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“Uno psicologo in ogni scuola”, Carelli (Ci) presenta la sua legge agli studenti del Liceo Manzoni di Caserta

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“Oggi è una giornata importante per l’Ordine degli Psicologi della Campania, perchè si chiude il cerchio di un intenso lavoro avviato a livello regionale che trova adesso quella cornice nazionale tanto attesa, grazie all’importante impegno dell’onorevole Carelli”. A dirlo è il presidente dell’Ordine degli Psicologi della Campania, Armando Cozzuto, che insieme al consigliere Tesoriere Angelo Rega, referente del gruppo di lavoro Scuola, è intervenuto all’incontro organizzato a Caserta con il deputato Emilio Carelli, promotore della proposta di legge per l’istituzione del servizio di psicologia scolastica a livello nazionale. “Come Ordine della Campania – ricorda Cozzuto – siamo impegnati da tempo su questo fronte a livello regionale. In piena emergenza Covid abbiamo lavorato per rendere concreto sul territorio il protocollo d’intesa che ha consentito a 699 istituzioni scolastiche campane di vedere la presenza dello psicologo al loro interno. Successivamente abbiamo siglato un protocollo con l’Ufficio scolastico regionale, che ha portato alla costituzione di un comitato tecnico-scientifico e, da lì, a una proposta di legge che la VI commissione consiliare permanente, per il tramite della presidente Bruna Fiola e della consigliera Vittoria Lettieri, ha portato al vaglio del Consiglio regionale e che adesso e’ all’esame delle commissioni competenti”. L’incontro cui ha partecipato l’onorevole Carelli è stato organizzato dal Liceo Statale Manzoni di Caserta. Un incontro per parlare della proposta di legge di Carelli volta a istituire la figura del cosiddetto Psicologo Scolastico.  “È stato un piacere confrontarmi con gli studenti e le studentesse. Mi hanno trasmesso il loro desiderio che la proposta di legge si concretizzi. Li ringrazio per il loro riscontro e sono felice di andare nella direzione che auspicano” ha spiegato Carelli.  “Lo psicologo – ha argomentato il parlamentare – diventa centrale soprattutto nell’ambito della prevenzione in quanto il disagio giovanile con lo scoppio della pandemia è cresciuto sensibilmente e, quindi, è necessario che ci siano dei professionisti che possano essere di supporto al mondo scuola in questa delicata fase storica”. E per dare il senso dell’importanza di un servizio di cura psicologica dei giovani, Carelli ha citato un caso concreto che l’ha toccato personalmente. “Nella scuola frequentata dai miei due figli un ragazzo dopo un brutto rimprovero da parte di un insegnante, rimprovero apparentemente innocuo, come tanti, ha aperto la finestra e si è lanciato di sotto. Per fortuna se l’è cavata con delle fratture per la presenza di alberi e cespugli. Io credo che se ci fosse stato lo psicologo, molto probabilmente, questa tragedia si sarebbe evitata dal momento che sarebbe stato in grado di intercettare il disagio che stava vivendo lo studente prevedendolo”. Ai lavori hanno partecipato anche l’avvocato Giovanni Mastroianni, esperto in diritto amministrativo e scolastico e amico del parlamentare di Coraggio Italia, ispiratore di questo incontro; Armando Cozzuto, Presidente dell’Ordine degli Psicologi della Regione Campania; Angelo Rega, Consigliere e Tesoriere dell’Ordine degli Psicologi della Regione Campania/Referente del Gruppo di Lavoro “La ricerca e l’intervento in materia di psicologia scolastica”;  Giuseppe Scialla, Garante dei Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza della Campania. I lavori sono stati coordinati del caporedattore de’ Il Mattino di Caserta Claudio Coluzzi.

