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Cultura

Una serigrafia di Marilyn Monroe di Andy Warhol venduta da Christie’s a 195 milioni di dollari

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Dopo l’apparizione al gala del Met con il vestito da sirena “Happy Birthday Mr. President” addosso a Kim Kardashian, Marilyn Monroe torna alla ribalta a New York. Una serigrafia del suo ritratto “Shot Sage Blue Marilyn” e’ stata battuta da Christie’s per 195 milioni di dollari, il prezzo piu’ alto mai pagato per un’opera d’arte americana venduta all’asta, ma anche un record per un’opera del ventesimo secolo dopo i 179,4 milioni stabiliti nel 2015 per “Les Femmes d’Alger (Version ‘O’)” di Pablo Picasso.  La vendita ha aperto la stagione di primavera per le aste di New York, confermando la solidita’ come investimento del mercato dell’arte “blue chip”. L’immagine di Marilyn del 1964 riprende una foto promozionale scattata per il film dell’anno prima, “Niagara”. Warhol trasformo’ il ritratto in una icona pop modificandone i colori, il volto rosa colore gomma americana, le labbra rosso rubino e l’ombretto azzurro sulle palpebre sullo sfondo verde salvia dell’insieme. Il gallerista Larry Gagosian in sala si e’ aggiudicato la Marilyn in una battaglia di quattro minuti con altrettanti rivali. Christie’s si aspettava il risultato e aveva pronosticato 200 milioni di dollari come massimo della stima di partenza.

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Cultura

Pietra Viva conquista il pubblico: la Fondazione Ente Ville Vesuviane proroga la mostra di Antonio Carotenuto fino al 9 settembre

Il successo di pubblico e di critica premia Pietra Viva. Memoria e identità del Vesuvio: la Fondazione Ente Ville Vesuviane proroga fino al 9 settembre la mostra di Antonio Carotenuto ospitata a Villa Campolieto. Un riconoscimento a un progetto culturale che unisce arte, territorio e identità vesuviana, arricchito dal catalogo di Ebone Edizioni con i contributi di Maurizio de Giovanni e Massimo Bignardi.

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Il successo di pubblico, il crescente interesse del mondo della cultura e il continuo afflusso di visitatori hanno convinto la Fondazione Ente Ville Vesuviane a prorogare fino al 9 settembre 2026 la mostra “Pietra Viva. Memoria e identità del Vesuvio”, la personale dello scultore Antonio Carotenuto (nella foto sotto) ospitata nel Salone delle Feste di Villa Campolieto, a Ercolano.

L’esposizione, inaugurata l’11 aprile e inizialmente destinata a concludersi il 18 luglio, continuerà dunque per tutta l’estate, trasformando quella che era nata come una grande mostra dedicata alla scultura contemporanea in uno degli eventi culturali più seguiti dell’anno nell’area vesuviana.

La decisione della Fondazione rappresenta un riconoscimento concreto della qualità del progetto culturale e della straordinaria risposta del pubblico. In questi mesi Villa Campolieto ha accolto migliaia di visitatori, appassionati d’arte, studiosi, studenti, turisti italiani e stranieri, confermando come il linguaggio artistico di Antonio Carotenuto riesca a parlare tanto agli addetti ai lavori quanto a chi si avvicina per la prima volta all’arte contemporanea.

Con circa quaranta opere tra sculture e dipinti, realizzate prevalentemente in pietra lavica, Pietra Viva racconta il Vesuvio non soltanto come luogo geografico, ma come memoria collettiva, identità culturale e materia viva da cui nasce un linguaggio artistico originale e profondamente contemporaneo.

La mostra è stata organizzata dall’Associazione Forense In Oltre, presieduta dall’avvocato Anna Brancaccio, con la collaborazione della Fondazione Ente Ville Vesuviane. Fondamentale il sostegno dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, della Città Metropolitana di Napoli, del Comune di Boscoreale, del Ministero della Cultura e del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, istituzioni che hanno condiviso fin dall’inizio la convinzione che arte, paesaggio e identità possano rappresentare un unico grande progetto di valorizzazione del territorio.

Un catalogo pensato per restare

Tra gli elementi che hanno contribuito al successo dell’iniziativa vi è anche il catalogo pubblicato da Ebone Edizioni, concepito non come un semplice supporto editoriale alla mostra, ma come un libro destinato ad avere una propria autonomia culturale.

