Cronache
Un Pm chiede tutela al Csm, il Procuratore Salvini avvia invece l’azione disciplinare contro di lui
Per aver chiesto tutela presentando un esposto formale al procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi e al Csm nei confronti del suo ‘capo’, si è ritrovato accusato di aver violato i “doveri di correttezza ed equilibrio” che un magistrato deve rispettare. Infatti un giovane pm di Lodi, Alfonso Serritiello, lo scorso 29 luglio ha ricevuto una comunicazione con cui il pg Salvi lo ha informato che nei suoi confronti era stata avviata un’azione disciplinare con tanto di incolpazione poichè aveva trasmesso una “denunzia – si legge nell’atto – datata 11.12.2020” in merito al “comportamento ritenuto ‘gravemente scorretto’, che avrebbe tenuto nei suoi confronti il Procuratore della Repubblica Domenico Chiaro. Le frizioni tra il giovane pubblico ministero, 33 anni a dicembre e da poco più di due anni in magistratura, e il Procuratore Chiaro, da quanto si legge negli atti, sarebbero sorte per via della richiesta inoltrata nell’autunno scorso dallo stesso Serritiello e dal pg di Salerno di prorogare l’applicazione alla Procura di Vallo della Lucania. Ufficio dove il giovane sostituto, originario della Campania, aveva chiesto e ottenuto, dal giugno 2020, il trasferimento temporaneo sia per precedenti dissapori con il Procuratore, sia per motivi di salute, sia, essendo scoppiata la pandemia, per avvicinarsi alla famiglia.
In particolare, il pm nel suo esposto si era lamentato che Domenico Chiaro “formulando le osservazioni contro la disponibilita’” da lui data “alla prosecuzione dell’applicazione” presso la Procura del Salernitano, “alludeva, a suo dire, all’inidoneita’ all’esercizio delle funzioni, richiamando la possibile lesione” al decreto legislativo che regola gli illeciti disciplinari dei magistrati, “ed in particolare una condotta volta a screditare o valorizzare, colleghi, anche al fine di tentare di interferire con l’attivita’ del Consiglio Superiore della Magistratura”. Per il pg Salvi il sostituto avrebbe commesso “stante l’assoluta infondatezza della lagnanza, una grave scorrettezza nei confronti del capo dell’Ufficio che, al contrario, aveva correttamente rappresentato agli organi competenti le valutazioni” che gli spettavano. Insomma il pubblico ministero Serritiello, al di la’ del merito, ha scelto di procedere per le vie formali per chiedere di essere tutelato ritenendo ‘offensiva’ la valutazione espressa nei suoi confronti dal Procuratore Chiaro e ora e’ stato convocato per spiegare le sue ragioni nell’ambito di un procedimento disciplinare.
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