Collegati con noi

Ambiente

Tumori, ambiente e Terra dei Fuochi: da Villa Campolieto l’allarme di medici, giuristi e istituzioni sulla salute della Campania

A Villa Campolieto il convegno “La bellezza che cura” mette al centro il modello One Health. Focus su prevenzione, ambiente, tumori e tutela del territorio con gli interventi di Sergio Costa, Ambrogio De Siano, Francesco Argano e Carabinieri Forestali.

Pubblicato

del

Salute pubblica, ambiente, prevenzione e qualità della vita sono facce della stessa emergenza. È questo il messaggio emerso dal convegno “La bellezza che cura”, organizzato dall’associazione forense In Oltre nel Salone delle Feste di Villa Campolieto, nell’ambito della mostra “Pietra Viva” dell’artista Antonio Carotenuto.

Un confronto ampio e spesso diretto sui temi della tutela ambientale, della biodiversità, della prevenzione sanitaria e del rapporto tra degrado del territorio e salute delle comunità.

A moderare il dibattito il giornalista Paolo Chiariello, che ha guidato il confronto con domande incalzanti sul rapporto tra spesa sanitaria e prevenzione ambientale, sull’emergenza Terra dei Fuochi, sugli eco-crimini e sui ritardi italiani nella tutela del territorio.

Anna Brancaccio: “Tutela ambientale significa difendere il futuro delle comunità”

Ad aprire i lavori è stata Anna Brancaccio, presidente dell’associazione forense In Oltre.

“Difendere l’ambiente significa difendere la salute, la dignità e il futuro delle comunità”, ha spiegato Brancaccio, sottolineando come il convegno rappresenti un ulteriore passaggio di un percorso culturale e giuridico che l’associazione porta avanti sui temi della prevenzione e della responsabilità collettiva.

Sergio Costa: “La prevenzione ambientale riduce la spesa sanitaria”

Tra gli interventi più attesi quello del vicepresidente della Camera dei Deputati Sergio Costa, che ha rilanciato con forza il modello scientifico One Health, basato sulla connessione tra salute umana, ambiente ed ecosistemi.

“Investire in prevenzione ambientale significa anche ridurre la spesa sanitaria”, ha spiegato Costa, evidenziando come l’Italia continui a investire molto di più nella cura rispetto alla prevenzione.

Ampio spazio è stato dedicato anche alla proposta di legge 2320 per la riforma della legge quadro sulle aree protette.

Costa ha ricordato il ritardo italiano sugli obiettivi europei di tutela della biodiversità e ha illustrato alcuni punti centrali della riforma: rafforzamento delle aree marine protette, più autonomia agli enti parco, incremento delle risorse e potenziamento del ruolo dei Carabinieri Forestali.

De Luca: “Il Vesuvio è un territorio fragile”

Il presidente del Ente Parco Nazionale del Vesuvio Raffaele De Luca ha definito il Vesuvio “un grande patrimonio di biodiversità ma anche un territorio fragile”.

De Luca ha ricordato le oltre 3mila ordinanze di demolizione contro l’abusivismo edilizio emesse dal Parco e il rafforzamento delle attività contro discariche abusive e sversamenti illeciti.

“Proteggere ambiente significa proteggere l’aria che respiriamo, il cibo che mangiamo e l’acqua che beviamo”, ha dichiarato il presidente del Parco.

Carabinieri Forestali: “Gli eco-criminali avvelenano terra e falde”

Molto apprezzato anche l’intervento del Tenente Colonnello Marco Trapuzzano, comandante del Gruppo Carabinieri Forestale di Napoli.

Trapuzzano ha descritto il lavoro quotidiano dell’Arma nella repressione dei reati ambientali.

“Esiste l’eco-criminale che incendia o sotterra rifiuti avvelenando aria, terra e falde acquifere”, ha spiegato l’ufficiale, sottolineando il valore della prevenzione e del controllo costante del territorio.

Ambrogio De Siano: “Troppe regole rischiano di rendere inefficace la tutela ambientale”

Tra gli interventi più approfonditi e stimolanti quello del professor Ambrogio De Siano, Ordinario di Diritto Amministrativo e Coordinatore del Dottorato in Internazionalizzazione dei sistemi giuridici e diritti fondamentali dell’Università Vanvitelli.

De Siano ha affrontato il tema del rapporto tra diritto, ambiente e semplificazione normativa.

“L’eccesso di regole non sempre produce maggiore tutela ambientale”, ha spiegato il docente, evidenziando come spesso la stratificazione normativa finisca per rallentare procedure, controlli e interventi concreti.

Secondo De Siano, la tutela dell’ambiente non può basarsi esclusivamente sull’aumento delle norme.

