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Vanoni e Giorgia, le regine della canzone a Sanremo

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Le signore della canzone italiana a Sanremo: Ornella Vanoni, protagonista nella serata finale, Giorgia e probabilmente anche Fiorella Mannoia sono attese tra gli ospiti della 71/a edizione del festival, confermata dal 2 al 6 marzo. In un’annata segnata dalla seconda ondata della pandemia, tra i timori, le polemiche e le tensioni sull’organizzazione di un evento che dovra’ essere a prova di protocollo sanitario, la macchina va avanti: “Sara’ un Sanremo diverso, ma importante”, ha spiegato Amadeus a Che tempo che fa. Il cast si arricchisce di alcune delle piu’ intense voci femminili della nostra musica. Ornella Vanoni, che si e’ messa alle spalle l’esperienza del Covid e in questi giorni sta per dare alle stampe il nuovo album Unica, sara’ con ogni probabilita’ tra i protagonisti della serata finale del sabato, con un omaggio speciale voluto dal direttore artistico alla sua carriera. Sul palco, pronta – chissa’ – anche a lasciarsi coinvolgere in momenti di spettacolo con Amadeus e Fiorello, e’ attesa anche Giorgia, apparsa da poco su Rai1, ospite di una delle performance piu’ emozionanti dello show La musica che gira intorno condotto da Fiorella Mannoia: e non si esclude che anche la Mannoia possa essere all’Ariston. Intanto e’ polemica sul web per la presenza in sala di figuranti contrattualizzati, soluzione individuata dopo lo stop del prefetto di Imperia Alberto Intini al pubblico pagante o a inviti in platea. La Rai ha lanciato un bando per ‘reclutare’ coppie di figuranti conviventi che possano cosi’ occupare “due poltrone ravvicinate, distanziate dalle altre almeno di un metro”. Tutti tamponati. “Sara’ dunque le “monadi” il primo gruppo che si esibira’ quest’anno al festival di Sanremo”, ironizza Giorgio Mule’ (FI), commentando il bando. “Piu’ che l’effetto monade, al Festival di Sanremo quest’anno rischia di andare in onda un clamoroso effetto ridicolo. Di certo il festival dei figuranti produrra’ un danno enorme alla citta’ di Sanremo e alla Liguria”, aggiunge il capogruppo azzurro in Vigilanza, alla viglia dell’audizione del direttore di Rai1 Stefano Coletta nella commissione. Intanto ha superato le 20 mila firme la petizione lanciata su Change.org da Claudio Bellumore, direttore di coro e musicista, per chiedere al governo e alla Rai di invertire la rotta e assicurare la parita’ di trattamento tra tutti i teatri italiani. (

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Sanremo: Ibra sceglie, orchestra in difesa, Lauro stopper

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“In attacco Zlatan e Ibra. Al centrocampo Fiorello, sarebbe un bravissimo fantasista e il calcio senza fantasia non e’ bello. In difesa l’orchestra, che ha difeso con i denti la forza della musica”. E’ la formazione che Ibrahimovic ha portato per la partita del festival di Sanremo. “E io?”, chiede Amadeus. “Tu portiere, se non ti va bene vai in panchina, se no vai in tribuna, se no vai a casa”. Nel ruolo dello stopper Ibra mette Achille Lauro: “cosi’ mette paura agli avversari e stanno lontano. Volevo fare lo scambio di maglia, ma non si puo’: e’ sempre nudo”. Poi, guardando la giacca nerazzura di Ama, ammette di avere fatto un errore: “non ho deciso io il colore della tua giacca”.

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Chiude Sanremo, tra Fiorello-Little Tony e la Vanoni

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Con l’inno di Mameli eseguito dalla Banda della Marina Militare il Festival di Sanremo sceglie un’apertura patriottica per la serata finale di un’edizione difficile, che in un momento drammatico non e’ riuscita a mettersi pienamente in sintonia con il mood del Paese, pagando anche in termini di ascolti. In una citta’ semi deserta, mentre fuori dall’Ariston un gruppetto di partite Iva invoca lavoro, sui social si discute, il festival e’ in testa ai trending topic, impazzano i meme e si moltiplicano gli appelli al voto: scontato l’endorsement di Chiara Ferragni per il consorte Fedez in gara con Francesca Michelin, mentre Can Yaman si schiera con Arisa. Prima della gara, aperta da Ghemon, tocca a Fiorello. Giubbotto di pelle rossa con le frange, lo showman rende omaggio a Little Tony. Poi scherza con Amadeus che ha escluso l’ipotesi di un festival ter (“Ti capisco, perche’ e’ impegnativo, hai un’eta’, ma se non lo fai tu finalmente sto in pace”) e lancia l’anatema sul futuro: “In bocca al lupo a quelli che verranno l’anno prossimo a fare il festival: vi auguro questa platea piena, la galleria piena, il pubblico in mezzo all’orchestra, milioni persone fuori dell’Ariston, ospiti internazionali, ma vi deve andare malissimo, ve lo auguro con tutto il cuore”.