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Esteri

Putin merita rispetto, bufera sul capo della Marina tedesca

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“Putin vuole solo rispetto, e lo merita”. Le parole del capo della Marina tedesca circolano sulla rete e imbarazzano Berlino. Un video girato in India, a Nuova Delhi, nel corso di uno scambio di opinioni organizzato da un Think tank, e poi finito su Twitter, ha provocato clamore in Germania dove il vice ammiraglio Achim Kay Schoenbach e’ stato chiamato a rapporto dall’ispettore generale dell’esercito tedesco Eberhard Zorn. Nei giorni in cui anche la Germania e’ alle prese con le delicatissime trattative internazionali con Mosca, per evitare il temuto attacco militare all’Ucraina, Schoenbach si e’ lasciato andare ad un’analisi da cui il governo tedesco ha preso le distanze: “Le sue esternazioni, nei contenuti come nella scelta delle parole, non corrispondono in alcun modo alla posizione del ministero della Difesa”, ha detto un portavoce in una nota. “Davvero Putin vuole incorporare una parte dell’Ucraina? – dice in inglese il capo della Marina nel video – Questo e’ un nonsenso. Probabilmente il Cremlino vuole esercitare un po’ di pressione, perche’ Putin sa di poterlo fare. Cosi’ puo’ dividere l’Europa. Quello che Putin vuole davvero e’ rispetto. E’ facile dargli il rispetto che vuole e che, probabilmente, merita anche”. Il viceammiraglio afferma fra l’altro che “la Russia ci serve, ci serve contro la Cina”. “Io sono un cattolico romano radicale. Io credo in Dio e nella cristianita’”, sillaba nella discussione, in cui argomenta che “la Russia e’ un paese cristiano”, la Cina no. Schoenbach fa delle valutazioni anche sull’invasione russa passata: “La Crimea e’ andata. Non tornera’ mai indietro. Questo e’ un fatto”, conclude sull’annessione della penisola, che non ha mai avuto il riconoscimento della comunita’ internazionale.

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Cronache

Voto scambio politico-mafioso, assolto ex sindaco e l’ex comandante della municipale di Casavatore

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Il Tribunale di Napoli Nord ha assolto con la formula “perche’ il fatto non sussiste”, dall’accusa di collusione con la camorra, l’ex sindaco di Casavatore (Napoli) Lorenza Orefice, l’ex comandante della Polizia Municipale Antonio Piricelli (difeso dall’avvocato Girolamo Catena), il maresciallo Vincenzo Orefice ed altri dodici imputati, tra cui Salvatore Ferone, nipote del boss di camorra Ernesto Ferone. Le accuse contestate a vario titolo dalla Dda di Napoli (sostituto Ada Marra) erano di voto di scambio politico-mafioso e altri reati con l’aggravante mafiosa, ma il collegio presieduto da Eleonora Pacchiarini non ha condiviso l’impostazione della Procura anticamorra. Le indagini della Dda, affidate ai carabinieri, avevano portato allo scioglimento per infiltrazioni camorristiche del Comune di Casavatore nel 2017, mentre a guidarlo c’era il sindaco Lorenza Orefice, eletta nel 2015; dagli accertamenti dei carabinieri sono nati vari procedimenti penali. Il solo Piricelli, allora comandante della Municipale – oggi comanda la polizia locale nel comune casertano di San Marcellino – ha subito tre inchieste, ottenendo un’archiviazione e due assoluzioni piene, l’ultima oggi dalla grave accusa di collusione con la camorra.