“Servono poche regole, chiare, facilmente applicabili e accompagnate da grandi campagne di educazione e sensibilizzazione”, ha affermato il professore, sottolineando come la cultura della legalità ambientale debba diventare patrimonio collettivo e non soltanto materia da tribunali o uffici amministrativi.

Il docente ha inoltre richiamato il tema della responsabilità istituzionale e della necessità di una governance moderna dei territori fragili.

Francesco Argano: “Diagnosi precoce e ambiente sano sono decisive nella lotta ai tumori”

Molto forte anche il contributo del professor Francesco Argano, medico-radiosenologo del Centro Me.Di. di Castellammare di Stabia, che ha concentrato il suo intervento sul rapporto tra ambiente, prevenzione e patologie oncologiche.

Argano ha spiegato come la medicina moderna punti sempre più sulla diagnosi precoce e sulla prevenzione.

“La diagnosi precoce resta una delle armi più efficaci nella lotta ai tumori”, ha sottolineato il medico, ribadendo l’importanza degli screening e dei controlli preventivi.

Particolarmente significativo il passaggio dedicato all’impatto ambientale sulla salute.

“Esistono evidenze scientifiche sempre più solide sul collegamento tra qualità dell’ambiente e aumento di alcune patologie oncologiche”, ha spiegato Argano, richiamando la necessità di affrontare il tema ambientale non soltanto come questione ecologica ma anche sanitaria.

Secondo il medico, ambiente degradato, inquinamento e mancata prevenzione finiscono inevitabilmente per incidere sulla salute pubblica e sulla qualità della vita delle persone.

Antonio Carotenuto: “La bellezza è una necessità umana”

A chiudere il convegno è stato l’artista Antonio Carotenuto, protagonista della mostra “Pietra Viva”.

Carotenuto ha riportato il confronto sul rapporto tra uomo, natura e arte.

“La bellezza non è qualcosa di superficiale o decorativo. La bellezza è una necessità umana”, ha spiegato l’artista.

“Un territorio degradato produce sofferenza, mentre un territorio rispettato produce dignità, equilibrio e appartenenza”.

Advertisement

Ambiente

Mari mai così caldi a luglio, Copernicus: record negli oceani extrapolari

Nel luglio 2026 la temperatura media degli oceani extrapolari ha raggiunto 20,96 gradi, il valore più alto mai registrato nel mese. Record anche nell’Atlantico europeo e nel Mediterraneo occidentale.

Pubblicato

del

Nel luglio 2026 la temperatura superficiale degli oceani extrapolari ha raggiunto il valore più alto mai registrato per questo mese. La media è stata di 20,96 gradi, superando il precedente primato di 20,89 gradi rilevato nel luglio 2023.

A indicarlo sono i dati di Copernicus, il programma europeo di osservazione e monitoraggio della Terra. Il nuovo record è stato alimentato anche dallo sviluppo delle condizioni di El Niño nel Pacifico equatoriale.

Atlantico e Mediterraneo sotto osservazione

In Europa, temperature marine eccezionali sono state rilevate lungo le coste dell’Atlantico e nel Mediterraneo occidentale. Le anomalie sono state associate a diffuse ondate di calore marine, classificate in numerose aree come forti o gravi.

Il fenomeno può avere conseguenze rilevanti sugli ecosistemi, sulla biodiversità e sulle attività economiche delle comunità costiere. Secondo le previsioni, le temperature particolarmente elevate potrebbero rafforzarsi ulteriormente nei prossimi mesi.

Estate eccezionale nell’Europa occidentale

L’Europa occidentale ha vissuto il periodo giugno-luglio più caldo mai osservato. Nel solo mese di luglio si sono verificate la terza e la quarta ondata di caldo dall’inizio di maggio, confermando il carattere eccezionale dell’estate 2026.

In ampie zone della regione è proseguita anche la siccità già rilevata tra maggio e giugno. La combinazione tra temperature elevate, scarsità di precipitazioni e vegetazione secca ha favorito la diffusione e l’intensificazione degli incendi, aumentando la pressione sui territori e sui sistemi di protezione civile.

Continua a leggere

Ambiente

Eclissi e Perseidi, il cielo spettacolare del 12 agosto

Il 12 agosto eclissi parziale di Sole al tramonto e, nella notte, il picco delle Perseidi. Attese fino a 100 meteore l’ora in condizioni ideali.

Pubblicato

del

Prima il Sole parzialmente oscurato al tramonto, poi le scie luminose delle Perseidi. Il 12 agosto il cielo offrirà una rara successione di fenomeni astronomici, favorita anche dalla Luna nuova che renderà particolarmente buia la notte delle stelle cadenti.

