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Cronache

Ucciso e sepolto 20 anni fa, ritrovati resti operaio

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Sono di Mohamed Sow i resti spuntati dalla boscaglia tra Oleggio Castello e Gattico, nel Novarese. Per le analisi effettuate nei laboratori di antropologia e odontologia forense dell’Universita’ di Milano non ci sono dubbi: quel teschio segnalato lo scorso aprile da un residente della zona durante una passeggiata appartiene proprio all’operaio senegalese scomparso 20 anni fa. Un caso che diede vita a una complessa vicenda giudiziaria, conclusasi con l’assoluzione dei titolari della ditta per cui l’immigrato lavorava. Oggi la svolta, che non consentira’ pero’ di riaprire il caso. La vittima, all’epoca in Italia da tre anni e residente a Invorio, 4.300 abitanti circa in provincia di Novara, non distante dal Lago Maggiore, fu vista per l’ultima volta il 16 maggio 2001. Lavorava a Paruzzaro, paese del basso Verbano distante una decina di chilometri, in una ditta di lucidatura metalli. Un amico, anche lui operaio dello stabilimento, dichiaro’ di averlo accompagnato a casa in auto, al termine dell’orario di lavoro. “Erano circa le 18.30, minuto piu’ o minuto meno – ricorda – lo lasciai a circa cento metri da casa. E da allora non lo vidi piu’. Nessuno lo vide piu'”. Dell’operaio, nonostante le ricerche, non si era piu’ avuta traccia. Gli inquirenti trovarono in casa il suo passaporto e ben presto l’ipotesi dell’allontanamento volontario svani’ per lasciare spazio a quella dell’omicidio e dell’occultamento del cadavere. Gli amici raccontarono che Mohamed aveva deciso di licenziarsi dalla sua azienda e le indagini portano ai titolari, Domenico Rettura e Rocco Fedele, calabresi di Taurianova. Per gli inquirenti Sow era stato aggredito durante una discussione per alcune somme di denaro non presenti nella busta paga, ucciso e poi nascosto. Una tesi sempre smentita dai due che, il 20 gennaio 2005, furono assolti dalla Corte d’Assise di Novara dall’accusa di omicidio volontario aggravato. Revocata anche la custodia cautelare a cui gia’ dal 2002 erano sfuggiti rendendosi latitanti. Il 6 marzo 2009, la Corte di Assise d’Appello di Torino ribalto’ la sentenza di primo grado, condannando entrambi gli imputati a 16 anni per omicidio preterintenzionale. Una decisione annullata dalla Cassazione, e poi riconfermata dalla Corte d’Appello di Torino il 10 ottobre 2011. La Cassazione, pero’, annullo’ una seconda volta, rinviando la decisione a un altro processo, sempre in Corte d’Appello a Torino. L’ennesimo colpo di scena nel luglio 2014, quando i titolari dell’azienda vennero assolti dall’accusa di omicidio dichiarando prescritto il reato di occultamento di cadavere. Determinate per la Cassazione “il mancato accertamento del movente”. A distanza di anni ”il rinvenimento di resti di Sow se da un lato costituisce un significativo elemento di riscontro all’ipotesi iniziale di omicidio volontario dello stesso, non consente tuttavia la riapertura di una attivita’ di indagine a carico delle persone gia’ processate”, osserva il procuratore di Verbania, Olimpia Bossi, ricordando che “la revisione delle sentenze di assoluzione non e’ ammessa” e che “l’imputato assolto o prosciolto con sentenza irrevocabile non puo’ essere sottoposto a procedimento penale per il medesimo fatto, neppure diversamente qualificato o circostanziato”. Il caso, dunque, e’ destinato a rimanere irrisolto: “Al momento le risultanze processuali all’epoca acquisite – conclude il procuratore di Verbania – non consentono di ipotizzare altri sviluppi investigativi in ordine ad eventuali responsabilita’ di terze persone nelle commissione dei fatti che hanno portato alla morte di Sow”.

