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Vasco Rossi compie 69 anni, la festa di compleanno è social

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Festeggia ma solo sui social, con iniziative online, il popolo di Vasco Rossi: il rocker il 7 febbraio compie 69 anni. Zocca, in provincia di Modena, sua citta’ natale, almeno per quest’anno deve rinunciare al consueto abbraccio fisico dei fan, ma rendera’ comunque il suo tributo all’artista. Nel pomeriggio, dalle 18.30, il Teatro di Zocca ospitera’ un evento a porte rigorosamente chiuse al pubblico promosso dal ‘Vasco Rossi Zocca Fan Club’ e dalla ‘Combriccola del Blasco Fan Club’ che sara’ trasmesso in live streaming sui canali Facebook e Youtube. Tra gli interventi anche Diego Spagnoli, stage manager di Vasco. Tanti i tributi musicali per una no stop di due ore. Vasco Rossi ha salutato il 2021 col nuovo singolo ‘Una canzone d’amore buttata via’ che ha debuttato il primo gennaio, tra l’altro con una performance per lo show televisivo di Capodanno dell’etoile Roberto Bolle. L’album e’ annunciato per il 12 novembre 2021. A dicembre Bologna gli ha reso un tributo consegnandogli il Nettuno d’Oro, il massimo riconoscimento conferito dal Comune.

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Cronache

Bagnoli, ecco come “ri-costruire per il futuro” a otto anni dal rogo di Città della Scienza

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A otto anni dal rogo che il 4 marzo 2013 distrusse il vecchio Science Centre di Città della Scienza a Bagnoli, la ricostruzione è ancora un miraggio. Per fare il punto della situazione, si è svolta questa mattina la tavola rotonda “Ri-costruire per il futuro”. Riccardo Villari, presidente di Città della Scienza, centra immediatamente uno dei nodi centrali della vicenda. “Si era addivenuti ad un accordo, ma nel 2017 il Comune di Napoli assume una posizione diversa: la ricostruzione deve realizzarsi a monte, vicino Coroglio. Oggi a distanza di otto anni siamo alla paralisi; l’area in cui si dovrebbe ricostruire è da bonificare, così rischiamo di perdere i soldi per la ricostruzione”. Nella giornata di ieri è arrivata la sentenza del Tar che ha ribadito la necessità di costruire il nuovo museo lontano dalla linea di costa. “Al di là del Tar – prosegue Villari – vogliamo promuovere un confronto fra le istituzioni per una soluzione condivisa. La posizione naturale del museo, per noi, è lì dov’era prima. Non demandiamo alla giustizia amministrativa la soluzione, ma troviamola col dialogo fra le istituzioni. Mi auguro che da questo confronto si individui un sentiero per poter ripartire”.

Impossibilitata a presenziare alla conferenza, svoltasi ovviamente da remoto, la ministra per il Sud Mara Carfagna affida ad un video il suo contributo. “Città della Scienza poteva correre il rischio di essere una cattedrale nel deserto, invece ha saputo attrarre giovani professionisti e visitatori da tutto il mondo, coniugando economia e conoscenze, attività museale e di ricerca da un lato, incubatore di impresa dall’altro. In questa storia straordinaria, l’incendio è una ferita non ancora rimarginata”, sottolinea Carfagna. “Le risorse per la costruzione di un nuovo spazio espositivo ci sono e serve la collaborazione di tutti affinché non vengano sprecate. Le istituzioni devono trovare un’intesa condivisa – prosegue la neo ministra -; con questo spirito convocherò presto una cabina di regia per Bagnoli, così da verificare insieme lo stato della bonifica del sito e individuare le misure necessarie per procedere in modo spedito”. 

Per il ministro alla Cultura Dario Franceschini, ad otto anni dall’incendio “va dato atto a chi ha guidato il museo di aver fatto un’importante opera di rivitalizzazione, che ha portato 200mila visitatori all’anno, iniziative didattiche e formative. Ora tutte le parti coinvolte devono remare nella stessa direzione per accelerare il progetto di ripartenza. Il ministero della Cultura è disponibile a collaborare con tutte le istituzioni locali e nazionali”. 

