La Commissione europea lavora al piano AccelerateEu, una strategia per affrontare lo shock energetico legato alle tensioni internazionali e, in particolare, alla crisi connessa alla guerra in Iran. Il documento, ancora in bozza e suscettibile di modifiche, punta a ridurre la dipendenza da petrolio e gas attraverso una forte accelerazione delle energie pulite prodotte localmente.
Secondo l’esecutivo Ue, la sostituzione dei combustibili fossili con fonti rinnovabili rappresenta già nel breve termine una leva efficace per contenere i prezzi dell’energia e rafforzare l’autonomia energetica.
Elettrificazione ed efficienza: le leve principali
Il piano individua tre direttrici fondamentali: elettrificazione, efficienza energetica e diffusione delle tecnologie pulite. Interventi che, secondo la Commissione, possono generare benefici rapidi e trasversali.
Tra le misure indicate c’è la sostituzione delle caldaie a gas e gasolio con pompe di calore, in grado di ridurre consumi e bollette. Per favorirne la diffusione si prevede il ricorso a incentivi mirati e a strumenti come il leasing sociale.
Mobilità elettrica e trasporto pubblico
Un altro capitolo riguarda la mobilità. L’Unione europea punta a rafforzare il trasporto pubblico e ad accelerare la diffusione dei veicoli elettrici, ritenuti più convenienti rispetto ai motori tradizionali in un contesto di prezzi elevati del petrolio.
L’obiettivo è ridurre i costi per cittadini e imprese e, allo stesso tempo, abbattere la dipendenza dalle importazioni energetiche.
Industria e nuove tecnologie
Nel medio termine, il piano guarda allo sviluppo di tecnologie come il solare termico e la geotermia, soprattutto per applicazioni industriali. Le pompe di calore industriali, secondo la Commissione, possono raggiungere temperature elevate, fino a 250-300 gradi, contribuendo al recupero energetico nei processi produttivi.
Prevista anche una revisione dei criteri per l’idrogeno rinnovabile e un impulso ai carburanti sostenibili per l’aviazione.
Le iniziative nei Paesi europei
La Commissione cita alcune esperienze nazionali considerate efficaci. In Francia sono state introdotte sovvenzioni per pompe di calore e rinnovabili, insieme a un fondo da 500 milioni per la transizione industriale e al divieto di nuove caldaie a gas entro il 2027.
Il Belgio ha ridotto l’Iva al 6% per impianti energetici sostenibili, mentre l’Austria ha previsto incentivi fino al 100% per la sostituzione delle caldaie fossili nelle famiglie vulnerabili. In Germania, invece, si sperimentano tariffe elettriche agevolate per chi utilizza pompe di calore, legate alla flessibilità dei consumi.
Un piano oltre l’emergenza
Il calendario prevede la presentazione di un primo pacchetto di misure a maggio, in occasione della riunione dei ministri dell’Energia dell’Ue, e ulteriori sviluppi nei mesi successivi.
L’impostazione del piano va oltre la gestione dell’emergenza e mira a una trasformazione strutturale del sistema energetico europeo, con l’obiettivo di ridurre nel tempo la dipendenza dagli idrocarburi e rafforzare la resilienza economica.