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Esteri

Pedofilia, dossier Monaco: verifiche della Procura su 42 casi

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La procura di Monaco di Baviera ha avviato delle verifiche, in relazione al rapporto indipendente presentato ieri sugli abusi sessuali nella locale arcidiocesi, su 42 casi di comportamenti inappropriati da parte di uomini di Chiesa, compresi i possibili errori nella gestione del fenomeno. E’ presto per dire se il dossier-choc sulla diocesi bavarese possa gia’ estendere i suoi effetti dal campo strettamente ecclesiale e canonico a quello giudiziario, e anche chi siano le persone interessate dagli accertamenti della magistratura. “All’inizio di agosto sono state trasmesse dallo studio legale Westpfahl Spilker Wastl 41 casi (e un nuovo caso nel novembre 2021) nei quali, secondo il rapporto di Monaco, ci sarebbe stato un comportamento errato da parte di responsabili ecclesiali. Questi casi sono parte della perizia, e si riferiscono esclusivamente a responsabili ecclesiali ancora in vita, e sono stati trasmessi in forma strettamente anonima”, ha risposto la procura di Monaco I. “Quali norme penali siano state violate e’ ancora oggetto della verifica”, ha aggiunto. Sta di fatto che il rapporto commissionato dall’arcidiocesi, oltre a censire in almeno 497 le vittime di abusi in un periodo di 74 anni (dal 1945 al 2019) e in 235 gli autori degli abusi, fra cui 173 preti e nove diaconi, ha evidenziato anche “comportamenti erronei” da parte dei vertici: in particolare quattro casi a carico dell’attuale Papa emerito Joseph Ratzinger, arcivescovo di Monaco dal 1977 al 1982, 21 a carico del successore, il cardinale Friedrich Wetter, e due a carico dell’attuale arcivescovo, card. Reinhard Marx. E proprio all’indomani della pubblicazione del rapporto che scuote e getta nell’imbarazzo non solo la Chiesa tedesca ma anche il Vaticano, papa Francesco, rivolgendosi alla plenaria della Congregazione per la Dottrina della Fede (lo stesso Dicastero di cui Ratzinger fu prefetto per quasi 24 anni) ha sentito oggi il bisogno di assicurare che “nella lotta contro gli abusi di ogni tipo” la Chiesa “sta portando avanti con ferma decisione l’impegno di rendere giustizia alle vittime degli abusi operati dai suoi membri, applicando con particolare attenzione e rigore la legislazione canonica prevista”. “In questa luce – ha ricordato il Pontefice – ho recentemente proceduto all’aggiornamento delle Norme sui delitti riservati alla Congregazione per la Dottrina della Fede, con il desiderio di rendere piu’ incisiva l’azione giudiziaria. Questa, da sola, non puo’ bastare per arginare il fenomeno, ma costituisce un passo necessario per ristabilire la giustizia, riparare lo scandalo, emendare il reo”. Intanto, il governo tedesco rivendica che la Chiesa “faccia chiarezza in modo completo e trasparente”, ha detto la portavoce del cancelliere Olaf Scholz, Christiane Hoffamnn. “Gli abusi e il modo in cui sono stati gestiti i casi lasciano senza parole”, ha affermato. “E’ chiaro che non si tratta di una questione interna della chiesa. Dove ci sono ancora oggi indizi di reati perseguibili, gli enti giudiziari devono naturalmente indagare e perseguire. Ed e’ noto che gli enti giudiziari abbiano gia’ intrapreso altri accertamenti”, ha chiarito a sua volta un portavoce del ministro della Giustizia tedesco Marco Buschmann. In Italia, messaggi di vicinanza e solidarieta’ verso il Papa emerito arrivano da Davide Prosperi, presidente della Fraternita’ di Comunione e Liberazione, secondo cui “la personalita’ e l’opera di Benedetto XVI smentiscono le accuse infamanti alla sua persona”. Cosi’ come da Maurizio Lupi, presidente di Noi con l’Italia, per il quale “l’attacco a Benedetto XVI per presunte coperture date a quattro sacerdoti pedofili negli anni in cui era arcivescovo di Monaco e’ evidentemente pretestuoso, senza prove e basato solo sul personale convincimento degli avvocati che hanno curato il dossier, i quali peraltro lanciano accuse molto vaghe”. “Ma tanto basta – aggiunge – per una campagna stampa diffamatoria nei confronti di Joseph Ratzinger, il cui operato contro la piaga della pedofilia e’ universalmente noto”. Un tema che resta aperto, comunque, e’ come mai – considerando i rapporti sulla pedofilia nella Chiesa che si susseguono da una nazione all’altra – indagini analoghe non si facciano anche in Italia. E su questo, il massimo esperto vaticano in materia, il padre gesuita tedesco e docente alla Gregoriana Hans Zollner, intervistato dalla Stampa, e’ piu’ che chiaro: “Queste indagini condotte in modo oggettivo e pubblicate servono assolutamente. E servirebbe anche in Italia, certo, cosi’ si guarderebbe in faccia la realta’ e non si continuerebbe a negare qualcosa che viene continuamente smentito, e cioe’ che in Italia non ci sono abusi sessuali nella Chiesa”.

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