“Ultima cosa. Mi ha chiamato Franceschini, sai che noi della cultura abbiamo la chat, e mi ha chiesto di ricordare che sono i 700 anni di Dante. Mi ha chiesto di leggere qualcosa: ma io le cose le so a memoria, declamo”. Recita l’incipit dell’Inferno, l’ultimo verso del Paradiso e chiosa: “Quello che c’e’ in mezzo ve lo leggete voi perche’ noi abbiamo 26 cantanti”. Nelle gag – in parte pescate dal repertorio – finiscono anche l’incolpevole opera lirica (“si potrebbero dire anche le parolacce, non se ne accorge nessuno”), il balletto (“Il lago dei cigni dura due ore e mezza, il cigno non muore mai”) e le recite scolastiche. Zlatan Ibrahimovic, venuto a commissariare il festival, ha definito la sua squadra: “In attacco Zlatan e Ibrahimovic, a centrocampo Fiorello perche’ serve il fantasista, in difesa l’orchestra perche’ ha difeso con i denti la forza della musica , Ama tu come portiere e come stopper Achille Lauro perche’ cosi’ allo stadio hanno paura. Lauro mi e’ simpatico, volevo fare lo scambio di maglia, ma non si puo’, perche’ e’ sempre nudo”. Il bomber del Milan ripercorre la sua carriera stellare, tra successi e sconfitte, e spiega il senso della sua presenza: “Il fallimento non e’ il contrario del successo, e’ una parte del successo. Fare niente e’ il piu’ grande sbaglio che puoi fare. La cosa piu’ importante e’ fare ogni giorno la differenza, con impegno, dedizione, costanza, concentrazione. Non e’ il mio festival, ne’ quello di Amadeus, ma e’ il vostro, dell’Italia intera, la mia seconda casa”.

Classe e ironia, Ornella Vanoni si prende la scena: “Il pubblico non c’e’, ma l’emozione e’ uguale”. E punzecchia Fiorello: “Ma la tua passione e’ cantare? E’ un festival di musica, se canti anche tu non va bene, noi chi siamo?”. Poi si rivolge agli orchestrali: “Sono piu’ importanti loro del pubblico, magari ne capiscono di piu’. Ma sono stanchi, sfatti”. Al pubblico regala il medley su Una ragione di piu’, La musica e’ finita, Mi sono innamorato di te, Domani e’ un altro giorno, poi duetta con Francesco Gabbani su Un sorriso dentro al pianto. Canta anche Serena Rossi, che dopo il successo di Mina Settembre e’ pronta per il nuovo show La canzone segreta, dal 12 marzo su Rai1, e fa commuovere Ama dedicandogli ‘Io e te’ di Jovanotti. Giovanna Botteri cita L’anno che verra’ di Dalla, poi accenna alla sua esperienza da corrispondente in Cina, quando un anno fa il Paese scopri’ di essere in guerra contro il virus. Achille Lauro per il quadro finale ha scelto la sua C’est la vie, con un omaggio all’orchestra, e stavolta invoca la benedizione di Dio “su tutti noi, esseri umani”.

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Sanremo è diventato rock, vincono i Maneskin

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E’ il rock dei Maneskin con il brano Zitti e buoni a trionfare nella 71/a edizione del Festival di Sanremo. Il gruppo lanciato da X Factor ha battuto in finale la coppia Francesca Michielin e Fedez, secondi con Chiamami per nome, e Ermal Meta, super favorito della vigilia, terzo con Un milione di cose da dirti. ll verdetto, in qualche modo storico perche’ premia un genere che ha frequentato poco l’Ariston, e’ anche frutto di un cast innovativo selezionato da Amadeus per il suo secondo festival.

