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Cronache

Un tuffo nel lago per l’esame di 3/a media, così muore annegato un 15enne

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Voleva festeggiare l’esame di Terza Media con un bagno rinfrescante nelle acque del Lago Grande di Avigliana, ma poco dopo il tuffo si e’ sentito male. Abdo Ellatif Solayman, 15enne del Ghana, e’ morto alcune ore dopo il ricovero all’ospedale di Rivoli (Torino). La tragedia e’ la seconda, in poco piu’ di una settimana, dopo quella dell’adolescente annegato nel lago di Como lo scorso 7 giugno. Anche lui, 15enne; anche lui originario del Ghana. Studente di un centro di formazione professionale, per festeggiare la fine della scuola, la prima vittima si era tuffata con alcuni compagni da un pontile a Villa Geno, incurante dei cartelli di pericolo che in quel punto del Lago di Como vietano di fare il bagno. Un bagno per l’inizio delle vacanze, proprio come quello che aveva in mente di fare Abdo. Ospite della comunita’ di accoglienza Frassati, in alta Valle di Susa, si era preparato con gli educatori all’esame di Terza Media. Un traguardo che per lui, arrivato in Italia con la speranza di una vita migliore, rappresentava il primo mattone di un futuro che aveva appena iniziato a costruire. La gita al Lago di Avigliana, meta abituale di turisti in cerca di un po’ di refrigerio dai primi caldi estivi, doveva essere un momento di svago, un premio dopo tanto studio e impegno per tagliare il traguardo della licenza media. In acqua, pero’, Abdo si e’ sentito male.

I suoi compagni e l’educatore hanno chiamato i soccorsi. I vigili del fuoco, con l’ausilio di un elicottero Drago, sono riusciti a recuperarlo e portarlo a riva. I medici e gli infermieri del 118 l’hanno rianimato per ore, davanti agli occhi terrorizzati degli amici che mai avrebbero immaginato di vivere una domenica del genere. e l’hanno portato all’ospedale. Il suo cuore batteva, ma, in serata, le sue condizioni sono precipitate e non c’e’ piu’ stato nulla da fare. A far luce sull’improvvisa morte del giovane saranno le indagini affidate ai carabinieri della Compagnia di Rivoli. E’ probabile che sul corpo del ragazzo venga eseguita l’autopsia. L’esame dovra’ stabilire se a causare il malore sia stato un attacco cardiaco o una congestione, l’ipotesi piu’ probabile dal momento che il quindicenne non aveva apparenti problemi di salute.

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Cronache

Vladimir Luxuria in bikini e gli insulti sui social: non vivo in una bolla, sono frustrati non haters

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In un’intervista al Corriere della Sera, Vladimir Luxuria ha replicato agli insulti ricevuti sui social media dopo aver pubblicato una foto in bikini (tratta da profilo Fb di Luxuria) scattata su una spiaggia della Sardegna. Luxuria ha affrontato con fermezza le critiche, sottolineando l’importanza di vivere la vita reale e di apprezzare l’interazione umana autentica.

“Io ho imparato a vivere la vita reale, a vedere le persone negli occhi, ai loro sorrisi, a un’esperienza tattile,” ha dichiarato Luxuria. “Non vivo questa bolla di persone che spesso non hanno neanche il coraggio di metterci la faccia. Non sono nemmeno haters: sono dei poveri frustrati che non riescono a farsi una vita propria e devono criticare quella degli altri.”

Luxuria ha scelto di non etichettare i commenti ricevuti come maschilisti o transfobici, rifiutando di dare loro un’importanza immeritata. “Non voglio nobilitare questi commenti chiamandoli maschilisti e transfobici. Non sono una psichiatra: ma non sarà che tutta questa repulsione nasconda un’attrazione?” ha provocatoriamente suggerito.

La foto, che ha scatenato le reazioni negative, è stata definita da Luxuria come un gesto spontaneo. “È stato un gesto spontaneo, mica volevo darmi arie da sirenetta o da Miss Italia. Ero in spiaggia e in spiaggia non ci vai con il cappotto. Fine,” ha concluso, rimarcando la normalità della situazione.

L’intervista mette in luce la resilienza di Luxuria e il suo impegno a rimanere fedele a sé stessa, nonostante le critiche e gli attacchi ricevuti sui social media.

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Cronache

Camorra, confisca di beni per 30 milioni di euro a imprenditore con legami col clan Belforte

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La Direzione Investigativa Antimafia, la Divisione Anticrimine della Questura di Caserta e il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta hanno eseguito un importante decreto di confisca beni emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. L’azione, che rientra nell’ambito delle misure di prevenzione, è stata effettuata nei confronti di un imprenditore del casertano, operante nei settori del cemento e della ristorazione, noto per i suoi legami con il clan camorristico “Belforte”.

La Confisca

L’imprenditore in questione è stato condannato in via definitiva per aver orchestrato un sofisticato sistema di riscossione del “pizzo”, basato su sovrafatturazioni che mascheravano le estorsioni pagate dai commercianti per “mettersi a posto”. Il valore totale dei beni confiscati ammonta a circa 30 milioni di euro e comprende:

  • 2 compendi aziendali completi
  • Quote di altrettante società
  • 62 beni immobili nelle province di Caserta, Benevento, Salerno e Parma, tra cui:
    • 13 terreni
    • 14 abitazioni
    • 2 opifici industriali
    • 32 garage/magazzini
    • 1 multiproprietà in Costiera Amalfitana
  • 47 rapporti finanziari
  • 18 beni mobili registrati, tra cui:
    • 2 autovetture
    • 16 mezzi industriali

La Gestione dei Beni

Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha disposto l’amministrazione giudiziaria dei beni confiscati, con un’attenzione particolare alla loro tutela. È stato istituito un tavolo tecnico che ha definito le linee guida per la gestione dei beni sequestrati e confiscati, al fine di regolamentare l’intera procedura di prevenzione.

