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Vaccini, Orlando: io sono per l’obbligo ma ci sono differenze in maggioranza

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“Obbligo vaccinale? Non avrei alcuna remora a sostenere questa posizione, ma ci sono difficolta’ all’interno della maggioranza”. Lo ha detto nel corso di un’intervista a Radio Immagina, a margine del confronto con il segretario della Cgil Maurizio Landini alla Festa Nazionale dell’Unita’, il ministro del Lavoro Andrea Orlando. “Personalmente – ha spiegato Orlando – sono favorevole, compatibilmente con tutte le verifiche del caso dal punto di vista scientifico e dal punto di vista della costituzionalita’ di un’eventuale norma introdotta in questo senso. Di certo non avrei alcuna remora a sostenere una posizione di questo tipo, ma – ha concluso – vedo difficolta’ applicative a causa delle opinioni differenziate che ci sono all’interno della maggioranza”.

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Ambiente

Crescono emissioni gas serra in Italia, +6% nel 2021

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L’Italia a parole si impegna a rispettare gli obiettivi di decarbonizzazione della Ue, ma poi la realta’ e’ un’altra. Nel 2021 le emissioni di gas serra aumenteranno del 6%, l’installazione di nuove rinnovabili e’ quasi ferma, le auto elettriche sono poche. Per questo le aziende italiane della green economy chiedono una legge apposita sul clima. La Relazione annuale sull’economia verde italiana, presentata oggi agli Stati generali della Green Economy, alla fiera Ecomondo di Rimini, lancia l’allarme con la forza dei numeri. A preparare la ricerca e’ stata la Fondazione Sviluppo Sostenibile dell’ex ministro dell’Ambiente Edo Ronchi, per conto del Consiglio nazionale della green economy, la rete delle associazioni di impresa del settore. Le emissioni di gas serra in Italia nel 2021 hanno ripreso a crescere dopo la frenata della pandemia, si stima del 6%. Secondo la Relazione, per recepire gli obiettivi europei l’Italia dovrebbe tagliare le proprie emissioni del 26,2% nei prossimi 10 anni, riducendole del 2,6% all’anno. Negli ultimi cinque anni l’installazione di rinnovabili si e’ quasi fermata. Colpa dei processi autorizzativi troppo lunghi e delle opposizioni popolari ai nuovi impianti, specie le pale eoliche. L’energia del vento e’ stata la piu’ colpita, con un -7,8%. Oggi in Italia si installano solo 0,8 giga di rinnovabili all’anno, quando per raggiungere i target europei ne servirebbero 8. Siamo sempre campioni d’Europa in economia circolare: primi per produttivita’ delle risorse, secondi per tasso di riciclo dei rifiuti e utilizzo di materiale riciclato. Pero’ da noi le auto elettriche sono solo il 4,3% delle nuove immatricolazioni: 60.000 veicoli, ben lontane dall’obiettivo di 6 milioni di auto nuove al 2030. L’Italia e’ al secondo posto in Europa per prelievo pro capite di acqua potabile, e il consumo di suolo nel nostro paese avanza di 15 ettari al giorno, 2 metri quadrati al secondo. L’agricoltura biologica continua ad aumentare, ed e’ arrivata al 15% della superficie coltivata. Ma le emissioni di gas serra dall’agricoltura non scendono da dieci anni. Se l’Italia rallenta nella transizione ecologica, la crisi climatica non si ferma. Nel 2020 gli eventi estremi connessi al clima nel nostro paese sono stati quasi 1.300. Nel 2011 erano meno di 400. Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, in un videomessaggio inviato agli Stati generali prova a vedere il bicchiere mezzo pieno: “”Nonostante la pandemia, non c’e’ stato in Italia uno stop degli investimenti green. Oltre il 70% delle grandi imprese ha fatto investimenti importanti in questo settore”. Tuttavia, ammette che “sulle rinnovabili e’ necessario uno sforzo enorme”. Le 68 associazioni di impresa del Consiglio nazionale della green economy chiedono ora a governo e parlamento una legge sul clima, come c’e’ in Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna. Un provvedimento che fissi target annuali di decarbonizzazione e impegni vincolanti per singoli territori e settori produttivi, per dare un’accelerazione a una transizione ecologica che arranca. “L’Italia non deve perdere questa occasione – ha concluso Edo Ronchi -. Deve puntare, con piu’ decisione, a far parte delle locomotive europee della green economy”.

