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Napoli

Un sondaggio di Antonio Noto dice che il prossimo sindaco di Napoli non lo sceglieranno i partiti ma…

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Mancano sei mesi, pandemia permettendo, alle elezioni comunali. Napoli, Milano, Torino e Roma sono le quattro città più importanti che rendono il test elettorale locale un appuntamento importantissimo per la politica nazionale. Sarà anche un test sulla tenuta della maggioranza e sulla affidabilità della attuale leadership. In riva al Golfo si pensa al dopo de Magistris, sindaco per dieci anni. Candidati, candidabili, specchietti per allodole e solite schermaglie del teatrino della politica non restituiscono ancora un quadro serio delle forze in campo. Per provare però a capire qualcosa su quelli che potrebbero essere i protagonisti della battaglia politica per lo scranno di sindaco può essere utile leggere tra le righe di un sondaggio di Antonio Noto per il giornale on line Sussidiario.net.

 

Un sondaggio che se lo guardiamo con l’occhio della politica ci dice che in una competizione tra centrodestra, centrosinistra e M5S non ci sarebbe partita. Perchè il sondaggio di Antonio Noto assegna al M5S il 31%, al centrosinistra il 38%, ,mentre il centrodestra resterebbe inchiodato al 17%. Il sindaco di Napoli, però, nelle ultime due tornate elettorali, piaccia o no, è stato scelto da una minoranza di napoletani (la diserzione delle urne è un fatto)  a prescindere dagli schieramenti politici. A leggere i dati del sondaggio di Antonio Noto, anche questa volta potrebbe essere così. Perchè ogni candidato credibile e spendibile, anche forte, del centrosinistra  o del M5S – le forze politiche accreditate del consenso più ampio in città – può perdere in presenza di un candidato della società civile che va oltre gli steccati dei partiti. È il caso – secondo quanto ipotizzato nel sondaggio di Noto –  del magistrato Catello Maresca.

Ove mai scendesse in campo, e lo facesse in contrapposizione a candidati del centrosinistra o del M5S o di Pd e M5s assieme, Maresca pareggerebbe o vincerebbe in tutti i duelli ipotizzati con gli avversari. Così nel sondaggio di Noto che potete leggere cliccando qui è interessante leggere i dati relativi alle sfide ipotizzate. Altro dato che emerge dal sondaggio è il fatto che l’unica candidata già in campo da qualche settimana, Alessandra Clemente, bandiera del movimento politico del sindaco, Dema, gode di un esiguo nel consenso. Secondo il lavoro di indagine demoscopica fatto dall’azienda di Antonio Noto, il consenso della Clemente oscillerebbe tra  l’11 e il 15%.

In ogni caso, se avete pazienza, potete leggere il sondaggio che ha scelto come candidati del centrosinistra Roberto Fico, Enzo Amendola, Gaetano Manfredi, Nicola Oddati e Antonio Bassolino. Per il centrodestra Fulvio Martusciello e gli imprenditori Riccardo Monti, Antonio D’ Amato e Guido Grimaldi.  Il terzo polo è rappresentato dalla Clemente. Catello Maresca invece quand’anche associato al centrodestra arriverebbe a percentuali di consenso altissime nelle sfide con Fico e Manfredi ovvero due dei volti più noti del centrosinistra. Dal sondaggio di Noto, a Palazzo San Giacomo, nel giugno del 2021 potrebbe arrivare o Fico o Maresca, sono loro i due nomi su cui punterebbero i napoletani per il dopo de Magistris. Con una piccola precisazione. Al momento Fico è la terza carica dello Stato e dice che no  intende lasciare il suo incarico per correre come sindaco di Napoli. E Maresca è sostituto procuratore generale a Napoli.

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Cultura

Il presidente Conte dimissionario finisce sul presepe di Genny Di Virgilio

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L’immancabile fascio di carte in mano, forse la bozza di qualche DPCM e un cartello  con sopra scritto: “Vado e torno”: la statuetta di Giuseppe Conte, premier in uscita dalla presidenza del Consiglio, è finita sul presepe grazie a Genny Di Virgilio, artigiano di via San Gregorio Armeno, la strrada napoletana dei presepi.

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Gallerie

Rosy Rox, quando è l’artista a rapirti portandoti nelle sue opere e nelle sue performance