Impatto sull’Economia e sulla Criminalità

Questa operazione si inserisce nel contesto delle attività istituzionali volte a colpire i patrimoni illecitamente acquisiti e legati a contesti mafiosi. L’obiettivo è la salvaguardia e la tutela della parte sana dell’economia nazionale, contrastando efficacemente le infiltrazioni criminali. Il decreto di confisca è una misura provvisoria, in attesa della decisione definitiva sui beni, contro la quale i destinatari possono ricorrere secondo i mezzi di impugnazione previsti dalla legge.

Conclusione

L’operazione di confisca dei beni per un valore di 30 milioni di euro rappresenta un significativo passo avanti nella lotta contro la criminalità organizzata nel casertano. Grazie all’impegno congiunto delle forze dell’ordine e della magistratura, si continua a lavorare per smantellare le strutture economiche illegali che alimentano le attività mafiose, proteggendo al contempo il tessuto economico e sociale della nazione.

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Cronache

Penisola Sorrentina: truffe agli anziani, i Carabinieri arrestano 4 persone in 2 giorni

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La penisola Sorrentina, nota per le sue bellezze naturali e le mete turistiche di fama mondiale, è purtroppo anche teatro di attività criminali che prendono di mira i più vulnerabili della società: gli anziani. Recentemente, i Carabinieri della compagnia di Sorrento hanno intensificato gli sforzi per combattere le truffe agli anziani, culminando in quattro arresti in soli due giorni.

L’operazione

A Vico Equense, una delle località più suggestive della costiera sorrentina, due uomini hanno messo in atto la truffa del “finto carabiniere”. Approfittando della buona fede e della vulnerabilità della signora Maria, una 78enne del posto, i truffatori le hanno raccontato la storia del nipote arrestato, chiedendo una somma di denaro per liberarlo. La signora, preoccupata per il presunto arresto del nipote, ha consegnato tutti i suoi risparmi e i gioielli, per un valore complessivo di circa 10mila euro.

L’Intervento dei Carabinieri

Grazie alla prontezza dei Carabinieri e alle numerose segnalazioni ricevute dai cittadini, la truffa non è durata a lungo. I militari, dopo aver raccolto la descrizione dei due truffatori dalla vittima, si sono messi immediatamente alla ricerca. La gazzella dei Carabinieri ha raggiunto la stazione Eav di Vico Equense, dove ha individuato e fermato due giovani che combaciavano perfettamente con la descrizione fornita. Si trattava di Alessandro Ferrigno, 22 anni, e Christian Bello, 26 anni, entrambi già noti alle forze dell’ordine.

Il recupero del bottino

Durante la perquisizione, i Carabinieri hanno trovato in possesso dei due uomini il denaro e i gioielli rubati alla signora Maria, inclusi un fermacravatte in oro e la fede nuziale del defunto marito. Il bottino è stato prontamente restituito alla legittima proprietaria, mentre i due arrestati sono stati trasferiti in carcere in attesa di giudizio.

Consigli per prevenire le truffe

Il Comando provinciale dei Carabinieri di Napoli, nell’intento di prevenire ulteriori truffe, ha ribadito alcuni consigli fondamentali per aiutare i cittadini, specialmente gli anziani, a difendersi:

  1. Siate diffidenti: Mantenete sempre un atteggiamento di sana diffidenza nei confronti di sconosciuti che cercano di coinvolgervi in offerte o richieste insolite.
  2. Non fornite informazioni personali: Non condividete mai informazioni personali, finanziarie o sensibili con estranei al telefono, via email o di persona, a meno che non abbiate la certezza della loro legittimità.
  3. Verificate l’identità degli interlocutori: Se ricevete una chiamata o una visita da qualcuno che si presenta come rappresentante di un’azienda o un ente, richiedete sempre una verifica dell’identità, come un distintivo o un numero di riferimento.
  4. Non effettuate pagamenti anticipati: State attenti alle richieste di pagamenti anticipati per servizi o prodotti, specialmente se vi vengono offerti sconti o promozioni eccezionali.
  5. Consultate persone fidate: Prima di prendere decisioni importanti, come sottoscrivere contratti o effettuare pagamenti significativi, consultate familiari, amici di fiducia o professionisti che possono offrirvi un parere obiettivo.
  6. Segnalate le truffe: Se sospettate di essere vittime di una truffa o avete ricevuto una chiamata sospetta, rivolgetevi immediatamente alla stazione Carabinieri più vicina o al 112, per evitare che altri possano essere ingannati.
  7. Mantenete il controllo delle vostre finanze: Tenete sotto controllo i vostri conti bancari, le carte di credito e le transazioni finanziarie regolarmente. Segnalate immediatamente eventuali attività sospette alle banche o alle autorità competenti.
  8. Mantenetevi informati: Aggiornatevi sulle tipologie di truffe più comuni e sulle modalità con cui i truffatori cercano di ingannare le persone anziane. In questo modo sarete più preparati a riconoscere e a evitare potenziali truffe.

Questi consigli rappresentano un valido strumento per prevenire le truffe e proteggere i nostri anziani da individui senza scrupoli. La prontezza e l’efficacia dimostrate dai Carabinieri della compagnia di Sorrento sono un esempio di come la collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine possa fare la differenza nella lotta contro la criminalità.

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