Esteri
Ue e Ucraina lanciano il “Drone Deal”: produzione congiunta, un altro miliardo da Bruxelles e Fincantieri tra i partner
Ursula von der Leyen e Volodymyr Zelensky hanno firmato a Kiev una lettera d’intenti che avvia il “Drone Deal” tra Unione europea e Ucraina. Bruxelles annuncia un ulteriore miliardo per i droni. Tra i 19 partner fondatori figura Fincantieri, mentre emergono deroghe per l’acquisto di componenti cinesi.
L’Unione europea e l’Ucraina avviano una nuova fase della loro collaborazione militare. A Kiev, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky hanno firmato una lettera d’intenti per una partnership industriale strategica nel settore della difesa, primo passo verso il cosiddetto “Drone Deal”.
L’obiettivo è mettere insieme l’esperienza maturata dall’Ucraina sul campo di battaglia con le capacità tecnologiche, finanziarie e produttive dell’industria europea, accelerando lo sviluppo e la produzione congiunta di droni e sistemi per contrastarli.
«Dobbiamo unire i nostri punti di forza», ha affermato von der Leyen, sottolineando che l’intesa consentirà di combinare «l’ingegno ucraino con la scala industriale europea».
Un altro miliardo per i droni
Durante la visita a Kiev, la presidente della Commissione ha annunciato lo stanziamento di un ulteriore miliardo di europer la produzione e l’acquisto di droni.
Le risorse rientrano nel prestito europeo da 90 miliardi destinato all’Ucraina per il biennio 2026-2027: 30 miliardi sono riservati al sostegno finanziario dello Stato e 60 miliardi alla difesa e al rafforzamento della capacità industriale militare.
Bruxelles aveva già avviato il 30 giugno l’erogazione di 3,9 miliardi, primo pagamento di una tranche complessiva di circa 6 miliardi dedicata ai droni. Il nuovo miliardo porta quindi a quasi cinque miliardi le somme finora annunciate per questo specifico settore.
Fincantieri tra i 19 partner fondatori
La Commissione lavorerà con 19 partner fondatori, tra imprese europee e ucraine. Nell’elenco figurano la spagnola Indra, la tedesca Quantum Systems e l’italiana Fincantieri, oltre alla società ucraina Skyfall Industries.
L’iniziativa dovrà ridurre gli ostacoli burocratici, definire standard comuni e facilitare la creazione di joint venture e stabilimenti produttivi collocati anche in aree europee considerate più sicure rispetto al territorio ucraino.
La prima riunione operativa dei partner è prevista a settembre a Bruxelles. L’obiettivo dichiarato è avviare entro la fine del 2026 la produzione congiunta di droni e sistemi anti-drone, estendendo poi la collaborazione ai missili antibalistici entro il 2028.
La deroga per i componenti cinesi
Il rafforzamento della cooperazione mette però in evidenza anche le carenze dell’industria europea. Secondo il Financial Times, la Commissione avrebbe autorizzato l’Ucraina a utilizzare parte dei fondi europei per acquistare dalla Cina componenti indispensabili alla produzione di droni.
Le regole del prestito prevedono che gli acquisti siano effettuati principalmente nell’Ue, in Ucraina o presso Paesi partner selezionati. Sono tuttavia possibili deroghe quando determinati prodotti non risultano disponibili nelle quantità e nei tempi richiesti.
La Commissione ha definito questa possibilità un’eccezione limitata. La scelta mostra però la persistente dipendenza dalle catene di approvvigionamento cinesi proprio mentre Bruxelles accusa Pechino di sostenere indirettamente lo sforzo bellico russo.
I negoziati per l’adesione all’Ue
La visita di von der Leyen ha riguardato anche il cammino europeo di Kiev. Il 14 luglio l’Unione ha aperto il cluster 6 dei negoziati di adesione, dedicato alle relazioni esterne e comprendente la politica commerciale, estera, di sicurezza e di difesa.
È il secondo gruppo di capitoli aperto dopo quello sui principi fondamentali. La presidenza irlandese del Consiglio dell’Ue punta a far avanzare anche i quattro cluster rimanenti entro la fine dell’anno, ma l’ingresso dell’Ucraina resta un percorso complesso e privo, al momento, di una data certa.
Von der Leyen premiata da Zelensky
Durante le celebrazioni per la Giornata dello Stato ucraino, Zelensky ha consegnato alla presidente della Commissione il primo Ordine d’Europa, nuova onorificenza istituita da Kiev.
Il riconoscimento è stato attribuito per il sostegno al percorso di adesione dell’Ucraina, per il contributo alla sua resistenza e per l’impegno a favore della sicurezza europea.
Il “Drone Deal” segna così un cambio di prospettiva: Kiev non viene più considerata soltanto destinataria di armi e finanziamenti, ma anche fornitrice di tecnologie, esperienza operativa e capacità industriali considerate sempre più decisive per la futura difesa europea.
