! Ci sono le ragazze'”. Domenica notte alcuni sconosciuti si sono introdotti nella sua stanza, l’hanno prelevata e l’hanno condotta proprio nei locali dove teneva le sue lezioni di cucito. Qui l’hanno decapitata. Sebbene la scelta del luogo dell’omicidio possa essere indicativa. Le consorelle di suor Ines hanno tenuto una veglia di preghiera. I funerali sono stati celebrati martedì mattina davanti a centinaia di persone che amavano questa suorina spagnola che aveva speso una vita intera ad aiutare la gente che soffre ed aveva incontrato la morte in Africa, continente che lei amava, quanto la sua Spagna.

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