Cinema
Venezia 83 incorona le donne, trionfa “Woman Unknown”. Italia a secco nel concorso principale
Venezia 83 incorona “Woman Unknown” di May el-Toukhy, premiato con il Leone d’Oro e la Coppa Volpi a Mathilde Arcel. Premio speciale a “Naza”. Italia senza riconoscimenti nel concorso principale, mentre Scamarcio vince in Orizzonti.
È soprattutto la vittoria delle donne il segno lasciato dal palmarès di Venezia 83. Il Leone d’Oro va a “Woman Unknown” di May el-Toukhy, che completa il trionfo conquistando anche la Coppa Volpi grazie alla protagonista Mathilde Arcel. Doppio riconoscimento per il film ambientato nella Danimarca del dopoguerra, diventato il grande vincitore della Mostra.
La giuria presieduta da Maggie Gyllenhaal premia dunque il film della regista danese e assegna invece il Premio speciale della giuria a “Naza” di Yuval Abraham e Rachel Szor, il documentario su Gaza che ha avuto un fortissimo impatto politico durante il Festival.
Cinque film italiani, nessun premio
La notizia negativa riguarda l’Italia. Cinque film nel concorso principale e nessun riconoscimento, un risultato che interrompe una serie positiva che durava da anni.
Nel 2022 Luca Guadagnino aveva conquistato il Leone d’Argento per la regia con “Bones and All”; nel 2023 lo stesso premio era andato a Matteo Garrone per “Io Capitano”. Nel 2024 “Vermiglio” di Maura Delpero aveva ottenuto il Gran Premio della Giuria, mentre nel 2025 “Sotto le nuvole” di Gianfranco Rosi aveva vinto il Premio speciale della giuria e Toni Servillo la Coppa Volpi per “La Grazia”.
Questa volta il concorso principale non lascia nulla al cinema italiano.
Lee Chang-dong e Khrzhanovsky conquistano i Leoni d’argento
Il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria va a “Possible Love” del sudcoreano Lee Chang-dong, racconto nel quale differenze sociali, lavoro, sesso e potere entrano nella vita di due coppie appartenenti a mondi diversi.
Il Leone d’Argento per la migliore regia viene invece assegnato a Ilya Khrzhanovsky per “DAU”, monumentale opera di 195 minuti dedicata allo scienziato sovietico Lev Landau.
La Coppa Volpi maschile premia John Malkovich per “Wild Horse Nine” di Martin McDonagh, uno dei riconoscimenti maggiormente pronosticati alla vigilia.
Brizé premiato, applausi anche per Alba Rohrwacher
Il premio per la migliore sceneggiatura va a Stéphane Brizé, Coralie Amédéo e Olivier Gorce per “Un bon petit soldat”. Nel cast c’è anche Alba Rohrwacher, tra le interpretazioni italiane maggiormente apprezzate della Mostra.
La Francia porta a casa anche il Premio Marcello Mastroianni, assegnato a Malou Khebizi per “15/18 (A Place to Heal)” di Cédric Kahn.
Scamarcio salva l’Italia in Orizzonti
Per trovare soddisfazioni italiane bisogna scendere dal concorso principale e arrivare a Orizzonti.
“I figli della scimmia” di Tommaso Landucci conquista due premi: Riccardo Scamarcio è il miglior attore, mentre Tommaso Landucci e Damiano Femfert vincono per la migliore sceneggiatura.
È la consolazione italiana di un’edizione che, nel concorso principale, parla soprattutto danese. May el-Toukhy e Mathilde Arcel escono da Venezia con Leone d’Oro e Coppa Volpi, mentre i cinque film italiani restano fuori dal palmarès che conta di più.
Cinema
Napoli, il cinema sale in barca: torna Pianeta Mare
La quinta edizione del Pianeta Mare Film Festival unisce cinema, ambiente e formazione. Dodici giovani autori realizzeranno sei cortometraggi con lo smartphone, vivendo sulle barche di Scugnizzi a vela. Apertura il 5 ottobre a Villa Ferretti e Palazzo Grenoble, premiazione il 10 alla Sala Assoli Moscato.
