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Cronache

Usavano mezzi sofisticati per rubare auto nei centri commerciali: pedinati e arrestati

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Troppi furti di auto e di oggetti lasciati al loro interno nel parcheggio del centro commerciale Campania a Marcianise, Caserta e i carabinieri hanno deciso di vederci chiaro così hanno attivato servizi di osservazione, molti controlli, pedinamenti, fino a quando hanno beccato la banda: quattro persone, uno di loro è fin top in carcere gli altri tre ai domiciliari con il braccialetto elettronico. Si tratta di Maurizio Camerlingo di 50 anni; con il braccialetto elettronica Guido Bianco, 42 anni, Rosario Aprea,39 anni e  Raffaele Russo,36 anni.

Le indagini dei Carabinieri hanno potuto imputare ai quattro ladri diciannove furti di auto, molti dei quali nell’area del centro Campania ma anche nei parcheggi di altri centri commerciali fra Napoli e Caserta, come Ikea e Le porte di Napoli.
L’attivita investigativa ha consentito di appurare le sofisticate modalità utilizzate dai quattro: apertura manuale della portiera con l’ausilio di strumenti di effrazione; manomissione della centralina con l’impiego di dispositivo chiavetta connessa con interfaccia Obd (on-board diagnostics); rimozione del nottolino di accensione del veicolo; impiego di dispositivo ‘jammer’, inibitore delle frequenze emesse dagli eventuali Gp tracker antifurto installati sulle autovetture. Nel corso delle indagini i Carabinieri hanno rinvenuto e restituito ai legittimi proprietari 13 autovetture rubate.

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Venezuela, è Roberto Vivaldi italiano catturato da Interpol

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Il direttore dell’Interpol in Venezuela, Carlos Garate, ha annunciato che l’italiano arrestato ieri nella Isla Margarita si chiama Roberto Vivaldi, e non Flavio Febi come aveva reso noto un ufficiale della polizia venezuelana. Via Twitter Garate ha indicato che “e’ stato arrestato da funzionari dell’Interpol il cittadino di nazionalita’ italiana Roberto Vivaldi, per cui esisteva dal 2019 un ‘codice rosso’ diffuso dall’Ufficio centrale nazionale (Ocn) a Roma. E’ accusato, fra l’altro, di frode, bancarotta, evasione fiscale e truffa. Si tratta, ha concluso il direttore di Interpol Venezuela, del n.10 nella lista degli individui piu’ ricercati in Italia.

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L’imprenditore Alfredo Romeo a processo con l’accusa di associazione a delinquere

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Alfredo Romeo, l’imprenditore napoletano coinvolto in un’inchiesta su un presunto sistema criminale che secondo la Procura di Napoli era in grado di condizionare appalti in strutture pubbliche e non dovrà affrontare un processo. I reati contestati nell’inchiesta a diversi indagati erano quelli di corruzione, associazione a delinquere, millantato credito, evasione fiscale, frode in pubbliche forniture. Romeo è stato prosciolto da molti capi di imputazione, tra questi quello grave di corruzione e reati fiscali, risponderà del reato di associazione per delinquere. Insieme con l’imprenditore napoletano, vanno a processo anche l’ex parlamentare Italo Bocchino, l’ex ‘governatore’ della Regione Campania, Stefano Caldoro, e l’attuale direttore generale dell’Asl Napoli 1 Centro, Ciro Verdoliva.

Alfredo Romeo. Patron della Romeo Gestioni

L’ex presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, va a giudizio per traffico di influenze, insieme con l’ex parlamentare Italo Bocchino e con lo stesso Romeo. Prosciolti dalle accuse di corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio tre agenti di polizia,  a giudizio due finanzieri.

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Morta a Napoli, il pg chiede 24 anni per ex compagno della vittima

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Il sostituto procuratore generale di Napoli Giovanni Cilenti, al termine della requisitoria, ha chiesto 24 anni di carcere per Mario Perrotta, sotto processo davanti alla quinta sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli (presidente Rosa Romano, giudice a latere Taddeo), per la morte di Arianna Flagiello, deceduta nell’agosto del 2015, dopo essersi lanciata nel vuoto dalla propria abitazione al Vomero. Il pg ha ripercorso la storia della tribolata relazione tra Mario Perrotta e Arianna Flagiello, e letto i messaggi che l’uomo mandava alla donna, estrapolati dal telefono della vittima. Perrotta, condannato in primo grado a 22 anni di reclusione, ha rilasciato dichiarazioni spontanee durante l’udienza che ha visto anche le discussioni degli avvocati di parte civile Giovanna Cacciapuoti, legale dell’associazione “Salute Donna” e dei legali dei familiari della vittima (genitori e sorella, presenti in aula insieme con la criminologa Antonella Formicola), gli avvocati Pasquale Coppola e Marco Imbimbo. I due anni di carcere in piu’ rispetto alla condanna inflitta in primo grado, chiesti dal sostituto procuratore generale, riguardano il reato di tentata estorsione (per il quale Perrotta era stato assolto in primo grado) in relazione a delle richieste di denaro che l’imputato rivolgeva ad Arianna e alla madre di quest’ultima, ha sottolineato il pg, accompagnate da minacce. La prossima udienza e’ stata fissata per il 15 marzo, durante la quale discuteranno i legali di Perrotta, gli avvocati Sergio Pisani e Vanni Cerino. Al termine delle arringhe i giudici si riuniranno in camera di consiglio. Soddisfazione e’ stata espressa dai parenti della vittima, i genitori e la sorella, presenti in aula e si dicono certi che la figlia “otterra’ giustizia anche nel secondo grado di giudizio”. “Credo sia stata una giornata importante – ha detto la criminologa Antonella Formicola – durante la quale si e’ fatta luce sugli anni terribili vissuti da Arianna a causa dell’ex, una situazione dalla quale, nonostante i tentativi di aiuto da parte di chi le voleva bene, non e’ riuscita a liberarsi. La sua storia – ha aggiunto Formicola – deve spingere chiunque stia vivendo la stessa situazione a denunciare. Il procuratore ha opportunamente ricordato gli atteggiamenti violenti di Perrotta, le testimonianze anche due suoi amici, che lo condannano, i messaggi violenti che le mandava. La famiglia e’ fortemente convinta, come anche il pg, che Arianna non era depressa ma esasperata dai comportamenti dell’ex. Per questo si e’ tolta la vita, altro che atto dimostrativo finito male”.

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