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Lega Nazionale Dilettanti, Cosimo Sibilia si dimette e spiega il perchè in una lettera pubblica

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“Care amiche ed amici Dirigenti delle Societa’, tesserati tutti, ritengo doveroso rivolgermi direttamente a Voi che costituite il grande mondo del calcio dilettantistico e giovanile del nostro Paese. Che, sia detto senza tema di smentite, non “rappresentate” ma “siete” la Lega Nazionale Dilettanti. Ho deciso di rassegnare le mie irrevocabili dimissioni dalla carica di Presidente della L.N.D. con effetto immediato”. Comincia cosi’ la lunga lettera con cui Cosimo Sibilia saluta societa’ e tesserati della Lega Nazionale Dilettanti spiegando le ragioni delle sue dimissioni. “Voi tutti, nel Gennaio del 2017, mi avete dato la grande gioia e l’onore di essere eletto, grazie al voto della totalita’ dei Delegati Assembleari, all’unanimita’ degli aventi diritto al voto – ricorda il dirigente campano – In quel momento la Lega Nazionale Dilettanti attraversava un momento di grande difficolta’, sia per il decremento delle Societa’ e dei tesserati, sia per la situazione economica. Nel quadriennio che e’ seguito, grazie ad una oculata gestione e, soprattutto, ad iniziative che hanno favorito lo sviluppo dell’attivita’ sul territorio, siamo riusciti ad invertire la tendenza negativa, fermando l’emorragia di Societa’ e tesserati ed a mettere la Lega Nazionale Dilettanti in una situazione di grande tranquillita’ dal punto di vista economico e finanziario”.

“Nel Gennaio di questo anno, inoltre – prosegue Sibilia nella lettera – con il voto di quasi l’87% dei Delegati Collettivi avete inteso non solo rinnovarmi la Vostra fiducia ma avete chiesto che, nell’interesse della stessa Lega, presentassi la mia candidatura a Presidente della Figc. Con spirito di servizio, pur risultando chiaro che gli impegni precedentemente assunti non sarebbero stati rispettati e che, di conseguenza, si sarebbero formate maggioranze diverse, ho coerentemente presentato, nel rispetto del mandato ricevuto, la mia candidatura. E di cio’ ne vado fiero, perche’ non bisogna pensare alle cariche che si ricoprono come momento di glorificazione personale ma come ‘servizio’ per gli altri. Ho dunque ritenuto giusto, corretto e coerente, pur nella consapevolezza di un risultato negativo, rispettare l’impegno che conseguiva al mandato ricevuto dai Delegati collettivi della Lega Nazionale Dilettanti. E per questo potro’ sempre camminare a testa alta, guardando negli occhi e stringendo la mano ad ognuno di Voi. All’esito di quel risultato, tuttavia, soprattutto perche’ nell’ambito della stessa Lega Dilettanti si sono posti in essere, da parte di taluni, comportamenti che, complice il segreto dell’urna, sono andati in contrasto con il formale mandato che mi era stato conferito, avrei voluto rassegnare le mie dimissioni”.

