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Politica

Vannacci e Salvini, l’azzardo della Lega: cronaca di un’alleanza finita male

Dall’investitura al Tempio di Adriano alla rottura finale: l’operazione Vannacci racconta l’azzardo politico di Salvini e la deriva della Lega verso l’estrema destra.

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Era il 30 aprile 2024, primavera romana, Piazza di Pietra. Al Tempio di Adriano va in scena l’investitura pubblica di Roberto Vannacci nella Lega. A chiamarlo sul palco è Matteo Salvini, che organizza una festa politica a uso e consumo mediatico. Un’operazione simbolica, studiata, carica di tensione.

Un’operazione controcorrente

Salvini scommette sull’ex generale della Folgore in un momento di difficoltà politica e di sondaggi in calo. Una scelta che spinge la Lega verso l’estrema destra identitaria. L’azzardo è evidente anche sul palco: assente gran parte dell’establishment leghista. Non ci sono Giancarlo Giorgetti, Luca Zaia, Massimiliano Fedriga, né i capigruppo parlamentari. Un vuoto politico che pesa più delle presenze folcloristiche.

Il personaggio Vannacci

Vannacci arriva forte del successo editoriale de Il mondo al contrario, pamphlet che lo trasforma in capopopolo mediatico. Accetta senza imbarazzo l’etichetta di “camerata”, rivendica giudizi storici provocatori, si muove con disinvoltura tra telecamere e slogan. L’inchiesta disciplinare dell’Esercito, chiusa con una sospensione di 11 mesi e stipendio dimezzato, non scalfisce le sue ambizioni. La politica, per lui, è un piano di lungo periodo.

Il ribaltamento dei ruoli

Contrariamente alla narrazione ufficiale, non è Salvini a usare Vannacci: è Vannacci a usare la Lega. Il Carroccio diventa un mezzo di trasporto, un taxi politico destinato a essere abbandonato al momento opportuno. Il progetto è chiaro: costruire un soggetto autonomo, Futuro Nazionale, già in incubazione mentre il generale incassa visibilità e ruoli.

Le Europee e il prezzo pagato

Alle elezioni europee Vannacci porta oltre 550 mila preferenze. Ossigeno puro per Salvini, ma a un prezzo elevatissimo. A Strasburgo l’eurodeputato entra definitivamente nel personaggio: provocazioni continue, attacchi verbali, uscite contro avversari politici e colleghe. Episodi che imbarazzano il fronte moderato della Lega e alimentano fratture interne.

La promozione e la frattura

Nonostante i segnali, Salvini rilancia e lo nomina vicesegretario del partito. Una scelta che accelera la crisi. Vannacci gira l’Italia in campagna permanente, ma non per la Lega: per se stesso. Le adunate sono altalenanti, talvolta deserte. I messaggi restano gli stessi: negazione del patriarcato, attacchi all’inclusione, retorica identitaria spinta.

La rottura annunciata

La separazione era scritta. La Lega paga l’azzardo di essersi spinta nel “pozzo” dell’estrema destra senza riuscire a governarne le dinamiche. Salvini resta più solo di prima, Vannacci prosegue la sua corsa personale. L’alleanza luciferina evocata quel pomeriggio romano si è rivelata un boomerang politico.

Epilogo provvisorio

A distanza di due anni da Piazza di Pietra, resta la fotografia di un errore strategico: aver scambiato il consenso radicale per una scorciatoia di sopravvivenza. Per la Lega, il conto è ancora aperto. Per Vannacci, il progetto continua. In proprio.

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Salerno, Schlein: “Se ne occupa il Pd campano, attenzione agli alleati”

Elly Schlein a Napoli sulle elezioni comunali di Salerno: dossier seguito dal Pd campano, priorità al rapporto con gli alleati.

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“Delle elezioni a Salerno si sta occupando il partito regionale campano”.

Lo ha dichiarato Elly Schlein a Napoli, a margine dell’iniziativa “L’Italia che coltiva saperi”, commentando la corsa per la carica di sindaco nel capoluogo salernitano.

Attenzione al rapporto con gli alleati

La segretaria del Partito Democratico ha sottolineato che la direzione nazionale segue con attenzione il percorso, ribadendo la centralità del confronto con gli alleati.

“Stiamo dando sempre molto attenzione al rapporto con i nostri alleati, con cui abbiamo appena vinto le elezioni regionali”, ha affermato.

Il nodo De Luca e le tensioni nella coalizione

Le parole arrivano in un contesto segnato dall’ipotesi di candidatura di Vincenzo De Luca, prospettiva che ha incontrato la contrarietà di Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra.

La definizione della coalizione e del candidato unitario rappresenta ora uno snodo politico rilevante per il centrosinistra in vista del voto amministrativo.

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Politica

Regione, Tiberio Brunetti si dimette da consigliere per la comunicazione

Tiberio Brunetti lascia l’incarico di consigliere del presidente della Regione per la comunicazione istituzionale. Dimissioni formalizzate con decreto di Francesco Roberti.

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Tiberio Brunetti si è dimesso dall’incarico di consigliere del presidente della Regione per la comunicazione istituzionale e strategica.

Il recesso è stato formalizzato con decreto del governatore Francesco Roberti.

La nomina nell’ottobre 2025

Brunetti era stato nominato il 14 ottobre 2025, in un contesto definito strategico per le decisioni adottate dalla Regione. La scelta era stata motivata con la necessità di assicurare una comunicazione istituzionale di elevata professionalità.

I compiti assegnati

Tra le funzioni attribuite figuravano la gestione della comunicazione strategica nei rapporti con il Parlamento europeo, il Parlamento nazionale, il Governo, i ministeri e la Conferenza Stato-Regioni.

Rientrava inoltre nel suo mandato la cura della comunicazione delle informazioni strategiche della presidenza verso i media tradizionali e digitali, i cittadini e gli stakeholder.

Con le dimissioni si apre ora la fase per la eventuale sostituzione o ridefinizione dell’incarico.

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Politica

Trapianto a Napoli, Schillaci: “Faremo piena chiarezza”

Orazio Schillaci durante un evento istituzionale con microfoni davanti, senza scritte.

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“Certo che faremo chiarezza”.

Lo ha dichiarato il ministro della Salute Orazio Schillaci, rispondendo ai cronisti sulla vicenda del bambino sottoposto a trapianto a Napoli.

Le parole del ministro sono arrivate a margine della direzione nazionale di Fratelli d’Italia, svoltasi a Roma.

L’impegno del Ministero

La dichiarazione si inserisce nel quadro degli accertamenti in corso sulla gestione del caso clinico.

Il ministro ha ribadito la volontà di fare piena luce sulla vicenda, in attesa degli esiti delle verifiche e delle eventuali iniziative conseguenti.

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