Ambiente
Un progetto per salvare gli squali del Mediterraneo
Un progetto per la conservazione degli squali del Mediterraneo per cercare di arginare una crisi senza precedenti: più del 50% delle specie è a rischio a causa della pesca eccessiva, delle catture accidentali e della perdita di habitat. Ha così ufficialmente preso il via Prosharks (Living on the extinction edge: bridging knowledge gaps to Protect threatened coastal Sharks in the central Mediterranean Sea), un innovativo progetto di ricerca finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca (Mur) nell’ambito del programma PRIN 2022 Il progetto è coordinato dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn e vede la partecipazione dell’Università Politecnica delle Marche e del Cnr Irbim.
ll Mediterraneo, un tempo hotspot di biodiversità per questi animali, ha visto una drastica riduzione delle popolazioni di elasmobranchi, con molte specie ormai scomparse o presenti in numeri estremamente ridotti. Prosharks si propone di affrontare questa emergenza studiando in particolare gli squali palombo (Mustelus mustelus, M. punctulatus e M. asterias) nel Canale di Sicilia, una delle aree del Mediterraneo dove queste specie mantengono popolazioni vitali. Attraverso l’integrazione di dati satellitari, analisi isotopiche, genetica delle popolazioni e delle conoscenze ecologiche locali dei pescatori, Prosharks stabilirà una base di conoscenze solida per valutare lo stato delle popolazioni di palombi e proporre misure di gestione efficaci.
Il progetto punta a identificare aree chiave per la conservazione, come zone di riproduzione e di accrescimento, definire la connettività genetica delle popolazioni e proporre misure tecniche di gestione, valutare l’impatto dei cambiamenti climatici sulla distribuzione futura delle specie. I risultati di Prosharks contribuiranno a sviluppare strumenti di supporto decisionale per la tutela degli squali del Mediterraneo e a sensibilizzare pescatori e opinione pubblica sull’importanza della conservazione di queste specie essenziali per l’equilibrio dell’ecosistema marino.
Ambiente
El Niño minaccia l’Etiopia, 4,6 milioni di persone da proteggere
El Niño minaccia 4,6 milioni di persone in Etiopia. La Fao chiede 50 milioni di dollari contro siccità, alluvioni e insicurezza alimentare.
Ambiente
Mari mai così caldi a luglio, Copernicus: record negli oceani extrapolari
Nel luglio 2026 la temperatura media degli oceani extrapolari ha raggiunto 20,96 gradi, il valore più alto mai registrato nel mese. Record anche nell’Atlantico europeo e nel Mediterraneo occidentale.
Ambiente
Eclissi e Perseidi, il cielo spettacolare del 12 agosto
Il 12 agosto eclissi parziale di Sole al tramonto e, nella notte, il picco delle Perseidi. Attese fino a 100 meteore l’ora in condizioni ideali.
Prima il Sole parzialmente oscurato al tramonto, poi le scie luminose delle Perseidi. Il 12 agosto il cielo offrirà una rara successione di fenomeni astronomici, favorita anche dalla Luna nuova che renderà particolarmente buia la notte delle stelle cadenti.
L’eclissi sarà totale soltanto lungo una fascia che attraverserà la Russia settentrionale, la Groenlandia, l’Islanda, la Spagna e una piccola area del Portogallo. In Italia sarà visibile esclusivamente come parziale.
Copertura vicina al 95% nel Nord-Ovest
L’eclissi inizierà in Italia poco prima delle 19.30, con orari leggermente differenti secondo la località. La copertura del disco solare aumenterà procedendo da Sud-Est verso Nord-Ovest.
Secondo le mappe dell’Istituto nazionale di astrofisica, si passerà da circa il 18% della Calabria a oltre il 93% in Piemonte e Liguria. Le punte più alte, vicine al 95%, sono previste nel Ponente ligure e nella Sardegna nord-occidentale.
In diverse zone del Centro-Sud il massimo astronomico si verificherà quando il Sole sarà già tramontato. Per osservare il fenomeno sarà quindi necessario scegliere un luogo con l’orizzonte completamente libero verso ovest-nord-ovest, preferibilmente lungo la costa o su un’altura ben esposta.
Come guardare l’eclissi senza rischi
Non bisogna mai osservare direttamente il Sole, neppure durante un’eclissi parziale. Sono necessari occhiali certificati secondo lo standard ISO 12312-2 oppure filtri solari specifici.
Occhiali da sole, vetri anneriti, pellicole fotografiche e filtri improvvisati non proteggono gli occhi. Binocoli, telescopi e macchine fotografiche devono essere utilizzati soltanto con filtri professionali collocati davanti all’obiettivo.
Fino a 100 Perseidi ogni ora
Dopo il tramonto sarà la volta delle Perseidi, le popolari lacrime di San Lorenzo. Il massimo dello sciame è previsto nella notte tra il 12 e il 13 agosto, quando potranno essere osservate teoricamente fino a 100 meteore all’ora in condizioni ideali.
Il numero realmente visibile dipenderà dalla presenza di nuvole, dall’inquinamento luminoso e dal punto scelto per l’osservazione. La Luna nuova garantirà però un cielo privo del disturbo lunare, permettendo di scorgere anche le meteore più deboli.
Le Perseidi hanno origine dai frammenti lasciati dalla cometa 109P/Swift-Tuttle. Quando la Terra attraversa questa nube di polveri, le particelle entrano nell’atmosfera a circa 59 chilometri al secondo e producono le caratteristiche scie luminose.