Esteri
Piogge record in Giappone: otto morti, Chiba sommersa e migliaia bloccati a Narita
Un’alluvione provocata da precipitazioni eccezionali ha colpito Chiba, nell’area metropolitana di Tokyo. Il bilancio provvisorio è di otto morti e un disperso. Trasporti paralizzati, evacuazioni e migliaia di passeggeri costretti a trascorrere la notte all’aeroporto di Narita.
Almeno otto persone sono morte e una risulta dispersa dopo le piogge torrenziali che hanno investito la prefettura di Chiba, a est di Tokyo. Il bilancio resta provvisorio mentre proseguono le ricerche e gli interventi nelle zone isolate.
Il nubifragio ha paralizzato trasporti e servizi nel pieno dell’Obon, la festività buddhista durante la quale milioni di giapponesi tornano nei luoghi d’origine per ricordare gli antenati.
Più di 360 millimetri in un giorno
Nella città di Chiba sono caduti oltre 360 millimetri di pioggia in 24 ore, più di tre volte la media dell’intero mese di agosto. Diverse stazioni meteorologiche della prefettura hanno superato i precedenti record.
L’Agenzia meteorologica giapponese ha diramato l’allerta di livello 5, il massimo previsto, in numerosi comuni interessati da inondazioni e rischio di frane. Nonostante l’attenuazione delle precipitazioni, il terreno saturo e i corsi d’acqua ingrossati continuano a rappresentare un pericolo.
Alcune vittime sono rimaste intrappolate in veicoli sommersi dalle acque. Oltre trenta persone sono rimaste ferite, mentre centinaia di abitazioni risultano allagate o danneggiate.
Settemila passeggeri bloccati a Narita
All’aeroporto internazionale di Narita circa settemila passeggeri hanno trascorso la notte nei terminal. Il personale ha distribuito sacchi a pelo e generi di prima necessità dopo la cancellazione dei voli e l’interruzione dei collegamenti ferroviari e stradali.
Migliaia di pendolari hanno trovato riparo nelle stazioni, negli uffici pubblici e nei municipi. Autostrade e linee ferroviarie sono state chiuse per allagamenti e smottamenti, mentre decine di migliaia di abitazioni sono rimaste temporaneamente senza elettricità.
Oltre 400mila persone hanno ricevuto indicazioni o ordini di evacuazione. Il governo ha mobilitato anche le forze di autodifesa per sostenere i soccorritori.
Il governatore: «Mai visto un disastro simile»
Il governatore di Chiba, Toshihito Kumagai, ha descritto l’evento come una situazione senza precedenti nella propria esperienza amministrativa.
L’impatto è stato aggravato dall’elevata urbanizzazione della regione. Strade asfaltate, superfici impermeabili e sistemi di drenaggio sopraffatti dalla quantità d’acqua caduta in poche ore hanno favorito l’allagamento di quartieri, sottopassi e arterie di collegamento.
Il ruolo del riscaldamento globale
Il riscaldamento globale aumenta la quantità di vapore acqueo che può essere trattenuta nell’atmosfera e crea condizioni favorevoli a precipitazioni più intense. È quindi coerente con l’aumento del rischio di eventi estremi osservato in diverse regioni del pianeta.
Non è però scientificamente corretto attribuire automaticamente un singolo nubifragio al cambiamento climatico senza uno specifico studio di attribuzione. Nel caso di Chiba, gli esperti indicano tra le cause immediate l’incontro tra aria calda e molto umida e masse più fredde presenti in quota.
Esteri
Farage rieletto a Clacton, ma riparte l’inchiesta sui suoi finanziamenti
Nigel Farage ha riconquistato il seggio di Clacton con 22.239 voti. Secondo il candidato satirico Count Binface. Con il ritorno alla Camera dei Comuni riprende l’indagine parlamentare su un contributo da cinque milioni di sterline che il leader di Reform UK avrebbe omesso di dichiarare.
Nigel Farage è stato rieletto deputato nel collegio di Clacton, nell’Inghilterra sudorientale, al termine dell’elezione suppletiva da lui stesso provocata con le dimissioni dalla Camera dei Comuni.
Il leader di Reform UK ha ottenuto 22.239 voti, pari al 63,34%, migliorando la percentuale del 46,2% raccolta alle elezioni politiche del 2024. La consultazione è stata però disertata dai principali partiti britannici, che l’avevano definita un’iniziativa propagandistica destinata a distogliere l’attenzione dall’inchiesta parlamentare sulle finanze di Farage.
Count Binface secondo con il 26,9%
Al secondo posto si è classificato Count Binface, personaggio satirico interpretato dal comico Jonathan Harvey, con 9.455 voti e il 26,93% dei consensi. Alla competizione hanno partecipato complessivamente 34 candidati, molti dei quali indipendenti o appartenenti a formazioni minori.