“Ancora una volta, pero’, ha doverosamente – almeno nella mia visione della vita e dei rapporti con le persone, come del resto sta a testimoniare il mio percorso non solo sportivo – prevalso lo spirito di servizio, la voglia di accompagnare la Lega Nazionale Dilettanti e l’intero movimento calcistico nel momento piu’ difficile che la storia, purtroppo non solo sportiva, del nostro Paese ha conosciuto dal dopoguerra – spiega Sibilia – Lasciare l’incarico nel pieno dell’emergenza pandemica, quando i Campionati e l’attivita’ di rilievo nazionale, tra le mille difficolta’ che Voi tutti avete vissuto, doveva essere portata a termine, sarebbe sembrata, almeno ai miei occhi, come una vera e propria diserzione. Ho dunque atteso la conclusione della stagione sportiva, l’inizio di questa nuova con l’avvio dei campionati, per potermi ritenere finalmente libero di comunicare il mio pensiero. Rassegno le mie irrevocabili dimissioni alla vigilia di un appuntamento che per certi versi dovrebbe apparire un atto “formale” ma che, tuttavia, forzatamente, per volonta’ di terzi, potrebbe avere una rilevanza diversa”. “Era infatti indetta per dopodomani, 28 Ottobre prossimo – ricorda ancora Sibilia – una riunione del Consiglio Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti nell’ambito del quale si doveva procedere all’approvazione del Bilancio consuntivo relativo alla stagione sportiva 2020/2021. Un Bilancio che, come ho potuto evidenziare nella Relazione illustrativa, puo’, senza tema di· smentite, definirsi ‘straordinario’ perche’ tale e’ stato l’ultimo anno che abbiamo vissuto. Un Bilancio, tuttavia, che nonostante le grandissime difficolta’ economiche derivanti dalla mancata attivita’ a livello territoriale, si chiude con una perdita di gran lunga inferiore a quella preventivata ed interamente assorbita grazie ai risparmi realizzati negli anni precedenti. Perdita che, nel documento programmatico, era stata approvata all’unanimita’ dal Consiglio Direttivo, Organo deliberante che, coerentemente con il voto precedente, dovrebbe non solo approvare il consuntivo ma esprimere apprezzamento per essere stato ridotto, rispetto alla previsione, il deficit di oltre 700mila Euro. Questo, come appare ovvio, sarebbe dovuto accadere se tutti avessero avuto comportamenti coerenti, lineari, esprimendo valutazioni ‘nel merito’ e scevre da posizioni pretestuose ed eterodirette”.

“Come e’ stato anticipato da alcuni organi di informazione che mostrano di godere del privilegio di ‘fonti’ dirette – osserva il dirigente sportivo – sembra che, su esplicita richiesta di terzi poco inclini evidentemente alle dinamiche democratiche che prevedono anche il dissenso e non solo l’adulazione, contrariamente alla coerenza, all’interesse complessivo della Lega Nazionale Dilettanti e del movimento calcistico, una buona parte del Consiglio Direttivo non avrebbe voluto approvare il Bilancio. La sola ipotesi che una simile vergogna potesse accadere mi impone, ancora una volta privilegiando l’interesse della Lega Nazionale Dilettanti rispetto a quello personale, di farmi da parte, cosi’ favorendo le condizioni perche’ un ‘atto dovuto’ non venga barattato con il mercato delle aspirazioni carrieriste. Quanto a me, credo che il rassegnare le dimissioni costituisca la giusta conclusione di un percorso che mi ha visto privilegiare sempre dignita’, correttezza, responsabilita’ e soprattutto onesta’. Rifugiandomi nelle parole di un grande scrittore come Gabriel Garcia Marquez convintamente, percio’, faccio mia la frase “Non piangere perche’ e’ finito, sorridi perche’ e’ successo”. A tutti Voi – conclude Sibilia – gli auguri delle migliori fortune sportive e nella vita”.

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Regione Campania, approvata a maggioranza il Defrc 2022-2024 col voto contrario di M5s e centrodestra