A Willie Peyote, con ‘Mai dire mai (La locura) e’ andato il Premio della Critica Mia Martini – Sezione Campioni, attribuito dalla Sala Stampa. Colapesce Dimartino con Musica leggerissima hanno conquistato il premio Lucio Dalla, assegnato dalla Sala Stampa Radio-Tv-Web, secondo Ermal Meta, terza Annalisa. Madame ha vinto il premio ‘Miglior testo Sergio Bardotti’ per il brano ‘Voce’, Meta il premio ‘Giancarlo Bigazzi per la miglior composizione musicale’. Si e’ chiusa cosi’ un’edizione difficile del Festival, che in un momento drammatico non e’ riuscita a mettersi pienamente in sintonia con il mood del Paese. Prima della gara, ad aprire la serata e’ stato Fiorello. Giubbotto di pelle rossa con le frange, lo showman ha reso omaggio a Little Tony. Poi ha scherzato con Amadeus che ha escluso l’ipotesi di un festival ter (“Ti capisco, perche’ e’ impegnativo, hai un’eta’, ma se non lo fai tu finalmente sto in pace”) e ha lanciato l’anatema sul futuro: “In bocca al lupo a quelli che verranno l’anno prossimo a fare il festival: vi auguro questa platea piena, la galleria piena, il pubblico in mezzo all’orchestra, milioni persone fuori dell’Ariston, ospiti internazionali, ma vi deve andare malissimo, ve lo auguro con tutto il cuore”.

 

“Ultima cosa. Mi ha chiamato Franceschini, sai che noi della cultura abbiamo la chat, e mi ha chiesto di ricordare che sono i 700 anni di Dante. Mi ha chiesto di leggere qualcosa: ma io le cose le so a memoria, declamo”. Ha recitato l’incipit dell’Inferno, l’ultimo verso del Paradiso e ha chiosato: “Quello che c’e’ in mezzo ve lo leggete voi perche’ noi abbiamo 26 cantanti”. Nelle gag sono finiti anche l’incolpevole opera lirica (“si potrebbero dire anche le parolacce, non se ne accorge nessuno”), il balletto (“Il lago dei cigni dura due ore e mezza, il cigno non muore mai”) e le recite scolastiche. Zlatan Ibrahimovic, venuto a commissariare il festival, ha definito la sua squadra: “In attacco Zlatan e Ibrahimovic, a centrocampo Fiorello perche’ serve il fantasista, in difesa l’orchestra perche’ ha difeso con i denti la forza della musica, Ama tu come portiere e come stopper Achille Lauro perche’ cosi’ allo stadio hanno paura. Lauro mi e’ simpatico, volevo fare lo scambio di maglia, ma non si puo’, perche’ e’ sempre nudo”. Il bomber del Milan ha ripercorso la sua carriera stellare, tra successi e sconfitte, e ha spiegato il senso della sua presenza: “Il fallimento non e’ il contrario del successo, e’ una parte del successo. Fare niente e’ il piu’ grande sbaglio che puoi fare. La cosa piu’ importante e’ fare ogni giorno la differenza, con impegno, dedizione, costanza, concentrazione. Non e’ il mio festival, ne’ quello di Amadeus, ma e’ il vostro, dell’Italia intera, la mia seconda casa”. Classe e ironia, Ornella Vanoni si e’ presa la scena: “Il pubblico non c’e’, ma l’emozione e’ uguale”. E ha punzecchiato Fiorello: “Ma la tua passione e’ cantare? E’ un festival di musica, se canti anche tu non va bene, noi chi siamo?”. Poi si e’ rivolto agli orchestrali: “Sono piu’ importanti loro del pubblico, magari ne capiscono di piu’. Ma sono stanchi, sfatti”. Ha regalato il medley su Una ragione di piu’, La musica e’ finita, Mi sono innamorato di te, Domani e’ un altro giorno, poi il duetto con Francesco Gabbani su Un sorriso dentro al pianto. Ha cantato anche Serena Rossi, che dopo il successo di Mina Settembre e’ pronta per il nuovo show La canzone segreta, dal 12 marzo su Rai1, e ha fatto commuovere Ama dedicandogli ‘Io e te’ di Jovanotti. Giovanna Botteri ha citato L’anno che verra’ di Dalla, poi ha accennato alla sua esperienza da corrispondente in Cina, quando un anno fa il Paese scopri’ di essere in guerra contro il virus. Achille Lauro per il quadro finale ha scelto la sua C’est la vie, con un omaggio all’orchestra, e stavolta ha invoca la benedizione di Dio “su noi, esseri umani”.

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