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Turismo, giù le prenotazioni e l’estero fa paura

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Dopo un avvio di stagione all’insegna dell’ottimismo, la risalita dei contagi, il rallentamento della campagna vaccinale e le nuove restrizioni in arrivo allarmano il settore del turismo, che fa gia’ i conti con le prime disdette: a rinunciare alle vacanze e’ soprattutto chi ha prenotato all’estero, per il timore di possibili quarantene forzate e per l’incertezza sulle regole per il rientro. Ma soffre anche il turismo di prossimita’ last minute. In questo contesto gli operatori guardano con favore al possibile uso allargato del green pass, ma chiedono che “i controlli non vengano scaricati sui gestori di bar, locali, ristoranti” e che il governo continui a sostenere il settore. “Siamo molto preoccupati: fino a dieci giorni fa ci preparavamo a un’estate in forte ripresa, ora si prospetta una chiusura ancora piu’ rapida dell’anno scorso, quando i primi stop arrivarono a meta’ agosto”, ammette Marina Lalli, presidente di Federturismo Confindustria. “Se gli investimenti sostenuti per lavorare per 4-6 settimane d’estate si traducono solo in costi, non stiamo piu’ in piedi. Rispetto a perdite del 70% del fatturato dello scorso anno, avevamo previsto di portare a casa questa estate un 50% del 2019, con una crescita del 25% sull’anno scorso. C’e’ ancora una certa fiducia da parte dei clienti, che attendono gli sviluppi della situazione prima di cancellare le prenotazioni. Ma se dovessimo restituire le caparre come a marzo-aprile 2020 non avremmo piu’ le risorse per andare avanti”. Per Lalli, “l’estensione dell’uso del green pass puo’ essere una misura utile, anche come spinta a vaccinarsi. Ma chi controlla, per esempio, se il lasciapassare e’ falsificato? La responsabilita’ non puo’ essere lasciata ai gestori di un’attivita’ turistica”. Per Ivana Jelinic, presidente di Fiavet, “la maggioranza delle imprese, agenzie di viaggio, tour operator, alcune realta’ alberghiere, e’ allo stremo. La scorsa settimana abbiamo gia’ registrato un 50% in meno di richieste di viaggio, in Italia e all’estero, e chi ha gia’ prenotato comincia a disdire, per la paura di restare bloccato in altri Paesi e per l’incertezza sulle regole da seguire una volta rientrati. Questo accade sull’estero, ma anche in Italia: stiamo registrando le prime disdette anche per le settimane centrali di agosto in Sardegna”. In questa situazione “ben venga il green pass, ma introdurlo dall’oggi al domani potrebbe creare nuovi oneri per le realta’ produttive. E poi chi controlla, il barista? Aspettiamo fatti concreti: molte agenzie e tour operator attendono ancora la seconda tranche di ristori del bando febbraio-luglio 2020. Chiediamo concordati bilaterali con destinazioni anche extra Ue per consentire gli spostamenti in sicurezza. E poi controlli, controlli, controlli e una campagna vaccinale serrata”. Parla di “duro colpo” il presidente di Assoturismo Confesercenti, Vittorio Messina: “Le stime iniziali per l’estate erano di un +20% di giro d’affari rispetto al 2020, grazie soprattutto alla campagna vaccinale. Oggi quelle previsioni sono azzerate e temiamo un calo del 50% rispetto alle prenotazioni del 2020. Si preparano nuove restrizioni, un possibile ritorno al ‘giallo’ in alcune regioni: la nuova sfida al virus che pensavamo di ingaggiare a ottobre e’ in realta’ gia’ arrivata. Ben venga il green pass o qualunque misura serva ad arginare la variante Delta, ma bisogna definire strategie di intervento lineari e forti. La vittoria degli azzurri e’ stata uno spot straordinario per l’Italia, ma gli Europei sono stati vissuti come un ‘liberi tutti’. Non spetta a noi definire le linee di azione, ma certo a fronte di ulteriori chiusure rischiamo di non rialzarci piu'”.

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Stangata bollette, maxi-rincari per luce e gas