Il volume, di 104 pagine, racconta infatti il percorso artistico di Antonio Carotenuto ben oltre la documentazione delle opere esposte. Ad aprirlo è la prefazione dello scrittore Maurizio de Giovanni, che accompagna il lettore in una riflessione sul rapporto tra arte, memoria e territorio, mentre il saggio del professor Massimo Bignardi, tra i più autorevoli storici e critici dell’arte contemporanea italiana, offre una lettura critica della ricerca dello scultore, evidenziando come la pietra lavica diventi nelle sue mani materia narrativa, memoria geologica e linguaggio dell’identità vesuviana.

Il catalogo ospita inoltre i contributi istituzionali del presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio Raffaele De Luca, del presidente della Fondazione Ente Ville Vesuviane Gennaro Miranda e del direttore generale della Fondazione Roberto Chianese, confermando il carattere corale di un progetto che ha saputo mettere insieme cultura, istituzioni e territorio.

Chiariello: “La proroga è il riconoscimento più importante”

«La proroga della mostra è probabilmente il riconoscimento più bello che potessimo ricevere», afferma il curatore Paolo Chiariello. «Non è soltanto un prolungamento del calendario espositivo: è la dimostrazione che il progetto ha suscitato un interesse autentico e crescente. Migliaia di persone hanno scelto di visitare Villa Campolieto per conoscere l’opera di Antonio Carotenuto, lasciandosi coinvolgere da un percorso che racconta il Vesuvio attraverso la forza della pietra lavica. È la prova che l’arte contemporanea, quando è radicata nella storia e nell’identità di un territorio, sa ancora emozionare e creare partecipazione.»

«Desidero ringraziare la Fondazione Ente Ville Vesuviane – aggiunge Chiariello – per il coraggio dimostrato. Ha creduto nel progetto fin dal primo giorno e oggi, con questa proroga, rinnova quella fiducia premiando il lavoro dell’artista e di tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della mostra. È una scelta che testimonia attenzione verso la cultura e verso un territorio che merita di essere raccontato anche attraverso il linguaggio dell’arte.»

Chianese: “Una scelta naturale davanti alla risposta del pubblico”

Per il direttore generale della Fondazione Ente Ville Vesuviane, Roberto Chianese, la proroga rappresenta la naturale conseguenza del successo registrato.

«Villa Campolieto nasce come luogo di conservazione della memoria ma anche come spazio aperto alla produzione culturale contemporanea. Pietra Viva ha dimostrato di interpretare perfettamente questa missione. L’interesse costante dei visitatori, la qualità del progetto espositivo e il valore artistico delle opere di Antonio Carotenuto ci hanno convinti a prolungare la mostra fino al 9 settembre, offrendo così a un pubblico ancora più ampio la possibilità di visitarla. È una scelta che conferma la volontà della Fondazione di sostenere iniziative culturali capaci di valorizzare il patrimonio delle Ville Vesuviane e l’identità del nostro territorio.»

Carotenuto: “La ricerca continua”

Per Antonio Carotenuto la proroga è soprattutto uno stimolo a proseguire il proprio percorso creativo.

«Ricevere una risposta così calorosa dal pubblico è la soddisfazione più grande per un artista. Ogni opera nasce da un dialogo lungo e difficile con la pietra lavica, una materia che non si lascia mai dominare ma che custodisce la memoria del Vesuvio e della nostra terra. Sapere che queste opere continueranno a essere viste e vissute ancora per settimane mi rende felice, ma nello stesso tempo guardo già ai nuovi progetti ai quali sto lavorando. Per me ogni scultura rappresenta un nuovo inizio.»

Con la proroga fino al 9 settembre, Pietra Viva. Memoria e identità del Vesuvio consolida così il proprio ruolo di uno degli appuntamenti culturali più significativi del 2026 in Campania, dimostrando come un progetto costruito sulla qualità artistica, sulla collaborazione tra istituzioni e sulla valorizzazione dell’identità vesuviana possa trasformarsi in un autentico successo di pubblico e di critica.

La mostra “Pietra Viva. Memoria e identità del Vesuvio” di Antonio Carotenuto è stata prorogata e resterà aperta al pubblico fino al 9 settembre 2026.

DOVE
Villa Campolieto, Corso Resina 283, Ercolano (Napoli).

ORARI
La mostra è visitabile negli stessi giorni e negli stessi orari di apertura di Villa Campolieto.

L’ingresso consente di visitare anche gli splendidi ambienti della Villa Vesuviana, patrimonio del Miglio d’Oro.

