Collegati con noi

Esteri

Tunisia, il Parlamento accorda la fiducia al governo del premier Elyes Fakhfakh

Avatar

Pubblicato

del

Dopo quasi 5 mesi dalle elezioni legislative dello scorso 6 ottobre la Tunisia si e’ dotata infine di un nuovo governo. Il parlamento tunisino ha infatti votato in nottata la fiducia, con 129 voti a favore, 77 contrari e una astensione, alla squadra del premier Elyes Fakhfakh, che e’ riuscito a compattare un insieme di forze politiche varie in nome del superiore interesse della nazione. Si tratta di un governo composto da 30 ministri, due sottosegretari (sei le donne), distribuiti in maniera piuttosto equilibrata tra uomini di partito e indipendenti, “scelti secondo i piu’ alti standard di competenza, integrita’, e incensuratezza”, che secondo Fakhfakh “senza dubbio creeranno una dinamica di gruppo e renderanno le azioni dell’esecutivo piu’ efficaci”. A sostegno del governo l’islamico Ennhadha, Achaab, Attayar, Tahya Tounes, e i partiti del gruppo Riforma nazionale, all’opposizione Qalb Tounes, la coalizione islamista Al Karama, Partito Desturiano Libero (Pdl) e tra gli altri Machrou Tounes, Afek Tounes.

Sette le priorita’ del governo annunciate da Fakhfakh nel suo discorso programmatico: sicurezza, miglioramento del potere d’acquisto, controllo prezzi e lotta a contrabbando e corruzione, rilancio dell’economia attraverso riforme strutturali, riduzione del deficit commerciale e protezione economia nazionale, mobilitazione di risorse finanziarie aggiuntive, soluzione alla crisi del bacino minerario e ripresa della produzione dei fosfati, messa in atto di meccanismi per trovare soluzioni a problemi lavoratori nei cantieri, nelle scuole. La principale sfida del governo di Fakhfakh, 48 anni, economista ed ex ministro del Turismo dal 2011 al 2013 e delle Finanze dal 2012 al 2014, e’ quella di superare la crisi economica e sociale che vive il Paese, con una debole crescita dell’uno per cento lo scorso anno, un forte indebitamento e una disoccupazione media del 15%. Non e’ un caso se ha iniziato il suo discorso promettendo un progetto di “profonda riforma” per riportare il paese sulle rotaie della stabilita’ economica e sociale basato su di un patto che riunisce i tunisini di tutte le sensibilita’ politiche attorno a un progetto “ambizioso” per ripristinare la fiducia della popolazione e alimentare la speranza tra i giovani. E con un parlamento cosi’ frammentato come quello fuoriuscito dalle ultime elezioni, con nessuna forza politica al di sopra del 25% delle preferenze, e’ consigliabile per Fakhfakh riuscire ad allargare ancora di piu’ il consenso della sua coalizione per dare maggiore stabilita’ all’esecutivo e una possibilita’ di riuscita alle riforme da intraprendere annunciate.

Advertisement

Esteri

Coronavirus: in Cina 54 nuovi casi, tutti da estero

Avatar

Pubblicato

del

 Sono 54 i nuovi casi di coronavirus in Cina nelle ultime 24 ore, tutti provenienti dall’estero. Lo ha comunicato la Commissione nazionale per la salute, aggiungendo che altri 383 pazienti sono guariti. Tre i morti, tutti nella provincia di Hubei dove pero’ nessun nuovo caso e’ stato registrato nelle ultime 24 ore. In totale in Cina si contano 81.394 casi di contagio. Le vittime dell’epidemia sono 3.295. I guariti nel complesso ammontano a 74.671.

Continua a leggere

Esteri

Biden sfiderà Trump, sua ex assistente lo accusa: mi ha abusata nel 26 anni fa

Avatar

Pubblicato

del

Un ex assistente di Joe Biden accusa il candidato democratico alla Casa Bianca di aver molestata sessualmente nel 1993. Tara Read, una delle otto donne che ha accusato Biden di averla toccata in modo inappropriato, entra nei dettagli e rivela che Biden l’ha baciata e abusata con le sue mani senza il suo consenso. Lo riporta Huffington Post.

Continua a leggere

Esteri

UE ad un passo dallo sfaldamento, Macron: Francia al fianco di Italia, basta egoismi

Avatar

Pubblicato

del

“Non voglio un’Europa egoista e divisa”: lo dice il presidente francese, Emmanuel Macron, in un’intervista riportata dall’agenzia AFP in cui sottolinea che “la Francia e’ al fianco dell’Italia”. “Non supereremo questa crisi – dice Macron – senza una solidarieta’ europea forte, a livello sanitario e finanziario”. “L’Ue, la zona euro, si riducono a un’istituzione monetaria e a un insieme di regole che consentono a ogni Stato di agire per conto suo? O si agisce insieme per finanziare le nostre spese, i nostri bisogni in questa crisi vitale?”.

Al Consiglio europeo di giovedi’ scorso, continua Macron, “dieci Paesi dell’eurozona, rappresentanti del 60% del suo PIL, hanno esplicitamente sostenuto” l’idea di “Coronabond”, di “una capacita’ di indebitamento comune, quale che sia il suo nome, oppure di un aumento del bilancio dell’Unione europea per permettere un sostegno reale ai paesi piu’ colpiti da questa crisi”. “Alcuni Paesi, tra cui la Germania – ha continuato Macron nell’intervista a tre quotidiani italiani – hanno espresso le loro reticenze. Abbiamo deciso di continuare questo fondamentale dibattito, al piu’ elevato livello politico, nelle prossime settimane. Non possiamo abbandonare questa battaglia. Preferisco un’Europa che accetti divergenze e dibattiti piuttosto che un’unita’ di facciata che conduce all’immobilismo. Se l’Europa puo’ morire, e’ nel non agire. Come Giuseppe Conte, non voglio un’Europa del minimo comune denominatore. Il momento e’ storico: la Francia si battera’ per un’Europa della solidarieta’, della sovranita’ e dell’avvenire”. Quanto alla crisi sanitaria e al modello di reazione dell’Italia e della Francia all’epidemia, Macron ricorda che in Francia “abbiamo preso le misure piu’ forti e al piu’ presto; abbiamo adottato, dinanzi a un numero di casi simile, le misure di restrizioni sociali qualche giorno prima dei nostri partner europei. Non me ne do alcun merito – aggiunge – perche’ la scienza ci ha illuminato e l’Italia ci ha preceduto in questa crisi che abbiamo potuto trarne le lezioni per noi stessi. Abbiamo imparato dalle esperienze dolorose del vostro Paese e dalle decisioni coraggiose prese dal vostro governo: molti paesi europei giudicavano eccessive tali restrizioni, oggi tutti le attuano perche’ sono indispensabili nella nostra guerra contro il virus”.

Continua a leggere

In rilievo