L’eclissi sarà totale soltanto lungo una fascia che attraverserà la Russia settentrionale, la Groenlandia, l’Islanda, la Spagna e una piccola area del Portogallo. In Italia sarà visibile esclusivamente come parziale.

Copertura vicina al 95% nel Nord-Ovest

L’eclissi inizierà in Italia poco prima delle 19.30, con orari leggermente differenti secondo la località. La copertura del disco solare aumenterà procedendo da Sud-Est verso Nord-Ovest.

Secondo le mappe dell’Istituto nazionale di astrofisica, si passerà da circa il 18% della Calabria a oltre il 93% in Piemonte e Liguria. Le punte più alte, vicine al 95%, sono previste nel Ponente ligure e nella Sardegna nord-occidentale.

In diverse zone del Centro-Sud il massimo astronomico si verificherà quando il Sole sarà già tramontato. Per osservare il fenomeno sarà quindi necessario scegliere un luogo con l’orizzonte completamente libero verso ovest-nord-ovest, preferibilmente lungo la costa o su un’altura ben esposta.

Come guardare l’eclissi senza rischi

Non bisogna mai osservare direttamente il Sole, neppure durante un’eclissi parziale. Sono necessari occhiali certificati secondo lo standard ISO 12312-2 oppure filtri solari specifici.

Occhiali da sole, vetri anneriti, pellicole fotografiche e filtri improvvisati non proteggono gli occhi. Binocoli, telescopi e macchine fotografiche devono essere utilizzati soltanto con filtri professionali collocati davanti all’obiettivo.

Fino a 100 Perseidi ogni ora

Dopo il tramonto sarà la volta delle Perseidi, le popolari lacrime di San Lorenzo. Il massimo dello sciame è previsto nella notte tra il 12 e il 13 agosto, quando potranno essere osservate teoricamente fino a 100 meteore all’ora in condizioni ideali.

Il numero realmente visibile dipenderà dalla presenza di nuvole, dall’inquinamento luminoso e dal punto scelto per l’osservazione. La Luna nuova garantirà però un cielo privo del disturbo lunare, permettendo di scorgere anche le meteore più deboli.

Le Perseidi hanno origine dai frammenti lasciati dalla cometa 109P/Swift-Tuttle. Quando la Terra attraversa questa nube di polveri, le particelle entrano nell’atmosfera a circa 59 chilometri al secondo e producono le caratteristiche scie luminose.

Continua a leggere

Ambiente

Alberi monumentali, 82 nuovi giganti verdi

Il Masaf inserisce 82 nuovi alberi monumentali nell’Elenco nazionale. Le nuove iscrizioni riguardano Abruzzo, Umbria e Puglia.

Pubblicato

del

L’Italia protegge altri 82 giganti verdi. Il decimo aggiornamento dell’Elenco nazionale degli alberi monumentali, approvato dal ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, comprende nuovi esemplari di Abruzzo, Umbria e Puglia.

L’Elenco raggiunge così 5.008 schede, corrispondenti a 17.564 esemplari: 4.524 singoli alberi e 13.040 piante appartenenti a gruppi omogenei, come filari, viali, boschetti e alberature di parchi storici. Elenco ufficiale del Masaf

«Questi giganti verdi non sono soltanto alberi, ma parte del nostro territorio, della nostra cultura e della nostra storia», sottolinea il ministro Francesco Lollobrigida.

Il pino coricato di Pescara

Tra i nuovi ingressi figura il Pino d’Aleppo “coricato” di Pescara, con un tronco di oltre due metri di circonferenza disteso sul terreno a causa di un antico cedimento.

Per la scienza rappresenta un raro esempio di adattamento. La leggenda racconta invece che l’albero si sia piegato verso il mare, attratto dal canto delle ninfe.

Il Tasso Vetusto della Foresta Umbra

In Puglia è stato riconosciuto il Tasso Vetusto della Foresta Umbra, esemplare millenario con una circonferenza superiore ai tre metri.

Conosciuto come “Albero della Morte” per la tossicità di foglie e semi, è anche simbolo d’immortalità grazie alla capacità di generare nuovi fusti dal proprio legno in decomposizione.

La Roverella di Nottoria

In Umbria entra nell’Elenco la Roverella di Nottoria, una quercia con un tronco di oltre cinque metri di circonferenza.

Una leggenda popolare narra che l’albero trattenne le foglie secche durante l’inverno per impedire al Diavolo di dominare la Terra nei mesi in cui i rami sarebbero dovuti restare spogli.

Storie e miti accompagnano così esemplari tutelati per età, dimensioni, rarità, valore ecologico e capacità di custodire l’identità del paesaggio italiano.

Continua a leggere
error: Contenuto Protetto