Sarà un’altra Pasqua all’insegna dei rincari per i consumatori italiani. Aumenti che riguardano i dolci tradizionali delle feste ma anche i trasporti, con biglietti di aerei e treni già molto costosi a circa tre settimane dalla ricorrenza.
Secondo le associazioni dei consumatori, il quadro potrebbe aggravarsi ulteriormente nelle prossime settimane anche a causa delle tensioni internazionali e dei possibili effetti sui prezzi dei carburanti.
Uova di Pasqua con aumenti fino al 10%
Le uova di cioccolato registrano rincari a due cifre rispetto allo scorso anno.
Secondo le rilevazioni del Codacons, nei supermercati e nei negozi alimentari, al netto di promozioni e offerte, i prezzi risultano in crescita tra il 6% e il 10%.
Il prezzo al chilo di un uovo di marca industriale può arrivare a superare i 77 euro, contro i circa 70 euro registrati nel 2025.
A seconda della dimensione e della marca, le uova vendute nella grande distribuzione vanno dai 7 ai 22 euro, mentre quelle artigianali oscillano tra 30 e 40 euro. Per le versioni gourmet si possono superare anche i 100 euro a pezzo.
Perché i prezzi non scendono nonostante il cacao
Gli aumenti arrivano nonostante il calo delle quotazioni internazionali del cacao.
Il prezzo della materia prima è sceso a circa 3.300 dollari a tonnellata, dopo il record di circa 12mila dollari registrato a fine 2024.
Secondo le associazioni dei consumatori, però, molti prodotti in vendita sono stati realizzati con cacao acquistato dalle industrie quando i prezzi erano molto più alti. Le aziende starebbero quindi smaltendo le scorte comprate durante il picco delle quotazioni.
Colombe con rincari più contenuti
Aumenti più contenuti per le colombe pasquali.
Le versioni classiche registrano incrementi medi intorno al 3% rispetto allo scorso anno. I prezzi delle colombe industriali variano mediamente tra 5,40 e 15,90 euro.
Le colombe farcite, invece, hanno prezzi più elevati, generalmente compresi tra 8,50 e 19,90 euro.
Il giro d’affari complessivo legato a uova di Pasqua e colombe in Italia supera i 600 milioni di euro l’anno.
Viaggi sempre più costosi per tornare a casa
Non va meglio per chi deve spostarsi durante le festività.
Secondo Assoutenti, i prezzi dei voli risultano già molto elevati nonostante manchino ancora circa venti giorni alla Pasqua.
Per un viaggio tra venerdì 3 aprile e martedì 7 aprile, i prezzi minimi partono da 418 euro per la tratta Genova-Catania, 343 euro da Milano a Crotone e 324 euro da Roma a Reggio Calabria.
Tra le tratte più costose figurano anche Napoli-Olbia (310 euro), Verona-Catania (297 euro), Milano-Brindisi (296 euro) e Milano-Catania (290 euro).
Si tratta di prezzi che spesso non includono servizi aggiuntivi come il bagaglio a mano o la scelta del posto.
Anche i treni ad alta velocità aumentano
I rincari riguardano anche i treni.
Un viaggio di sola andata in alta velocità acquistato ora per il 3 aprile può costare 185 euro da Torino a Reggio Calabria con Italo e 175 euro partendo da Milano.
Con Trenitalia servono 120 euro da Milano a Lecce, 116 euro da Torino a Bari, 96 euro da Venezia a Lecce e 92 euro da Genova a Salerno.
Possibili nuovi aumenti per carburanti e tensioni internazionali
Secondo le associazioni dei consumatori, le tariffe potrebbero aumentare ulteriormente con l’avvicinarsi delle festività a causa della maggiore domanda di spostamenti.
A pesare potrebbero essere anche eventuali rincari dei carburanti e le difficoltà operative delle compagnie aeree, legate alle tensioni internazionali e alla chiusura di alcuni spazi aerei.
Fattori che, secondo i consumatori, rischiano di essere trasferiti sui prezzi finali pagati dai viaggiatori italiani.