All’assessore all’istruzione del Comune di Napoli Annamaria Palmieri, chiamata a fare le veci del sindaco de Magistris, il direttore del Mattino nonché moderatore del convegno Federico Monga, chiede conto del cambio di rotta dell’amministrazione sulla collocazione del nuovo museo: dapprima favorevole al progetto lungo la linea di costa, dov’era prima, poi l’orientamento verso una scelta diversa. Per Palmieri si tratta di “un progetto condiviso, elaborato ed approvato con il contributo di tutte le amministrazioni locali e nazionali coinvolte: non solo l’autorità commissariale, ma quattro ministeri, le soprintendenze, il Comune, autorità portuale, Regione, Città Metropolitana. Quel piano oggi è legge dello Stato”. 

Non le manda a dire il presidente della giunta regionale Vincenzo De Luca. “Città della Scienza sarebbe già morta se la Regione non avesse deciso di tenerla in vita, stanziando tre milioni di euro all’anno. Abbiamo scelto di sostenerla per un periodo medio per permetterne il decollo, poi dovrà camminare con le sue gambe”.

Per De Luca Bagnoli può rappresentare il cuore di un grande programma di sviluppo integrato, che coniughi economia, cultura, ambiente, socialità e urbanistica. Il governatore propone inoltre di “legare la vicenda di Bagnoli al Recovery Fund, il grande programma di ricostruzione che viene dall’Europa”, così da poter dare vita a “questo grande progetto di sviluppo che potrebbe cambiare il destino di un’intera comunità”. De Luca non sembra porre veti sulla collocazione del nuovo museo. “Non assumo posizioni di principio. Se non ci sono le condizioni per realizzare il progetto sulla linea di costa, prendiamo altre decisioni, ma che siano cose possibili e praticabili, non inventate”. 

Ad arricchire il convegno contribuisce la partecipazione del cantautore Eugenio Bennato, originario proprio di Bagnoli. “Assistiamo ad un fatto bizzarro: l’incendio ha annullato il museo che era sulla costa, ora la burocrazia dice che lì non si può più costruire; è come se si desse peso al malfattore che ha incendiato il museo”, commenta Bennato. “Da piccolo andavo a mare coi miei fratelli sulla spiaggia di Coroglio. L’Eternit era una polvere bianca e il mare nascondeva pali di acciaio che affioravano dalla sabbia sommersa. All’inizio del Novecento il miraggio dello sviluppo industriale aveva portato a creare una fabbrica di acciaio in uno dei luoghi più belli della costa campana. Ora i tempi sono cambiati – conclude l’autore – e s’è preso coscienza che quell’area s’è trasformata in uno spazio di spettacolo, cultura ed esibizione delle grandi conquiste scientifiche”. 

Per lo scrittore e sceneggiatore di successo Maurizio De Giovanni, è inspiegabile come a Napoli si continui “a non puntare sull’industria del pensiero, disorganizzata ma ugualmente fruttuosa. Si guarda spesso a Bagnoli per la creazione di un polo del cinema, un settore che funziona tanto in questa città: è il successo della città che racconta sé stessa. Si lasci che la cultura abbia voce in capitolo. È assurdo che Bagnoli non venga anzitutto presa in considerazione per un’industria culturale di questa città, l’unica che può essere immediatamente produttiva e a costo zero”.

Il commissario straordinario del Governo Francesco Floro Flores si difende dalle accuse di immobilismo che riaffiorano ogni qualvolta si parla di Bagnoli. “In due anni di attività commissariale, insieme ai colleghi di Invitalia, abbiamo fatto la bonifica dei cumuli Morgan, lasciati in giro per l’insediamento del SIN da Bagnoli Futura. Le bonifiche si stanno facendo tutte con una certa velocità. La bonifica sarà realizzata anche in quel pezzetto di area in cui dovrebbe insediarsi il nuovo museo”. 

Sulla medesima lunghezza d’onda anche l’Ad di Invitalia Domenico Arcuri. “Ritenere che a Bagnoli non stia accadendo nulla è falso; si consideri poi che fino a luglio 2019 l’area era sequestrata ed era complicato intervenire fattivamente. Il PRARU (Programma di Risanamento Ambientale e di Rigenerazione Urbana, ndr) prevede funzioni d’uso, tempi, risorse e attività da svolgere. Il progetto c’è. In questi anni noi abbiamo fatto 64 gare, avviato 11 cantieri, alcuni dei quali conclusi. Stiamo realizzando la bonifica Eternit. Dire che non è stato fatto niente è ingeneroso. Nei prossimi mesi dobbiamo correre per realizzare i punti del piano; esistono risorse e bisogna utilizzare. Ci tengo a lanciare una parola di concretezza”, ha concluso Arcuri. 