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Cronache

Anziano ucciso col coltello e il motosega, fermato un 35enne romeno

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E’ stato descritto da alcuni testimoni come un uomo “mite” e come un padre “quasi perfetto”, Dorel Grec, il romeno di 35 anni, ora in cella a San Vittore con l’accusa di omicidio aggravato e tentato incendio, per aver ucciso, lunedi’ sera, a Milano, Pierantonio Secondi, il pensionato con cui avrebbe avuto una frequentazione di cui non avrebbe accettato la fine. Il pm di Milano Elio Ramondini, titolare dell’indagine condotta dai Carabinieri, domani inoltrera’ al gip la richiesta di convalida del fermo e di custodia cautelare in carcere per l’uomo, rintracciato ieri all’alba nei pressi di una farmacia di Melegnano dove lavorava come magazziniere e raggiunta, probabilmente a piedi, nella notte. Interrogato gia’ ieri da inquirenti e investigatori, Grec, che e’ apparso tranquillo, non ha risposto alle domande. Forse gia’ dopodomani potrebbe tenersi l’interrogatorio davanti al giudice. Secondo la ricostruzione, l’altro ieri, 6 dicembre, poco prima delle 21, l’uomo avrebbe fatto irruzione nell’appartamento dell’anziano, in via Giulio Romano, con una motosega usata non solo per aprirsi un varco nella porta d’ingresso ma anche per tranciargli una mano. Secondi, che ha reagito spruzzando dello spray urticante, e’ stato anche ferito a morte con due profonde coltellate al collo. Dopo di che il presunto killer, che in un trolley aveva, oltre alla motosega, un’accetta e una tanica di benzina, ha cercato di appiccare il fuoco nel tentativo di fare sparire le tracce: su un tappeto in camera da letto e’ stata trovata una grande bruciatura. Dalle immagini delle telecamere di sorveglianza del palazzo gli sarebbero bastati nove minuti per uccidere e fuggire. Anche se le mail scritte dal romeno e indirizzate al pensionato e ora agli atti dell’inchiesta non lasciano dubbi, inquirenti e investigatori stanno facendo approfondimenti sul movente del delitto e stanno scavando nella vita di Grec. Da tempo separato dalla moglie, con cui conviveva senza litigi e in un clima di rispetto reciproco, e legato ai figli con cui si comportava come un padre premuroso, con tutta probabilita’ non avrebbe accettato la fine della relazione del tutto “disinteressata”, e’ stato riferito, con Secondi. Una relazione a cui l’82enne ha messo fine prima della scorsa estate in quanto Grec sarebbe diventato ossessivo. Al punto da aver ricevuto, 13 ottobre scorso, un ordine di allontanamento in seguito a una denuncia per stalking: aveva rapinato e percosso l’anziano, che aveva riportato 21 giorni di prognosi. Ancora ieri i carabinieri lo avevano cercato al telefono, senza pero’ riuscire a raggiungerlo, per comunicargli il divieto di avvicinamento alla sorella e al migliore amico di Secondi, accusati dal romeno di aver convinto il pensionato a interrompere quel rapporto intimo, cosa di cui non e’ riuscito a capacitarsi al punto da mettere in atto il suo piano omicida.

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Napoli: tentarono di uccidere 17enne, arrestati due minorenni

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Lo hanno incrociato mentre passeggiava in strada diretto verso casa. Sono scesi dallo scooter e lo hanno preso a calci e pugni. Poi uno di loro ha estratto un coltello e lo ha colpito ripetutamente fino a lasciarlo in fin di vita in via Stella a Napoli lo scorso 23 novembre. La vittima, 17 anni, fu portato in ospedale al Vecchio Pellegrini per le numerose ferite inferte da una lama di quasi venti centimetri. Si e’ salvato grazie alla prontezza dei medici che lo hanno operato suturando le ferite profonde. Ieri su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Napoli la polizia ha fermato i due responsabili collocandoli in una comunita’. Si tratta di due incensurati di 15 e 16 anni accusati del reato di tentato omicidio. Dopo le indagini della polizia l’arma del delitto e’ stata trovata a casa di uno dei due. E a seguito delle attivita’ svolte i minori indagati, sottoposti ad interrogatorio alla presenza del legale di fiducia, hanno ammesso le loro responsabilita’

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Cronache

Maltempo: a Napoli aperte stazioni metro e ampliata struttura accoglienza

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Emergenza freddo a Napoli: l’Amministrazione comunale ha adottato una serie di misure per far fronte all’emergenza freddo. Stanotte, e per i successivi sette giorni fino a nuovo provvedimento, vi sarà l’apertura straordinaria delle stazioni della Linea 1 della Metropolitana. Entro lunedì 13 si provvederà all’ampliamento della struttura di accoglienza di via Bernardo Tanucci con la disponibilità all’accoglienza notturna per 15 persone. È stato già attivato il gruppo operativo composto da rappresentanti di Unità di Strada, Asia, NapoliServizi e Polizia Locale per garantire il supporto alle persone senza dimora, nonché al riordino ed al ripristino del decoro urbano.”Siamo in un momento molto complicato per la nostra città. I poveri costretti a vivere in strada sono in aumento ed il freddo avanza, per questo abbiamo attivato procedure di emergenza lavorando però anche a progetti più duraturi nel tempo. Rivolgo un ringraziamento ad Anm e a Gesco per aver avviato in tempi strettissimi l’accoglienza, ad Asia e Napoli Servizi per la disponibilità immediata – ha detto l’assessore alle Politiche sociali Luca Trapanese – Come un sentito ringraziamento va a tutte le associazioni che fanno parte del Tavolo delle povertà per il loro importante lavoro sul territorio a servizio dei più poveri”.”È importante fare squadra: aver ricevuto una pronta risposta da tutti gli attori coinvolti è sintomo della grande voglia di risollevare Napoli nelle sue criticità maggiori provando a superare i momenti emergenziali con la prudenza necessaria quando si tratta di soggetti fragili”.

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