Dodici giovani autori, sei cortometraggi da realizzare con lo smartphone e una residenza artistica sulle barche di “Scugnizzi a vela”. A Napoli il mare diventa laboratorio di cinema, conoscenza e riscatto sociale con la quinta edizione del Pianeta Mare Film Festival, in programma dal 5 al 10 ottobre.
Lunedì l’apertura si articolerà in due appuntamenti: alle 12 a Villa Ferretti, a Bacoli, l’inaugurazione del Film Lab; alle 18.30 a Palazzo Grenoble la première del festival, con l’anteprima italiana del documentario francese The Musician and the Whale.
Una residenza sulle barche di Scugnizzi a vela
Da domenica 4 ottobre l’imbarcazione Elizabeth ospiterà i partecipanti al laboratorio nella darsena Acton del porto di Napoli. Il progetto incrocia l’esperienza di “Scugnizzi a vela”, legata al mare e all’inclusione sociale, con la formazione cinematografica di studenti universitari e filmmaker provenienti da città italiane ed europee.
Selezionati attraverso un bando pubblico, i dodici partecipanti lavoreranno a zero budget e con un impatto ambientale ridotto, attraversando luoghi della ricerca, spazi culturali e ambienti naturali della Campania.
A dirigere il laboratorio sarà Valerio Ferrara, regista premiato a Cannes nella sezione La Cinef. «Il risultato di questo percorso saranno sei cortometraggi scritti e realizzati interamente con lo smartphone», anticipa Ferrara. Le opere nasceranno dall’incontro tra i giovani autori, il territorio e le conoscenze condivise da ricercatori e professionisti del cinema.
Villa Ferretti, dalla confisca alla formazione
Il Film Lab partirà da Villa Ferretti, bene confiscato alla camorra e restituito alla collettività, oggi sede di attività dell’Università Federico II dedicate anche all’archeologia subacquea.
Alla masterclass inaugurale interverranno il rettore Andrea Mazzucchi, lo scienziato Ferdinando Boero, il fondatore di “Scugnizzi a vela” Stefano Lanfranco e Maria Luisa Iavarone, ordinaria di Pedagogia sperimentale all’Università Parthenope.
«Il mare, per Napoli, non è soltanto un paesaggio: è una parte della nostra storia e della nostra identità, ma anche un luogo nel quale continuare a interrogare il futuro», sottolinea Mazzucchi. Il rettore lega il percorso alla responsabilità di conoscere e raccontare il territorio pensando alle generazioni future.
Dal 6 al 9 ottobre le altre lezioni si svolgeranno nel Media Center della Parthenope, con la curatela del direttore del festival Max Mizzau Perczel e la collaborazione del montatore Stefano Mattacchione.
Al Grenoble il documentario su Rone e le balene
La serata inaugurale di lunedì 5 ottobre, alle 18.30 a Palazzo Grenoble, presenterà The Musician and the Whale, dedicato al lavoro artistico e di ricerca del musicista Rone con le balene. Saranno presenti il regista Valentin Paoli e il console generale di Francia a Napoli Paul de Sinety.
Il festival, curato dall’Associazione culturale Pianeta Mare Darwin Dohrn, conferma la formula itinerante tra istituzioni culturali, scientifiche e universitarie. Le proiezioni sono gratuite; la première al Grenoble è indicata nel programma ufficiale come evento a inviti.
Le Cinematinée per le scuole saranno ospitate nelle aule magne della Parthenope e della sede di Scampia della Federico II. La sezione Focus Campania coinvolgerà gli studenti dell’Accademia di Belle Arti, con il coordinamento di Gina Annunziata.
All’Università Suor Orsola Benincasa gli appuntamenti della giuria tecnica degli studenti di Scienze della comunicazione saranno coordinati da Arturo Lando e Augusto Sainati, in collaborazione con il Master in Cinema e Televisione diretto dal produttore premio Oscar Nicola Giuliano.