L’affluenza si è fermata al 44,4%, in calo rispetto al 58,7% registrato nel collegio alle politiche del 2024. Farage ha presentato il risultato come una sfida vinta contro l’establishment politico, mentre Count Binface si è proclamato ironicamente «vincitore morale».
L’assenza alla proclamazione
Farage non ha partecipato alla cerimonia di proclamazione. Reform UK ha motivato l’assenza facendo riferimento a una minaccia alla sicurezza del leader. La polizia dell’Essex ha tuttavia precisato di non avere consigliato ad alcun candidato di disertare lo scrutinio e ha riferito che non si sono verificati incidenti.
Farage ha successivamente spiegato di avere temuto contestazioni e iniziative organizzate per metterlo in imbarazzo durante la proclamazione.
Sul tema della sicurezza pesa anche il clima seguito all’uccisione dell’ex ministra Ann Widdecombe. Gli investigatori dell’antiterrorismo stanno verificando un’eventuale connessione tra quell’omicidio e un precedente episodio incendiario avvenuto nell’abitazione londinese di Farage. Il possibile collegamento resta un’ipotesi investigativa.
Riprende l’inchiesta parlamentare
Con il ritorno di Farage alla Camera dei Comuni riparte l’indagine del commissario parlamentare per gli standard, sospesa quando il leader di Reform aveva lasciato il seggio. Gli accertamenti riguardano la mancata dichiarazione di un contributo da cinque milioni di sterline ricevuto dall’imprenditore delle criptovalute Christopher Harborne.
Farage respinge le contestazioni e sostiene di non avere commesso irregolarità. Al termine dell’inchiesta potrebbe essere proposta una sanzione parlamentare. Un’eventuale sospensione che rientrasse nei casi previsti dalla legge potrebbe aprire la strada a una petizione di revoca: per provocare una nuova elezione suppletiva sarebbe necessaria la firma del 10% degli elettori del collegio.
Labour e Conservatori hanno sottolineato che la rielezione non chiude il caso. La presidente laburista Bridget Phillipson ha affermato che il risultato non cancella le questioni ancora aperte sui finanziamenti di Farage.
Esteri
La Groenlandia blocca le trivelle della compagnia vicina a Trump: mancano i permessi
Le autorità groenlandesi hanno fermato il progetto esplorativo di Greenland Energy nella regione protetta di Jameson Land. La società aveva portato attrezzature sull’isola senza tutte le autorizzazioni necessarie. Le perforazioni non potranno iniziare prima dell’inverno 2027.
La Groenlandia ha imposto il rinvio delle trivellazioni programmate da Greenland Energy, compagnia petrolifera statunitense sostenuta da investitori e personalità vicine a Donald Trump.
La società aveva fatto arrivare a luglio alcune attrezzature sulla costa orientale dell’isola senza aver ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie. Le prime perforazioni esplorative sarebbero dovute iniziare nelle prossime settimane, ma il governo groenlandese ha stabilito che la procedura di valutazione non potrà essere completata in tempo.
Trivellazioni rinviate almeno al 2027
Le autorità dovranno esaminare l’impatto ambientale e sociale del progetto, previsto nella regione di Jameson Land. Si tratta di un’area umida protetta, popolata da specie rare di uccelli e da buoi muschiati dai quali dipendono anche le attività dei cacciatori locali.
Nella migliore delle ipotesi, le trivellazioni potrebbero cominciare durante l’inverno del 2027. Il rinvio smentisce le previsioni dell’inviato presidenziale statunitense Jeff Landry, secondo il quale il petrolio groenlandese avrebbe potuto entrare in produzione entro una decina di mesi.
È inoltre necessario distinguere tra perforazioni esplorative ed estrazione commerciale: anche l’eventuale individuazione di un giacimento non consentirebbe l’avvio immediato della produzione.
Il progetto da 60 milioni di dollari
Greenland Energy intende finanziare con circa 60 milioni di dollari le attività esplorative, ottenendo in cambio una partecipazione di maggioranza nel progetto. Il partner britannico 80 Mile possiede alcune licenze rilasciate prima del 2021, anno in cui la Groenlandia ha smesso di concedere nuovi permessi petroliferi per ragioni climatiche e ambientali.
L’amministratore delegato Robert Price sostiene che sotto Jameson Land potrebbero trovarsi riserve petrolifere dal valore di mille miliardi di dollari. Si tratta, però, di una stima della società non ancora dimostrata attraverso perforazioni.
Dopo lo stop, Greenland Energy ha dichiarato di voler rispettare le regole groenlandesi e utilizzare il rinvio per perfezionare il progetto e rafforzare i rapporti con le comunità locali.
La vicenda assume anche un significato geopolitico per le ripetute dichiarazioni di Trump sull’interesse statunitense verso la Groenlandia. Le autorità dell’isola ribadiscono però che lo sfruttamento delle risorse naturali deve sottostare alle leggi locali, indipendentemente dai legami politici o finanziari dei potenziali investitori.