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Non si ferma la corsa dei prezzi dell’energia, con il petrolio che schizza ai massimi da tre anni. Una tensione che si protrae da mesi e le cui ripercussioni, oltre a pesare sui mercati e ad impensierire la Cina nella morsa della crisi energetica, finiscono per essere pagate a caro prezzo anche dai consumatori. Oltre alla benzina che continua a salire, arrivano, come ampiamente atteso, nuovi rialzi per le bollette di luce e gas. Da venerdi’ le tariffe crescono infatti di quasi il 30% per la luce e di oltre il 14% per il gas. Maxi-rincari che avrebbero potuto essere ben maggiori se non fosse sceso in campo il governo con un intervento da 3,5 miliardi. “La straordinaria dinamica dei prezzi delle materie prime verso i massimi storici e le alte quotazioni dei permessi di emissione di CO2, avrebbero portato ad un aumento superiore al 45% della bolletta dell’elettricita’ e di oltre il 30% di quella del gas”, spiega l’Autorita’ di regolazione per energia, reti e ambiente. Ma grazie al decreto d’urgenza del governo, che ha permesso di attutire l’impatto su 35 milioni di clienti tra famiglie (29 milioni) e microimprese, l’Arera ha potuto intervenire annullando transitoriamente gli oneri generali di sistema in bolletta e potenziando il bonus sociale alle famiglie in difficolta’ (per i 3 milioni di famiglie col bonus elettricita’ e i 2,5 milioni con il bonus gas gli incrementi sono stati praticamente azzerati). Con il risultato che gli aumenti per il quarto trimestre (ottobre-dicembre) saranno del 29,8% per la bolletta dell’elettricita’ della famiglia tipo in tutela e del 14,4% per quella del gas (grazie anche alla riduzione dell’Iva contenuta nel decreto). L’effetto finale e’ che la famiglia tipo spendera’ quest’anno circa 631 euro per l’elettricita’, con un aumento di circa 145 euro su base annua, e 1.130 euro per la bolletta del gas (+155 euro annui). Una spesa che risulta molto superiore (+30% per la luce e +15% per il gas) a quella del 2020, quando pero’, nel periodo della pandemia, i prezzi erano particolarmente bassi: se si raffronta con il 2019, prima dell’emergenza sanitaria, la spesa annua per l’elettricita’ risulta superiore di circa il 13%, mentre quella per il gas e’ praticamente tornata ai livelli pre-covid. “L’intervento del governo, cui abbiamo fornito il necessario supporto tecnico, ammorbidisce gli effetti in una fase delicata della ripresa per proteggere i consumatori piu’ fragili”, spiega il presidente dell’Arera Stefano Besseghini, che torna a ribadire la necessita’ di lavorare per “sfruttare tutte le opportunita’ per una riduzione strutturale dei costi energetici”. E’ infatti la seconda volta in tre mesi (lo aveva gia’ fatto a luglio con un intervento da 1,2 miliardi) che il governo e’ costretto ad attivarsi per mitigare gli incrementi in bolletta legati ai rincari dei prezzi dell’energia. Chiedono interventi strutturali anche i consumatori, che giudicano insufficienti gli interventi del governo, calcolando una “stangata” per le famiglie da oltre 300 euro annui. Dietro gli aumenti delle tariffe c’e’ il trend in forte crescita delle quotazioni delle principali materie prime energetiche, con in particolare i prezzi del gas cresciuti di oltre l’80% nel terzo trimestre rispetto ai tre mesi precedenti. Prezzi correlati anche al costo della Co2 che, da fine agosto, si e’ attestato oltre i 60 euro/tCo2 (erano 28 euro nel settembre 2020). Un andamento che non sembra destinato a invertire rotta nei prossimi mesi. Proprio oggi le quotazioni del Brent hanno superato gli 80 dollari al barile per la prima volta in quasi tre anni (corre anche il Wti, intorno ai 76 dollari), con Goldman Sachs che prevede possa arrivare a 90 dollari per fine anno.

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Draghi: il Governo candiderà Roma per Expo 2030

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  Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha comunicato che il governo candidera’ Roma Capitale ad ospitare l’Esposizione Universale del 2030, in una lettera inviata ai candidati a Sindaco di Roma Capitale. “Si tratta senz’altro di una grande opportunita’ per lo sviluppo della citta’”, scrive il Presidente Draghi nella sua lettera, ringraziando i candidati “per la dimostrazione di unita’ a favore della nostra Capitale”.

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Apple investe ancora in Academy Napoli, programmi fino a 2025

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Apple investe ancora nella Developer Academy di Napoli, fondata nel 2016 per preparare migliaia di studenti europei a lavorare nel mondo delle app compatibili con i sistemi operativi dell’azienda. In collaborazione con l’Universita’ Federico II, Cupertino estende infatti i programmi dell’Academy fino al 2025 e lancia Alumni, un nuovo piano di risorse per gli ex studenti che permettera’ di avere maggiori opportunita’ per costruire e sviluppare le loro iniziative imprenditoriali. “Crediamo che l’istruzione sia un potente strumento di miglioramento per le comunita’, in grado di creare nuovi percorsi verso l’innovazione e lo sviluppo economico. Siamo molto orgogliosi di estendere l’investimento di Apple a Napoli, promuovendo per i giovani della regione e di tutta Europa nuove opportunita’ di sviluppare competenze fondamentali che permetteranno loro di costruire una carriera nel vivace ecosistema delle app iOS”, spiega Lisa Jackson, vicepresidente di Apple per l’ambiente, le politiche e le iniziative sociali. Attraverso il nuovo programma Alumni, in particolare, tutti i diplomati dell’Academy avranno accesso a un Mac e a un iPhone per altri due anni, oltre ad un piano di programmi di formazione, networking, e accesso a relatori esterni. L’obiettivo – spiega l’azienda – e’ quello di sostenere gli ex studenti con risorse per aiutarli a continuare a sviluppare e creare nuove aziende. Gli studenti possono rimanere a Napoli o accedere al programma Alumni da qualsiasi parte d’Europa, espandendo la portata dell’Academy in tutto il continente. La classe 2021 dell’Academy inizia i corsi oggi, ed e’ composta da studenti provenienti da quasi 20 nazioni nel mondo. Dall’apertura nel 2016, quasi 2.000 studenti sono passati attraverso il programma dell’Academy, e oltre 100 aziende hanno partecipato ad eventi di recruiting e job fair per i diplomati.

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