Il 10 ottobre la premiazione e i cortometraggi del Lab
La Sala Assoli Moscato di Casa del Contemporaneo ospiterà cinque serate dedicate ai lungometraggi e ai cortometraggi in concorso, oltre alla premiazione di sabato 10 ottobre alle 20.

Nella stessa serata saranno presentati i sei lavori del Film Lab, sottoposti al voto del pubblico e di una giuria composta da ex allievi. Alle 22.30 i cortometraggi saranno proiettati anche alla Santissima Innovation Hub, diretta da Alessandra Attena, nell’evento conclusivo con un happening musicale curato dal Club Tasso.
Dal 2022 oltre 200 giovani under 30 hanno partecipato ai laboratori del progetto, che ha raggiunto diverse città italiane. Quest’anno la prima tappa internazionale si è svolta a Brest, in Francia, nell’ambito del Brest Surf Film Festival e in collaborazione con Sciences Po Rennes.
Programma e modalità di accesso sono disponibili su pianetamarefilmfestival.it.
Cinema
Johnny Depp torna sullo schermo: il trailer di Day Drinker e il nuovo Scrooge
Johnny Depp è il misterioso protagonista di Day Drinker, thriller in arrivo nel 2027. A novembre interpreterà Scrooge, mentre resta aperta l’ipotesi di un ritorno come Jack Sparrow.
Barba e capelli brizzolati, sguardo inquieto e un passato che sembra nascondere più di un segreto. Johnny Depp è al centro del primo trailer di Day Drinker, il thriller diretto da Marc Webb che arriverà nei cinema italiani nel 2027 con 01 Distribution. Nel cast anche Penélope Cruz e Madelyn Cline.
Un incontro su uno yacht
La storia comincia a bordo di uno yacht privato. Una barista, interpretata da Cline, incontra un ospite misterioso interpretato da Depp. I due finiscono coinvolti con una pericolosa figura criminale, cui dà volto Cruz, mentre emerge un legame inatteso tra i protagonisti.
Il trailer punta su azione e tensione, lasciando intravedere anche suggestioni soprannaturali. Per Depp e Cruz è la quarta collaborazione cinematografica, dopo Blow, Pirati dei Caraibi – Oltre i confini del mare e Assassinio sull’Orient Express.
A novembre Depp sarà Scrooge
Prima di Day Drinker, l’attore tornerà nelle sale italiane a novembre con Scrooge e gli spiriti del Natale, diretto da Ti West e distribuito da Eagle Pictures. Nel nuovo adattamento del Canto di Natale di Charles Dickens interpreterà Ebenezer Scrooge, chiamato a confrontarsi con il proprio passato e con le conseguenze delle sue scelte. Nel cast figurano Rupert Grint, Andrea Riseborough, Sam Claflin, Daisy Ridley e Ian McKellen.
Pirati dei Caraibi, il ritorno resta possibile
Si parla anche di un eventuale ritorno di Depp nei panni di Jack Sparrow. Il produttore Jerry Bruckheimer ha dichiarato che sono in corso colloqui con l’attore e che si sta lavorando alla sceneggiatura di un sesto Pirati dei Caraibi. Al momento, però, la sua partecipazione non è stata annunciata come definitiva.
Cinema
Cinema, nasce l’Agenzia nazionale: dal 2028 prenderà il posto della Direzione generale del ministero
La nuova legge sul Cinema prevede dal 1° gennaio 2028 la nascita di un’Agenzia nazionale per il cinema e l’audiovisivo. Avrà autonomia gestionale, 197 dipendenti e un Cda di cinque componenti, mentre indirizzo politico e vigilanza strategica resteranno al ministero della Cultura.
L’Italia si prepara ad avere una Agenzia nazionale per il cinema e l’audiovisivo. La novità è contenuta nella nuova legge sul Cinema che ha ottenuto il primo via libera parlamentare e che, se definitivamente approvata, porterà alla nascita dell’organismo dal 1° gennaio 2028.