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Cultura

Biennale di Venezia, l’Ue raccomanda lo stop a 2 milioni di fondi per il padiglione russo: scontro nella maggioranza

La Commissione europea raccomanda all’Eacea di revocare il finanziamento da due milioni di euro alla Biennale di Venezia dopo la riapertura del padiglione russo. La Lega difende la Fondazione, mentre nel governo e tra le opposizioni emergono posizioni contrapposte.

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La riapertura del padiglione russo alla Biennale di Venezia torna ad alimentare lo scontro politico italiano e il confronto con Bruxelles. La Commissione europea ha formalmente raccomandato all’Eacea, l’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura, di revocare il finanziamento da due milioni di euro concesso alla Fondazione veneziana.

L’annuncio è arrivato dalla vicepresidente della Commissione Henna Virkkunen, secondo la quale la decisione è maturata dopo l’esame delle risposte inviate dalla Biennale per giustificare la partecipazione russa. Per Bruxelles, i progetti culturali sostenuti con denaro europeo devono promuovere e tutelare valori democratici che l’attuale governo russo non rispetterebbe.

La raccomandazione politica è stata trasmessa all’agenzia competente, ma la procedura tecnica non risulta ancora definitivamente conclusa. La Biennale attende quindi la comunicazione formale prima di valutare le iniziative da assumere.

La Biennale pronta a difendersi

La Fondazione presieduta da Pietrangelo Buttafuoco sostiene di aver risposto puntualmente alle richieste di chiarimento ricevute nei mesi scorsi e si dichiara pronta a far valere le proprie ragioni nelle sedi competenti.

La Commissione aveva contestato già in primavera la riapertura del padiglione russo, tornato alla Biennale per la prima volta dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina. Ventidue Paesi europei avevano chiesto di escludere la partecipazione ufficiale di Mosca, ritenendo che potesse essere utilizzata come strumento di legittimazione e propaganda.

La Biennale ha invece difeso la propria autonomia e il principio secondo cui l’arte dovrebbe restare uno spazio di dialogo, nonostante le guerre e le tensioni internazionali.

La Lega contro Bruxelles

La decisione europea ha aperto una nuova frattura nella maggioranza. La sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, esponente della Lega, ha definito l’intervento di Bruxelles «inaccettabile» e una decisione politica assunta prima dell’individuazione di una concreta violazione delle regole.

Secondo Borgonzoni, la sospensione dei finanziamenti costituirebbe un danno per un’istituzione che svolge da anni un’attività culturale di rilievo internazionale e rappresenterebbe una forma di pressione economica incompatibile con la libertà artistica.

Sulla stessa linea il presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia, che ha espresso sostegno a Buttafuoco e ha invitato il governo a difendere la Biennale, sostenendo che gli artisti non possano essere assimilati ai governi o agli eserciti.

Giuli contrario alla riapertura del padiglione

La posizione leghista si distingue da quella assunta dal ministro della Cultura Alessandro Giuli, che aveva espresso contrarietà alla scelta di riaprire il padiglione russo, pur riconoscendo l’autonomia della Fondazione.

La controversia aveva già provocato forti tensioni istituzionali e proteste durante l’esposizione. Anche la giuria aveva assunto una posizione critica nei confronti dei Paesi coinvolti in contestazioni internazionali per presunte violazioni dei diritti umani, alimentando ulteriormente il dibattito sull’indipendenza dell’arte e sul rapporto tra cultura e politica.

Il M5s con la Lega, il Pd sostiene l’Ue

Sul caso si registra una convergenza tra la Lega e il Movimento 5 Stelle, già emersa in altre occasioni legate alla guerra in Ucraina.

Il capogruppo pentastellato al Senato Luca Pirondini ha parlato di un «ricatto» e di un’intimidazione politica contro l’autonomia della Biennale, chiedendo alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni di opporsi alla decisione europea.

Di segno opposto la posizione del senatore del Partito democratico Filippo Sensi, che ha difeso l’intervento dell’Unione europea e accusato i sostenitori della riapertura del padiglione di confondere la libertà artistica con la propaganda del Cremlino.

Il nodo tra libertà artistica e fondi pubblici

Il confronto ruota attorno a due principi contrapposti. Da una parte, la Biennale rivendica l’autonomia della cultura e il rifiuto della censura preventiva. Dall’altra, la Commissione sostiene che l’utilizzo di fondi pubblici europei imponga il rispetto di precise condizioni etiche e politiche.

La decisione finale dell’Eacea chiarirà se i due milioni di euro saranno effettivamente revocati. La battaglia, tuttavia, appare destinata a proseguire anche sul piano politico e, probabilmente, su quello legale.

