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Cronache

Uccise la sua compagna in preda ad una ‘tempesta emotiva’, per l’Anm si può criticare la sentenza ma chi critica mistifica i contenuti

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No alla mistificazione del contenuto di un atto giudiziario, estrapolando alcuni passaggi e rischiando così di delegittimare l’operato dei giudici, rappresentandolo come arbitrario e misogino. È quanto chiede la Giunta distrettuale dell’Anm dell’Emilia-Romagna, che interviene sulle polemiche che hanno accompagnato la sentenza che ha quasi dimezzato la pena a Michele Castaldo, reo confesso dell’omicidio di Olga Matei, commesso a Riccione nel 2016: all’imputato sono state concesse le attenuanti generiche per alcune ragioni, tra cui la valutazione della “tempesta emotiva” determinata dalla gelosia. La giunta dell’Anm, in un impeto di emotività, per difendere i giudici che hanno legittimamente emesso una sentenza, scrive in un comunicato che “fermo il diritto di critica, anche aspra, che la pubblica opinione può esprimere in ordine alle decisioni adottate dalla magistratura, ritiene indispensabile ribadire l’auspicio che ogni giudizio muova pur sempre da premesse fedeli alla realtà dei fatti. In una simile prospettiva, appare pertanto impropria – come pure risulta in alcuni interventi – la mistificazione del contenuto del provvedimento in commento svolta da chi ha ritenuto di estrapolare singoli passaggi ed accreditando motivazioni del tutto diverse da quelle costituenti il corpo del provvedimento che si intende criticare”.

L’Anm ribadisce, dunque, “la necessità che ogni valutazione poggi sulla corretta rappresentazione dei passaggi tecnici della decisione, per evitare che l’evocazione di conclusioni eccentriche (quali la reintroduzione del delitto d’onore ovvero la gelosia come condizione da cui far dipendere la concessione di attenuanti) – eppure ascritte all’operato del giudicante – possano produrre un clamore ingiustificato, che rischia di delegittimare l’operato dell’autorità giudiziaria, rappresentandolo come arbitrario e misogino”. Insomma l’Anm dell’Emilia Romagna concede i diritto di critica ma critica chi critica una sentenza che, prima facie, è un po’, proviamo a non urtare nessuno, un po’ così, assolutoria rispetto all’esimente della tempesta emotiva dovuta alla gelosia dell’assassino di Olga Matei.

 

 

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Cronache

Abusi su ex guida, condannato il presidente di Napoli Sotterranea

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 La quinta sezione del Tribunale di Napoli (collegio A, presidente Cristiano) ha condannato a un anno e otto mesi di reclusione (pena sospesa) Vincenzo Albertini, 59 anni, presidente dell’associazione culturale “Napoli Sotterranea” accusato di violenza sessuale da una sua ex collaboratrice, Grazia Gagliardi, di 34 anni. Riconosciuta dai giudici la violenza sessuale ma di minore gravita’. L’imputato e’ stato anche condannato all’interdizione temporanea dai pubblici uffici (anche questa pena e’ stata sospesa). Inviati in Procura gli atti relativi a cinque testimoni della difesa, per ulteriori approfondimenti. Il pm Barbara Aprea, lo scorso 20 gennaio, al termine della requisitoria, aveva chiesto sette anni di reclusione per Albertini, che e’ stato difeso dagli avvocati Sergio Pisani e Maurizio Zuccaro. Rigettata le richieste di provvisionale: l’avvocato Alessandro Eros D’Alterio, legale di parte civile della Gagliardi, e il legale del Comune di Napoli, Marco Buzzo, avevano chiesto, rispettivamente, 250mila euro e 50mila euro di provvisionale. Albertini (che non era presente in aula, mentre era presente la vittima) venne rinviato a giudizio il 3 luglio 2019, dal gup di Napoli Anna Tirone, che accolse la richiesta del pm Stella Castaldo. Lo scorso 10 febbraio il Comune di Napoli ha annunciato il mancato rinnovo concessione del sito di “Napoli Sotterranea” e l’affidamento transitorio del sito, per 4 anni, ad un’azienda partecipata comunale. “Questa sentenza – hanno commentato gli avvocati Sergio Pisani e Maurizio Zuccaro, legali di Albertini – e’ un primo passo verso l’accertamento delle verita’ che certamente avverra’ dinnanzi ai giudici della Corte di Appello”. “Andremo avanti per il risarcimento nelle sedi competenti, – ha fatto sapere invece l’avvocato Alessandro D’Alterio – anche la mia cliente finita sotto processo e la Giuria ha creduto alla sua versione dei fatti mentre l’imputato è stato ritenuto responsabile del reato ascrittogli. Grazia è soddisfatta della condanna, ha capito che la pena e’ stata ridotto in virtu’ di attenuanti ma, ribadisco, la violenza c’e’ stata nelle modalità che lei ha sempre sostenuto”.

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Assembramenti, chiuso uno stabilimento balneare vicino Roma

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Nel corso dei servizi straordinari di controllo del territorio, il Commissariato di Polizia di Fiumicino ha proceduto alla chiusura immediata e per 5 giorni di uno stabilimento balneare sul lungomare di Maccarese, per “palese violazione delle misure sul distanziamento sociale”. Il provvedimento si e’ reso necessario perche’ l’elevato numero di persone, che “stipate ai tavoli consumavano alimenti e bevande ed ascoltavano musica, non ha permesso, rispetto allo spazio disponibile, di ripristinare le idonee distanze. Inoltre, gli avventori, mentre per la ressa si spostavano a fatica all’interno del locale, non utilizzavano sistemi di protezione”. Lo stesso esercizio commerciale, per analoghi motivi, era stato gia’ chiuso nei giorni scorsi dalla Polizia Municipale di Fiumicino.

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Giornalisti Espresso aggrediti:condannati 2 militanti estrema destra

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Due condanne per l’aggressione ad un giornalista e fotografo del settimanale Espresso avvenuta il 7 gennaio del 2019 al Verano mentre era in corso una commemorazione da parte di militanti di estrema destra per i morti di Acca Larenzia. I giudici hanno inflitto 5 anni e 6 mesi di carcere per Giuliano Castellino, leader di Forza Nuova, e per Vincenzo Nardulli di Avanguardia Nazionale. Nei confronti dei due il pm Eugenio Albamonte contesta i reati di lesioni e rapina aggravata. Lasciando l’aula Castellino ha urlato: “siete una manica di buffoni”.

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