Il modello guarda anche alle esperienze sviluppate in altri Paesi europei, a partire dalla Francia. L’Agenzia avrà personalità giuridica e autonomia organizzativa, patrimoniale, finanziaria e gestionale e assorbirà gran parte delle funzioni oggi attribuite al ministero della Cultura, in particolare quelle esercitate dalla Direzione generale Cinema e audiovisivo.
Cosa resterà al ministero della Cultura
Il trasferimento non sarà totale. Restano espressamente nelle mani del Mic le funzioni di indirizzo politico, vigilanza strategica e attività ispettive.
La stessa Agenzia sarà sottoposta alla vigilanza del ministero, che dovrà verificarne gli obiettivi e la gestione delle risorse finanziarie. Il controllo sulla gestione finanziaria sarà invece affidato alla Corte dei Conti.
Tra le finalità indicate dalla legge c’è quella di «garantire la tutela del patrimonio culturale e il rafforzamento dell’identità della Nazione», insieme allo sviluppo del settore attraverso interventi destinati alla crescita e all’ampliamento dell’offerta e della domanda.
Cosa è stato eliminato dalla legge
Il testo uscito dall’esame parlamentare presenta però alcune differenze significative rispetto alla versione originaria.
È stato eliminato il riferimento alla gestione dei fondi e delle risorse stanziate nel bilancio dello Stato, così come quello relativo agli interventi per facilitare l’accesso al credito delle imprese cinematografiche.
Sono inoltre usciti dal provvedimento gli articoli che prevedevano la modifica della disciplina degli incentivi all’esercizio cinematografico, il sostegno alle produzioni indipendenti e la delega al Governo per introdurre strumenti di accesso al credito e di cartolarizzazione dei crediti nel settore.
Un osservatorio su cinema, spese e occupazione
Tra le funzioni attribuite all’Agenzia ci saranno invece la raccolta dei dati, lo studio e la ricerca sul settore cinematografico e audiovisivo.
È prevista anche l’istituzione di un osservatorio che si occuperà, tra l’altro, della rilevazione delle spese. I dati saranno successivamente trasmessi alla Ragioneria dello Stato per le relative valutazioni.
L’organismo avrà inoltre competenze sulla formazione e sull’aggiornamento professionale e raccoglierà informazioni anche sull’andamento dell’occupazione nel comparto.
Come sarà governata l’Agenzia
Al vertice ci saranno un direttore, un consiglio di amministrazione e un collegio dei revisori.
Il direttore sarà nominato con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro della Cultura e sentita la Conferenza unificata. La proposta dovrà inoltre ottenere il parere delle Commissioni parlamentari competenti con una maggioranza dei due terzi. Dovrà essere scelto tra persone di «qualificata professionalità».
Il consiglio di amministrazione sarà formato da cinque componenti: due designati dal Mic, uno dal ministero dell’Economia, uno dalla Conferenza permanente sentite le Film Commission e uno dal Forum del cinema e dell’audiovisivo.
Rispetto alla formulazione iniziale è stato inoltre precisato che i componenti del Cda dovranno avere esperienza diretta nel mondo del cinema e dell’audiovisivo.
Quasi 200 dipendenti e oltre 6 milioni l’anno
La nuova struttura potrà contare su 197 unità di personale. Una parte arriverà dall’attuale Direzione generale Cinema, fino a un massimo di 84 dipendenti, mentre le altre unità saranno individuate attraverso procedure di mobilità e selezione.
Per il funzionamento sono previste spese pari a circa 6,8 milioni di euro nel 2028 e 6,3 milioni nel 2029.
Entro tre mesi dall’entrata in vigore della legge dovrà infine essere approvato lo statuto dell’Agenzia, che stabilirà modalità di nomina, funzioni e competenze degli organi e definirà le entrate del nuovo organismo.
Il passaggio parlamentare non è però ancora concluso: l’assetto definitivo dell’Agenzia dipenderà dal testo che uscirà dall’approvazione finale della legge.