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Cultura

Padiglione russo alla Biennale, l’Ue chiede lo stop a 2 milioni di finanziamenti

La Commissione europea ha raccomandato all’Eacea di interrompere il finanziamento da 2 milioni di euro destinato alla Biennale di Venezia dopo il caso del padiglione russo. La Lega protesta e chiede al governo di compensare le risorse.

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La Commissione europea ha raccomandato ufficialmente all’Eacea, l’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura, di interrompere il finanziamento da 2 milioni di euro destinato alla Fondazione Biennale di Venezia.

La decisione arriva al termine del lungo confronto sulla presenza del padiglione russo alla 61ª Esposizione internazionale d’arte, inaugurata il 9 maggio. La raccomandazione non rappresenta ancora la revoca formale del contributo, che spetta all’agenzia competente, ma appare destinata a tradursi nello stop alle risorse europee.

La decisione annunciata da Virkkunen

Ad annunciare la posizione della Commissione è stata la vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen.

«La cultura in Europa, finanziata con il denaro dei contribuenti, dovrebbe promuovere e salvaguardare i valori democratici. Tali valori non vengono rispettati nella Russia odierna», ha scritto la commissaria finlandese.

La raccomandazione è stata formulata dopo una valutazione delle risposte fornite dalla Biennale per giustificare la riapertura e la presenza del padiglione della Federazione Russa.

Il confronto tra Bruxelles e la Biennale

Il caso era esploso in primavera. Il governo italiano, attraverso il ministro della Cultura Alessandro Giuli, aveva espresso la propria contrarietà alla partecipazione ufficiale della Russia, precisando che la decisione era stata assunta in autonomia dalla Fondazione.

La Commissione europea e l’Eacea avevano quindi avviato un carteggio con la Biennale, chiedendo chiarimenti sulla compatibilità della partecipazione russa con le sanzioni europee e con le condizioni previste per l’assegnazione dei finanziamenti comunitari.

Bruxelles aveva avvertito che la prosecuzione dell’iniziativa avrebbe potuto determinare la sospensione o la cessazione del contributo. La Biennale ha tuttavia inaugurato l’esposizione il 9 maggio, mantenendo il padiglione russo nel programma, pur sostenendo di non avere violato le misure restrittive dell’Unione.

Un finanziamento previsto per tre anni

Il contributo contestato ammonta complessivamente a 2 milioni di euro ed è collegato a un programma europeo pluriennale.

La gestione operativa delle risorse spetta all’Eacea, chiamata ora a valutare e formalizzare la raccomandazione della Commissione. La Biennale potrà eventualmente attivare gli strumenti amministrativi e giudiziari previsti per contestare il provvedimento definitivo.

La Fondazione ha fatto sapere di avere appreso la notizia attraverso il messaggio pubblicato sui social e ha definito marginale l’incidenza del contributo rispetto al proprio bilancio complessivo, annunciando la volontà di tutelare le proprie ragioni.

La reazione della Lega

La decisione europea ha provocato una dura reazione della Lega, che ha difeso l’autonomia culturale della manifestazione veneziana.

«La Biennale è storia, cultura, arte, innovazione e libertà. Se qualche burocrate di Bruxelles non riesce a capirlo, ce ne faremo una ragione», ha affermato il partito di Matteo Salvini.

La Lega ha annunciato che chiederà al governo italiano di integrare le somme eventualmente revocate dall’Unione europea, sostenendo che «la cultura non si piega ai diktat di Bruxelles».

La linea europea sulla Russia

La controversia si inserisce nella più ampia politica europea di isolamento della Russia dopo l’invasione dell’Ucraina.

Nelle conclusioni del Consiglio europeo di giugno è stato ribadito che, fino al raggiungimento di una pace giusta e duratura, non dovrebbe esserci una normalizzazione della partecipazione russa agli eventi culturali e sportivi internazionali.

La stessa posizione è stata richiamata nel confronto sulla possibile riammissione degli atleti russi nelle competizioni internazionali e alle Paralimpiadi di Milano-Cortina.

Il caso della Biennale apre così uno scontro che va oltre il valore economico dei fondi: da una parte Bruxelles rivendica il diritto di subordinare le proprie risorse al rispetto dei valori e delle politiche dell’Unione; dall’altra viene invocata l’autonomia delle istituzioni culturali e la libertà dell’arte rispetto alle contrapposizioni geopolitiche.

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