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La incontri e subito ti assale la sensazione che quella folta capigliatura riccia, tra il biondo scuro, il castano e le sfumature di rosso tiziano, possano avvolgerti e rapirti come le sue opere e le sue performance. Rosy Rox è una artista napoletana che vive e lavora nella sua città, ma può essere considerata un apolide per la frequenza dei suoi lunghi viaggi che le hanno permesso di scoprire e conoscere molti angoli del pianeta. Scultrice, performer e artista multimediale che si avvale di istallazioni site specific e video, Rosy dal 2011 persegue un progetto partecipativo itinerante che con il coinvolgimento di realtà sociali differenti, coniuga ed elabora il rapporto tra vissuto e arte, “il Dono” è questo il nome del progetto che ha visto la sua rappresentazione. Il progetto prevede la realizzazione di vari workshop si mostra in quanto si dona, da lei condotti e realizzati con varie realtà culturali, musei, associazioni, scuole ed enti formativi. Museo del Novecento, Accademia di Belle Arti, Associazioni Artiterapeutiche, hanno seguito queste fasi del progetto e insieme ne hanno rappresentato il momento finale poi tramutato in istallazione presso il Museo Madre di Napoli. Rosy Rox accoglie nella sua casa/studio/pensatoio, sito in un meraviglioso palazzo di via Foria, storica strada di Napoli che vede la sistemazione attuale dovuta a Gioacchino Murat, operata durante la breve dominazione francese in città e che voleva con i suoi architetti, forse riproporre, la pianta degli Champs-Elysèes parigini, un percorso centrale per le carrozze, costeggiata ai suoi fianchi da ampi spazi pedonali e alberati per far passeggiare con tranquillità i pedoni. Non ci sono attrezzi o pennelli nella casa/studio di Rosy, ma il suo inseparabile PC dove annota le idee le intuizioni, le ispirazioni elaborandole nei minimi particolari per poi realizzarle nelle sedi espositive, siano esse permanenti che temporanee. Infatti le sue opere si incontrano nelle maggiori collezioni private, nelle gallerie e nei musei nazionali ed esteri come tra gli altri la Fondazione VAF-Germania e poi PaBAAC, Mibac-Italia, Museum Biedermann in Germania, Collection Alain Servais in Belgio, Sana Quisisarni a New York, Ernesto Esposito a Napoli. Come a Castel Sant’Elmo, sulla piazza d’armi che domina e difende la città,  il suo  “Tempo Interiore”, opera con la quale vinse nel 2012 il premio un Opera per il Castello,  ci rapisce e  ci mostra, riattivando nella sua personalissima visione, l’antico orologio della Piazza d’Armi restituendogli un tempo non convenzionale che cortocircuita passato, presente e futuro. E si è sempre rapiti nelle sue tante performance e mostre    come in   language is a virus/Agile all’ Istituto Italiano di cultura C.M Lerici Stoccolma o la pelle dell’immagine, alla Traffic Gallery di  Bergamo, come Frammento archetipo alla tenuta dello Scompiglio di Lucca , ma anche   Monumento di passaggio presso la scala monumentale di Montesanto  Q.i. Napoli o Con-Tatto interiore alla Byblos Art Hotel |Villa Amistà, Verona, La Robe Museo MADRE, Napoli, Please return to you, CIAC Centro Internazionale per l’Arte contemporanea, Roma, Mi infrangerò nella tua sentenza  StadtGalerie Kiel, Kiel e tante altre ancora sono le performances nelle quali Rosy Rox, oltre a mettersi  in gioco in prima persona con il suo corpo che non solo diviene  scultura, ma è profondo motivo di introspezione e domande non retoriche, che ogni spettatore/visitatore, a sua volta  protagonista del momento riflessivo offerto dall’artista, deve porsi e che alle quali, non sempre riesce a rispondere con immediata rapidità, inducendolo a riflettere sugli enigmi che l’artista gli pone.

 

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Cronache

Napoli, ritrovata la copia del ‘Salvator Mundi’: furto mai denunciato dal museo ‘Doma’

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Un ritrovamento prezioso, dal punto di vista artistico, quello avvenuto a Napoli, dove gli agenti della sezione reati contro il patrimonio della squadra mobile, hanno ritrovato, nascosto in una camera di un appartamento di via Strada Provinciale delle Brecce, il ‘Salvator Mundi’, copia di scuola leonardesca risalente al XV secolo, l’originale è attribuito a Leonardo Da Vinci, che fa parte di una collezione custodita presso il museo ‘Doma’ della basilica di San Domenico Maggiore a Napoli e collocato nella cappella Muscettola da cui era stato trafugato.Il proprietario dell’appartamento dov’è stato ritrovato il dipinto, un commerciante napoletano di 36 anni, è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per ricettazione.Il ritrovamento si porta però dietro un alone di mistero. Chi custodiva il bene non si era mai accorto del furto. In pratica il furto non è mai stato denunciato.Il quadro era conservato nel museo ‘Doma’, in una teca alla quale era possibile accedere con una chiave.

Lo stipite non veniva aperto da marzo 2020, dall’inizio del lockdown. Mentre il soggetto che lo aveva in custodia, un commerciante senza precedenti penali, nell’immediatezza del ritrovamento ha fornito, come riferiscono gli inquirenti, “informazioni poco credibili su come fosse venuto in possesso del quadro”.Il procuratore della Repubblica Giovanni Melillo ha spiegato che non c’è stata alcuna denuncia.L’opera è stata sequestrata e affidata alla Soprintendenza, per una verifica delle condizioni del Salvator Mundi. Il valore è da verificare: l’originale, attribuiti a Leonardo Da Vinci, è stato venduto all’asta a 480 mila euro, come il priore ha raccontato alle forze di polizia.

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