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Il Consiglio regionale della Campania, presieduto da Gennaro Oliviero, ha approvato (28 voti favorevoli e 8 contrari), a maggioranza, con il voto contrario delle opposizioni di centrodestra e del Movimento 5 Stelle, il Documento di economia e finanza 2022-2024 e relativa Risoluzione di maggioranza. Il documento è stato introdotto dal presidente della commissione Regionale Bilancio, Francesco Picarone (Pd), che ha evidenziato le molteplici azioni strategiche previste dal Defrc che riguardano l’azione di governo regionale ed investono i diversi settori, dall’incremento del livello delle prestazioni sanitarie, al risanamento ambientale e potenziamento delle energie rinnovabili, alle politiche attive per il lavoro, alle politiche sociali, per l’inclusione sociale e per le pari opportunità, dalla riforma del sistema urbanistico al rafforzamento dell’offerta dell’edilizia popolare, dalle azioni di sostegno alla natalità e alla famiglia al potenziamento della pubblica amministrazione regionale. “Il Defrc è incolore e privo di contenuti operativi, non è idoneo per la realizzazione degli obiettivi strategici regionali e per garantire la tenuta e lo sviluppo del sistema economico e sociale della Campania – ha detto il capo dell’opposizione di centrodestra, Stefano Caldoro -, pertanto non si ritiene di procedere a nuove proposte, ma si ritiene opportuno istituire un tavolo istituzionale a sostegno delle politiche della Regione per affrontare e risolvere le gravi problematiche del nostro territorio. La situazione di emergenza della Campania persiste come dimostrano tre questioni – ribadisce Caldoro -: sanità, ambiente e rifiuti, trasporto pubblico locale. In particolare, abbiamo una scarsa offerta sanitaria, la inappropriatezza dei fabbisogni tanto che si assiste continuamente al blocco dell’assistenza sanitaria convenzionata; sui rifiuti la situazione è peggiorata, dilaga l’illegalità perché mancano i controlli; il trasporto pubblico locale che vede una situazione drammatica nonostante gli investimenti e le risorse disponibili”.

 

“C’è un tema di materiale rotabile vecchio ma i tempi delle gare, almeno di un anno, rendono complesso e lungo fino a cinque anni il procedimento per il suo rinnovamento, ma va evidenziato che, negli anni del governo Caldoro, nulla è stato messo in campo facendo accumulare alla Campania un grande svantaggio” ha replicato il presidente della commissione regionale Trasporti, Luca Cascone (De Luca presidente) – , la Campania, nel Pnrr, è la prima regione per le maggiori risorse per le ferrovie, per l’acquisto di nuovi treni e autobus, per i porti. Sono certo che, una volta investite queste risorse, avremo importanti risultati”.

Valeria Ciarambino. Consigliera Regionale del M5S e vicepresidente del Consiglio regionale 

“La commissione Bilancio che ha approvato il Defrc è stata mesta e caratterizzata dall’assenza delle forze politiche, escluso il M5S – ha evidenziato la capogruppo del M5S Ciarambino -; oggi siamo chiamati a discutere di un provvedimento fondamentale per l’economia della Regione soprattutto alla luce del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per il quale abbiamo chiesto più volte di attuare un’ampia partecipazione e condivisione con il Consiglio regionale ma, ad oggi, non è stata realizzata. La nostra Risoluzione indica i punti fondamentali per lo sviluppo della Regione ed infatti, molte delle nostre proposte sono state inserite nella Risoluzione di maggioranza”. “Registro in queste ore e in queste settimane, che ci preparano alla discussione del Bilancio, un clima sereno e costruttivo – ha detto il capogruppo di De Luca presidente, Carmine Mocerino -, la pandemia ha prodotto ingenti danni all’economia mondiale, nazionale e regionale, il peggio è alle spalle ma la nostra attenzione deve essere tenuta alta. La Campania ha retto grazie al nostro piano per l’emergenza socio economica regionale, per i sacrifici dei lavoratori, per il senso di responsabilità dei campani che ci ha condotto all’80% delle vaccinazioni, presupposto fondamentale per la ripresa economica. Stiamo lavorando in modo significativo, concreto ed efficace per una Campania migliore” ha concluso Mocerino.

“Il Defrc abbraccia tutte le politiche della Regione e riesce ad intercettare il nuovo ciclo di programmazione dei fondi europei 2021-2027 e del Pnrr” ha detto l’assessore regionale al bilancio, Ettore Cinque, che si è lungamente soffermato sulle azioni strategiche messe in campo per la sanità evidenziando che “l’obiettivo è il potenziamento delle strutture sanitarie pubbliche”. “La nostra opposizione vuole essere costruttiva, tenuto conto del delicato momento economico e sociale che la nostra Regione sta attraversando, ed è per questo che proponiamo l’istituzione di un tavolo di confronto sul Pnrr” ha sottolineato la capogruppo di FI, Annarita Patriarca. C

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