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Corona Virus

Campagna di vaccinazione, Italia come al solito divisa in due: Campania felix, Lombardia dolens

Angelo Turco

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Pfizer, 81 anni, Cardito (Na). Il mio amico FD, che ho sentito ieri per uno splendido libro che ha appena pubblicato, mi ha detto che ha fatto la seconda dose di vaccino, cioè il richiamo, già una decina di giorni fa. MB, che gestisce una RSA nel Sannio beneventano, ha fatto i vaccini tra fine gennaio e inizio febbraio: con t.u.t.t.o. il suo personale e t.u.t.t.i. i suoi ospiti. AM, sempre da quelle parti, insegna in un Liceo musicale, ed ha avuto un lieve malessere in seguito alla prima dose, passato nel giro di qualche ora. AR, che vive a Villa Literno (Ce), insegnante di Scuola Media, ha annunciato su FB la sua seconda inoculazione. 

Tutti pazzi per De Luca, insomma. Il quale, mi ha detto qualcuno che non lo ama particolarmente, potrà essere pure antipatico, ma i vaccini li sa fare. 

Potrei continuare: BC, da Teramo, Abruzzo, 60 anni, è registrata e in lista per la prenotazione. Mi ha spiegato che il sistema è un po’ lungo, ma praticabile, cioè ti fa arrivare alla fine senza incepparsi. Sua sorella, più giovane, maestra in una Scuola per l’infanzia, ha fatto in questi giorni la prima dose. Suo figlio, che si occupa di smaltimento di rifiuti ospedalieri, ha concluso il ciclo già a gennaio. 

Potrei continuare, sì: la suocera di CP, in Portogallo, 91 anni, ha concluso il ciclo vaccinale. Suo figlio, che lavora in Slovacchia, è prenotato per i prossimi giorni con il vaccino russo, Sputnik V: non ha cinquant’anni. FE, un ragazzo di Cinisello Balsamo (Mi) che lavora nel Qatar ha annunciato al padre che ha fatto il vaccino (probabilmente Sinopharma, cinese) e gli ha chiesto (!) quando lui, suo padre, lo avrebbe fatto. 

Per contro ieri, qui da noi, a Milano, un tonitruante personaggio, assunto dalla Lombardia per avviare e condurre il processo vaccinale nella regione più ricca d’Europa, la più popolosa, finanziariamente agguerrita e tecnologicamente avanzata d’Italia, ha annunciato -con il solito fracasso mediatico che gli è riservato, come se dicesse cose chissà quanto ponderose- che c’è “qualcosa che non va nel sistema delle prenotazioni degli ultraottantenni in Lombardia”. 

Mi domando: ma invece di annunciare -a settimane dall’ingaggio!- che c’è un problema tecnico-organizzativo (senza che i media battano ciglio!), non avrebbe dovuto annunciare la soluzione di quel problema?

Mi domando: coloro che hanno votato la Giunta che attualmente governa la Lombardia, che sono tanti, avranno ancora voglia di asfissiarci con quelle goliardiche, ma per nulla simpatiche, cantilene sui meridionali sfaticati, che “meglio così”, perché non sapendo fare niente, fanno meno danno non facendo niente che facendo qualcosa?

Mi domando infine: non potrebbe l’assessora Moratti ingaggiare qualche ingegnere mediamente bravo, non iscritto a nessun partito e magari napoletano, che sia in grado di risolvere questo problema: che si pone da lei e, a quanto pare, solo da lei? 

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Corona Virus

Covid: record di morti in Brasile, 1.840 in 24 ore

amministratore

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Continua a correre l’epidemia di Covid-19 in Brasile. Nelle ultime 24 ore, le vittime sono state 1.840 a fronte di 74.376 nuovi contagi. Si tratta della cifra piu’ alta di vittime in un giorno dall’inizio della pandemia. Il bilancio totale sale a 259.402 morti e 10.722.221 di casi accertati. Da 42 giorni consecutivi la media delle vittime giornaliere in Brasile si mantiene oltre quota mille.

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